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Visualizzazione post con etichetta Anish Kapoor. Mostra tutti i post
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15/12/23

Anish Kapoor si plasma a Palazzo Strozzi




A Firenze le auliche sale di Palazzo Strozzi ospitano fino al 4 febbraio 2024 una variegata mostra sul lungo percorso artistico di Anish Kapoor, che sta riscuotendo molto interesse.

La grande mostra intitolata "Anish Kapoor. Untrue Unreal", è curata da Arturo Galansino, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi, che ha progettato l'evento, nelle diverse sale del piano nobile in cooperazione con  l'artista.

Per l'occasione nella corte rinascimentale è stato posto anche un progetto apposito che mette in risalto il complesso lavoro di questo importante artista internazionale. 





CS

Dal 7 ottobre 2023 al 4 febbraio 2024, Fondazione Palazzo Strozzi presenta Anish Kapoor. Untrue Unreal, una grande mostra ideata e realizzata insieme al celebre maestro che ha rivoluzionato l’idea di scultura nell’arte contemporanea. A cura di Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, la mostra propone un percorso tra monumentali installazioni, ambienti intimi e forme conturbanti, creando un originale e coinvolgente dialogo tra l’arte di Anish Kapoor, l’architettura e il pubblico di Palazzo Strozzi.

Attraverso opere storiche e recenti, tra cui una nuova produzione specificatamente ideata in dialogo con l’architettura del cortile rinascimentale, la mostra rappresenta l’opportunità di entrare in contatto diretto con l’arte di Anish Kapoor nella sua versatilità, discordanza, entropia ed effimerità. Palazzo Strozzi diviene un luogo concavo e convesso, integro e frantumato allo stesso tempo in cui il visitatore è chiamato a mettere in discussione i propri sensi.




Nell’arte di Anish Kapoor, l’irreale (unreal) si mescola con l’inverosimile (untrue), trasformando o negando la comune percezione della realtà. Ci invita a esplorare un mondo in cui i confini tra vero e falso si dissolvono, aprendo le porte alla dimensione dell’impossibile. Le sue opere uniscono spazi vuoti e pieni, superfici assorbenti e riflettenti, forme geometriche e biomorfe. In un mondo in cui la realtà sembra sempre più sfuggente e manipolabile, Anish Kapoor ci sfida a cercare la verità oltre le apparenze, invitandoci a esplorare il territorio dell’inverosimile e dell’irreale, untrue e unreal.




La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi. Main Supporter: Fondazione CR Firenze. Sostenitori: Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi. Main Partner: Intesa Sanpaolo. Con il contributo di Città Metropolitana di Firenze. Con il supporto di Maria Manetti Shrem e Fondazione Hillary Merkus Recordati. Si ringrazia Galleria Continua.

La mostra si inserisce nell’ambito della Florence Art Week, iniziativa promossa dal Comune di Firenze in programma dal 28 settembre all’8 ottobre 2023.




Anish Kapoor

Nato a Mumbai, in India, nel 1954, Anish Kapoor ha vissuto e lavorato a Londra a partire dalla metà degli anni Settanta studiando presso l’Hornsey College of Art e il Chelsea College of Art. Attualmente vive e lavora tra Londra e Venezia.

Le sue opere sono esposte nelle più importanti collezioni permanenti e nei musei di tutto il mondo, dal Museum of Modern Art di New York alla Tate di Londra, alla Fondazione Prada di Milano, ai Musei Guggenheim di Venezia, Bilbao e Abu Dhabi. Recenti mostre personali si sono tenute presso: Galleria dell’Accademia e Palazzo Manfrin, Venezia (2022); Modern Art Oxford (2021); Houghton Hall, Norfolk (2020); Pinakothek der Moderne, Monaco (2020); Central Academy of Fine Arts Museum and Imperial Ancestral Temple, Pechino (2019); Fundación Proa, Buenos Aires (2019); Serralves, Museu de Arte Contemporânea, Porto (2018); Museo Universitario Arte Contemporáneo (MUAC), Città del Messico (2016); Reggia di Versailles, Francia (2015); Jewish Museum and Tolerance Center, Mosca (2015); Walter Gropius Bau, Berlino (2013); Sakip Sabanci Muzesi, Istanbul (2013); Museum of Contemporary Art, Sydney (2012).

Anish Kapoor ha rappresentato la Gran Bretagna alla 44. Biennale di Venezia nel 1990, dove ha ricevuto il Premio Duemila. Nel 1991 ha vinto il Premio Turner e in seguito ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali.

