Gaelle Choisne, nata nel 1985, è la vincitrice del più importante premio francese all'arte contemporanea Prix Marcel Duchamp 2024.
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16/10/24
Prix Marcel Duchamp 2024 a Gaelle Choisne
Gaelle Choisne, nata nel 1985, è la vincitrice del più importante premio francese all'arte contemporanea Prix Marcel Duchamp 2024.
08/06/21
Il Centre Pompidou arriva a New York
Da diversi anni il Centre Pompidou sta sviluppando una progettazione di espansione delle sua proposta. E dopo aver aperto una sede a Malaga nel 2015, e poi a Bruxelles, nel 2018 seguita dalla postazione di Shanghai nel 2019, ora è la volta di New York, per la precisione di Jersey City nel cuore della grande mela.
Il progetto degli spazi sarà realizzato per il 2024 dallo studio OMA di Rem Koolhaas e sarà collocato nell'area del porto, promotore dell'iniziativa.
CS
Scheduled to open in early 2024, the Centre Pompidou × Jersey City museum will become an all-new leading international cultural hub located at the heart of historic Journal Square, serving as a dynamic destination for residents and attracting visitors from all over the region, reflecting the energy and diversity of Jersey City’s burgeoning arts community.
The Centre Pompidou will provide its expertise to create an ambitious program emphasizing education via hands-on artistic and cultural experiences, with a community component central to Jersey City’s ambitious and inclusive vision for the future, making the Centre Pompidou × Jersey City a promising multidisciplinary art laboratory for cultural and educational programming.
With the addition of exclusive exhibitions created with the modern and contemporary art masterpieces from the Paris Centre Pompidou’s collection, as well as tailor-made and diversified events at the crossroads of all disciplines, the Centre Pompidou × Jersey City’s cultural agenda (to be revealed at a later date) will offer an effervescent fusion of art and ideas.
In 2018, the Fulop Administration acquired the Pathside Building, located in the heart of one of the busiest transportation hubs in the tri-state area, and a 15-minute PATH train ride from both Lower Manhattan and Newark Penn Station. The City purchased the 58,000 square-feet building (5,400 square-meters). While the building was slated for residential units at the time, the Fulop Administration made a commitment to instead try to optimize the building to establish Jersey City as a larger destination for the arts.
The international partnership being announced today is the culmination of a strategic plan and cultural partner search by the creative consultants Jersey City had hired in 2019, OMA New York, led by Partner Jason Long. This effort included both engagement with the Jersey City community and discussions with a number of potential partners both within and outside the US. Centre Pompidou’s history as an institution dedicated to multiple forms of contemporary art and culture, its dedication to education and cultural organizations match Jersey City’s and the community’s ambitions for the building. In the coming months, OMA /Jason Long will work with Jersey City and the Centre Pompidou on the design of the Centre Pompidou × Jersey City within the historic Pathside Building.
Developed in close collaboration with local creatives and residents, inviting international art professionals as well as prospecting for emerging talents from all walks of life, the Centre Pompidou × Jersey City future program will appeal to the broadest and most diverse possible audiences, offering a unique form of cultural outreach in the City, the State and far beyond, to address today’s changes in society, perfectly embodied by Jersey City’s exciting transformations.
06/11/19
Centre Pompidou a Shanghai
Saranno organizzate mostre che dovranno essere prima vagliate dal comitato di censura cinese.
Sempre più mi sfugge l'idea di cultura e sempre più mi pare un effetto supermercato, forse anche più politico, queste aperture di duplicati dei musei europei, non capisco fino a che punto si promuova un prodotto o si faccia riflessioni reali attraverso l'arte.
E dalla Cina non arriva nessun museo, non hanno una loro cultura?
CS
02/08/17
Da Parigi a Shanghai nuovi spazi per il Centre Pompidou
Questo nuovo museo, progettato da David Chipperfield, aprirà nel 2018 in una zona che è in fase di riqualificazione turistica sul fiume Huangpu.
12/01/17
Centro Pompidou 40 anni !
26/01/13
13/11/12
Ritorna Dalì.
13/09/12
Bertrand Lavier al Centre Pompidou di Parigi.
12/07/12
Mosca sempre più contemporanea
24/03/12
I musei più visitati al mondo...
07/03/12
Corrispondenze fra Matisse e i manga ...
03/02/12
Una nuova grande selezione di disegni per il Centre Pompidou

