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01/10/13

Sarah Lucas alla Whitechapel di Londra con Situation


Da domani alla Whitechaple propone, col sostegno del gruppo Louis Vuitton, prende avvio la mostra retrospettiva su Sarah Lucas, fra i personaggi più eccitanti del YBA.

La Whitechapel Gallery presenterà per la prima grande mostra antologica su Sarah Lucas a Londra. L’evento riunisce oltre due decenni di attività artistica, dalla scultura alle installazioni; che l’ha portata a essere una delle figure centrali dell’arte britannica.

Dalla fine degli anni ottanta, la Lucas, ha creato sculture e installazioni che si concentrano sul tema a lei più caro, il corpo. Attingendo a materiali di uso quotidiano come le sigarette, collant, mobili e verdura, li ha usati per rappresentazioni sui generi, sulla sessualità e sull’identità nazionale. Il suo lavoro allude spesso ai movimenti storici come la Pop Art e l'Arte Povera, affrontando le preoccupazioni universali della natura e della mortalità.

Situation offrirà opere iconiche di Lucas che utilizzano oggetti inanimati a prendere la forma di corpi, tra cui “Two Fried Eggs and a Kebab” (1992) e “Spinster” (2000). Sono riportate anche sculture precoci come “Still Life” (1992), “Where does it all end?”(1994) e di “Get Hold of This” (1994), così come le opere importanti dell'ultimo decennio compreso “Unknown Soldier” (2003), “Mary” (2004), “The King” (2008) e “Jubilee” (2012).

Negli ultimi anni il lavoro di Lucas combina frammenti del corpo con forme e materiali che si trovano anche in natura. La mostra comprenderà anche le nuove opere denominate “Nuds” (2009 - oggi); collant ripieni sono modellati in suggestive sculture di corpi che abbracciano, le loro forme intrecciate compensati da plinti di blocchi forati in calcestruzzo. Sarà adattata agli spazi anche la recente serie delle “Loungers”, sempre in dialogo con l’ architettura della Whitechapel Gallery, Sarah Lucas creerà un'installazione che riesamina le affinità e dialoghi tra le opere precedenti e nuove sculture realizzate per la mostra.

Importante sponsor dell’evento è il gruppo Louis Vuitton, che da oltre 155 anni, intrattiene uno stretto rapporto con le arti visive. La Maison Louis Vuitton ha sempre collaborato con i migliori creativi del suo tempo. Attualmente Marc Jacobs, direttore artistico dal 1997, ha dato nuovo impulso ai legami di Louis Vuitton con l'arte, avviando collaborazioni con artisti di fama internazionale come Stephen Sprouse, Takashi Murakami e Richard Prince, rafforzando ulteriormente l'impegno della Maison per lo sviluppo del dialogo tra lusso e arte contemporanea .

Dal 2 Ottobre al 15 Dicembre 2013

Informazioni per i visitatori

Orari di apertura: martedì - domenica, 11:00-06:00, giovedì, 11:00-09:00. Ingresso libero. Whitechapel Gallery, 77-82 Whitechapel High Street, London E1 7QX. Stazione più vicina metropolitana di Londra: Aldgate East, Liverpool Street, Tower Gateway DLR. T + 44 (0) 20 7522 7888 info@whitechapelgallery.org whitechapelgallery.org






Comunicato stampa:

The bawdy euphemisms, repressed truths, erotic delights and sculptural possibilities of the sexual body lie at the heart of Sarah Lucas’s work (b. 1962). First coming to prominence in the 1990s with a show at London’s City Racing memorably titled, Penis Nailed to a Board, this British artist’s sculpture, photography and installation have established her as one of the most important figures of her generation.

Lucas’s materials - furniture, clothing, food – are sculptural and associative. Nylon tights provide a useful casing: stuffed with wadding they become splayed limbs of female bodies. Tights are also intimate, erotic, yet cheap and disposable, both glamorous and abject. Lucas’s objects also draw on art history; her frequent use of toilet bowls recalls Duchamp’s urinal, the first ready-made.

Stained mattresses, sofas and chairs act as plinths for ‘bodies’ sometimes situated against the surreal domesticity of Lucas’s wallpapers. Her figures are all headless. There is only one face, that of the artist herself, omnipresent through a sequence of self portraits.

Lucas’s oeuvre has been quintessentially urban but this show also features her recent Penetralia, flying penises combined with wood and flint. Titled ‘Whand’ and ‘Druid’ they suggest a magical, holistic relation to nature.

This exhibition takes us from Lucas’s 1990s’ foray into the salacious perversities of British tabloid journalism to the London premiere of her sinuous, light reflecting bronzes: limbs, breasts and phalli intertwine to transform the abject into a dazzling celebration of polymorphous sexuality.




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