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Visualizzazione post con etichetta Pier Paolo Calzolari. Mostra tutti i post
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29/01/24

Pier Paolo Calzolari al NMNM

 


Pier Paolo Calzolari è noto per l'originalità formale di una pratica multidisciplinare (pittura, scultura, ma anche performance intese come “atti di passione”) che ricorre spesso all'utilizzo di materiali organici come foglie di tabacco, fuoco o gelo per creare “installazioni”. opere” che mettono in discussione i limiti dell’arte contemporanea.

La mostra al Nuovo Museo Nazionale di Monaco riunisce opere realizzate tra la fine degli anni Sessanta e il 2014. Intitolata “Casa ideale” da un “testo-manifesto” del 1968 e presentata sui tre piani di Villa Paloma , la mostra gioca sui codici degli interni, vale a dire sui codici dell'intimo che riecheggiano la dimensione esistenziale del lavoro dell'artista. I visitatori potranno scoprire la panca smerigliata intitolata Lasciare il posto (1970), diverse opere storiche al neon, ma anche la celebre installazione Tolomeo (1989), un tavolo smerigliato che rimanda alla cultura filosofica dell'antica Grecia. Attraverso opere come Luna (1979) o nature morte realizzate a metà degli anni 2000 che uniscono pittura monocroma ed elementi di scultura, la mostra mostra che l'artista italiano si confronta nel 1972 con le grandi questioni sollevate dall'esercizio della pittura contemporanea. Ha saputo dar vita a una forma di astrazione figurativa e metafisica come dimostra l'installazione Tiara con cera e chiodi (2006). La singolare vibrazione che la materia sperimenta nella sua opera è da mettere in relazione ai principi di trasmutazione propri dell'alchimia medievale e può riferirsi anche all'ermetismo degli scritti esoterici di Ermete Trismegisto. L'opera di Calzolari sfida con la sua natura infinitamente poetica e sorprende per la capacità che ha dimostrato nei decenni di rigenerarsi producendo costantemente nuove immagini adatte alle esigenze della contemporaneità.




Una mostra retrospettiva, “Casa ideale”, è una rara occasione per scoprire il mondo di un artista che ha lasciato il segno nella storia dell'arte attraverso un approccio, spesso non convenzionale, alle diverse pratiche delle arti visive.

La mostra è accompagnata da un catalogo co-pubblicato da NMNM e Humboldt Books che comprende viste della mostra, un saggio di Andrea Viliani, un'intervista dell'artista a Guillaume de Sardes e contributi di Valérie Da Costa, Didier Semin e Stéphane Vacquier.




Nato a Bologna nel 1943, Pier Paolo Calzolari oggi vive e lavora a Lisbona. È stato introdotto alle tecniche pittoriche tradizionali da suo nonno fin dall'infanzia. Successivamente frequentò le Accademie di Belle Arti di Bologna e di Roma senza però completare gli studi. Ha iniziato la sua attività artistica come pittore influenzato dalla pittura germinale americana per poi dedicarsi molto rapidamente ad altre forme di espressione artistica più libere come l'installazione, la scultura e la performance.

Il suo lavoro ottiene la prima visibilità in Italia nel 1967 con la realizzazione dell'installazione performativa Il Filtro e Benvenuto all'Angelo che realizza nel suo studio di Bologna (Studio Bentivoglio). Ben presto viene associato al movimento dell'Arte Povera, movimento artistico italiano degli anni '60 e '70 che si caratterizza per l'uso di materiali poveri e per l'enfasi posta sulla dimensione effimera e processuale dell'arte. Si fa conoscere a livello internazionale grazie alle mostre che tiene a New York e Parigi con la Galleria Sonnabend. Nel 1972 rompe gli argini di una stagione artistica che considera ormai conclusa per proporre una riflessione sulla pittura con l'opera composita intitolata Lasciare il posto che unisce pittura monocroma, scultura smerigliata, elementi di natura morta e atti performativi attraverso la presenza fisica e sonora dell'esecutore.




Esposto regolarmente in tutto il mondo, presente in importanti collezioni private, fondazioni e musei come il Centre Pompidou di Parigi o il Guggenheim Museum di New York, Pier Paolo Calzolari è oggi considerato uno degli artisti e innovatori più importanti del dopoguerra . Importante rappresentante dell'Arte Povera, Calzolari seppe abbracciare le svolte del tempo. Oggi, a quasi 80 anni, continua a creare opere di sconcertante freschezza e ironia. È giustamente considerato una figura influente nell'arte contemporanea italiana e internazionale.



14/09/19

Pier Paolo Calzolari al Madre di Napoli


 


Il Madre di Napoli ospita fino al 30 Settembre una bella antologica pittorica su Pier Paolo Calzolari.

