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Visualizzazione post con etichetta Centre Pompidou. Mostra tutti i post
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16/10/24

Prix Marcel Duchamp 2024 a Gaelle Choisne

l'opera di Gaelle Choisne

 Gaelle Choisne, nata nel 1985, è la vincitrice del più importante premio francese all'arte contemporanea Prix Marcel Duchamp 2024.


l'opera di Abdelkader Benchamma


Si tratta della 24 edizione che viene ospitata al Centre Pompidou, la mostra presenta i selezionati che sono : Abdelkader Benchamma , che ha scelto il disegno come mezzo preferito; Gaëlle Choisne, che unisce tradizioni esoteriche creole e miti popolari nelle sue sculture e installazioni video; Angela Detanico e Rafael Lain , che cercano nuove scritture dalla materialità inedita; Noémie Goudal , che seziona strati e un'immagine in installazioni video/fotografiche. 
 La stessa interrogazione, per così dire “cosmica”, attraversa le rispettive proposte, che riflettono gli sconvolgimenti universali dell’epoca. 


l'opera di Angela Detanico e Rafael Lain

l'opera di Noémie Goudal 

08/06/21

Il Centre Pompidou arriva a New York

 



Da diversi anni il Centre Pompidou sta sviluppando una progettazione di espansione delle sua proposta. E dopo aver aperto una sede a Malaga nel 2015, e poi a Bruxelles, nel 2018 seguita dalla postazione di Shanghai nel 2019, ora è la volta di New York, per la precisione di Jersey City nel cuore della grande mela. 

Il progetto degli spazi sarà realizzato per il 2024 dallo studio OMA di Rem Koolhaas e sarà collocato nell'area del porto, promotore dell'iniziativa. 



CS

Scheduled to open in early 2024, the Centre Pompidou × Jersey City museum will become an all-new leading international cultural hub located at the heart of historic Journal Square, serving as a dynamic destination for residents and attracting visitors from all over the region, reflecting the energy and diversity of Jersey City’s burgeoning arts community.

The Centre Pompidou will provide its expertise to create an ambitious program emphasizing education via hands-on artistic and cultural experiences, with a community component central to Jersey City’s ambitious and inclusive vision for the future, making the Centre Pompidou × Jersey City a promising multidisciplinary art laboratory for cultural and educational programming.


With the addition of exclusive exhibitions created with the modern and contemporary art masterpieces from the Paris Centre Pompidou’s collection, as well as tailor-made and diversified events at the crossroads of all disciplines, the Centre Pompidou × Jersey City’s cultural agenda (to be revealed at a later date) will offer an effervescent fusion of art and ideas.

In 2018, the Fulop Administration acquired the Pathside Building, located in the heart of one of the busiest transportation hubs in the tri-state area, and a 15-minute PATH train ride from both Lower Manhattan and Newark Penn Station. The City purchased the 58,000 square-feet building (5,400 square-meters). While the building was slated for residential units at the time, the Fulop Administration made a commitment to instead try to optimize the building to establish Jersey City as a larger destination for the arts.

The international partnership being announced today is the culmination of a strategic plan and cultural partner search by the creative consultants Jersey City had hired in 2019, OMA New York, led by Partner Jason Long. This effort included both engagement with the Jersey City community and discussions with a number of potential partners both within and outside the US. Centre Pompidou’s history as an institution dedicated to multiple forms of contemporary art and culture, its dedication to education and cultural organizations match Jersey City’s and the community’s ambitions for the building. In the coming months, OMA /Jason Long will work with Jersey City and the Centre Pompidou on the design of the Centre Pompidou × Jersey City within the historic Pathside Building.

Developed in close collaboration with local creatives and residents, inviting international art professionals as well as prospecting for emerging talents from all walks of life, the Centre Pompidou × Jersey City future program will appeal to the broadest and most diverse possible audiences, offering a unique form of cultural outreach in the City, the State and far beyond, to address today’s changes in society, perfectly embodied by Jersey City’s exciting transformations.  

06/11/19

Centre Pompidou a Shanghai

Centre Pompidou x West Bund Museum, Shanghai © DR

Alla presenza del presidente della repubblica francese, ieri si è aperto un nuovo Centre Pompidou, temporaneo, attivo per ora per i prossimi 5 anni. 