Noto anche per le sue opere architettoniche, tra i progetti pubblici che ha realizzato ricordiamo: Cloud Gate (2004), Millennium Park, Chicago, USA; Leviathan (2011) esposto a Monumenta 2011, Parigi; Orbit (2012), Queen Elizabeth Olympic Park, Londra; Ark Nova, sala da concerto gonfiabile creata per il Lucerne Festival in Giappone (2013); Descension (2014) installata al Brooklyn Bridge Park, New York, USA (2017); le fermate della metropolitana di Napoli Traiano e Università-Monte S. Angelo a Napoli (in completamento, 2002-2023).


 






Nelle immagini, gli allestimenti della mostra. Foto di Ela Bialkowska / OKNO studio








reportage di Lucia Polano

18/05/21

Anish Kapoor a Venezia

 Interni in fase di restauro dalla società Una.Studio

Anish Kapoor aprirà una sua fondazione a Venezia nell'antico cuore del quartiere Cannaregio, a Palazzo Manfrin, con la sua  Anish Kapoor Art Foundation proporrà la sua collezione privata in  permanente e ospiterà un programma di mostre temporanee. Ora si è iniziato con il progetto di ristrutturazione dell'antico palazzo veneziano del XVIII secolo con l'obiettivo forse di aprire per il 2022 nei mesi della Biennale di Venezia quando all'Accademia ci sarà anche una sua grande retrospettiva. 

Google View

22/08/19

Orbit, l'arte fallimentare



Già quando è stata realizzata era brutta ora è anche in forte debito, si tratta della faraonica e grottesca idea di Anish Kapoor che era stata voluta dal gruppo ArcelorMittal col nome di Orbit per festeggiare il Parco Olimpico di Londra a Stratford.

Poi nel 2016, con una idea ancora più ridicola, si è trasformata in torre panoramica e, grazie al supporto di Carsten Höller, in un banalissimo inutile caro lungo scivolo e ora pare proprio che la smonteranno, visto che la gestione viene a costare uno sproposito. 

Via non sempre l'arte gigantesca ha successo. 

03/06/19

Anish Kapoor alla Lisson




La galleria londinese Lisson propone la diciassettesima mostra dell’artista Anish Kapoor, che presenta un nuovo corpus di opere che riunisce due percorsi fondamentali della sua pratica: il linguaggio geometrico e iconici sulla pietra e le ricerche entropiche nella pittura.





13/06/18

Buren + Kapoor



La galleria Continua nei suoi spazi di via Castello A San Gimignano ha reso possibile la collaborazione fra Daniel Buren e Anish Kapoor in un originale progetto espositivo.

L'evento si sviluppa in un doppio percorso storico, con alcune delle più emblematiche opere degli artisti, che si intervalla in un incontrano, in forma di una grande installazione artistica.
  


DANIEL BUREN & ANISH KAPOORA sei mani, 2018, work in situ
white adhesive vinyl large 8,7 cm, black pvc, iron, site specific dimensions. 
Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio


30/12/14

Anish Kapoor a Versailles

foto EPV / Thomas Garnier

Sarà l'artista Anish Kapoor ad intervenire nel parco del Castello di Versailles la prossima estate del 2015, da Giugno a Ottobre, con le sue grande installazioni. 

L'evento sarà realizzato con la galleria Lisson di Londra, l'artista era già intervenuto alcuni anni fa con un grande lavoro site-specific nel Grand Palais, riscuotendo un grande successo. 


18/02/14

Una città nelle Utopie - Monumenta 2014


Prenderà avvio dal 10 Maggio la nuova edizione di Monumenta, che dal 2007 invita un artista di statura internazionale per affrontare la navata del Grand Palais, un grande serra di 13.500 m2 di cui 35 di altezza.

A.Kiefer

Hanno già realizzato progetti incredibili Anselm Kiefer, con le sue stanze sotto il sole, la passeggiata di Richard Serra, la grande raccolta del tempo passato di Christian Boltanski, gli spazi interni esterni di Anish Kapoor e i colori di Daniel Buren sono riusciti a rispondere a questa sfida.


C.Boltanski

Per la sesta edizione, saranno gli artisti di origine russa Ilya ed Emilia Kabakov, che offriranno al pubblico di perdersi nei meandri di una città utopica, una strana città.

A.Kapoor

L'evento è organizzato dalla Réunion des Musées Nationaux - Grand Palace in collaborazione con il Museo d'Arte Multimediale di Mosca.
D.Buren

R.Serra 
Foto di Didier Plowy

11/08/13

Kazimir Malevick / Anish Kapoor


   Vagavo nel tempo, distrattamente mi son perso.

