Mentre alcuni grandi gruppi aprono Haunch of Venison ha deciso di chiudere. La recente gestione della galleria, il gruppo Christie's, chiuderà la sede di New York mentre quella londinese diventerà uno spazio private d'esposizione.
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Visualizzazione post con etichetta Haunch of Venison. Mostra tutti i post
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05/02/13
13/10/11
Londra tutta contemporanea
Lasciamo Frieze e torniamo al mondo più quotidiano e sereno di Sunday, posta proprio vicino a Madame Trussard, che alla sua seconda edizione si conferma come un momento particolarmente piacevole e ricco di stimoli, fra i partecipanti, una ventina, c’è anche l’italiana Francesca Minini che propone le opere di Francesco Simeti. Situazione ancora più giovanile e piacevole da Moniker in un fresco spostamento sulla street art.

L’idea dei multipli proposta dalla Multiplied Contemporary Editions Fair, supportata da Christie's, lascia più dubbioso anche se risulta, se ben gestito, un compromesso accettabile.
Se amate i video non perdetevi Moving Image a Bargehouse, vicino alla Tate Modern, con oltre 30 gallerie e tantissime proposte nuovo e ricche di stimoli.

Frank Stella Haunch of Venison
Torniamo ora in centro per un giro di gallerie, nei grandi spazi della Burlington Gardens la Haunch of Venison presenta tre mostre, una di carattere storico con una selezione dei lavori di Frank Stella dal 1958 ad oggi, opere che dialogano benissimo con le istallazioni di Edward Barber e Jay Osgerby, mentre paiono più personali e critiche le pitture dell’iraniano Ahmed Alsoudani.

Doug Aitken da Victoria Miro
Da Victoria Miro Doug Aitken occupa tutto lo spazio con un intervento legato al suo progetto Black Mirror, realizzato con diverse proiezioni filmiche in diversi mezzi.

Richard Tuttle da Modern Art
Presso Stuart Shave/Modern Art in Eastcastle Street, le opere scultoree di Richard Tuttle, mentre nella vicina Pilar Corrias c’è una nuova tappa del progetto isola di Charles Avery.

Da Mummery + Schnelle le foto di Luigi Ghirri
Da Mummery + Schnelle una elegante selezione delle fotografie di Luigi Ghirri, che sta attraversando una fase di grande rilancio internazionale.
Sabato sera poi non perdetevi nell’ East End l’apertura serale di tantissime gallerie fra il Barbican e Victoria Park, via se vi piace l’arte qui sicuramente troverete la vostra …

L’idea dei multipli proposta dalla Multiplied Contemporary Editions Fair, supportata da Christie's, lascia più dubbioso anche se risulta, se ben gestito, un compromesso accettabile.
Se amate i video non perdetevi Moving Image a Bargehouse, vicino alla Tate Modern, con oltre 30 gallerie e tantissime proposte nuovo e ricche di stimoli.

Frank Stella Haunch of Venison
Torniamo ora in centro per un giro di gallerie, nei grandi spazi della Burlington Gardens la Haunch of Venison presenta tre mostre, una di carattere storico con una selezione dei lavori di Frank Stella dal 1958 ad oggi, opere che dialogano benissimo con le istallazioni di Edward Barber e Jay Osgerby, mentre paiono più personali e critiche le pitture dell’iraniano Ahmed Alsoudani.

Doug Aitken da Victoria Miro
Da Victoria Miro Doug Aitken occupa tutto lo spazio con un intervento legato al suo progetto Black Mirror, realizzato con diverse proiezioni filmiche in diversi mezzi.

Richard Tuttle da Modern Art
Presso Stuart Shave/Modern Art in Eastcastle Street, le opere scultoree di Richard Tuttle, mentre nella vicina Pilar Corrias c’è una nuova tappa del progetto isola di Charles Avery.

Da Mummery + Schnelle le foto di Luigi Ghirri
Da Mummery + Schnelle una elegante selezione delle fotografie di Luigi Ghirri, che sta attraversando una fase di grande rilancio internazionale.
Sabato sera poi non perdetevi nell’ East End l’apertura serale di tantissime gallerie fra il Barbican e Victoria Park, via se vi piace l’arte qui sicuramente troverete la vostra …
19/10/10
Giornate londinese - spazi privati.

Fra le tante gallerie viste mi sono rimasti in mente i lavori intensamente colorati di Ludovica Gioscia alla The Agency, la confusione assemblativa di Jason Rhoades da Hauser & Wirth, mentre la medesima galleria presentava una oramai classica Louise Bourgeois, nella nuova sede di Saville Row.
Piacevoli i pannelli resinosi di Helene Appel alla The Approach, le sculture fisiche di Marilène Oliver da Beauxarts e l’installazioni di Kit Craig da Arcade.
Un poco perplesso sul lavoro di Paola Pivi che da Carlson prova con le pruderie gay a richiamare un poco di attenzione, mentre un naturalistico Stefano Arienti è proposto da Greengrassi.
Molto interessanti gli assemblaggi di Fernanda Fragateiro da Eastcentral.
Rigorosissima Marina Abramovic da Lisson, oltre ad un presenzialismo continuo fra la tate, la marathon etc..
Da Haunch of Venison un ovvio Tom Wesselmann e una collettiva composta da Adam Dix, Alex Hoda and Katie Paterson un poco noiosetta.
Più piacevole Hew Locke che propone un assemblaggio di fili perlinati da Hales Gallery, divertente anche se già un poco vista l’immensa scultura rosa di Michael Shaw da Schwartz Gallery.
Stupende le sculture floreali di Yayoi Kusama Da Victoria Miro mentre Gagosian propone un fantastico James Turrel in Brittan street, forse la cosa più interessante vista a Londra e un ovvio Damien Hirst in Davies Street.
15/04/10
Gli spazi privati dell'arte londinese

