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08/06/14

Riaperto Palazzo Cini a Venezia


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In concomitanza con il sessantennale dell’Istituto di Storia dell’Arte, diretto da Luca Massimo Barbero, la Fondazione Giorgio Cini riapre al pubblico, dal 24 maggio al 2 novembre, la Galleria di Palazzo Cini, la casa museo sorta nel 1984, in seguito al dono da parte della figlia di Vittorio Cini, Yana Cini Alliata di Montereale, di un mirabile nucleo di opere d’arte provenienti dalla ricca raccolta paterna e di alcune stanze del palazzo Cini, per garantire il rapporto inscindibile tra la collezione e la casa. La donazione è costituta da dipinti toscani dal XIII al XVI secolo, sculture di pregio e oggetti d’arte decorativa, tra i quali spiccano il nucleo di rami smaltati rinascimentali di manifattura veneziana, il gruppo di avori gotici e il servizio da tavola di porcellane Cozzi, allestito nel salotto ovale neorococò progettato da Tomaso Buzzi negli anni Cinquanta del secolo scorso. Al nucleo originario si aggiunse dal 1989, per gentile concessione degli eredi Cini Guglielmi di Vulci, la straordinaria raccolta di dipinti ferraresi del Rinascimento, testimonianza significativa delle predilezioni collezionistiche di Cini per l’arte della città natale.

Con la riapertura, segno di una rinnovata politica culturale che coincide con i trent’anni dalla nascita del museo e che vede come partner Assicurazioni Generali, main sponsor del Galleria, si è inteso restituire al pubblico, in modo continuativo e in una veste rinnovata, la possibilità di visitare la splendida raccolta in quella che fu la residenza veneziana di Vittorio Cini e di ammirare opere di grande rilievo e qualità di Giotto, Guariento, Beato Angelico, Filippo Lippi, Botticelli, Piero di Cosimo, Jacopo Pontormo, Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Ludovico Mazzolino, Dosso Dossi.

 

English

In concomitance with the sixtieth anniversary of the Institute of Art History, directed by Luca Massimo Barbero, the Giorgio Cini Foundation is reopening the Palazzo Cini Gallery to the public from 24 May to 2 November. The museum house was created in 1984 following the donation by Vittorio Cini’s daughter, Yana Cini Alliata di Montereale, of a marvellous group of art works once in her father's rich collection and some rooms in the Palazzo Cini to ensure that the vital bond between the collection and its setting was preserved. The donation consists of Tuscan paintings from the 13th to 16th century, some very fine sculptures, a striking series of Renaissance enamelled copper objects made in Venice, a group of Gothic ivories and a Cozzi porcelain table service, which is laid out in the neo-Rococo oval room designed by Tomaso Buzzi in the 1950s. In 1989 an extraordinary collection of Ferrarese Renaissance paintings – evidence of Cini’s predilection for the art of his birthplace – was added to the initial collection, courtesy of the Guglielmi di Vulci heirs.
The reopening is emblematic of a renewed cultural policy which coincides with thirty years since the creation of the museum and enjoys the support of Assicurazioni Generali, the main sponsor of the Gallery. The aim is to keep the refurbished gallery open on a regular basis so that the public will have the opportunity to visit the splendid collection in what was once Vittorio Cini’s Venetian residence and so be able to admire masterpieces by artists such as Giotto, Guariento, Beato Angelico, Filippo Lippi, Botticelli, Piero di Cosimo, Jacopo Pontormo, Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Ludovico Mazzolino and Dosso Dossi.







07/06/14

Lee Ufan al Castello di Versailles 2014




L’artista Lee Ufan è stata scelta per l’edizione annuale di arte contemporanea al castello di Versailles per il 2014. L’evento avrà corso dal 17 Giugno al 2 Novembre di quest’anno.  il particolare lavoro ambientale dell’artista si adatta perfettamente con l’ambiente naturali di questa stupenda dimora francese.


06/06/14

Prada Music Art....


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La Fondazione Prada presenta dal 7 giugno al 3 novembre 2014 a Ca’ Corner della Regina a Venezia la mostra “Art or Sound”, a cura di Germano Celant.

Concepita come un’indagine attraverso il passato e il nostro presente, “Art or Sound” ha l’obiettivo di analizzare lo sviluppo di un dialogo produttivo e articolato: affronta le problematiche del rapporto tra arte e suono e degli aspetti iconici dello strumento musicale, nonché del ruolo dell’artista musicista e degli ambiti in cui arti visive e musica si sono incontrate e confuse.

La mostra intende sottolineare il rapporto di simmetria e ambivalenza che esiste tra opera d’arte e oggetto sonoro, proponendo una rilettura dello strumento musicale che diventa entità plastico-visiva e viceversa, fenomeno riscontrabile nel corso della storia dal Seicento a oggi.