   Perplesso di questa libertà, ho trovato riposo in quest’angolo, disorientato ho colto il piacere di fermarmi.

   Tutto era così sospeso e instabile, lo sguardo si posò su quest’opera, trovandovi riscontro di quest’universo.

   Dei nostri dubbi, del nostro rileggerci per ordinarci, del nostro riconoscere cose che non ci sono.

19/06/13

Anish Kapoor a Berlino


Al Martin-Gropius-Bau è in corso una bella mostra su Anish Kapoor, con alcune delle sue opere più note allestite in modo molto omogeneo.

Kapoor è nato a Bombay nel 1954, è uno degli esponenti più importanti della scultura britannica. Nel 1973 giunse a Londra, dove ha vissuto e lavorato. 

Kapoor ha studiato alla Hornsey Scuola di scultura d'arte. Hornsey era allora il più radicale tra scuole d'arte di Londra - più aperto alle influenze di Marco Eschen rivoluzioni che sono stati sviluppate nei movimenti studenteschi. Nel 1990 è presentato alla Biennale di Venezia, nel Padiglione della Gran Bretagna e ha ricevuto l'ambito "Premio 2000" dalla giuria internazionale. Nel 1991, il prestigioso Turner Prize gli è stato assegnato. 

15/12/12

Doni d'artisti



La BBC segnala che gli artisti Tracy Emin, David Hockney, Anish Kapoor, Grayson Perry e tanti altri, per un totale di 97 lavori, sono stati donati alla Royal Academy of Art in occasione del giubileo di diamanti della Regina d'Inghilterra. 

notizia = http://www.bbc.co.uk/news/entertainment-arts-20724779

28/08/12

Tate Modern - l'arte in cerca di sponsor




Con l’opera di Tino Sehgal « This association » si conclude da parte dell’ Unilever la sponsorizzazione dei grandi progetti nella Turbine Hall della Tate Modern. 


Dopo oltre dieci anni di sostegno il gruppo anglo-olandese termina il sostegno di questa particolare rassegna che ha avuto eventi di rilievo internazionale con progetti quali "Marsyas" Anish Kapoor nel 2002, "The Weather Project" ideato da Olafur Eliasson nel 2003-04, portando oltre un milione di visitatori, la famosa spaccatura « Shibboleth » di Doris Salcedo nel 2007 o le tre incredibili torri di Louise Bourgeois che avviarono l’iniziativa nel 2000, foto sopra. 


La Unilever ha sponsorizzazione con 4,4 milioni di sterline tutti questi eventi e continuerà a sostenere in modo continuato altre attività del noto museo di arte contemporanea londinese. 


La Turbine Hall sarà chiusa temporaneamente per alcuni mesi nel prossimo anno per permettere la conclusione della costruzione della nuova area di ampliamento del museo, ideata dagli architetti Herzog & de Meuron che avevano già progettato l’edificio iniziale. Intanto lo staff sta cercando nuovi sponsor per i futuri progetti. 





11/09/11

Ark Nova




Ark Nova sarà una grande sala da concerto trasportabile ideata da Anish Kapoor con Arata Isozaki che ospiterà dal 2012 diversi eventi culturali nella regione di Higashi Nihon, colpita dal sisma e poi dallo tsunami lo scorso 11 Marzo.

Partners dell’iniziativa Kajimotomusic e il Festival di Lucerna, Yasuhisa Toyota, David Staples.

25/06/11

Odilon e Anish - quando il tempo unisce le sensibilità




A Parigi nei giorni scorsi si sono concluse due stupende mostre nel magnifico complesso del Grand Palais, una sul magico Odilon Redon e l’altra sul portentoso Anish Kapoor. Personaggi che hanno dialogato nel loro linguaggio molto parallelo e simbolistico.

Nella grande area coperta, dello stupendo edificio in ferro battuto realizzato nel 1900, l’immensa struttura, dal suggestivo titolo di “Leviathan”, ideata da Anish Kapoor offre avvincenti rimandi all’incantevole mostra su Odilon Redon presente nella galleria accanto, a tanti anni di distanza dalla magnifica mostra monografica del 1956 all'Orangerie.

I due artisti hanno in comune molte sensibilità e fisionomie.

Entrambi amano le forme sferiche, le suggestioni delle curve e della linearità.

I loro lavori sono spesso declinati nella penombra, nella delicatezza delle declinazioni cromatiche che mutano al variare della luce.

