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Visualizzazione post con etichetta Royal Academy. Mostra tutti i post
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06/10/19

Antony Gormley alla Royal Academy di Londra




Antony Gormley,  Clearing VII, 2019.  Installation view, ‘Antony Gormley’, Royal Academy of Arts, London, 21st September to 3rd December 2019.


Approximately 8 km of 12.7 mm square section 16 swg aluminium tube, dimensions variable.. © the Artist. Photo: David Parry.



La Royal Academy of Arts propone una bella antologica sul lavoro artistico di Antony Gormley noto per i suoi visionari progetti sulla forma umana, sempre molto bel allestiti e fantasiosi.


 Antony Gormley, Slabworks series, 2019. Installation view, ‘Antony Gormley’, Royal Academy of Arts, 


  90 mm weathering steel slab, dimensions variable.. © the Artist. Photo: David Parry.


Ogni sala è stata allestita con un numero controllato di opere che rende il percorso molto emozionante. Dagli anni settanta a oggi il viaggio è fra le sue iconiche opere e gli sperimentali progetti corredate da un vasto materiale di disegni, fotografie e documentazione.

  

 Antony Gormley, Subject II, 2019. Installation view, ‘Antony Gormley’, Royal Academy of Arts, London, 21st September to 3rd December 2019.
10 mm square section mild steel bar. 189 x 51.5 x 37.5 cm. © the Artist. Photo: David Parry. 

14/06/18

Bansky ha partecipato all'esibizione estiva?




Il solito birbante di Bansky ha fatto uno scherzetto alla Royal Academy, per la mostra estiva, ma vediamo che cosa è successo direttamente dal sito della Royal Academy 


Mentre la 250esima edizione dell'estate si apre, Banksy ha rivelato di essere entrato nella mostra di sottomissione pubblica con uno pseudonimo ... Ecco la storia interna.

Sulle pareti gialle luminose dell'Esposizione Estiva di Grayson Perry, tra le altre 1200 opere si trova un dipinto del noto artista di strada anonimo, Banksy. Eppure, Banksy ha presentato un dipinto per la mostra estiva che non è stata selezionata dai giudici, ha rivelato su Instagram questa settimana. Allora, qual è la storia?

La Summer Exhibition, che quest'anno celebra il suo 250 ° compleanno, è una mostra open submission - il che significa che chiunque può entrare, e il loro lavoro è giudicato in modo anonimo da una giuria di artisti di primo piano, coordinati quest'anno da Grayson Perry RA. La giuria invita inoltre una serie di artisti affermati a esporre opere a fianco delle opere pubbliche di successo, nonché il lavoro dei Royal Academicians (il corpo eletto di artisti che gestiscono la Royal Academy), quest'anno inclusi David Hockney, Rose Wylie, Tracey Emin e molti altri.

Ora sappiamo che tra le 20.000 voci pubbliche di quest'anno c'era un'opera di Banksy, presentata sotto lo pseudonimo di "Bryan K Gasmaan" - un anagramma di "Banksy anagramma" - anche se i giudici non avrebbero visto il nome con cui era stato presentato. Questo lavoro non è stato selezionato dai giudici.

Più tardi, quando Grayson Perry arrivò a selezionare i suoi "artisti invitati" per esibirsi accanto alle opere pubbliche di successo, si avvicinò a Banksy con un invito a esporre un'opera. Accettando l'invito, Banksy ha scelto di presentare un'opera diversa dalla sua submission respinta, Vote to Love, che potete vedere appesa oggi alla Gallery III. Il lavoro mostra un cartello "Leave" modificato dalla campagna Brexit 2016.

Banksy non è l'unico artista ben noto a essere stato rifiutato dalla giuria, e Summer è rinomata per le storie colorate che sono emerse nei suoi 250 anni di storia. Maestri come Édouard Manet, John Constable e Wyndham Lewis erano tutti famosi ma non per i gusti dei  comitati di giudici nei loro rispettivi anni.


250 ° Summer Exhibition e The Great Spectacle: i 250 anni della Summer Exhibition si tengono alla RA fino al 19 agosto.






27/03/15

Stelle nel cortile



Suggestive e spendenti le sculture nel cortile della Royal Academy di Frank Stella, visibili fino al 12  Maggio. 


