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Visualizzazione post con etichetta Shanghai. Mostra tutti i post
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25/11/22

Michael Wang al Prada Rong Zhai a Shanghai

 
Photo: JJYPHOTO Courtesy Prada Michael Wang Shanghai Swamp , 2022 Corrugated steel, water, soil, sod, wetland plants

Durerà fino all'8 Gennaio 2023 la stupenda mostra “Lake Tai” di Michael Wang in corso al Prada Rong Zhai a Shanghai. 

Nella sua pratica Michael Wang (1981, Stati Uniti) utilizza come linguaggi artistici fenomeni globali, quali il cambiamento climatico, la diffusione delle specie, la distribuzione delle risorse e gli scambi dell’economia mondiale. Per questo progetto l’artista crea una serie di lavori che esplorano l’eredità naturale e culturale della regione del Lago Tai e indagano la tradizione dell’arte paesaggistica cinese. “Lake Tai” affronta anche questioni urgenti legate all’ecologia, alla sostenibilità e al recupero ambientale, coinvolgendo la comunità universitaria di Shanghai.
La regione del Lago Tai ospita i giardini storici più famosi della Cina. È un centro spirituale per la tradizione paesaggistica che celebra il rapporto armonioso tra l’uomo e la natura. Negli ultimi decenni questa relazione è stata drammaticamente alterata da fenomeni globali come il cambiamento climatico, l’estinzione di massa e l’estrazione di risorse naturali in larga scala. L’area del Lago Tai è testimone di questa radicale trasformazione. Dalla fine degli anni Novanta la fioritura di un’alga ha colorato di verde le acque trasparenti del lago ma, negli ultimi anni, un ampio intervento di recupero ha ripulito le acque.


Photo: JJYPHOTO Courtesy Prada Michael Wang Vessel 1 , 2022 Yixing clay, steel, water, algae  

Il Lago Tai è collegato a Shanghai e al mare dal Suzhou Creek, un fiume che attraversa il centro della metropoli e rappresenta una delle vie fluviali più rilevanti per l’intero territorio cinese. La storia di questa importante via di commercio è intrecciata alla biografia dell’ex proprietario di Rong Zhai, l’imprenditore Mr. Rong Zongjing. Nato a Wuxi, sulle sponde del Lago Tai, ha costruito fabbriche e mulini lungo il fiume. Con il fratello Rong Desheng ha inoltre realizzato il giardino Mei Yuan a Wuxi affacciato sul lago e ancora oggi considerato uno dei luoghi più pittoreschi di questa area. Le decorazioni di Prada Rong Zhai, in particolare le figure rappresentate sulle finestre della Sun Room, hanno in parte ispirato Michael Wang nello sviluppo di questo progetto. Questi disegni conservano la memoria di un passato lontano in quanto rappresentano episodi leggendari della vita dell’imprenditore, tra cui alcune scene ambientate nei pressi del Lago Tai e del Suzhou Creek.


Photo: JJYPHOTO Courtesy Prada Michael Wang Pile 1/2/3/4, 2022 Recycled concrete, salvaged rebar, steel plate

Nella sua mostra Michael Wang presenta una serie di sculture e installazioni allestite al primo piano e nel giardino di Prada Rong Zhai. Le opere che reinventano le tradizioni cinesi della “roccia dell’erudito” e della composizione dei fiori derivano dagli imponenti interventi di bonifica che hanno trasformato il lago e il fiume negli ultimi anni. Il progetto vuole indagare il tema della ridefinizione del rapporto tra uomo e natura in un’epoca di profondo cambiamento ambientale e di vasti progetti di recupero.


Photo: JJYPHOTO Courtesy Prada Michael Wang Taihu (Stones) , 2022

06/11/19

Centre Pompidou a Shanghai

Centre Pompidou x West Bund Museum, Shanghai © DR

Alla presenza del presidente della repubblica francese, ieri si è aperto un nuovo Centre Pompidou, temporaneo, attivo per ora per i prossimi 5 anni. 