Saranno organizzate mostre che dovranno essere prima vagliate dal comitato di censura cinese.

Sempre più mi sfugge l'idea di cultura e sempre più mi pare un effetto supermercato, forse anche più politico, queste aperture di duplicati dei musei europei, non capisco fino a che punto si promuova un prodotto o si faccia riflessioni reali attraverso l'arte.

E dalla Cina non arriva nessun museo, non hanno una loro cultura? 



CS

C’est sur les berges du fleuve Huang Pu qu’est situé le bâtiment constitué de trois volumes de près de 25 000 m2. Conçu par le bureau de l’architecte britannique David Chipperfield, le musée s’articule autour d’un hall central avec un atrium à trois hauteurs. Les façades des volumes sont en verre recyclé, ce qui confère au complexe une qualité opaline irisée le jour, et prismatique la nuit, comme une réponse aux miroitements du fleuve.
Ambitieux, le projet Centre Pompidou × West Bund Museum est aussi inédit par sa nature. Dans cette collaboration, le Centre Pompidou apporte au West Bund Museum son expertise en matière de programmation culturelle tant sur le plan muséal, que pour le spectacle vivant ou la médiation culturelle. Il conçoit, à partir des œuvres de sa collection, des expositions exclusives en résonance avec le contexte culturel local, avec l’ambition d’y présenter et d’y développer des projets de coopération et d’échanges avec les artistes de la scène chinoise. Trois galeries du musée sont ainsi consacrées à la présentation des collections du Centre Pompidou. Elles accueillent trois parcours semi-permanents sur cinq ans et deux expositions temporaires par an. Une salle spécifique, baptisée The Box est dédiée à la présentation d’installations multimédias tandis qu’une galerie accueille des projets in situ, mettant à l’honneur les jeunes artistes plus prospectifs. Un auditorium est également dédié à des conférences, projections, concerts et spectacles, et un hall de 800m2 accueille des activités de médiation.
Cette programmation diversifiée au croisement des disciplines a pour vocation de s’adresser à tous les publics et d’offrir aux visiteurs des clés d’accès à l’art moderne et à la création contemporaine.
Avec le « Centre Pompidou x West Bund Museum », le Centre Pompidou signe un nouveau projet d’échange et de coopération culturel développant le modèle singulier qu’il a initié à Malaga et Bruxelles : un modèle fondé sur la construction d’un projet commun, développé en étroite collaboration avec un partenaire, un projet en adéquation avec les attentes et les spécificités du pays dans lequel il se déploie.

02/08/17

Da Parigi a Shanghai nuovi spazi per il Centre Pompidou



Il Centre Pompidou dopo una lunga trattativa aprirà uno spazio nelle modernissima Shanghai, una iniziativa che ha visto i due paesi confrontarsi per quasi dieci anni per poter dare vita a questo interscambio, si spera culturale.

Per cinque anni, che potranno essere rinnovati, il centro polifunzionale parigino sarà ospitato nel nuovo  West Bund Art Museum, un progetto della municipalità di Shanghai con una cordata di privati cinesi. 

Questo nuovo museo, progettato da David Chipperfield, aprirà nel 2018 in una zona che è in fase di riqualificazione turistica sul fiume Huangpu.

Chissà se in questo interscambio ci saranno limiti tematici e culturali o se sarà un autentico interscambio di idee, espressioni artistiche e libertà.

12/01/17

Centro Pompidou 40 anni !



Alla sua comparsa, il 31 Gennaio del 1977, questo incredibile edificio, ideato da Renzo Piano e Richard Rogers, suscitò grande dibattito, ma ora passati quarant'anni è diventato uno dei punti nevralgici della cultura parigina. 


Il Centro Pompidou celebrerà il suo 40° anniversario nel 2017 in tutta la Francia, con l'intento di  condividere questa festa con il maggior numero di persone appassionate di cultura e arte.



Per l'occasione è stato ideato un grande programma ricco di eventi, mostre, incontri. Ora nel centro sono in corso diverse mostre, tra cui una su René Magritte, Cy Twombly e il premio Marcel Duchamp con le opere della selezione del 2016 Kader Attia, Yto Barrada, Ulla von Brandenburg e Barthélémy Toguo.

13/11/12

Ritorna Dalì.