Dopo aver trattato degli spazi pubblici una breve panoramica sulle gallerie private londinesi.
Il mercato dell’arte a Londra è sicuramente dinamico e libero. Tantissime le occasioni d’incontro e di confronto, tantissimi gli spazi off e le gallerie più potenti. Segnalo quelle che più mi hanno colpito e che mi hanno dato spunti per certi lavori che sto sviluppando e che spero di poter presentare prossimamente.
Da Haunch of Venison una serie di interventi di Chiharu Shiota, un mix fra Paolini e Saraceno, e Jitish Kallat molto intenso e con una elegante attenzione alla forma e al dettaglio. Molto bello l’intervento sullo scalone. Da Cell un avvincente progetto di Celine Condorelli, un processo creativo architettonico, stimolante e fresco. Alla Wilkinson Gallery serie di opere di Fiona Mackay, Morag Keil, Manuela Gernedel. Mentre Limoncello propone le opere “oggetti quotidiani” di Matthew Smith. Molto belli i due progetti ideati da Tim Etchell presentati da Gasworks, in particolare Art Flavours dedicato alla trasformazioni di alcune parole in gusti di gelato.
Molto formale e minimalista la recente produzione di sculture di Tony Cragg dalla Lisson. Chisenhale Gallery ha nei suoi spazi un intervento sonoro interattivo di Florian Hecker, molto ben presentato. Una bella pittura in forma plastica per Christopher Stevens da Mummery + Schnelle mentre nella Project Room ci sono i bei lavori “fotografici” di Mariano Mauricio. White Cube in Mason’s Yard propone un Franz Ackermann molto ben allestito. Da Raven Row uno stimolante progetto espositivo che sotto il titolo “A History of Irritated Material” presenta una serie di ingerenze “sociali” di gruppi attivisti come Group Material, Inspection Medical Hermeneutics, Sture Johannesson. Molto interessante. Da Gagosian Gallery in Britan Street c’è "Crash," raffinata collettiva in omaggio ad una novella di JG Ballard. Mentre in Davies Street sono allestiti una serie di tavole a matita e tecnica mista di Arshile Gorky, in contemporanea alla bella mostra alla Tate Modern. Timothy Taylor mette in mostra una serie di ritratti di Alex Katz e propone una sezione chiamata The Viewing Room in cui viene proposto un giovane artista, il primo è Christopher Hanlon appena diplomatosi al Royal College of Art di Londra con una serie di quadri a tema molto quotidiano e minimale. Sempre affascinanti Ilya e Emilia Kabakov che da Sprovieri presentano il progetto pittorico “The Flying paintings”. Semplici e suggestivi i video di Frances Young in visione da Madder139. Da Danielle Arnaud c’è Paulette Phillips con due interventi sul tema documentaristico architettonico, molto formali e un poco banali. Al Barbican Center una serie di mostre la più significativa quella sui design Rod Aron, anche se riguardando questi pezzi d’arredo paiono già così datati.
La Saatchi Gallery continua il suo percorso di proposte collettive in tema etnici contemporanei, ora è la volta dell’India con “The empire strikes back: indian art today”, come le altre volta la sensazione è di opere prive di nazionalità, se non in rari casi i lavori paiono possibili ovunque, una sensazione di svuotamento espressivo è molto presente. Fra i tanti si salva Jitish Kallat, attualmente anche in mostra da Haunch of Venison. Mi delude un poco la mostra da Hauser & Wirth in Old Bond Street con i pezzi di Subodh Gupta, più avvincente Bharti Kher nella sede di Piccadily. Da Victoria Miro un Idris Khan con dei lavori di grandi dimensioni legati alla cultura islamica, molto minimali e un poco ovvi, per le forme e le idee,ma tutto molto raffinato.
Josh Lilley mette in mostra i simpatici assemblaggi di Rebecca Nassauer. Mentre presso la Galleria Nettie Horn organizza una collettiva sotto il titolo Sensescapes con un gruppo di artisti diversi per tematica ma molto congrui nella forma espressiva. Da Thomas Dane Gallery una volta tanto dei video che mi piacciono, dell’irlandese John Gerrard, semplici e molto suggestivi. Fra le tante cose viste concludo citando ancora lo spazio The Woodmill in Bermondsey, con più di 50 studi per artisti e 2 gallerie, il dinamismo privato sa creare cose che da noi paiono quasi impossibili, come artista Londra sarebbe proprio una terra felice.
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