Exhibited in the UK for the first time, Inflated Star and Wooden Star has been fabricated from aluminium and teakwood. Conceived digitally, the image is modelled and refined by Stella to the verge of minimalism before it goes into production. The contrasting materials employed in the sculpture, the natural wood against the highly finished metal, the differing treatments of space in the line-drawn star and the round curves of the solid star, create a tension and sense of the works being both repelled and attracted to each other at a fixed distance by an invisible force field.


Best known for his abstract painting, prints and sculptures, Stella’s early preoccupation with creating illusions of space within two dimensions has developed and evolved from ‘sculptural wall-based paintings’, to large free standing works that continue to employ his particular language of painting and spatial exploration. After graduating from Princeton University in 1958, Stella moved to New York City, where he absorbed the vibrant contemporary art scene founded by Abstract Expressionist figures such as Jackson Pollock and Franz Kline. By 1970, with his post-painterly, Minimalist vision, Stella became the youngest ever artist to have a retrospective show in New York’s Museum of Modern Art.
Stella was made an Honorary Royal Academician in 1993 and his work can be found in prestigious international collections. He has been the subject of several retrospectives in the United States, Europe, and Japan. A major retrospective of Frank Stella’s work is due to take place at the Whitney Museum of American Art in New York in autumn 2015.

22/09/14

Anselm Kiefer alla Royal Academy di Londra


Negli ultimi dieci anni, le grandi mostre sui singoli artisti hanno catturato l'immaginazione del pubblico della Royal Academy. Eventi di grande respiro, ambiziose proposte e sorprendenti eventi, come Anish Kapoor e David Hockney. Ora, questo autunno, è la volta di un uomo descritto come "un colosso dell' arte contemporanea" : Anselm Kiefer

Questa sarà la più importante mostra sul lavoro dell'artista tedesco mai tenuto nel Regno Unito,  coprirà tutta la sua carriera di oltre 40 anni, svelando un nuovo lavoro creato direttamente per questi spazi. 


Straordinario serie di lavori comprendenti pittura, scultura e installazioni semplicemente monumentali. Senza compromessi con la materia che viene plasmata nel lavoro di Kiefer e trasformata sull'esperienza umana e nei disegna della storia, della mitologia, fino alla letteratura, la filosofia e le scienze. 

Lavori coraggiosi e provocatori, questa mostra sarà una testimonianza nella carriera di un uomo spinto a confrontarsi con se stesso e col pubblico, attraverso le grandi e complesse questioni del passato del nostro mondo, presente e futuro.




Press release

Over the last decade, our single artist shows have captured the imagination of the public. Always large in scale, ambitious in scope and astonishing in execution, we’ve seen artists including Anish Kapoor and David Hockney take on our Main Galleries. Now, this autumn, it’s the turn of a man described as "a colossus of contemporary art" to make his mark: Anselm Kiefer.

This will be the most significant exhibition of the German artist’s work ever held in the UK, spanning his entire 40 year career and unveiling new work created in direct response to our spaces.


Kiefer’s extraordinary body of work includes painting, sculpture and quite simply monumental installations. Uncompromising in the subject matter he tackles, Kiefer’s work powerfully captures the human experience and draws on history, mythology, literature, philosophy and science.

Full of brave and provocative work, this exhibition will be a testament to the career of a man driven to confront himself and the audience with the big and complex issues of our world’s past, present and future.

09/10/13

Keeper's House - ristoro accademico londinese, un nuovo sofisticato spazio per un ristoro artistico.

Presso la Royal Academy, in un angolo intimo e accogliente del cortile, è stato riaperto da pochi giorni il Keeper's House. Si tratta dell’area adibita all’antica casa del custode del maestoso edificio, ora sapientemente rinnovata dall’architetto David Chipperfield, che è intervenuto per riqualificare lo spazio in un accogliente luogo per i soci dell’associazione inglese, che nell’orario pomeridiano viene aperto anche al vasto pubblico che visita le interessanti mostre, come quella attuale sull’Australia, grande panoramica su questo creativo giovane continente.
Le stanze è ritornate così al loro magico splendore, risvegliando l’atmosfera elegante di questa residenza del XIX secolo.
Un’azione di recupero atta a poter ampliare gli spazi sociali sia con un uso pratico; con l’ottimo ristorante, l’intimo giardino segreto e il modernissimo bar, sia culturale, come luogo di amicizia e dialogo.
Arricchisce lo spazio la varietà di opere proposta alle pareti, quasi sempre noti artisti membri della Royal Academy, tra cui l’insegna del bar, posta all’ingresso, ideata da Tracey Emin.

