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22/04/18

Most were silent





Nell'ambito  della  prima  edizione  di Fo.To.  Fotografi  a  Torino,  che  apre  il  3  maggio  2018,  la  galleria  Alberto Peola presenta Most were silent, la personale di Anush Hamzehian e Vittorio Mortarotti.  

Most  were  silent è  la  prima  personale  alla  galleria  Alberto  Peola  di  Anush  Hamzehian  e  Vittorio  Mortarotti.  I  lavori  della  coppia,  presente  da  anni  sulla  scena  artistica  internazionale,  spiccano  per  l'originalità  nell'utilizzo  dei  linguaggi  dell'immagine documentaria (fotografia e video) e per l'attenzione verso le marginalità storiche, geografiche e sociali.

Dopo  aver  trattato,  negli  ultimi  lavori,  le  conseguenze  fisiche  e  psicologiche  del post- tsunami  in  Giappone, gli  effetti  sociali della chiusura delle miniere in Belgio e la violenza del confine tra Armenia, Azerbaigian e Iran, nell'aprile 2016  Hamzehian  e  Mortarotti  trascorrono  più  di  un  mese  ad  Alamogordo,  in  New  Mexico.  Scelgono  il  luogo  seguendo  la  prassi  dei  geologi  che  studiano  la  propagazione  dell e  onde  sismiche  per  andare,  a  ritroso,  alla  ricerca  del  punto  di  orig ine. Alamogordo diventa così l’ 'epicentro'  da  cui  partire  per  affrontare  i  temi  trattati  da Most  Were  Silent :  la  guerra  e  le  sue  conseguenze.  In  questa  assolata  e  sonnolenta  cittadina  al le  propaggini  del  deserto  della  Jornada  del  Muerto,  nulla  sembra  oggi  evocare  il  ricordo  di  eventi  bellici.  Eppure  è  qui,  nel  segreto  di  una  base  militare,  che  l'energia atomica venne usata per la prima volta come strumento di distruzione . L'esplosione avv enne il 16 luglio 1945  e nulla sarebbe più stato come prima. “ We  knew  the  world  would  not  be  the  same – disse  Robert Oppenheimer,  il  fisico  a  capo  dello  sviluppo  della  prima  bomba  nucleare,  che  proseguì  l'intervista  riportando  le  reazione  dei  suoi  colleghi del Manhattan Project, un ricordo da cui gli artisti traggono il titolo della mostra - A few people laughed, a few  people  cried,  most  people  were  silent”. In questo scenario storico e geografico, Alamogordo è la città più vicina al  luogo dove ebbe inizio l'era atomica nella sua potenza distruttiva (Hiroshima e Nagasaki) e dissuasiva (guerra fredda). 

Dal territorio che ha fatto da sfondo a questo evento epocale, gli artisti fanno partire la riflessione che affronta i temi  atavici della violenza umana e della memoria storica. Temi che nel corso dei millenni sono stati indagati da ogni forma  di  espressione  intellettuale  (arti  visive,  letteratura,  giornalismo)  e  che  gli  artisti  affrontano  da  una  prospettiva  inaspettata e profonda.

La mostra si apre con il video in cui una ragazza cieca, studentessa alla New Mexico School for the Blind and Visually  Impaired  (nella  quale  gli  artisti  hanno  tenuto  un  workshop),  legge  la  relazione,  tradotta  in  lingua  braille,  che  lo  scienziato Philip Morrison scrisse dopo aver assistito allo scoppio della bomba. Accanto a questo lavoro una bacheca  accoglie  un  frammento  di trinitite  (sabbia  trasformata  in  vetro  dal  calore  dell'esplosione  nucleare),  un  video  di  propaganda sullo sviluppo e le necessità belliche della bomba e un volume scientifico sugli effetti medici di questo tipo  di ordigno.

Nella sala successiva, un secondo video e una serie di fotografie vanno alla ricerca, ad Alamogordo e nei suoi dintorni,  della  memoria  e  delle  tracce  di  conflitti  reali  o  immaginari,  passati  o  presenti.  Gli  artisti  filmano  il  racconto  di  un  reduce  della  seconda  guerra  in  Iraq  e  scattano  una  serie  di  immagini  in  bianco  e  nero  in  cui  i  volti  e  i  luoghi  ritratti  sembrano sospesi nell'inquietudine dell'istante che precede l'evento che porterà a un cambiamento irreversibile. 

