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27/03/13

Crisi delle gallerie?



Con quasi il 40 % di sommerso il sistema dell’arte contemporaneo italiano si lamenta di un tassazione opprimente, peccato che poi gli stessi non rendano trasparente i bilanci e la vendita dei propri manufatti. Se tutti pagassero forse tutti pagheremo di meno. 

Provate ad entrare in una gallerie e vedere i prezzi della merce esposta, vi stupirete nel notare che, mentre nei paesi stranieri è una prassi normale trovare un listino prezzi, qui da noi pare quasi una “volgarità”. 

E che dire della lagnata tassazione, dicono che in Italia sia alta, ma facendo un confronto con altri paesi, non mi pare che ci sia un grande divario (IT 20% UK 17,5%; Fr 19,6%; D 19% …). 

Come sempre nel miglior stile italiano ci si lagna delle colpe altrui ma mai delle proprie. 

Come se non bastasse alla crisi, c'è stato un recente blitz della Guardia di Finanza, su un gruppo di gallerie, gesto che ha svelato un’evasione di qualche milione di euro, proprio nei giorni della Fiera di Bologna, e tutti che si son spaventati. 

Fa poi molto strano che un collezionista sia disposto a spendere serenamente svariate centinaia di euro per dubbi manufatti di nessun valore pratico, lagnarsi poi per una tassazione normale, pari a quella del sistema della moda. 

Ancora più strano scoprire che spesso le tante gallerie italiane usano le strutture pubbliche per promuovere i propri artisti senza mai pagare per queste promozioni, visto che le spese ricadono sulla collettività. 

Sono tanti i problemi che il sistema dell’arte italiano non pare capace di affrontare, dal fare sistema all’essere veramente un luogo di cultura e non semplice smerci di dubbi oggetti spacciati come “opere artistiche”. 

Ma come già spesso accennato fino a quando la qualità non sarà al centro del sistema, scalzando le tante amicali relazioni, sarà molto difficile poter proporsi su un mercato mondiale dinamico e affamato di qualità.