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25/09/13

La global art world inc.


Lo sviluppo del mercato dell’arte ha cambiato funzione e senso del suo stesso processo.  

Oggi l’opera d’arte nasce spesso non più come ricerca personale e intima di un artista ma sempre più come un prodotto di consumo mirato ad un determinato consumatore/collezionista. 

Per questo motivo risulta sempre più difficile dare valore all’arte in quanto non è più un percorso di riflessione, che nel suo evolversi prende forma di un oggetto, ma è un manufatto creato appositamente per essere inserito in una filiera di consumo, che nell’evento espositivo trovano un contesto di significato slegato dal processo di realizzazione.

09/01/13

Ana Mendieta al Castello di Rivoli


Una delle artiste più interessanti, recentemente riscoperta, Ana Mendieta, sarà proposta nella Manica Lunga del Castello di Rivoli dalla fine di Gennaio a Maggio. 

Titolo della mostra "She Got Love" sarà la prima grande retrospettiva europea dedicata all’artista cubana. 


Il progetto, a cura di Beatrice Merz e Olga Gambari, si propone di rileggere la figura dell’artista come modello e icona per la performance e il video, la body art e la fotografia, la land art, l’autoritratto e la scultura. Nel lavoro di Mendieta (1948 – 1985) confluiscono, infatti, tutte queste componenti, linguaggi coniugati in un personalissimo alfabeto visionario e materico, magico e poetico, politico e progressista che aspirano a raccontare l’identità femminile a partire dalle radici culturali cubane dell’artista sino ad arrivare alla donna contemporanea. Nel suo lavoro esplora temi come l’individuo, i generi, la morte e la vita, la violenza e l’amore, il sesso, la rinascita, lo sradicamento, sempre trascendendoli, però, in un’organicità che si fa spirituale. Il suo corpo si mimetizza nella Natura, in una ricerca delle origini personali e collettive, con una volontà di ricongiungimento a un’eterna e universale energia cosmica, dove elemento umano, naturale e divino convivono. L’orizzonte concettuale e ideologico che ruota attorno alla figura femminile intesa non come fine a se stessa, ma come lente attraverso cui osservare la vita, muove da una fisicità carnale, impastata nella terra e nella natura, nella protocultura, per elevarsi alla spiritualità dell’essere, passando attraverso l’esperienza quotidiana. Segno inconfondibile delle sue opere è, infatti, una caratteristica silhouette femminile, un autoritratto essenziale realizzato in terra, fango, piume, fiori, foglie, cenere, polvere da sparo, rami, alberi, conchiglie, erba, ghiaccio, roccia, cera, corteccia, muschio, sabbia, sangue, acqua, fuoco. 

Nel vissuto di Mendieta compaiono diversi luoghi, da Cuba agli Stati Uniti, dal Messico all’Italia, punti tra i quali l’artista era riuscita a tessere relazioni e scambi su canali alternativi. 

Ogni performance dell’artista sarà presentata come una tappa, un ambiente profondo e avvolgente raccontato con video, schizzi, fotografie e documenti che creano un momento di grande condivisione emotiva da parte del pubblico, l’ingresso mentale ma anche fisico in un luogo. 

In occasione della retrospettiva sarà pubblicato per i tipi di Skira un esaustivo catalogo con testi dei curatori, apparati bio-bibliografici e una ricca selezione di immagini. Durante tutto il periodo della mostra verrà proiettato un documentario sul periodo romano dell’artista. 

La mostra è realizzata in stretta collaborazione con l’Estate of Ana Mendieta. 

La mostra è realizzata grazie al contributo della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT e con il supporto tecnico di Kuhn & Bülow Insurance Broker, Berlino

11/12/12

Monacopolis, ripensando lo spazio urbano



Il Principato di Monaco è sicuramente un esempio di spazio saturo e costruirvi qualcosa vuol sicuramente dire alterare qualcos'altro. Forse da questa complessa situazione è nata l'idea della mostra Monacopolis che si svolgerà fra Villa Sauber e Villa Paloma, sezioni del NMNM, con una deriva nella Stazione Ferroviaria. 