I due artisti operano in un proprio linguaggio molto simbolistico e inquietante.

Solamente le dimensioni cambiano per uno minime e dettagliate per l’altro immenso.

L’opera di Kapoor occupa tutta la gran hall dell’edificio, creando nella sua duplice fruizioni, prima si visita la parte interna e poi si viene guidati verso l’esterno, che rivela le suggestioni delle particolari forme precedentemente percepite in modo vago.

L’opera, rispetto a quella non vista a Venezia pochi giorni prima, si presenta imponente ma leggiadra, equilibrio che rimanda alle sue terre cromatiche di tanti anni fa in cui la delicatezza del colore era addensata dalla matericità della forma primaria.

Contrasti che si ripetono nell’opera di Redon che nelle sue elaborazioni, in particolare nelle stampe, di forme naturali rivelano essenze di vita animistica e dolorosa ma che poi nella sua fase finale scopre (forse ri-scopre) un’intensità cromatica pari alle terre sopra citate.

Affascinante notare come nel passare dei decenni tematiche molto simili siano rielaborate dagli artisti, che lontani nel tempo paiono così vicini nell’espressività.

Per chi volesse vedere la mostra di Odilon Redon può recarsi a Montpellier, dove sarà proposta dal 5 Luglio al 16 Ottobre.

25/10/10

Tout le monde a Paris




Dopo l’immersione londinese queste giornate parigine sono un proseguimento gioioso e variegato. Anche qui un clima nordico ci accompagna nelle diverse esposizioni e come il tempo anche l’esposizioni sono molto diverse.

Se la sezione giovanile della Fiac nella Cour Carré del Louvre non è proprio al massimo, molto viene compensata dalla sezione del Gran Palais dove la qualità delle grandi gallerie si vede. Colpisce tutti la grande opera di Anish Kapoor proposta da Kamel Mennour e lo stupendo intervento cromatico di Michael Craig-Martin nello stand di Claudine Papillon.

Particolarmente bella la sezione delle sculture nei giardini delle Tuileries.

Per quello che riguardano le altre fiere posso dire che la piccola ma elegante Silk proprio davanti alla Tour Eiffel si conferma come un interessante evento più avvolgente e sereno.

Come sempre da Art Élysées l’esposizione a corridoio pare confusa, troppa roba e molto ammasso, meglio sicuramente da Show Off con una selezione più minimale e curata.

Slick gioca la carta dell’oriente che però non mi affascina molto. Cutlog ha una stupenda posizione che però penalizza molto la fruizione delle opere.

La sorpresa maggiore viene da Chic ben curata e in una location adatta a questo mix di elementi. Colpisce notare che comunque è costante ovunque un folto pubblico

Le proposte museali sono molto ampie e diversificate. Le mostre di Arman e di Nancy Spero al Pompidou non mi piacciono molto, meglio Carol Bove premio Lafayette 2010 al Palais de Tokyo.

Nittis al Petit Palais e Monet al Gran Palais sono proprio meravigliose, assolutamente da non perdere.

Ora guardiamo alla prossima fiera, che si svolgerà in Italia, e cioè Artissima a Torino.

19/10/10

Giornate londinese - spazi pubblici Serpentine, Art Angel e Whitechapel



Alla Serpentine Gallery fino al 7 Novembre è in corso la mostra di Klara Lidén, realizzata in cooperazione con Moderna Museet di Stoccolma.

L’esposizione presenta una serie di installazioni, film, realizzate nel contesto dello spazio ospitante. Usando materiale di scarto ha operato nello spazio della galleria creando un percorso di sensazioni spaziali e cromatiche che relazione con le dinamiche di questo particolare edificio posto nel centro del parco londinese.
Il risultato è molto giovanilistico per cui aspettiamo che cresca prima di formulare giudizi troppo critici.




Accanto c’è il suggestivo Padiglione estivo che quest’anno è stato ideato da J. Novel di un bel rosso fiammante.

Organizzato dallo staff della Serpentine, Sabato 16 e Domenica 17 si è svolto presso le eleganti saloni della Royal Geographical Society accanto alla Albert Hall una maratona artistica sul tema della mappatura.

Come oramai diventata consuetudine una due giorni di tante parole, forse troppe e poche realtà.

Ma chissà, alla fine qualcosa ne uscirà di questo autocelebrazione che i soliti invitati proposti da Obrist propongono oramai ogni anno per una visibilità troppo pubblicitaria e poco culturale.