“Art or Sound” analizza dunque lo sconfinamento tra produzioni artistiche e sonore, tra musica e arti visive, con l’idea di evidenziarne il costante scambio, senza ricercare inutili classificazioni.


Il percorso storico prende il via con gli strumenti musicali realizzati con materiali inusuali e preziosi da Michele Antonio Grandi e Giovanni Battista Cassarini nel Seicento e con gli automi musicali - complessi oggetti artistici che uniscono valore estetico e produzione sonora - creati, ad esempio, dall’orologiaio svizzero Pierre Jaquet-Droz nel Settecento. Prosegue con strumenti automatici e dispositivi meccanici dell’Ottocento in grado di visualizzare la musica attraverso luci e colori. Saranno presentate le ricerche nel campo della sinestesia e le sperimentazioni delle Avanguardie storiche come i celebri Intonarumori (1913) dell’artista futurista Luigi Russolo e alcuni oggetti di Giacomo Balla.

La mostra riunisce, inoltre, strumenti e opere di musicisti come Alvin Lucier e John Cage, lavori di artisti degli anni Sessanta, quali le scatole sonore di Robert Morris e Nam June Paik, sculture cinetiche realizzate da artisti come Takis e Stephan von Huene e, ancora, installazioni sonore come Oracle (1962-’65) di Robert Rauschenberg e Handphone Table (1978) di Laurie Anderson.

Saranno in mostra anche esempi di appropriazione iconica e formale dello strumento musicale, come i pianoforti di Arman, Richar senza didascalie senza didascalie d Artschwager e Joseph Beuys, assieme a strumenti ibridi, vere e proprie sculture da suonare, come le chitarre e i violini di Ken Butler e i banjo di William T. Wiley.
Questa esplorazione nel territorio ambiguo tra arte e suono si spingerà verso le ricerche più recenti di artisti come Christian Marclay, Janet Cardiff, Martin Creed e Doug Aitken, fino a documentare la produzione di una nuova generazione rappresentata, tra gli altri, da Anri Sala, Athanasios Argianas, Haroon Mirza, Ruth Ewan e Maywa Denki.

 

English

The Fondazione Prada presents the exhibition “Art or Sound”, curated by Germano Celant, at its Venetian venue of Ca’ Corner della Regina, from June 7 to November 3, 2014.

Conceived as an investigation of the past and our present, the purpose of “Art or Sound” is to analyze the development of a productive and complex dialogue, the relationship between art and sound, iconic aspects of the musical instrument, the role of the artist-musician, and the areas in which the visual arts and music have come together and blurred.

The exhibition aims to emphasize the symmetrical and ambivalent link that exists between works of art and sound object: it offers a reinterpretation of the musical instrument and the way it can become a sculptural-visual entity and back again, in a continual reciprocal relationship of encroachment and inversion, a phenomenon seen since the 17th century. It analyzes the overlap between the production of art and sound, music and the visual arts, with the aim of highlighting the constant exchange between them, though eschewing unnecessary categorization.


Organized on a historical basis, “Art or Sound” starts off with musical instruments made from unusual and precious materials by Michele Antonio Grandi and Giovanni Battista Cassarini in the 17th century, along with musical automata—complex artworks that combine the production of sounds with aesthetic values—created, for instance, by the Swiss watchmaker Pierre Jaquet-Droz in the 18th century. It continues with 19th-century examples of automated musical instruments and mechanical devices capable of giving visual expression to music through light and color. Research in the field of the synesthesia is presented as well, with experiments carried out by the historical avant-gardes, such as the celebrated Intonarumori (1913) created by Futurist artist Luigi Russolo, and some of Giacomo Balla’s objects.
Also exhibited are instruments and works by composers like Alvin Lucier and John Cage, works by artists of the Sixties, such as the sound boxes of Robert Morris and Nam June Paik, kinetic sculptures made by artists like Takis and Stephan von Huene, and sound installations like Robert Rauschenberg’s Oracle (1962-’65) and Laurie Anderson’s Handphone Table (1978).


 

05/06/14

Jitterbug Seance Science / The Preparation - Stefanie Popp da Norma Mangione Gallery



Norma Mangione Gallery è lieta di annunciare Jitterbug Seance Science /The Preparation, la seconda personale di Stefanie Popp in galleria. Nella mostra sarà presentato The Preparation, un film di 30 minuti che mette in scena una cerimonia in cui sei personaggi partecipano a quello che ricorda un rituale di passaggio o di iniziazione. Il film è ambientatoin una stanza semibuia piena di oggetti, alcuni realizzati dall’artista, altritrovati e collezionati nel corso degli anni, che insieme costituiscono un sistema di segni della personale mitologia e simbologia di Stefanie Popp,caratteristico della sua ricerca pittorica. La colonna sonora di The Preparation è stata appositamente creata da “Die Bäume”, un progetto musicale di Robert Kraiss e Florian Gass.