30 anni dopo una nuova grande retrospettiva sull’artista spagnolo al Centre Pompidou.

Per la stagione invernale il Centre Pompidou di Parigi organizza dal 21 Novembre una grande mostra su Salvador Dalí, che poi proseguirà al Reina Sofia di Madrid. Già nel 1979 era stata ideata una grande mostra che rimane, ad oggi, una delle più visitate presso questo famoso centro culturale parigino.

Si tratta quindi di una nuova importante mostra antologica su uno degli artisti più amati e discussi del secolo scorso.

Tantissimi opere, oltre 200, dalla pittura alle cose più particolari che il multiforme artista spagnolo ha ideato.

Salvator Dalì è stato un grande artista ma soprattutto un genio della comunicazione, che ha anticipato tanti atteggiamenti da artistart oggi comuni a molti personaggi. E’ stato fra i primi ad esprimersi con ogni sorta di sistema culturale, dal cinema alla pubblicità, creando fra i primi l’idea stessa della poliedricità artistica portata all’estremizzazione delle idee.

Nato col surrealismo ha sviluppato poi una sua mitologia estetica e creativa, unica e accattivante.

Molti critici storcono il naso con certe suo opere, le stesse che invece hanno conquistato il vasto pubblico. Questa mostra risulta così un’importante occasione per riconsiderare il suo operato, rinquadrando uno stile che oggi pare così normale, mentre all’epoca fu altamente sperimentale.

13/09/12

Bertrand Lavier al Centre Pompidou di Parigi.



Il Centre Pompidou dedicherà, dal 27 Settembre, un retrospettiva all’operato di Bertrand Lavier, con una selezione di una cinquantina delle sue opere più significative. 

Non sono mai stato un grande fans di questo artista che trovo un poco noioso e privo di qualsiasi slancio di bellezza. Le sue sperimentazioni mi risultano più piacevoli per gli intenti che per i risultati.


Foto:  Bertrand Lavier Beaunotte- Nevada 1989 Courtesy Monsieur et Madame Seguin - Nicolas Bergerot, Adagp, Paris 2012

12/07/12

Mosca sempre più contemporanea



Un nuovo grande ampliamente firmato Rem Koolhaas per il Garage, che si sposterà dalla sede storica di Bus Bakhmetevsky, alla nuova area di Gorky Park. La location è già storica, si tratta della struttura che negli anni 60 ospitava un famoso ristorante moscovita. Il progetto prevede un’articolata serie di servizi che andrà dagli spazi espositivi a un laboratorio giovanile, passando per bar, auditorium. Il tutto sarà realizzato per l’autunno del 2013. 

Altro progetto moscovità sarà una iniziativa simile al Centre Pompidou che verrà progettata dal National Center for Contemporary Art (NCCA), che ha filiali anche a Novgorod, San Pietroburgo e in altre città russe. Come quello parigino il centro sarà multi articolato e avrà oltre 25 mila metri quadrati di spazio funzionale.

24/03/12

I musei più visitati al mondo...



I musei sono sempre più un luogo di attrazione, eccovi la top ten dei più visitati al mondo stilata dal giornale inglese The Art Newspaper. 

Al primo posto resta saldo il Louvre di Parigi che si conferma come il luogo più amato con oltre 8,9 milioni di visitatori paganti. A Parigi mantiene anche una buona posizione il Centre Pompidou con 3,6 milioni di visitatori. 

Segue il Metropolitan di New York con circa sei milioni mentre scende un poco il Moma che passa da 3,1 a 2,8,forse a seguito di una serie di eventi non molto significativi. 

Si giunge poi a Londra, che in questi ultimi anni ha lavorato tantissimo sulla riorganizzazione e trasformazione di un'immagine turistico culturale e ora raccogli i frutti, che piazza ben tre musei (ma attenzione qui non si paga il biglietto d'ingresso) che sono il British Museum, con 5,8 milioni, la National Gallery con ben 5,3 milioni e la Tate Modern con 4,8 milioni di utenti entranti. 


La classifica prosegue poi con un lungo elenco che vede purtroppo i nostri musei un pochino distanziati. 

07/03/12

Corrispondenze fra Matisse e i manga ...






In questi giorni presso il Centre Pompidou di Parigi sono in corso due proposte molto diverse ma con alcuni elementi comuni. 