La  mostra  si  chiude  nella  terza  sala  espositiva  con  un  cortometraggio  ambientato  a  Trinity  Site,  il  luogo,  all'interno  della base White Sands Missile Range a 80 chilometri da Alamogordo, dove avvenne il primo test nucleare che oggi è  celebrato da un obelisco commemorativo. Il film, girato nell'unica occasione annuale di apertura al pubblico del sito,  raccoglie i ricordi e le interpretazioni dell'evento espressi, attraverso l'inevitabile filtro delle convinzioni personali, da  alcuni visitatori civili e da personale militare.

In  Most Were Silent il racconto della guerra (quella in Iraq, quella nucleare e del suo spauracchio) avviene in maniera  indiretta,  rimandando  ad  altre  sfere  sensoriali  ed  emotive:  la  testimonianza  oculare  del  primo  test  atomico  passa attraverso la voce di una ragazza cieca; le memorie dei compagni caduti si accompagnano alle immagini di un pacifico  lavoro di giardinaggio; l'inquietudine che pervade i lavori fotografici lascia presagireoscuri scenari mentali. Hamzeh ian  e Mortarotti usano il prisma della sinestesia, un fenomen o sensoriale/percettivo che indica una "contaminazione" dei  sensi,  per  ampliare  la  profondità  percettiva  dei  loro  lavori  e  mostrare  che  la  Storia  è  un  processo  di stratificazione  e  assorbimento  modificabile  secondo  filtri  individuali  o  collettivi.  Tuttavia, ogni “contaminazione” comporta dei rischi,  soprattutto quando si tratta di modificare la memoria comune. Proprio per questo la forza di Most Were Silent, oltre a risiedere nella bellezza e nella poesia delle immagini, è riuscire  a  creare  una  nuova  prospettiva  nel  racconto  e  nel  ricordo  della  Storia,  senza  smarrire  l'intento  principale  di  ogni  narrazione: che non è quello di preservare la verità, ma di mantenere intatta l'onestà.


Stefano Riba
Anush  Hamzehian  (Padova,  1980)  e  Vittorio  Mortarotti  (Saviglia no,  198 2 )  hanno  realizzato  progetti  con  rifugiati  politici,  ex  minatori,  prostitute,  sopravvissuti  dello  tsunami  e  veterani  di  guerra.  Le  loro  installazioni  video - fotografiche  sono  state  esposte,  tra gli altri, alla Blueproject Foundation di Barcellona, al Casino Luxembourg, alla Fotoraum di Colonia e a Foto Forum di Bolzano. 

Per il  progetto Eden  hanno vinto  il Leica  Prize alla  biennale Images Vevey e il  premio Level Zero di Art Verona che li ha portati  a  esporre al MAXXI di Roma. La loro pratica prevede an che la pubblicazione di libri d’arte. Nel 2015 The First Day of Good Weatherè  stato  tra  i  finalisti  del  First  Book  Award  di  Londra,  l'anno  successivo Eden  è  entrato  nella  selezione  del  fotografo  americano  Ron  Jude  dei  10  migliori  photobook  del  2016.  All'attività  artistica  Hamzehian  e  Mortarotti  affiancano  quella  documentaristica.  Nel  2016  L’Académie de la Folie è stato insignito dell’Étoile de la Scam mentre a breve, contemporaneamente alla mostra presso la  galleria Alberto Peola, uscirà il loro lungometraggio  Monsieur Kubota, un documentario sulla ricerca dell'immortalità co-prodotto  dalla televisione pubblica francese (France 2).

Stefano  Riba  è  curatore  indipendente  e  tecnico  dell'arte.  Nel  2012  ha  fondato  a  Torino  lo  spazio  espositivo  Van Der,  che  attualmente  trova  sede  a  Bolzano.  Dal  2014  cura  la  serie  di  mostre  e  residenze  Passi  Erratici.  Insegna  Exhibit  Design  presso la  Libera Università di Bolzano.

Anush Hamzehian  / Vittorio Mortarotti - MOST WERE SILENT a cura di Stefano Riba
Inaugurazione : giovedì 3 maggio 2018, dalle 18:00 alle 21:00
Durata : 4 maggio  – 1 giugno 2018
Orario : martedì  - sabato, ore 15 - 19. Mattino su appuntamento