Norma Mangione Gallery is pleased to announce Jitterbug Seance Science / The Preparation, the second solo show of Stefanie Popp in the gallery. In the gallery will be launched The Preparation, a 30 minutes long film that stages a sort of ceremony with six characters, resembling a transformational process or a rite of passage.The film is set in a dimly lit room filled with different objects, some of them made by the artist, othersfound and collected over years, all together building a system of references of the personal mythology and symbology of Stefanie Popp, typical of her paintings. The Preparation’s soundtrack is made by “Die Bäume”, a music project of Robert Kraiss and Florian Gass.

Stefanie Popp

Jitterbug Seance Science / The Preparation

06/06/2014 - 19/07/2014

Opening: 5th June 2014, 6:30 pm

Norma Mangione Gallery
Via Matteo Pescatore, 17
10124 Torino
+39 011 5539231
info@normamangione.com

ORARI DI APERTURA
martedi - sabato 15.30 - 19.30 o su appuntamento


Kendell Geers alla Galerie Yvon Lambert di Parigi

Kendell Geers  alla Galerie Yvon Lambert  di Parigi





04/06/14

Epiderma - workshop e performance di Andrea Caretto e Raffaella Spagna al Castello di Stupinigi



Temi affrontati nel workshop

Il workshop Epiderma intende coinvolgere il pubblico in una sperimentazione estetica della relazione con l’ambiente naturale del Parco di Stupinigi, estetica nel senso che avviene attraverso la percezione e l’attivazione dei sensi. 

I partecipanti saranno coinvolti in attività di perlustrazione dei territori del Parco alla ricerca di materie prime naturali che possano essere utilizzate per la produzione di preparati adatti ad entrare in contatto con la pelle. 

Attraversando i sentieri del Parco di Stupinigi si procederà insieme all’identificazione e alla raccolta di specie vegetali selvatiche e altri materiali naturali che saranno utilizzati per la realizzazione di diverse preparazioni naturali che possono essere applicati sulla pelle. 

La pelle è l’organo che separa il nostro corpo dall’ambiente esterno, ma allo stesso tempo ci mette in relazione con il mondo circostante. Attraverso questa membrana permeabile, sostanze provenienti dall’esterno possono entrare all’interno del nostro corpo e “trasformarci”. 

In un certo senso la pelle è un altro canale attraverso il quale nutrirsi. Il contatto fisico con i vegetali in Epiderma vuole essere un modo per sperimentare il rapporto Essere Umano-Pianta a partire dal legame ancestrale con il selvatico;

Questa esperienza potrà condurci a domandarci: le piante percepiscono? Hanno un sistema sensoriale? In che modo esse si relazionano con il mondo circostante?

Durante la giornata di workshop, i materiali naturali raccolti saranno trasformati e insieme si procederà alla produzione di diversi preparati naturali: compresse, impacchi, impiastri, pediluvi e maniluvi, bagni, oleoliti, unguenti, creme, acque, polveri vegetali, ecc.  

Alcuni preparati avranno proprietà essenzialmente cosmetiche, altre più curative eterapeutiche, attingendo da formule storicamente consolidate dei medicamenti e della cosmetica naturale. 

Durante la giornata i partecipanti sono invitati a ideare con gli artisti l’organizzazione dell’evento pubblico del 20 settembre 2014.

L’opera finale prevede la costruzione di alcune postazioni realizzate con i materiali del bosco, collocate all’interno del parco di Stupinigi e collegate in un percorso esperienziale. Il pubblico potrà sperimentare le preparazioni prodotte con i materiali naturali raccolti nel territorio del Parco di Stupinigi e rielaborati dal gruppo di lavoro. 


Informazioni pratiche

Il workshop di 1 giorno si svolgerà all’interno del Parco di Stupinigi domenica 8 giugno 2014 dalle ore 9,00 alle 18,30. 

È previsto un secondo incontro di mezza giornata, da concordarsi con i partecipanti al primo workshop, nei giorni precedenti l’evento finale (20 settembre 2014). 

La partecipazione al workshop, aperto a un massimo di 18 persone, è gratuita.

Attrezzatura necessaria: borse di carta e/o tela, coltello, bacinella di plastica di medie dimensioni, barattoli di vetro di piccole e medie dimensioni (5-6 per partecipante).

Ogni iscritto è invitato a portare cibo e bevande da condividere con gli altri partecipanti durante la pausa del pranzo.

PARTECIPA!

info al sito http://www.stupinigifertile.it/

la partecipazione al workshop è gratuita!