Orario per gli amici, mecenati, accademici della Royal
Lunedi - Giovedi: 10:00 - mezzanotte
Venerdì e Sabato: 10:00-12:30
Domenica: 10:00-18:00

Orario per il pubblico
Lunedi - Giovedi: 16:00 - mezzanotte
Venerdì e Sabato: 16:00-00:30
Domenica: 16:00-18:00

21/09/13

Lontane terre d'arte, mostra storica alla Royal Academy sull'Australia


Royal Academy apre la stagione autunnale con una bella mostra sull’arte australiana, un viaggio fra le più diverse forme, dalla cultura aborigena a quella più contemporanea.

Proprio la cultura locale, quella che sviluppatasi in tanti secoli, affascina tantissimo. Questi onirici disegni paiono aver anticipato una libertà di forma e colore che ancora oggi pare insuperabile e che la così detta “contemporaneità” risulta quasi datata.

Giusto quindi l’avvio della prima sala con questi lavori, che ovviamente hanno una complessa mappa di significati, per noi difficilmente decifrabili e comprensibili, per cui ci lasciamo affascinare dalla loro bellezza, affondando così il solito dubbio se questa sia arte, ma poi che cosa vuol dire arte, etc….
Il percorso prosegue di sala in sala in un approfondimento di declinazioni dalla pittura paesaggistica dell’ottocento alle sperimentazioni odierne, un panorama vasto ma che i curatori della mostra hanno ben gestito, condividendo aspetti della cultura artistica di questo continente così giovane.

La mostra cerca di toccare i diversi aspetti non limitandosi alle arti visive ma declinando anche all’architettura e alle arti minori miscelando molto bene, si passa così dalla pittura di  Fred Williams alle  tanti stimolanti aspetti che ognuno potrà poi approfondire a suo piacimento.





15/03/13

George Bellows alla Royal Academy di Londra.


Si inaugura questa sera una bella mostra alla Royal Academy di Londra, dedicata all'artista George Bellows, pittore di un'america quotidiana e semplice.  La mostra propone ben 71 opere, di cui 38 dipinti, 14 disegni e 17 litografie, che coprono alcuni dei punti più interessanti della carriera di Bellow tra il 1905 e il 1925.

07/09/12

L’età infinita del Bronzo - Una incredibile selezione di capolavori realizzati con una delle più antiche leghe metalliche.



Dal 15 Settembre presso la Royal Academy di Londra si svolgerà una suggestiva mostra dal titolo “Bronzo” che proporrà alcuni dei più celebri capolavori realizzati in questo resistente materiale, dall’antichità fino alle opere dei più noti artisti di questi ultimi tempi, come Rodin o Henry Moore.

La mostra presenterà oltre 150 dei più bei bronzi provenienti dall’ Asia, Africa e dall’ Europa e includerà anche importanti scoperte dei più recenti scavi archeologici. L’allestimento è realizzato in forma tematica, riunendo importanti opere in una vastità di gusto e di tecnica. Diverse sezioni si concentreranno sulla figura umana, sugli animali o su alcune delle più usuali funzioni quotidiane.

La mostra sarà caratterizzata da uno splendido confronto fra opere delle più diverse tradizioni artistiche culturali di tutto il mondo. Si passerà dai bronzi greci a quelli etruschi e romani, fino alla rara produzione medievale giunta a noi. Ci saranno stupendi lavori come il Carro del Sole giunto dal National Museum di Copenhagen o alcuni dei vasi rituali cinesi, dall’impressionanti dimensioni, di tipo 'zun' nella forma zoomorfa dell’Elefante, realizzato durante la dinastia Shang fra il 1200-1050 aC e proveniente dal Musée Guimet di Parigi. Dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze c’è uno dei capolavori dell'arte etrusca, la Chimera di Arezzo, 400 aC. Mentre dal Museo Archeologico Nazionale di Sofia giunge il magnifico ritratto di re Seuthes III.

Si vedranno alcuni capolavori del Rinascimento con le opere di artisti come Ghiberti, Donatello, Cellini, Giambologna e poi De Vries e altri. Ci saranno anche bronzi di Rodin, Boccioni, Picasso, fino a Jasper Johns, Moore, Beuys e Bourgeois come rappresentativi della migliore produzione del 19 ° secolo.