Nello stesso parco sono esposte 4 opere di grandi dimensioni del classico Anish Kapoor che come sempre attraggono decine di persone, soprattutto divertite dal potersi fotografare.

Invece completamente sono e invisibile agli occhi i quattro interventi di Susan Philipsz ideati per Artangel nel centro della City di Londra, magicamente immerso nel mondo urbano si sentono sonorità elisabettiane.

Segnalo poi la mostra delle sculture di Claire Barclay alla Whitechapel, proposta dalla Bloomberg Commission.

Questo spazio rinnovato recentemente offre anche altre interessanti iniziative, tra cui una bella riedizione della documentazione della famosa mostra This is Tomorrow del 1956 che viene riproposta in diverse sezioni quella in corso in questi giorni: “Keeping it Real: An Exhibition in 4 Acts: Act 2: Subversive Abstraction”.

16/10/09

Londra, da Zooart alla National Portrait Gallery, l’arte in mille sfumature

Come sempre corollario di Frieze una serie di grandi e piccole dinamiche occasioni alternative, tra cui Zooart Fair, orfana del centralissimo spazio dietro alla Royal Academy si è trasferita negli scomodi ma molto suggestivi luoghi dietro la Liverpool Station. Realizzando una serie di iniziati curatoriali molto interessanti e dinamiche. La prima dal titolo “Altogether Elsewhere” coordinata da Rob Tufnell che propone opere di Alighiero Boetti, Jedediah Caesar, Joyce Campbell, Adam Chodzko, Andy Coolquitt, Thea Djordjadze, Jason Dodge, Richard Hughes, Gülsün Karamustafa, Phillip Lai, Jim Lambie, Mike Nelson, Kate Owens, Mungo Thomson, Jennifer West.Poi c’è la mostra “Calipso” ideata da Studio Voltaire che ha commissionato a Nicholas Byrne e Anthea Hamilton un progetto site-specific. Mentre FormContent, progetto curatoriale iniziato nel 2007 fra Francesco Pedraglio, Caterina Riva e Pieternel Vermoortel, propone “The Filmic Convention” con opere di Meris Angioletti, Salvatore Arancio, Filipa César, Jos De Gruyter & Harald Thys, Beatrice Gibson, Gabriel Lester, Thomas Lock, Gintaras Makarevicius, Sefer Meminonlu, Laurent Montaron, Alexandra Navratil, Lois Rowe, Laure Prouvost, Dan Shaw-Town & Tim Winter, Kathrin Sonntag, Jason Underhill. Conclude il ricco programma il progetto filmico coordinato da LUX in cooperazione con gli studenti del Curating Programme of the Department of Art, Goldsmiths, sono presentati lavori di Rosa Barba, Ellen Cantor, Steve Reinke & James Richards, Francisco Valdés. Il premio Champagne Perrier-Jouët per quest’anno è stato assegnato all’operato di Scoli Acosta.

Oltre alle fiere, c’è anche una autogestita al Barbican www.freeartfair.com e comunque ci sono per tutto l’anno eventi legati all’arte, ad esempio l’elegante Art London a Chelsea si è conclusa giusto tre giorni fa. Sono tante e per fortuna di buona qualità, le proposte parallele di tutto il circuito culturale/artistico che la città di Londra offre. La più intensa quella proposta alla Serpentine Gallery nel padiglione temporaneo con due giorni, il 16 e 17 Ottobre, in cui si realizza una maratona poetica succeduta poi con due giornate sull’artista Gustav Metzger e il suo principio di arte “autodistruttiva” di cui è in corso una emozionante mostra negli spazi interni.

Sempre con lo zampino di Hans Ulrich Obristè stata l’apertura del Museum of Everything a nord di Regent Park, un progetto molto particolare e che completa sicuramente il panorama della varietà dell’arte e che abbracci i suoi margini più affascinanti.

Alla Tate Modern l’inaugurazione dell’iniziativa Unilevers ha nuovamente suscitato commenti e critiche con il progetto di Miroslaw Balka ispirato ad una novella di Samuel Beckett “How it is” lavoro molto inquietante, in cui immergersi nelle ore più quiete per poterne appieno penetrare. Mentre al suo interno molto piacevole e documentativa la mostra su John Baldessari e significativa la mostra “Pop Life: Art in a Material World” che mette molto bene in evidenza come tanta arte del nostro presente dipenda dalla commercializzazione. Qui vengono presi in esame situazioni come il Pop Shop di Keith Haring e altre che hanno dato supporto e forse una marcia in più al valore stesso dell’opera artistica (interessante notare che fra i curatori dell’evento c’è Alison M. Gingeras responsabile della collezione di François Pinault, grande stratega contemporaneo). Per l’occasione un “grande coniglio” di un noto artista americano battuta a cifre stratosferiche ora è stato posto come totem pubblicitario in Covent Garden per ricordare alla grande folla che c’è dell’arte da vedere alla Tate Modern.

