In
una situazione alquanto delicata, fra pochi giorni, il 14 Settembre, prenderà
avvio la tredicesima edizione della Biennale di Istanbul, curata da Fulya
Erdemci, che ha proposto l’interrogativo “Mom, am I barbaria?”, che è una
citazione dal poeta turco Lale di Müldür, come titolo guida dell’evento.
La
risposta avrà forma di una proposta che, spinta dagli eventi attuali, cercherà
nel luogo pubblico, con incontri e forum aperti, una riconsiderazione del fare
artistico. Sia in chiave politica che estetica, si analizzerà il fare
dell’azione creativa dell’uomo. L’evento toccherà molte declinazioni della
creatività, dalla musica alla danza, passando per le scienze e la filosofia, in
un immediato contatto col fermento culturale quotidiano della nazione.
Centrale
sarà il ripensamento dell’idea di libertà, democrazia, diritti civili,
ridistribuzione delle ricchezze, che parevano assodati ma che in questi ultimi
anni paiono bisognosi di un rinnovamento e riscoperta del loro senso e
soprattutto del loro reale realizzarsi.
La
scelta cade anche per il ruolo strategico che Istanbul ha, posta sul limite fra
quello che viene considerato l’occidente e l’oriente, limite di due “filosofie”
socio-culturali che paiono fortemente in conflitto per strategie e azioni
socio-politiche.
La
stessa città, che in una ventina di anni è passata da tre milioni di abitanti a
quattordici milioni, è in una fase di forti trasformazioni architettonica,
quasi cinquanta grandi progetti di sviluppo, che stanno mutando la sua
dimensione storica, urbana e pubblica.
I
luoghi di questa edizione della Biennale sono cinque interessanti strutture
poste nel centro storico:
Antrepo
3 (Meclis-i Mebusan Caddesi, Liman İşletmeleri Sahası, Karaköy)
Galata
Greek Primary School (Kemeraltı Cad. No:25 Galata, İstanbul)
ARTER
– Space for Art (İstiklal Caddesi No: 211, Beyoğlu)
SALT
Beyoğlu (İstiklal Caddesi 136. Beyoğlu)
5533
(İMÇ 5. Blok, No. 5533 Unkapanı)