Il bronzo è stato impiegato come medium artistico per oltre cinque millenni, si tratta di una lega formata principalmente da rame, con minori quantità di stagno, zinco e piombo. Grazie alla sua robustezza intrinseca e resistenza, gli usi del materiale nel corso dei secoli sono stati notevolmente varii. Una sezione della mostra sarà dedicata a svelare i complessi processi coinvolti nella produzione di bronzo, permettendo ai visitatori di esplorare come i modelli sono realizzati, stampati e rifinito da una varietà di tecniche. La mostra propone un’esplorazione unica della pratica artistica, la comprensione delle proprietà fisiche e le qualità distintive del bronzo, e la rara opportunità di vedere i migliori lavori in un unico luogo.

L’evento “Bronzo” è stata organizzata dalla Royal Academy of Arts, ed è curato dal professor David Ekserdjian e Treves Cecilia con un comitato consultivo di esperti nei diversi settori.


05/02/12

Pennellate elettroniche - David Hockney alla Royal Academy di Londra.


Eccentricità e dinamismo sono due aspetti che rendono l’immagine di David Hockney, un’artista unico nel panorama internazionale. Negli anni fedele alla pittura, oggi l’ha trasformata e resa attualissima. Appassionato del suo presente lo sa usare e adattare alla sua tecnica in modo unico e coraggioso.

Così quando si entrano nelle solenni sale della Royal Academy di Londra si intuisce subito che questo dinamismo ha di nuovo trovato una nuova linfa. Alle pareti i quadri, realizzati in questi ultimi anni, esplodono dalle forme razionali attraverso colori accesi e contemporanei.

Sviluppando la grande tradizione paesaggistica inglese, David Hockney in questa mostra, porta l’innovazione dei colori, le grandi dimensioni e dei particolari assemblaggi che, rivisitati dalla sua passione per i collage fotografici, qui trovano un rigore e una personale intensità.

Sicuramente in certe opere gli azzardi formali e cromatici escono dai canoni più classici ma rientrano per la piacevolezza e l’intensità emotiva che sviluppano nello sguardo.

Dopo la lunga esperienza americana l’artista, oggi settantacinquenne, è tornato nella tradizione anglosassone rivisitando la dolce campagna dello Est Yorkshire vicino a Bridlington, dove era nato, in un modo che pare miscelare uno spazio ordinato inglese in modo americano per l’assenza quasi totale della figura umana.

Particolari pennellate, studiate anche con strumenti elettronici, producono un effetto di vortice che attrae verso l’interno delle opere, suscitano piacevoli impressioni, ricordando anche un certo stile naive sul tipo del Doganiere Rosseau. Opere gioiose, intense e, anche se dai colori vibranti, quiete.

Sono oltre 150 lavori composti da una serie di opere storiche e da nuovi quadri, fotografie e stampe. Alcuni di questi lavori sono di grandi dimensioni, realizzati assemblando diverse tele, che declinano la natura nelle diverse stagioni dell’anno, in particolare l’arrivo della primavera, quasi un diario di un naturalista inglese dell’ottocento.

La mostra durerà fino al 9 Aprile e dopo la tappa londinese proseguirà al Guggeheim di Bilbao e poi al Ludwig di Colonia.


19/10/10

Giornate londinese - Royal Academy



La visita alla Royal Academy, che nel centro di Londra è uno stupendo rifugio di quiete e stile britannico, è stata un poco una delusione anche se l’afflusso di un pubblico è notevole e caratterizzato da una presenza soprattutto di persone mature e femminile. Per cui era molto interessante notare suggestive signore da thè affollano queste stanze ricche di storia e d’arte.

La mostra di punta “Tesori da Budapest: capolavori europei da Leonardo a Schiele” mantiene a metà le promesse. Sono presentati oltre 200 pezzi di grandi artisti europei provenienti dalle collezioni pubbliche ungheresi. La selezione delle opere include lavori di Leonardo da Vinci, Raffaello, El Greco, Rubens, Goya, Manet, Monet, Schiele, Gauguin e Picasso. Molti di queste opere sono per la prima volta esposte in Gran Bretagna. Per cui parte delle promesse sono giustamente coperte, mancano però i capolavori, tolto un disegno di Leonardo e una ritratto di Goya il resto è buona pittura ma mai eccelsa.
Comunque essendo la mostra organizzata in modo cronologico, è sicuramente una piacevole passeggiata nella storia dell’arte.