Una è la stupenda mostra su Matisse che sotto il titolo “Matisse paires et séries” raccoglie le opere “sorelle” cioè quelle che hanno un medesimo tema o soggetto. 

Infatti l’artista spesso fotografava dei dettagli e degli oggetti che poi inseriva nei quadri, ripetendoli in diverse situazioni. Questa duplicazione dei soggetti cambia per intensità cromatica, contesto e ambientazione, oltre che per la dinamica delle linee e posizione all’interno della composizioni. 

 
Parallelamente è in corso l’evento Pianeta Manga, che secondo me è perfettamente correlato alla mostra di Matisse.  


Sia per il tratto di molti che paiono ispirati proprio a questo maestro del gruppo Fauves, sia per le relazioni fra l’artista e la cultura orientale. 

La rassegna è una favolosa occasione per immergersi in oltre cento film, fra i più rari e noti,e una valanga di fumetti consultabili, oltre che disegni e laboratori, workshop e incontri con gli autori. Per la visita consultate il ricco programma di eventi. 

Due mostre che devono essere assolutamente viste per vivere pienamente la nostra modernità 

ps se avete ancora un poco di tempo c'è anche la mostra "Josef Albers en Amérique, Peintures sur papier" gradevole e ordinata d.o)

03/02/12

Una nuova grande selezione di disegni per il Centre Pompidou


. Daniel e Florence Guerlain


La collezione di disegni di Daniel e Florence Guerlain è una delle raccolte di disegni che supera i 6000 pezzi. Si tratta di una delle più grandi di Francia e delle più vaste per periodi storici.

Si va dal Rinascimento con opere di Carracci, Tiepolo, passando per gli artisti del Nord come Durer o Rubens, fino alla contemporaneità con opere di Tatiana Trouvè e Kiki Smith.

Da questa incredibile raccolta saranno selezionati, dal 7 Febbraio, 1000 disegni che saranno dati al Musée national d’art moderne presso il Centre Pompidou di Parigi.

Grandi collezionisti i Guerlain, famosi per i loro pregiati profumi, dal 1996 hanno creato una Fondazione che porta il loro nome a Les Mesnuls.

Hanno anche avviato un premio annule per il disegno contemporaneo, che viene assegnato tutti gli anni a Marzo durante il Solone del Disegno a Parigi.

19/12/11

Danzare è creare, Arte e danza nella storia di questi ultimi cento anni al Centre Pompidou


Le forme artistiche nascono dal trasformare le astratte idee della mente umana in oggetti fisici. Per far ciò l’uomo deve azionarsi e muoversi nello spazio circostante.

Nei tempi antichi la prima forma di espressione umana è stato proprio questo muoversi, che ha preso poi forma in riti ancestrali e poi nella danza, spesso come pratica religiosa e poi libera espressione del corpo umano, trasformazione di un sentire interiore che nel “gesticolare fisico” tenta di comunicarsi esternamente.

Se uniamo la gestualità fisica con l’ispirazione artistica abbiamo la stupenda mostra “Danser sa vie” che il Centre Pompidou presenta fino ai primi giorni di Aprile 2012.

L’evento è un’interessante percorso in due forme espressive che paiono gemelle, sia per il loro sviluppo che per le emozioni che fanno scaturire.

Entrambe sono uniche e irripetibili, soggettive, irrompenti, innovative.

La mostra è ber strutturata sia per i vasti aspetti storici che affronta, producendo tantissimi stimoli sia per la buona qualità delle opere proposte, un giusto equilibrio fra quelle più celebri, come la Danza di Matisse con quelle più ricercate come le stupende fotografie di Lavinia Schulz e Walter Holdt. L’elenco degli artisti è vasto e articolato, pregiato soprattutto nella ricerca di una qualità di gusto e di intenti espressivi ricercata.

Il percorso inizia dalla figura umana ritratta e poi lentamente il movimento prende forma e si giunge all’energia trasformata che diventa opera e intensa passione.

L’intreccio fra danza e arte è ben articolato in alcune sue parti, come la sezione sul Bahaus o la sezione dedicata a Trisha Brown.