Saranno organizzate mostre che dovranno essere prima vagliate dal comitato di censura cinese.

Sempre più mi sfugge l'idea di cultura e sempre più mi pare un effetto supermercato, forse anche più politico, queste aperture di duplicati dei musei europei, non capisco fino a che punto si promuova un prodotto o si faccia riflessioni reali attraverso l'arte.

E dalla Cina non arriva nessun museo, non hanno una loro cultura? 



CS

C’est sur les berges du fleuve Huang Pu qu’est situé le bâtiment constitué de trois volumes de près de 25 000 m2. Conçu par le bureau de l’architecte britannique David Chipperfield, le musée s’articule autour d’un hall central avec un atrium à trois hauteurs. Les façades des volumes sont en verre recyclé, ce qui confère au complexe une qualité opaline irisée le jour, et prismatique la nuit, comme une réponse aux miroitements du fleuve.
Ambitieux, le projet Centre Pompidou × West Bund Museum est aussi inédit par sa nature. Dans cette collaboration, le Centre Pompidou apporte au West Bund Museum son expertise en matière de programmation culturelle tant sur le plan muséal, que pour le spectacle vivant ou la médiation culturelle. Il conçoit, à partir des œuvres de sa collection, des expositions exclusives en résonance avec le contexte culturel local, avec l’ambition d’y présenter et d’y développer des projets de coopération et d’échanges avec les artistes de la scène chinoise. Trois galeries du musée sont ainsi consacrées à la présentation des collections du Centre Pompidou. Elles accueillent trois parcours semi-permanents sur cinq ans et deux expositions temporaires par an. Une salle spécifique, baptisée The Box est dédiée à la présentation d’installations multimédias tandis qu’une galerie accueille des projets in situ, mettant à l’honneur les jeunes artistes plus prospectifs. Un auditorium est également dédié à des conférences, projections, concerts et spectacles, et un hall de 800m2 accueille des activités de médiation.
Cette programmation diversifiée au croisement des disciplines a pour vocation de s’adresser à tous les publics et d’offrir aux visiteurs des clés d’accès à l’art moderne et à la création contemporaine.
Avec le « Centre Pompidou x West Bund Museum », le Centre Pompidou signe un nouveau projet d’échange et de coopération culturel développant le modèle singulier qu’il a initié à Malaga et Bruxelles : un modèle fondé sur la construction d’un projet commun, développé en étroite collaboration avec un partenaire, un projet en adéquation avec les attentes et les spécificités du pays dans lequel il se déploie.

08/03/18

La dolce vita culturale di Roma a Shanghai




Aprirà il prossimo 23 Marzo la mostra  "Roma 1950-1965",  concepita e curata da Germano Celant e presentata da Fondazione Prada, negli spazi di Prada Rong Zhai a Shanghai. 
 La mostra esplora il vivace clima culturale e l'intensa scena artistica a Roma nel secondo dopoguerra, riunendo più di 30 tra dipinti e sculture realizzati da artisti come Carla Accardi, Afro Basaldella, Mirko Basaldella, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Ettore Colla, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Nino Franchina, Gastone Novelli, Antonio Sanfilippo, Toti Scialoja e Giulio Turcato.
In un contesto storico caratterizzato in Italia dal boom economico e da un'industrializzazione dirompente, il dibattito intellettuale a artistico si concentra sulle nozioni di rinnovamento linguistico e impegno politico. Sul fronte artistico si assiste alla diffusione di dispute e polemiche feroci e al proliferare di gruppi e fronti teorici contrapposti. Roma è uno degli epicentri più vitali di questo scontro di idee che si traduce in un ripensamento del realismo di matrice ideologica e nel tentativo di conciliare il vissuto collettivo con l'esperienza individuale, l'astrattismo con la militanza politica, l'arte con la scienza.
Nel novembre 1950 Mario Ballocco pubblica sulla rivista AZ l'articolo "Gruppo Origine", in cui definisce il programma del movimento a cui aderiscono oltre a Ballocco stesso, artisti come Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi ed Ettore Colla. Il gruppo "esprime la necessità di una visione rigorosa, coerente ed energetica" e fortemente antidecorativa che si traduce nella rinuncia alla tridimensionalità, nella riduzione del colore alla sua funzione espressiva più "semplice, perentoria e incisiva" e nell'evocazione di "nuclei grafici, linearismi e immagini pure ed elementari". 

