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Visualizzazione post con etichetta Raven Row. Mostra tutti i post
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08/02/17

This Way Out of England: Gallery House in Retrospect





Over seven weekends Raven Row celebrates Gallery House, one of London’s most influential and extraordinary contemporary art spaces in the 1970s. Through performances, screenings and discussions, accompanied by a changing presentation of artworks and archival material, This Way Out of England charts Gallery House’s exceptional programme.

For only sixteen months in 1972-73, in a vacant mansion provided by the German government next to the German Institute in South Kensington, Gallery House hosted exhibitions, residencies, performances and events as well as pioneering ‘expanded cinema’ and much new film and video work. For many of the featured artists Gallery House would prove a formative experience.


Gallery House favoured heterogeneity, colliding the multiplicity of forms and styles co-existing at the time, from performance and expanded cinema to cybernetic, social and conceptual practices. Ultimately, the radical nature of Gallery House’s programme led to its abrupt and contested closure by the German Institute.


Neither a survey nor an archival exhibition, This Way Out of England seeks to emulate the spirit of Director Sigi Krauss’ and Assistant Director Rosetta Brooks’ space by inviting a number of artists to rethink their original interventions at Gallery House. The episodic nature of this survey acknowledges the impossibility of framing what was an ephemeral experiment.


With contributions by, among others, John Blandy, George Brecht, Ian Breakwell, Stuart Brisley and Maya Balcioglu, Victor Burgin, Marc Camille Chaimowicz, John Dugger, Michael Druks, Robert Filliou, Gerard Hemsworth, Ed Herring, Susan Hiller, Darcy Lange, John Latham, Anthony McCall, David Medalla, Gustav Metzger, Newport Group (Peter Berry, Paul Wood and Kevin Wright), Carlyle Reedy, Graham Stevens and Stephen Willats.


Film programmes will include work by John Du Cane, Stephen Dwoskin, Peter Gidal, David Hall and Tony Sinden, Mike Leggett, Bill Lundberg, Denis Masi, Lutz Mommartz, Tony Morgan, Stuart Pound and Carolee Schneemann. The formative event in the history of expanded cinema, Filmaktion will be revisited with its original participants – Gill Eatherley, Malcolm Le Grice, Annabel Nicolson and William Raban – curated by Mark Webber.


The project is curated by Antony Hudek and Alex Sainsbury.

This Way Out of England: Gallery House in Retrospect
9 February to 26 March 2017
Open Friday to Sunday, 11am to 6pm, and during events
Updates on weekend programmes to follow

Photo:
Gallery House
Exhibition Road, London
August 1973
Photograph by Reza Modjabi

07/12/16

Raven Row si rinnova




Il prossimo anno Raven Row cambierà strategia, nel  2017  i progetti saranno ancora eventi e mostre, ma aperto solo dal Venerdì alla Domenica.

Poi da gennaio 2018, gli edifici di Raven Row saranno utilizzati dagli artisti e da organizzazioni varie per progetti senza esiti espositivi, superato questa fase di ricerca si tornerà ad una nuova proposta culturale. 


20/10/13

Gallerie londinesi nei giorni di Frieze week-end

Raven Row - Öyvind Fahlström The Little General (Pinball Machine), 1967–8

Fra le gallerie viste ieri vi segnalo Raven Row con la collettiva Reflections from Damaged Life, in Artillery Lane, sopra la Whitechapel. 

Victoria Miro Idris Khan Beyond the Black
Il lavoro di Idris Khan da Victoria Miro nella sede di Wharf Road.

Lisson Gallery Tatsuo Miyajima I-Model

Il ricercato lavoro di Tatsuo Miyajima alla Lisson Gallery con la suggestiva cabina rossa. 

03/02/13

Giornata londinese


Fra le tante proposte delle gallerie londinesi vi segnalo quella di Bruce Nauman con la mostra "mindfuck" da Hauser & Wirth.



 Yelena Popova da Cole in 4a Little Portland St



Běla Kolářová  da Raven Row

E Peter Clarke da Iniva.

Da Michael Werner una bella mostra su  James Lee Byars


15/04/10

Gli spazi privati dell'arte londinese


Dopo aver trattato degli spazi pubblici una breve panoramica sulle gallerie private londinesi.