Un poco perplesso lascia alcune corrispondenze fra danza e performance artistica, soprattutto quando la seconda sembra spesso un’imitazione della prima. Un consiglio per la visita, se potete organizzatevi seguendo i tantissimi eventi che durante tutta la rassegna si svolgeranno; quali rassegne di danza, performance, incontri.

Cogliete anche le altre tante proposte che il Centre Pompidou offre in questo periodo. Si tratta di un’articolata offerta culturale che spazia dalla grande raccolta permanente a diverse altre mostre, tra cui quella, un poco noiosetta, su Cyprien Gaillard (Premio Marcel Duchamp 2010) o la stupenda retrospettiva su Kusama, ma ci sono anche rassegne video, conferenze e se avete tempo la vasta biblioteca.

Se siete a Parigi il 21 Dicembre non perdetevi l’iniziativa “le jour le plus court”, evento dedicato al video, che si prospetta come un’interessante iniziativa, che in futuro sicuramente sarà imitato da tanti altri.

18/10/11

Attorno a le Fiac




Tantissime le iniziative che si possono fruire in questi giorni a Parigi, eccovi un breve elenco delle cose più interessanti.

Iniziamo dal contemporaneo con il Palais de Tokyo, che anche se in rinnovamento prosegue la sua proposta cultura, ci sono i manifesti opere di Olaf Breuning, un poco inquietanti, l’intervento poliforme di John M Armleder e le istallazioni sognanti di Christian Andersson.

Vicino al Al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris sono proposte le legnose sculture di Georg Baselitz e gli artisti americani Ryan Trecartin e Lizzie Fitch con l’interventi video/scultoreo intitolato “ Any Ever”.

Programmazione molto articolata per il Centre Pompidou con diversi eventi dinamici come il Rendez-vous du Forum, l’ecologistico, con il progetto Green attitude, o lo storico, vedasi l’omaggio a Christian Dotremont, ma pure con mostre di grande richiamo con Edvard Munch e Yayoi Kusama.

Al Jeu de Paume diversi progetti tra cui una bella mostra su Diane Arbus, uno sviluppo della poetica visiva/reale di Robert Filliou con Audrey Cottin che realizza una serie di particolari azioni creative. Segnalo on line un’ interessante rassegna nello spazio virtuale proposto dal museo sull’informazione "Blow-up" attraverso gli interenti di Natasha Rosling, Jean-Baptiste Bayle, Carlo Steiner, Charlie Jeffery, Didier Courbot, Dora García e Jimpunk.

25/02/10

Lucian Freud



Il Centre Pompidou di Parigi dedica dal 10 Marzo fino al 19 Luglio 2010 una mostra antologica a Lucian Freud, oggi ottantottenne, una figura di grande rilievo nella pittura contemporanea. Si tratta di un tributo che presenta una straordinaria collezione di dipinti che ripercorrono il suo percorso lavorativo in forma antologica. Sono state selezionate una cinquantina di dipinti di grande formato, completati da una selezione di opere grafiche, in gran parte provenienti da collezioni private, e corredate con una serie di rare fotografie realizzate negli studi londinesi dell'artista.
Infatti la mostra è organizzata intorno al tema dello studio, approccio già trattato nel passato da grandi artisti come Rembrandt, Courbet, Picasso. Questo sistema di lavoro è fondamentale per la pittura e la pratica di Lucian Freud, di cui è diventato nel tempo un maestro.

L’evento riunisce in una superficie di oltre 900 m2, opere di grandi dimensioni. Raccolte in un suggestivo interno espositivo sono proposti ritratti, studi dei sui vecchi maestri, una serie di autoritratti e i recente e imponenti profili di Leigh Bowery e Big Sue, capolavori del pittore.

L'unicità dei lavori di Lucian Freud è nella meticolosa ritrattistica, molto spesso nudi, per cui l’arista può dire: "Voglio che la pittura sia la carne o (...)" ancora "Per me la pittura è la persona", Il modello è osservato nel mondo chiuso del suo laboratorio, lo studio del pittore.