Afro

La generazione successiva è rappresenta dal gruppo Forma che, anche se si stabilisce nel 1947, è costituito da artisti più giovani come Carla Accardi, Ugo Attardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Giovanni Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato. Sono questi i firmatari del manifesto pubblicato nel primo numero della rivista intitolata Forma 1, da cui deriva il nome del movimento. La loro poetica s'interessa più alla pittura che ai materiali grezzi e primari recuperando elementi del Futurismo di Giacomo Balla e Umberto Boccioni e del Costruttivismo di Kazimir Malevič e Vladimir Tatlin. Il loro formalismo è vitale e aperto, ma comunque attento alle istanze sociali e politiche, spinto da un atteggiamento rivoluzionario e avanguardistico. 
Forma, Origine, Gruppo degli Otto, Fronte Nuovo delle Arti, solo per citarne alcuni, sono i gruppi e i movimenti prevalentemente romani da cui scaturiscono le personalità fondamentali per lo sviluppo dell'arte italiana negli anni successivi. La pittura e la scultura si avviano in quel periodo verso l'informe e il gestuale. L'influsso dell'Action Painting e dell'Espressionismo astratto di Jackson Pollock, Arshile Gorky, Willem de Kooning e Franz Kline si manifesta in pittori come Afro Basaldella e Gastone Novelli.
Nei quindici anni analizzati dalla mostra, Roma è una città che rinasce velocemente dalle macerie della guerra e si riscopre un luogo di bellezza e miseria, di perdizione e religiosità, di sensualità e splendore, descritto in tutte le sue contraddizioni dal film "La Dolce Vita" (1960) diretto da Federico Fellini. A Roma non confluiscono soltanto i più grandi scrittori e intellettuali del periodo come Alberto Moravia, Italo Calvino, Ennio Flaiano e Pier Paolo Pasolini, ma anche una nuova umanità di attori, celebrità e registi italiani e internazionali che popola Cinecittà, la Hollywood sul Tevere, così definita dagli americani. "Roma 1950-1965" indaga anche questo aspetto culturale attraverso una significativa raccolta di documenti dell'epoca, che comprende fotografie storiche e pubblicazioni originali, ed evoca il contesto sociale e intellettuale con cui gli artisti esposti in mostra si sono confrontati in un dialogo costante e produttivo.
Burri

22/12/14

Leo Xu Project




La Leo Xu Project è una delle gallerie più innovative del panorama cinese, ricca di artisti particolarmente validi nella capacità di creare un filone artistico cinese.

Cheng Ran’s video Joss


Guo Hongwei Untitled-Perfect-Lovers 1991-2013

26/07/13

Hugo Boss Asia Art


Il premio Hugo Boss sviluppa una nuova collaborazione col Rockbund Art Museum di Shanghai per creare il Hugo Boss Asia Art, che si rivolge agli artisti asiatici. La prima selezione ha scelto Birdhead (Shanghai), Hsu Chiawei (Taipei), Hu Xiangqian (Pechino), Kwan Sheungchi (Hong Kong),Kit Lee (Hong Kong), Li Liao (Shenzhen) e Li Wei (Pechino) tra questi verrà selezionato, il prossimo 31 Ottobre, il vincitore di un premio di trentaseimila euro.


Che strano da una parte si fa tanta enfasi sulla globalizzazione e poi di tanto in tanto si fanno queste cose regionalistiche… va beh…


English

Award: HUGO BOSS ASIA ART
Where: Rockbund Art Museum, Shanghai, China
When: 20 June, 2013

The HUGO BOSS ASIA ART, a new biennale award initiated by HUGO BOSS and Rockbund Art Museum, takes special focus on contemporary art in Asia to think, invent and represent the social, economical and cultural changes of Asia in a post-global era.