In Villa Sauber si analizzerà l'area di Monte-Carlo, con oltre 600 mappe storiche come materiale di ricerca, superando l'intervento di Charles Garnier e il celebre Casinò di Monte-Carlo. A Villa Paloma uno sguardo sulla pianificazione dagli anni '40 fino agli anni '60 di Monaco.

10/12/12

Prossimamente Flash Art Event



Dopo alcuni tentativi, anni fà, la rivista Flash Art torna nell'organizzare un evento fieristico, si tratta di "Flash Art Event" che si svolgerà a Milano dal 7 al 10 Febbraio presso il Palazzo del Ghiaccio.

Ci saranno importanti gallerie, circa un'ottantina, che produrranno dei progetti curatoriali. 

L'organizzazione è prodotta da Enrica de Biasi per Les Enfats Pictures srl. Il tutto sarà realizzato con la collaborazione delle più dinamiche gallerie d’arte italiane e internazionali e attraverso preziose cooperazioni con musei e istituzioni; un progetto ambizioso che non è solo una fiera d’arte ma un originale evento culturale dal format fortemente innovativo, che passa attraverso un’altissima selezione curatoriale, ideata da Flash Art con la collaborazione delle gallerie partecipanti.

02/12/12

Performa, raccolta fondi


Centinaia di sostenitori di Performa, la biennale dedicata alla performance, si sono riuniti venerdì scorso al  Midtown Manhattan's Stage 37 per raccogliere più di $ 450.000  che serviranno a sostenere l'edizione del prossimo anno 2013. 

La serata era caratterizzato da una menu ispirato a Dalí , con la partecipazioni di Ryan McNamara e un gruppo di ballerini.

Chissà se in Italia una cosa del genere, potrebbe mai attecchire?

09/11/12

The Others - alternativamente in equilibrio



Dopo l’avvio dell’edizione scorsa The Others quest’anno, con alcuni piccoli assestamenti, prende la sua corretta dimensione di proposte alternative, articolando una serie di esposizioni su diversi registri, ben illuminate e con una generale qualità delle opere. 


Con un allestimento più curato le diverse celle sono ora perfettamente adattate alle tantissime proposte che si articolano in questi emozionanti spazi. 

Il mix fra giovani gallerie e proposte più collettive funziona bene, le opere sono molto stimolanti, l’atmosfera è fresca e positiva. 

Una festa per l’arte e per la gioia d’incontrarsi. 




















Artissima – rigore e varietà



La diciannovesima edizione di Artissima si offre in un contemporaneo panorama critico, sia socialmente sia economicamente. 


La conflittuale situazione mondiale si percepisce e la rassegna ha un profilo più pacato.

La leggerezza degli anni passati ha lasciato posto a offerte più consolidate, in un rigore che lascia spazio a molta varietà con un certo ritorno forte della pittura. 

Sia nell’allestimento, più tradizionale e meno caotico, sia nelle proposte delle gallerie si nota un bisogno di “solidità”. 

Cose certe, che sono distanti dal citazionismo, molto fumoso con teorie poco estetiche, che aveva alquanto confuso gli elementi del visibile negli anni passati. 

Come nelle grandi kermesse di Parigi e Londra, la qualità torna visibile, la bellezza e la tecnica, accompagnano riflessioni sperimentali ma meno superficiali. 

Un certo bric e brac pare essere scomparso a favore di cose belle o interessanti ma mai sciatte e brutte. 

Il giudizio globale è positivo, anche le sezioni sono state più calibrate e forti, un pochino sotto tono "back to the future". 

Il progetto Lido, che l’anno scorso era alquanto autoreferenziale a un sistema di relazioni, quest’anno pare più significativo, con pochi ma chiari progetti. 

Positivo l’aver riportato al centro e coordinato anche le tante strutture del territorio col progetto Lido, dando così vita a un reale sistema partecipativo dell’intera città, che in tal modo risulta compatta e ricca di proposte e di appeal per il vasto pubblico che si trova in questi giorni a Torino.