Lucian Freud dipinge solo quello che percepisce in questo luogo chiuso, i modelli e il loro mondo. Inserendo in secondo piano, nei suoi quadri, mobili e rarefatti oggetti, propone il suo universo. Tutto quello che si trova nello studio diventa parte di questo suo spazio di vita, nella sua pittura; riconoscibili e ricorrenti composizioni che appaiono in diverse opere: piante verdi, un divano scoppiato, poltrone, letti, lavelli, pareti con tappezzerie vissute. Sono il paesaggio oggettuale costruiti a poca distanza fra lo sguardo dell’artista e il modello. A tal motivo le opere portano come titolo l’indirizzo dei suoi studi, avuti nei diversi anni. Passando da Paddington, dove si era trasferito nel 1943, fino a trenta anni dopo a Notting Hill, attraverso il loft di Holland Parco.

22/10/09

Fiac e una elegante Parigi d'arte


Ultime giornate autunnali nella ville lumiere, rischiarate da un’edizione della Fiac particolarmente interessante, confermandosi con uno spirito di eleganza e selezione che rispetto a Frieze sembra più solido e storico. Nelle due location nel cuore di Parigi, Cour Carrè e Gran Palais, sono proposte le forme più giovanili e quelle più moderne dell’arte contemporanea. Grande varietà di opere dal piacevole valore estetico e qualitativo. A pochi giorni dalla rassegna londinese la volta della gradeur si offre con un tono più pacato, una serie di eventi legati all’arte contemporanea e alle diverse forme storiche ed espressive dell’arte nel suo globale. Se nella grande metropoli inglese si vince sulla quantità, qui tutto pare più tranquillo e sereno.

Nei suoi due spazi la rassegna prosegue il rinnovamento che già l’anno scorso aveva avviato con una accurata selezione di gallerie e un allestimento molto ben curato e stimolante. Negli stand tantissime proposte con opere di grande pregio e ricercatezza. Anche in questo caso come in Gran Bretagna l’offerta è molto variegata per forma, gusti e i prezzi sono scesi di un buon 25%. Alla Cour Carrè, selezionate da Christine Macel (Centre Pompidou), Hans-Ulrich Obrist (Serpentine Gallery) et Marc-Olivier Wahler (Palais de Tokyo), 14 gallerie (Balice-Hertling, Catherine Bastide, Lucile Corty, Dependance, Ellen De Bruijne, Projects, Herald Street, Hotel, Iris Kadel, Karma International, Monitor, Motive Gallery, Nogueras Blanchard, Schleicher+Lange e Vilma Gold), hanno presentato dei progetti molto sperimentali. Mentre al Gran Palais 10 gallerie prestigiose (Acquavella, Beyeler, Louis Carré et Cie, Gagosian, Krugier & Cie, L+M Arts, Malingue, Pacewildenstein, Richard Gray e Thomas Ammann ) hanno proposto delle iniziative inediti per questa grande occasione.

Quest’anno i selezionati per il premio Marcel Duchamps sono : Saâdane Afif, Damien Deroubaix, Nicolas Moulin et Philippe Perrot. La sensazione è che sempre di più l’arte si stia smaterializzando a favore di ricerche ed emozioni più intellettuali.

Per allietare i visitatori ogni giorno le Fiac propone delle performance e interventi musicali come quella della compositrice Eliane Radigue che durerà tre ore, l’opera di audio visiva di Christian Marclay “Projections Ephemera” con l’interprete Shelley Hirsch, al piano Steve Beresford, piano e Tris Vonna-Michell o il lavoro sul corpo di Gary Hill.

Col bel tempo si possono godere delle stupendi interventi, posti nei giardini delle Tuileries, con gli artisti Pierre Ardouvin, Kader Attia, Dominique Blais, Mike Bouchet, George Condo, Jim Dine, Barry Flanagan, Rini Hurkmans, Suchan Kinoshita, Martin le Chevallier, Vincent Olinet, Alexandre Perigot, Susan Philipsz, Ugo Rondinone, Veit Stratmann, Laurent Tixador, Jacques Villeglé. Dove sono anche stati realizzati delle azioni artistici come quelli di Wolfgang Prinz et Michel Gholam o i fuochi artificiali di Fabien Giraud & Raphaël Siboni.

Partner de le Fiac sono le Gallerie Lafayette che offrono da diversi anni, nei loro spazi, la mostra “Antidote” quest’anno giunta alla 5 edizione, gli artisti selezionati sono: Dove Allouche, Pierre-Olivier Arnaud, Sophie Bueno-Boutellier, Étienne Chambaud, Isabelle Cornaro, Aurélien Froment, Mark Geffriaud, Laurent Montaron, Jimmy Robert et Clément Rodzielski. Una serie di lavori in cui si percepisce una sensibilità fragile e in mutamento, lavori che fermano attimi di vita, forse a volte troppo evanescenti.