The inaugural edition of this prestigious award recognizes the works of Chinese emerging contemporary artists and will feature finalists in a group exhibition from which a winner will be selected. Meanwhile, HUGO BOSS ASIA ART activates an on-going research platform re-mapping the contemporary art in Asia with symposia, dialogues, lectures and publications and invents an evolving platform for emerging contemporary artists.

(Focus on contemporary Asian art)
HUGO BOSS ASIA ART creates a new art award in Asia, following the HUGO BOSS PRIZE co-founded in 1996 by HUGO BOSS and the Guggenheim Foundation. This groundbreaking biennale award is conceived and curated by the Rockbund Art Museum that carries a stipend of ¥300,000.

HUGO BOSS ASIA ART intends to combine an art award with curatorial practice and a continuous theoretical research platform for inventive and collaborative projects. “We consider Asia as a construction and as a question to investigate rather than a monolithic area and fixed identities, and decisive social, economical and cultural mutations in Asia generate and request constant re-mapping of the contemporary arts. Furthermore, economical and cultural growths in Asia are based on different models and diverse contexts which deserve to be specifically analyzed. Under globalization, the interrelations between the commonplace and the singular should cultivate diversity and contradiction as the basis of our representations of reality.” Mr. Larys Frogier, Chair of the jury of HUGO BOSS ASIA ART and the Director of Rockbund Art Museum, stated.

“We are very happy to partner with the Rockbund Art Museum in Shanghai, which is well connected to the local art scene, has China-wide visibility and international recognition and is renowned for the highest level of professionalism and credibility. This can only provide a foundation for a lasting and fruitful cooperation. The Award for Emerging Chinese Artists has been initiated to answer the dynamics of the Asian and Chinese art scene and will reward artists whose outstanding body of work and artistic achievements distinguish them from their peers, making a significant contribution to the art scene. ” Dr. Hjordis Kettenbach, the Head of Cultural Affairs of HUGO BOSS, praises for this lasting and fruitful collaboration for supporting contemporary arts in Asia.

(Focus on emerging contemporary artists)
HUGO BOSS ASIA ART aims to support emerging contemporary artists. Emerging artists are those who are in the early stage of their artistic creation and exhibition practices, question, extend and enrich the possibilities of contemporary art. They do not only deconstruct established codes of art, but fully take the risk of offering unexpected forms, experiences and meanings into the process of making and seeing the picture. Emerging artists in Asia could be closely connected to the specificities of their artistic, social and cultural contexts, but it is the way they express these specificities into a strong, fresh, powerful, critical and emotional visual experience that will make these emerging artists relevant for the HUGO BOSS ASIA ART.

HUGO BOSS ASIA ART is launched in the context of China and inaugurated from the Rockbund Art Museum, Shanghai. We would like to devote the inaugural 2013 HUGO BOSS ASIA ART to emerging Chinese artists originated from mainland China, Taiwan, Hong Kong and Macau. Rockbund Art Museum will constitute, for each edition, an independent jury composed of independent curators, museum directors, art critics and artists who have been fully involved in and contributed to the evolution of contemporary arts in Asia and internationally. Finalists who are selected from nominations will present their representative works at the Rockbund Art Museum with the winner being announced during the exhibition.

The finalists of the HUGO BOSS ASIA ART are:
- Birdhead, Shanghai
- Hsu Chiawei, Taichung
- Hu Xiangqian, Beijing
- Kwan Sheungchi, Hong Kong
- Lee Kit, Hong Kong
- Li Liao, Shenzhen
- Li Wei, Beijing

To further explore the intellectual and social potential of this award and exhibition, a full educational and research program has been conceived to reflect upon the current challenges of contemporary art in Asia. It will be organized during the exhibitions and will also extend in-between two editions to activate future topics and contexts. Running from July through to the end of the 2013, the series of programs will include dialogues with curators and artists, talks with critics and researchers, and symposium with other experts including the jury members and award finalists. The future editions of HUGO BOSS ASIA ART will orient on other areas and other contexts, each edition adding one to another in order to constantly move the lines according to the transformations and topics in Asia.