Nella sezione britannica della Tate, si è appena avvito il confronto dei finalisti del Turner Prieze, quest’anno i contendenti sono l’italiano Enrico David, il giovane Roger Hiorns, un’inquietante Lucy Skaer e l’elegante Richard Wright, con nume tutelare Gagosian, chi vincerà? Io parteggio per Enrico David anche se l’opera di Roger Hiorns, mi pare molto interessante.

Ancora Turner ma proprio sul suo lavoro artistico, in un confronto con altri grandi artisti quali Canaletto, Rubens, Rembrandt e Tiziano, è dedicata una bella mostra mentre proseguono quelle sulla tecnica usata dal grande artista inglese ed è presentato il progetto video/istallativo “The Surface of Each Day is a Different Planet” commissionata a Raqs Media Collective.

In centro alla Royal Academy c’è una grande mostra retrospettiva su Anish Kapoor, che fu vincitore nel 1991 del Premio Turner, intensa ed emozionante. Una stupenda immersione nei colori e nelle plasticità, sollecitati dalla particolare istallazione/esplosione cromatica (che si può anche seguire al sito http://www.royalacademy.org.uk/exhibitions/anish-kapoor/live-gallery-webcam,99,MA.html ). In contemporanea sono in corso una mostra dedicata a degli scultori innovativi nel primo novecento inglese: Jacob Epstein, Henri Gaudier-Brzeska e Eric Gill. Oltre ad una esposizione dedicata all’arte optical di Michael Kidner RA.

Il più classico British Museum offre un’emozionante e brillante mostra dedicata a Montezuma e alla cultura Atzeca, stupenda mostra etnografica/artistica con un accorto allestimento.

Nella rinnovata Whitechapel c’è il politicamente artistico Goshka Macuga, polacco ma oramai inglese d’adozione, che “ri-interpreta un noto arazzo di Guernica. Una mostra dedicata alle recenti partecipazioni degli artisti inglesi alla Biennale di Venezia. Mentre in un sezione è presentato la recente produzione artistica di Sophie Calle (peccato averne già vista parte a Venezia e Parigi negli anni scorsi, e qui ritorna la mia vecchia polemica delle mostre che per anni girano in Europa sempre con la stessa roba, pareva che ci fosse più varietà anni fa ora tutto è troppo omologato). Conclude la variegata proposta una mostra ideata da Jeremy Deller e Alan Kane sulla trasformazione del paesaggio inglese.

Negli spazi delle gallerie private segnalo alla Modern Art un delicato Richard Tuttle. Da Brown i lavori di Mario Ybarra Jr., da Crisp Francesco Stocchi propone Elio Cantori, dalla Matt’s Gallery Paul Carter con Hotel. La Whitecube si offre con assi da novanta, Damien Hirst e Anselm Kiefer, come sempre il grande Hirst non si accontenta e si fa ospitare anche dalla Wallace Collection con opere che sembrano un poco troppo beconiane. Tanto inquietanti i lavori di Jonas Burgert quanto museale la mostra su Enrico Castellani, Dan Flavin, Donald Judd e Gunther Uecker da Haunch Of Venison. Da Max Wigram un interessante Athanasios Argianas. Mentre inun’altro piccolo museo inglese, quello dedicato a Sigmund Freud, c’è il progetto “Hysteria” con lavori di Mat Collishaw, evento curato da James Putnam. Grande folla all’inaugurazione della mostra su Robert Mapplethorpe da Allison Jacques grazie alla presenza di Patti Smith. Segnaliamo anche lo spazio176 con opere dalla collezione Zabludowicz attiva da alcuni anni.

E se non si è paghi di tutte le grandi proposte, potete consolarvi ed entusiasmarvi per la mostre “Maharaja, splendori nelle corti reali d’India” che è in corso alla Victor & Albert Museum, un tripudio di opulenza e meraviglia.

Concludiamo il giro nuovamente in Trafalgar Square alla National Portrait Gallery dove giusto si è conclusa la bella mostra sulle “Gay Icons” ed inizia una lunga carrellata “Beatles to Bowie” assolutamente da non perdere.