. Daniel e Florence Guerlain
La collezione di disegni di Daniel e Florence Guerlain è una delle raccolte di disegni che supera i 6000 pezzi. Si tratta di una delle più grandi di Francia e delle più vaste per periodi storici.
Si va dal Rinascimento con opere di Carracci, Tiepolo, passando per gli artisti del Nord come Durer o Rubens, fino alla contemporaneità con opere di Tatiana Trouvè e Kiki Smith.
Da questa incredibile raccolta saranno selezionati, dal 7 Febbraio, 1000 disegni che saranno dati al Musée national d’art moderne presso il Centre Pompidou di Parigi.
Grandi collezionisti i Guerlain, famosi per i loro pregiati profumi, dal 1996 hanno creato una Fondazione che porta il loro nome a Les Mesnuls.
Hanno anche avviato un premio annule per il disegno contemporaneo, che viene assegnato tutti gli anni a Marzo durante il Solone del Disegno a Parigi.
19/12/11
Danzare è creare, Arte e danza nella storia di questi ultimi cento anni al Centre Pompidou

Le forme artistiche nascono dal trasformare le astratte idee della mente umana in oggetti fisici. Per far ciò l’uomo deve azionarsi e muoversi nello spazio circostante.
Nei tempi antichi la prima forma di espressione umana è stato proprio questo muoversi, che ha preso poi forma in riti ancestrali e poi nella danza, spesso come pratica religiosa e poi libera espressione del corpo umano, trasformazione di un sentire interiore che nel “gesticolare fisico” tenta di comunicarsi esternamente.
Se uniamo la gestualità fisica con l’ispirazione artistica abbiamo la stupenda mostra “Danser sa vie” che il Centre Pompidou presenta fino ai primi giorni di Aprile 2012.
L’evento è un’interessante percorso in due forme espressive che paiono gemelle, sia per il loro sviluppo che per le emozioni che fanno scaturire.
Entrambe sono uniche e irripetibili, soggettive, irrompenti, innovative.
La mostra è ber strutturata sia per i vasti aspetti storici che affronta, producendo tantissimi stimoli sia per la buona qualità delle opere proposte, un giusto equilibrio fra quelle più celebri, come la Danza di Matisse con quelle più ricercate come le stupende fotografie di Lavinia Schulz e Walter Holdt. L’elenco degli artisti è vasto e articolato, pregiato soprattutto nella ricerca di una qualità di gusto e di intenti espressivi ricercata.
Il percorso inizia dalla figura umana ritratta e poi lentamente il movimento prende forma e si giunge all’energia trasformata che diventa opera e intensa passione.
L’intreccio fra danza e arte è ben articolato in alcune sue parti, come la sezione sul Bahaus o la sezione dedicata a Trisha Brown.
Un poco perplesso lascia alcune corrispondenze fra danza e performance artistica, soprattutto quando la seconda sembra spesso un’imitazione della prima. Un consiglio per la visita, se potete organizzatevi seguendo i tantissimi eventi che durante tutta la rassegna si svolgeranno; quali rassegne di danza, performance, incontri.
Cogliete anche le altre tante proposte che il Centre Pompidou offre in questo periodo. Si tratta di un’articolata offerta culturale che spazia dalla grande raccolta permanente a diverse altre mostre, tra cui quella, un poco noiosetta, su Cyprien Gaillard (Premio Marcel Duchamp 2010) o la stupenda retrospettiva su Kusama, ma ci sono anche rassegne video, conferenze e se avete tempo la vasta biblioteca.
Se siete a Parigi il 21 Dicembre non perdetevi l’iniziativa “le jour le plus court”, evento dedicato al video, che si prospetta come un’interessante iniziativa, che in futuro sicuramente sarà imitato da tanti altri.