Contemporaneamente l’accademia propone, come fa anche orgogliosamente la Tate Britan, tantissima arte inglese (chissà come mai in Italia raramente si è orgogliosi dei propri artisti ?).

Una sala è dedicata a Sauerbruch Hutton con una piccola mostra sul rinnovamento della Brandhorst Collection a Monaco.

In un’altra Ian McKeever realizza per questa realtà un confronto artistico fra una sua produzione pittorica e una serie di fotografie in bianco e nero, primo progetto di una serie di occasioni di laboratori artistici, occasioni di accrescere per i membri del circolo, la loro conoscenza dell’arte.

16/10/09

Londra, da Zooart alla National Portrait Gallery, l’arte in mille sfumature

Come sempre corollario di Frieze una serie di grandi e piccole dinamiche occasioni alternative, tra cui Zooart Fair, orfana del centralissimo spazio dietro alla Royal Academy si è trasferita negli scomodi ma molto suggestivi luoghi dietro la Liverpool Station. Realizzando una serie di iniziati curatoriali molto interessanti e dinamiche. La prima dal titolo “Altogether Elsewhere” coordinata da Rob Tufnell che propone opere di Alighiero Boetti, Jedediah Caesar, Joyce Campbell, Adam Chodzko, Andy Coolquitt, Thea Djordjadze, Jason Dodge, Richard Hughes, Gülsün Karamustafa, Phillip Lai, Jim Lambie, Mike Nelson, Kate Owens, Mungo Thomson, Jennifer West.Poi c’è la mostra “Calipso” ideata da Studio Voltaire che ha commissionato a Nicholas Byrne e Anthea Hamilton un progetto site-specific. Mentre FormContent, progetto curatoriale iniziato nel 2007 fra Francesco Pedraglio, Caterina Riva e Pieternel Vermoortel, propone “The Filmic Convention” con opere di Meris Angioletti, Salvatore Arancio, Filipa César, Jos De Gruyter & Harald Thys, Beatrice Gibson, Gabriel Lester, Thomas Lock, Gintaras Makarevicius, Sefer Meminonlu, Laurent Montaron, Alexandra Navratil, Lois Rowe, Laure Prouvost, Dan Shaw-Town & Tim Winter, Kathrin Sonntag, Jason Underhill. Conclude il ricco programma il progetto filmico coordinato da LUX in cooperazione con gli studenti del Curating Programme of the Department of Art, Goldsmiths, sono presentati lavori di Rosa Barba, Ellen Cantor, Steve Reinke & James Richards, Francisco Valdés. Il premio Champagne Perrier-Jouët per quest’anno è stato assegnato all’operato di Scoli Acosta.

Oltre alle fiere, c’è anche una autogestita al Barbican www.freeartfair.com e comunque ci sono per tutto l’anno eventi legati all’arte, ad esempio l’elegante Art London a Chelsea si è conclusa giusto tre giorni fa. Sono tante e per fortuna di buona qualità, le proposte parallele di tutto il circuito culturale/artistico che la città di Londra offre. La più intensa quella proposta alla Serpentine Gallery nel padiglione temporaneo con due giorni, il 16 e 17 Ottobre, in cui si realizza una maratona poetica succeduta poi con due giornate sull’artista Gustav Metzger e il suo principio di arte “autodistruttiva” di cui è in corso una emozionante mostra negli spazi interni.

Sempre con lo zampino di Hans Ulrich Obristè stata l’apertura del Museum of Everything a nord di Regent Park, un progetto molto particolare e che completa sicuramente il panorama della varietà dell’arte e che abbracci i suoi margini più affascinanti.

Alla Tate Modern l’inaugurazione dell’iniziativa Unilevers ha nuovamente suscitato commenti e critiche con il progetto di Miroslaw Balka ispirato ad una novella di Samuel Beckett “How it is” lavoro molto inquietante, in cui immergersi nelle ore più quiete per poterne appieno penetrare. Mentre al suo interno molto piacevole e documentativa la mostra su John Baldessari e significativa la mostra “Pop Life: Art in a Material World” che mette molto bene in evidenza come tanta arte del nostro presente dipenda dalla commercializzazione. Qui vengono presi in esame situazioni come il Pop Shop di Keith Haring e altre che hanno dato supporto e forse una marcia in più al valore stesso dell’opera artistica (interessante notare che fra i curatori dell’evento c’è Alison M. Gingeras responsabile della collezione di François Pinault, grande stratega contemporaneo). Per l’occasione un “grande coniglio” di un noto artista americano battuta a cifre stratosferiche ora è stato posto come totem pubblicitario in Covent Garden per ricordare alla grande folla che c’è dell’arte da vedere alla Tate Modern.