Anche al Louvre è giunto il dinamismo contemporaneo, con un intervento di Joseph Kosuth “Neither Appearance Nor Illusion” nel suo spazio più antico, la base della torre mediovale, conservata nel suo interno. L’evento è curato da Marie-Laure Bernadac, curatrice contemporanea del museo.

Fra i due spazi de le Fiac c’è lo stupendo Jue de Paume che in questo periodo ha realizzato un’attenzione al grande Federico Fellini, contemporaneamente omaggiato da una serie di lavori di Francesco Vezzoli, anche lui ospite di questi spazi, di cui è proposto “Right You Are (If You Think You Are)” presentato nel 2007 al Solomon R. Guggenheim Museum. Video su una pièce di Luigi Pirandello con Cate Blanchett, Ellen Burstyn, Natalie Portman, Peter Sarsgaard, Anita Ekberg.

Eventi paralleli alla Fiac sono Show Off a le Port des Champs Elysées con una trentina di gallerie, soprattutto straniere, e giovani artisti nelle più diverse forme espressive e al 104 la rassegna SLICK 09 dove, fra le varie proposte ci sono anche alcuni artisti, Émilie Marc, Étienne Rey, Jérémie Grandsenne, Anna Byskov e Jeanne Moynot, provenienti da Villa Arson che presentavano interessanti interventi.

Il giovanile Palais de Tokyo ci presenta come principale mostra “Chasing Napoleon”, una raccolta di opere che guarda alla differenti azioni, soprattutto singole, in cui l’uomo diventa invisibile al mondo e agisce, o tenta di argire, su di esso, in modi molto dinamici e cupi. Partecipano a questo evento, coordinato da Marc-Olivier Wahler, gli artisti: Dave Allen, Micol Assael, Christoph Büchel, Dora Winter, Gardar Eide Einarsson, David Fincher, Tom Friedman, Ryan Gander, Robert Gober, Robert Kusmirowski, Paul Laffoley, Tony Matelli,Ola Pehrson, Charlotte Posenenske, Hannah Rickards, Dieter Roth, Tony Smith, John Tremblay. Opere molto inquietanti e minime, quasi tracce di quel grande disagio che sempre di più pare presente nella vita umana.

Altre proposte, molte in ambito sonoro, sono le variegate idee del Collettivo Bad Beuys Entertainment, con la pittura murale Fluo Brown e l’istallazioen sonora “Final Count Of The Collision Between Us And The Damned” o l’inquietante progetto pubblico “Shotgun Architecture” di Justin Bennett, la defragazione di una pistola in diversi quartieri d’Amsterdam rielaborata sonoricamente.

Accanto il Museo di Arte Moderna di Parigi con una delle mostre più delicate ed emozionanti, una malinconica raccolta di ultime opere, dal significativo titolo “deadline”, proponeva noti artisti: Absalon, Gilles Aillaud, James Lee Byars, Chen Zhen, Willem de Kooning, Felix Gonzalez-Torres, Hans Hartung, Jörg Immendorff, Martin Kippenberger, Robert Mapplethorpe, Joan Mitchell, Hannah Villiger che recentemente ci hanno lasciato.

Oltre a questa mostra è proposta una selezione delle opere astratte di Albert Oehlen e il progetto Primitive dell’artista thailandese Apichatpong Weerasethakul, 8 corti realizzati mixando la tradizione orientale nei suo aspetti culturali e popolari.

Parallelamente la città si presenta con una serie di eventi molto ricercati e belli.