As Mr. Larys Frogier articulated, “HUGO BOSS ASIA ART chooses to promote art as a fundamental critical space for debating the future of contemporary art in both local and international scopes. We argue that art is above all a practice for disensusrather than consensus, on the basis of which cultural exchanges and learning process can be forged: creating space for discussion, stimulating thought, and imagining symbols, allegories and all the other intrinsic metaphors of cultural creativity and social dynamism.”

(Timeline)
April - May 2013: Nomination of Long List
Each jury member nominates 3 artists.

Thursday, 20 June 2013: Announcement of the Award and Finalists
The partnership between HUGO BOSS and Rockbund Art Museum will be announced, as well as the jury and the finalist.

Thursday, 12 September2013: Exhibition Opening
The finalists present their works in an exhibition to be held at the Rockbund Art Museum.

Thursday, 31 October 2013: Announcement of the Winner

Support : Rockbund

13/04/13

Una Cina sempre più museificata


Ricchi magnati cinesi che aprono nuovi musei come Li Bing, proprietario del Beijing He Jing Yuan Art Museum o Wang Wei, moglie di un importante imprenditore cinese, grande collezionista e ideatore del Dragon Art Museum a Shanghai, museo di tipo classico, che duplicherà in chiave contemporanea a Xuhui. A breve aprirà un altro grande complesso museale “Himalayas Art Museum” voluto da Dai Zhi Khang, sempre a Shanghai. 

Nella foto il Long Museum aperto a Dicembre a Shangai. 

07/10/12

Sempre più a est, due nuovi enormi musei a Shanghai


Anche per il mondo dell’arte l’oriente si sta attrezzando. Fra le ultime novità i due nuovi musei pubblici di Shanghai sorti sul sito dell’Esposizione Mondiale del 2010, uno è il Cina Palace Art, sorto sulla trasformazione del Padiglione della Cina, e l’altro la Stazione dell’Arte, dove c’era il Urban Best Practices Area. 

Il Cina Art Palace nasce subito immenso, si tratta infatti di uno dei musei d'arte più grandi della Cina, con ben 64.000 mq di spazio espositivo suddiviso in 27 affascinanti sale utili. La programmazione sarà molto articolata e affronterà tutta la storia dell’arte cinesi dall’antico a quella moderna. 

Come evento inaugurale sono state articolate ben cinque mostre, Una, di carattere più locale, dal titolo "Gli Splendore di Shanghai", che propone 600 manufatti, che vanno dalle origini dell'arte cinese nelle zone di Shanghai al nostro presente. Poi una con un respiro più internazionale "Congratulazioni dal Mondo" che espone 100 opere artistiche provenienti da sette nazioni straniere. "Splendida Cina" in cui sono stati selezionati 250 opere d'arte del 21° secolo cinese, mentre "Contesti storici a Shanghai" offre 64 lavori più documentativi. Conclude l’iniziativa inaugurale una "Stanza dei Maestri" dove sono proposte 460 opere di famosi artisti cinesi, tra cui Lin Fengmian, Guan Liang e Wu Guanzhong. 
In contemporanea è stata avviata una cooperazione col Musée d'Orsay di Parigi, con dei prestiti annuali. A breve si avvierà una mostra dal titolo "Miller, Courbet e il Naturalismo in Francia", che dovrebbe essere prevista per Novembre. 

Sul lato opposto della città è sorto il Power Station of Art, il primo museo statale dedicato completamente all'arte contemporanea. L'edificio è enorme, ben 41.200 mq di spazi, di cui 9.000 mq dedicati alla funazione espositiva. Attualmente ospita la Biennale di Shanghai ( iniziata il 2 Ottobre 2012 si concluderà il 31 Marzo 2013). Seguirà una grande mostra su Andy Warhol.