Nella sezione britannica della Tate, si è appena avvito il confronto dei finalisti del Turner Prieze, quest’anno i contendenti sono l’italiano Enrico David, il giovane Roger Hiorns, un’inquietante Lucy Skaer e l’elegante Richard Wright, con nume tutelare Gagosian, chi vincerà? Io parteggio per Enrico David anche se l’opera di Roger Hiorns, mi pare molto interessante.

Ancora Turner ma proprio sul suo lavoro artistico, in un confronto con altri grandi artisti quali Canaletto, Rubens, Rembrandt e Tiziano, è dedicata una bella mostra mentre proseguono quelle sulla tecnica usata dal grande artista inglese ed è presentato il progetto video/istallativo “The Surface of Each Day is a Different Planet” commissionata a Raqs Media Collective.

In centro alla Royal Academy c’è una grande mostra retrospettiva su Anish Kapoor, che fu vincitore nel 1991 del Premio Turner, intensa ed emozionante. Una stupenda immersione nei colori e nelle plasticità, sollecitati dalla particolare istallazione/esplosione cromatica (che si può anche seguire al sito http://www.royalacademy.org.uk/exhibitions/anish-kapoor/live-gallery-webcam,99,MA.html ). In contemporanea sono in corso una mostra dedicata a degli scultori innovativi nel primo novecento inglese: Jacob Epstein, Henri Gaudier-Brzeska e Eric Gill. Oltre ad una esposizione dedicata all’arte optical di Michael Kidner RA.

Il più classico British Museum offre un’emozionante e brillante mostra dedicata a Montezuma e alla cultura Atzeca, stupenda mostra etnografica/artistica con un accorto allestimento.

Nella rinnovata Whitechapel c’è il politicamente artistico Goshka Macuga, polacco ma oramai inglese d’adozione, che “ri-interpreta un noto arazzo di Guernica. Una mostra dedicata alle recenti partecipazioni degli artisti inglesi alla Biennale di Venezia. Mentre in un sezione è presentato la recente produzione artistica di Sophie Calle (peccato averne già vista parte a Venezia e Parigi negli anni scorsi, e qui ritorna la mia vecchia polemica delle mostre che per anni girano in Europa sempre con la stessa roba, pareva che ci fosse più varietà anni fa ora tutto è troppo omologato). Conclude la variegata proposta una mostra ideata da Jeremy Deller e Alan Kane sulla trasformazione del paesaggio inglese.

Negli spazi delle gallerie private segnalo alla Modern Art un delicato Richard Tuttle. Da Brown i lavori di Mario Ybarra Jr., da Crisp Francesco Stocchi propone Elio Cantori, dalla Matt’s Gallery Paul Carter con Hotel. La Whitecube si offre con assi da novanta, Damien Hirst e Anselm Kiefer, come sempre il grande Hirst non si accontenta e si fa ospitare anche dalla Wallace Collection con opere che sembrano un poco troppo beconiane. Tanto inquietanti i lavori di Jonas Burgert quanto museale la mostra su Enrico Castellani, Dan Flavin, Donald Judd e Gunther Uecker da Haunch Of Venison. Da Max Wigram un interessante Athanasios Argianas. Mentre inun’altro piccolo museo inglese, quello dedicato a Sigmund Freud, c’è il progetto “Hysteria” con lavori di Mat Collishaw, evento curato da James Putnam. Grande folla all’inaugurazione della mostra su Robert Mapplethorpe da Allison Jacques grazie alla presenza di Patti Smith. Segnaliamo anche lo spazio176 con opere dalla collezione Zabludowicz attiva da alcuni anni.

E se non si è paghi di tutte le grandi proposte, potete consolarvi ed entusiasmarvi per la mostre “Maharaja, splendori nelle corti reali d’India” che è in corso alla Victor & Albert Museum, un tripudio di opulenza e meraviglia.

Concludiamo il giro nuovamente in Trafalgar Square alla National Portrait Gallery dove giusto si è conclusa la bella mostra sulle “Gay Icons” ed inizia una lunga carrellata “Beatles to Bowie” assolutamente da non perdere.