18/10/11
Attorno a le Fiac

Tantissime le iniziative che si possono fruire in questi giorni a Parigi, eccovi un breve elenco delle cose più interessanti.

Iniziamo dal contemporaneo con il Palais de Tokyo, che anche se in rinnovamento prosegue la sua proposta cultura, ci sono i manifesti opere di Olaf Breuning, un poco inquietanti, l’intervento poliforme di John M Armleder e le istallazioni sognanti di Christian Andersson.

Vicino al Al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris sono proposte le legnose sculture di Georg Baselitz e gli artisti americani Ryan Trecartin e Lizzie Fitch con l’interventi video/scultoreo intitolato “ Any Ever”.

Programmazione molto articolata per il Centre Pompidou con diversi eventi dinamici come il Rendez-vous du Forum, l’ecologistico, con il progetto Green attitude, o lo storico, vedasi l’omaggio a Christian Dotremont, ma pure con mostre di grande richiamo con Edvard Munch e Yayoi Kusama.

Al Jeu de Paume diversi progetti tra cui una bella mostra su Diane Arbus, uno sviluppo della poetica visiva/reale di Robert Filliou con Audrey Cottin che realizza una serie di particolari azioni creative. Segnalo on line un’ interessante rassegna nello spazio virtuale proposto dal museo sull’informazione "Blow-up" attraverso gli interenti di Natasha Rosling, Jean-Baptiste Bayle, Carlo Steiner, Charlie Jeffery, Didier Courbot, Dora García e Jimpunk.
25/02/10
Lucian Freud

Il Centre Pompidou di Parigi dedica dal 10 Marzo fino al 19 Luglio 2010 una mostra antologica a Lucian Freud, oggi ottantottenne, una figura di grande rilievo nella pittura contemporanea. Si tratta di un tributo che presenta una straordinaria collezione di dipinti che ripercorrono il suo percorso lavorativo in forma antologica. Sono state selezionate una cinquantina di dipinti di grande formato, completati da una selezione di opere grafiche, in gran parte provenienti da collezioni private, e corredate con una serie di rare fotografie realizzate negli studi londinesi dell'artista.
Infatti la mostra è organizzata intorno al tema dello studio, approccio già trattato nel passato da grandi artisti come Rembrandt, Courbet, Picasso. Questo sistema di lavoro è fondamentale per la pittura e la pratica di Lucian Freud, di cui è diventato nel tempo un maestro.
L’evento riunisce in una superficie di oltre 900 m2, opere di grandi dimensioni. Raccolte in un suggestivo interno espositivo sono proposti ritratti, studi dei sui vecchi maestri, una serie di autoritratti e i recente e imponenti profili di Leigh Bowery e Big Sue, capolavori del pittore.
L'unicità dei lavori di Lucian Freud è nella meticolosa ritrattistica, molto spesso nudi, per cui l’arista può dire: "Voglio che la pittura sia la carne o (...)" ancora "Per me la pittura è la persona", Il modello è osservato nel mondo chiuso del suo laboratorio, lo studio del pittore.
Lucian Freud dipinge solo quello che percepisce in questo luogo chiuso, i modelli e il loro mondo. Inserendo in secondo piano, nei suoi quadri, mobili e rarefatti oggetti, propone il suo universo. Tutto quello che si trova nello studio diventa parte di questo suo spazio di vita, nella sua pittura; riconoscibili e ricorrenti composizioni che appaiono in diverse opere: piante verdi, un divano scoppiato, poltrone, letti, lavelli, pareti con tappezzerie vissute. Sono il paesaggio oggettuale costruiti a poca distanza fra lo sguardo dell’artista e il modello. A tal motivo le opere portano come titolo l’indirizzo dei suoi studi, avuti nei diversi anni. Passando da Paddington, dove si era trasferito nel 1943, fino a trenta anni dopo a Notting Hill, attraverso il loft di Holland Parco.
22/10/09
Fiac e una elegante Parigi d'arte