ISCRIZIONE

Per l’iscrizione occorre compilare i moduli ALLEGATI e consegnarli entro SABATO  7  GIUGNO 2014 presso il Caffè Villa Reale di Stupinigi o via email a stupinigifertile@gmail.com

Per i minorenni è necessaria la compilazione oltre che del modulo di iscrizione (AllegatoA) anche della liberatoria (Allegato B).


Reportage Parigi - Musée Cognacq-Jay, Museo del XVIIIE secolo di Parigi

Musée Cognacq-Jay, Museo del XVIIIE secolo di Parigi 











03/06/14

Architettura a Venezia




Fra pochi giorni si avvia una nuova grande edizione della Biennale di Architettura, i battenti saranno aperti dal 7 giugno al 23 Novembre. Sotto il titolo di Fundamentals, parteciperanno sessantacinque rappresentanze nazionali, tra cui ben undici alla prima presenza.

Il curatore della rassegna è il mitico Rem Koolhaas che ha saputo proporre interessanti stimoli per le tante proposte venute da tutto il mondo. Molto ricco il programma di eventi collaterali che sparse per tutta la città rendono Venezia un unico grande spazio espositivo.

Molti stimoli verranno poi dalla rasegna intitolata Mondoitlaia che raccoglie tutte le declinazioni del fare creativo. Affiancano  altre due sezioni dal titolo “Absorbing Modernity 1914-2014” e “Elements of Architecture”  che tentano di mettere in luce il passato, il presente e il futuro dell’architettura.


A latere la Biennale sviluppo poi le iniziative didattico-culturaliquali Biennale Sessions in collaborazione con diversi centri cultuali e Università.

02/06/14

Città assolata d’arte - Primavera a Parigi


Un cielo azzurrissimo mi ha accompagnato, nei giorni scorsi, in un piacevole giro d’arte per le vie di Parigi.

La Ville Lumiere in questi ultimi anni sta cercando di riproporsi come centro dell’arte rosicchiando spazio a Londra e in parte pare riuscirci.

Da non perdersi l’evento espositivo di Thomas Hirschhorn al Palais di Tokyo, particolarmente piacevole il mix di materiale che in questo caso usa in modo sapiente la precarietà dell’edificio, anche se sempre più sfugge il senso di opera d’arte a favore del caos.
 
Thomas Hirschhorn

Accanto il Museo di Arte Moderna di Parigi propone mostre più interessanti; una ampia retrospettive su Lucio Fontana e un’articolata mostra “Arc unedite history, Iran 1960-2014”, con più di duecento opere, in un valido percorso storico, forse la cosa più significativa che ho visto a Parigi.

Antologica su Lucio Fontana



Arc unedite history, Iran 1960-2014

Un certo tedio alle mostre del Centre Pompidou che punta sul sicuro con gli scatti di Cartier Bresson, delude alquanto la retrospettiva di un mediocre Martial Raysse e più interessante l’esposizione  sull’architetto Bernard Tschumi.
 
Bernard Tschumi

Fra le gallerie private non perdevi quella di Pierre e Gills da Daniel Templeton, Xappes Bertille Bak, Chen Zhen alla Galleria Perrotin che propone anche un’evento "G I R L” mostra banalissima curata dal musicista Pharrell Williams, ma ultimaente questa moda del cantante di successo abbinato alla galleria pare un trend molto pubbliciatario.

Pierre e Gills da Daniel Templeton


Chen Zhen alla Galleria Perrotin

In generale non si segnalano eventi imperdibili, anche Monumenta al Grand Palais, con Ilya ed Emilia Kabakov, delude. Un poco per la scelta di opere inadatte a questo enorme edificio un poco per le opere stesse che paiono più accenni che lavori completi.

 Monumenta al Grand Palais, con Ilya ed Emilia Kabakov

La scelta di puntare su una pratica e spendibile mostra, che si poteva fare in qualsiasi altro spazio espositivo, anziché su un’opera unica adatto al luogo svela i grandi limiti di questi artisti.

Negli spazi attigui al Grand Palais sono proposte altre esposizioni, una intorno all’opera di Candido Portinari realizzata per l’ONU  e i prezzemolati Bill Viola e Robert Mapplethorpe, che oramai diventano troppo esposti.

Di fronte, il Petit Palais, offre una piacevole mostra sulla storia di Parigi nei primi anni del secolo scorso, cifra, il passato glorioso, che pare oramai un refren sicuro per il vasto pubblico.

Era un poco di anni che non ripassavo al Louvre e all’Orsay, che con le loro vaste raccolte, sono sempre un perfetto rifugio per un’appassionato di capolavori d’arte. In generali gli allestimenti sono variegati, forse il d’Orsay dovrebbe calibrare meglio il percorso che in certe fasi risulta alquanto confuso.

 
Louvre

Museo d' Orsay