Nei suggestivi spazi del Centre Pompidou, nell’elegante quartiere del Marais, diverse mostre molto diverse ed interessanti per temi e periodi storici. Iniziamo dalla preziosa retrospettiva, nella sezione cinema e video, su Guy Maddin, cineasta e artigiano dell’immagine. Che pare proseguire la stupenda mostra dedicata all’immagine nella fotografia e sui film surrealisti, in cui sono raccolte alcune delle più belle creazioni di Man Ray, Hans Bellmer, Claude Cahun, Raoul Ubac, Jacques-André Boiffard, Maurice Tabard e tanti altri personaggi del primo novecento legati a questa originale correte artistica. Molto pregiata la sezione dedicata ad alcuni lavori inediti di Paul Eluard, André Breton, Antonin Artaud ou Georges Hugnet, e i giochi fotografici di Léo Malet e Victor Brauner. Alla Galleria 1 una mostra sul pittore Pierre Soulages, ora novantenne, fra i più importanti rappresentanti dell’astrattismo internazionale. Salendo al piano superiore è in corso la prima europea, in un istituto nazionale, dell’artista americano Jim Hodges, con meticolosi e pregiati lavori. Accanto è in corso un’esposizione dedicata hai 10 anni del premio della Fondazione Ricard, occasione di riflessione su questo pregiata manifestazione che ha messo in evidenza alcuni degli artisti più interessanti del panorama francese contemporaneo. Particolarmente interessante poi il riallestimento della sezione storica, che sotto il titolo elles@centrepompidou, propone una visione tutta femminile con più di 500 opere di 200 artisti che attraversa tutto il novecento fino ai nostri giorni. La prima volta al mondo che la visione della creatività artistica muta posizione e mette in rilievo questo universo così affascinante e creativo. Come sempre poi il Centre Pompidou arricchisce le sue esposizioni ed eventi con diversi eventi paralleli e approfondimenti con conferenze, incontri e video, rendendo questo luogo una vera “fabbrica” della cultura unica in Europa.

Negli spazi pubblici e privati della ville lumiere tantissime le mostre, fra le più interessanti l’opera leggerissima mostrata da Raphaël Julliard da Lucile Corty e l’impalpabile interveto “Phantom landscapes” di Penny Hes Yassour da Enric Dupont. Da Chez Valentin un allegro George Henry Longly. Interesssante la mostra omaggio a Raymond Carverdalla Gb Agency. Tecnologicamente creativo Alain Bublex dalla Valois, mentre molto elegante il bianco/nero per Gardar Eide Einarsson da Bugada & Cargnel. Assenza diafana di Guillaume Leblon mi colpisce da Jocelyn Wolff. E pare fare parallela formale al dialogo di piani di Oscar Tuazon da Balice Hertling. Da Marian Goodman l’attualissimo John Baldessari, in una fase di super promozione mondiale, con « Hands and/or Feet (Part One) » . Molto più fisico e metallico Fabrice Gygi da Chantal Crousel. Opere sonore di Dominique Blais, Pascal Broccolichi, Dominique Petitgand et Jérôme Poret alla Mains d’ Oeuvres. La Fondation Ricard presenta “L'image cabrée” curata da Judicaël Lavrador, che ha selezionato gli artisti: Karina Bisch, Sophie Bueno-Boutellier, Damien Cadio, Etienne Chambaud, Mark Geffriaud, Jimmy Robert, Clément Rodzielski, Oscar Tuazon, Ida Tursic & Wilfried Mille.

Delicata la mostra di fotografie di August Sander alla Fondazione Henri Cartier Bresson. Il Centro Culturale Svizzero espone una gradevole raccolta di Silvie Defraou. Alla Galleria Yvon Lambert una selezione di artisti storici posti sotto il titolo “Locus Solus”. Da Thaddaeus Ropac un Terence Koh che presenta una serie di lavori nuovi e una suggestiva performance fisica. Mentre alla Maison Rouge ci sono le opere di Jean Jacques Lebel. La Galleria Kamel Mennour propone un forte intervento nei suoi spazi di Huang Yong Ping che si duplica anche presso la Chapelle des Petits Augustins.

Stupenda per pezzi e suggestioni la mostra “Teotihuacan” al Musée du Quai Branly, una raccolta di pezzi rarissimi e di enfasi storica ed emotiva. Bellissimi oggetti e delicati manufatti di tempi lontani che incredibilmente sembrano contemporanei nelle loro forme pure e fuzionali.

Al Musée Rodin prosegue la seconda sezione della mostra Matisse- Rodin, di cui avevo visto la prima parte a Nizza quest’estate, un bel progetto, molto interessante e di approfondimento sui parallelismi dei due grandi artisti francesi.

E dopo questo stupendo giro, prossimamente a Torino per Artissima!