Il mercato dell’arte a Londra è sicuramente dinamico e libero. Tantissime le occasioni d’incontro e di confronto, tantissimi gli spazi off e le gallerie più potenti. Segnalo quelle che più mi hanno colpito e che mi hanno dato spunti per certi lavori che sto sviluppando e che spero di poter presentare prossimamente.

Da Haunch of Venison una serie di interventi di Chiharu Shiota, un mix fra Paolini e Saraceno, e Jitish Kallat molto intenso e con una elegante attenzione alla forma e al dettaglio. Molto bello l’intervento sullo scalone. Da Cell un avvincente progetto di Celine Condorelli, un processo creativo architettonico, stimolante e fresco. Alla Wilkinson Gallery serie di opere di Fiona Mackay, Morag Keil, Manuela Gernedel. Mentre Limoncello propone le opere “oggetti quotidiani” di Matthew Smith. Molto belli i due progetti ideati da Tim Etchell presentati da Gasworks, in particolare Art Flavours dedicato alla trasformazioni di alcune parole in gusti di gelato.

Molto formale e minimalista la recente produzione di sculture di Tony Cragg dalla Lisson. Chisenhale Gallery ha nei suoi spazi un intervento sonoro interattivo di Florian Hecker, molto ben presentato. Una bella pittura in forma plastica per Christopher Stevens da Mummery + Schnelle mentre nella Project Room ci sono i bei lavori “fotografici” di Mariano Mauricio. White Cube in Mason’s Yard propone un Franz Ackermann molto ben allestito. Da Raven Row uno stimolante progetto espositivo che sotto il titolo “A History of Irritated Material” presenta una serie di ingerenze “sociali” di gruppi attivisti come Group Material, Inspection Medical Hermeneutics, Sture Johannesson. Molto interessante. Da Gagosian Gallery in Britan Street c’è "Crash," raffinata collettiva in omaggio ad una novella di JG Ballard. Mentre in Davies Street sono allestiti una serie di tavole a matita e tecnica mista di Arshile Gorky, in contemporanea alla bella mostra alla Tate Modern. Timothy Taylor mette in mostra una serie di ritratti di Alex Katz e propone una sezione chiamata The Viewing Room in cui viene proposto un giovane artista, il primo è Christopher Hanlon appena diplomatosi al Royal College of Art di Londra con una serie di quadri a tema molto quotidiano e minimale. Sempre affascinanti Ilya e Emilia Kabakov che da Sprovieri presentano il progetto pittorico “The Flying paintings”. Semplici e suggestivi i video di Frances Young in visione da Madder139. Da Danielle Arnaud c’è Paulette Phillips con due interventi sul tema documentaristico architettonico, molto formali e un poco banali. Al Barbican Center una serie di mostre la più significativa quella sui design Rod Aron, anche se riguardando questi pezzi d’arredo paiono già così datati.

La Saatchi Gallery continua il suo percorso di proposte collettive in tema etnici contemporanei, ora è la volta dell’India con “The empire strikes back: indian art today”, come le altre volta la sensazione è di opere prive di nazionalità, se non in rari casi i lavori paiono possibili ovunque, una sensazione di svuotamento espressivo è molto presente. Fra i tanti si salva Jitish Kallat, attualmente anche in mostra da Haunch of Venison. Mi delude un poco la mostra da Hauser & Wirth in Old Bond Street con i pezzi di Subodh Gupta, più avvincente Bharti Kher nella sede di Piccadily. Da Victoria Miro un Idris Khan con dei lavori di grandi dimensioni legati alla cultura islamica, molto minimali e un poco ovvi, per le forme e le idee,ma tutto molto raffinato.

Josh Lilley mette in mostra i simpatici assemblaggi di Rebecca Nassauer. Mentre presso la Galleria Nettie Horn organizza una collettiva sotto il titolo Sensescapes con un gruppo di artisti diversi per tematica ma molto congrui nella forma espressiva. Da Thomas Dane Gallery una volta tanto dei video che mi piacciono, dell’irlandese John Gerrard, semplici e molto suggestivi. Fra le tante cose viste concludo citando ancora lo spazio The Woodmill in Bermondsey, con più di 50 studi per artisti e 2 gallerie, il dinamismo privato sa creare cose che da noi paiono quasi impossibili, come artista Londra sarebbe proprio una terra felice.