Ultime giornate autunnali nella ville lumiere, rischiarate da un’edizione della Fiac particolarmente interessante, confermandosi con uno spirito di eleganza e selezione che rispetto a Frieze sembra più solido e storico. Nelle due location nel cuore di Parigi, Cour Carrè e Gran Palais, sono proposte le forme più giovanili e quelle più moderne dell’arte contemporanea. Grande varietà di opere dal piacevole valore estetico e qualitativo. A pochi giorni dalla rassegna londinese la volta della gradeur si offre con un tono più pacato, una serie di eventi legati all’arte contemporanea e alle diverse forme storiche ed espressive dell’arte nel suo globale. Se nella grande metropoli inglese si vince sulla quantità, qui tutto pare più tranquillo e sereno.
Altre proposte, molte in ambito sonoro, sono le variegate idee del Collettivo Bad Beuys Entertainment, con la pittura murale Fluo Brown e l’istallazioen sonora “Final Count Of The Collision Between Us And The Damned” o l’inquietante progetto pubblico “Shotgun Architecture” di Justin Bennett, la defragazione di una pistola in diversi quartieri d’Amsterdam rielaborata sonoricamente.
Oltre a questa mostra è proposta una selezione delle opere astratte di Albert Oehlen e il progetto Primitive dell’artista thailandese Apichatpong Weerasethakul, 8 corti realizzati mixando la tradizione orientale nei suo aspetti culturali e popolari.
Nei suggestivi spazi del Centre Pompidou, nell’elegante quartiere del Marais, diverse mostre molto diverse ed interessanti per temi e periodi storici. Iniziamo dalla preziosa retrospettiva, nella sezione cinema e video, su Guy Maddin, cineasta e artigiano dell’immagine. Che pare proseguire la stupenda mostra dedicata all’immagine nella fotografia e sui film surrealisti, in cui sono raccolte alcune delle più belle creazioni di Man Ray, Hans Bellmer, Claude Cahun, Raoul Ubac, Jacques-André Boiffard, Maurice Tabard e tanti altri personaggi del primo novecento legati a questa originale correte artistica. Molto pregiata la sezione dedicata ad alcuni lavori inediti di Paul Eluard, André Breton, Antonin Artaud ou Georges Hugnet, e i giochi fotografici di Léo Malet e Victor Brauner. Alla Galleria 1 una mostra sul pittore Pierre Soulages, ora novantenne, fra i più importanti rappresentanti dell’astrattismo internazionale. Salendo al piano superiore è in corso la prima europea, in un istituto nazionale, dell’artista americano Jim Hodges, con meticolosi e pregiati lavori. Accanto è in corso un’esposizione dedicata hai 10 anni del premio della Fondazione Ricard, occasione di riflessione su questo pregiata manifestazione che ha messo in evidenza alcuni degli artisti più interessanti del panorama francese contemporaneo. Particolarmente interessante poi il riallestimento della sezione storica, che sotto il titolo elles@centrepompidou, propone una visione tutta femminile con più di 500 opere di 200 artisti che attraversa tutto il novecento fino ai nostri giorni. La prima volta al mondo che la visione della creatività artistica muta posizione e mette in rilievo questo universo così affascinante e creativo. Come sempre poi il Centre Pompidou arricchisce le sue esposizioni ed eventi con diversi eventi paralleli e approfondimenti con conferenze, incontri e video, rendendo questo luogo una vera “fabbrica” della cultura unica in Europa.


