Intitolata “Painting as a Butterfly” e curata da Achille Bonito Oliva e Andrea Viliani, con la collaborazione della Fondazione Calzolari, si sviluppa su diversi piani del palazzo, con oltre 70 opere fra disegni, dipinti e lavori multimaterici, ideati fra gli anni Settanta e oggi.




Un bel percorso con una buona selezione di opere che danno il giusto valore al ricco percorso dell’artista, mettendo in risalto la sua cifra più significativa, la capacità di essere un  diffusore di potenziali visioni, in cui opera con una selezione di fragili e aperte ispirazioni.



Mi affascina sempre l’uso dei materiali naturali e il sapiente inserimento di oggetti artificiali, che spesso rendono le sue opere così magiche.

Parallelamente sono proposti, in un bell’allestimento, una serie di video di Liam Gillick.


  

01/09/13

Kamel Mennour raddoppia con P.P.Calzolari

Da Google Map 

Pier Paolo Calzolari è l'artista che, il prossimo 14 Settembre, la galleria Kamel Mennour ha scelto per inaugurare i nuovi spazi in Rue du Pont de Lodi, nel 6 arrondissement di Parigi, mantenendo la sede più storica in Rue Saint-André des Arts. 

Comunicato stampa
For his first exhibition at galerie kamel mennour, Pier Paolo Calzolari will make use of both exhibition spaces: a collection of mostly older works will be shown in the gallery on the rue Saint-André des arts, while the artist will be inaugurating the new space in the rue du Pont de Lodi with works that are largely recent. 
An emblematic figure in the Italian contemporary art scene and part of the Arte Povera movement, since the 1960s Pier Paolo Calzolari has developed an unusual œuvre based on the use of certain recurring materials: tobacco leaves, salt, fire, frost, copper and lead. They play a role in a very personal universe distinguished by a hermetic and alchemical poetry, where each material is subject to transformations, but also causes them. Salt and ice conserve, but sometimes they can also burn like fire. And frost, produced by ancient fridge motors, enveloping sheets of metal like a virus, evokes the whiteness of Venetian marble reflecting the midday sun. The art of Pier Paolo Calzolari is inspired by a Franciscan vision of the world, which seeks to establish an equal relationship between beings (be they human or animal). So much so that effects of horizontality have become hallmarks of his work, reminiscent for some of a theatre stage. In a Calzolari exhibition, each work competes to establish the thread of a drama, dream or mystery (in the medieval sense of the word). This theatrical dimension unfolds in strange performances peopled with albino animals, but also with sculptures. Calzolari has often compared his work to a temple in which the sculptures were “never envisaged as a finished act […], but rather as different parts of an organism that spark a conversation”. This explains why each element of these exhibitions takes the form of a dreamlike ceremony – indeed, it is all about capturing a dream. “When the dreamer dies,” the artist asks himself, “what happens of the dream?”



Born in 1943 in Bologna, Pier Paolo Calzolari lives and works in Fossombrone, Italy. His work has been shown in numerous solo exhibitions, including at: Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’Pesaro (IT), Fondation Marguerite et Aimé Maeght (FR), Galerie Nationale du Jeu de Paume (FR), Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea (IT), Galleria Civica di Modena (IT), Galleria d’Arte Moderna, Villa delle Rose (IT), Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain of Nice (FR). Since 1967, he has also participated in major group exhibitions, such as: “Where are we going? Opere scelte dalla Collezione François Pinault,” Palazzo Grassi – François Pinault Foundation (IT), “Notations/Forms of Contingency: New York and Turin 1960/1970s,” Philadelphia Museum of Art, Philadelphia (USA), “Zero to Infinity: Arte Povera 1962-1972,” Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington DC (USA), The Museum of Contemporary Art, Los Angeles, (USA), Walker Art Center, Minneapolis (USA), Tate Modern, London (UK), “Arte Povera,” Toyota Municipal Museum of Art, Toyota (JP), “The Italian Metamorphosis, 1943- 1972,” Triennale, Milan (IT), Kunstmuseum, Wolfsburg ( A), Solomon R. Guggenheim Museum, New York (USA), “The Knot Arte Povera at P.S.1, MoMA P.S.1, New York (USA), “Prospect ’68,” Städtische Kunsthalle, Düsseldorf (DE), “Op Losse Schroeven: Situaties en cryptostructuren,” Stedelijk Museum, Amsterdam (NL), “Live in Your Head: When Attitudes Become Form/Works, Concepts, Processes, Situations, Information,” Kunsthalle Bern, Bern (CH); and he has taken part in various international biennales, such as: 39th, 44th and 52nd Biennale di Venezia (IT), as well as VII Biennale de Paris (FR), XII Biennal de São Paulo, São Paulo (BR), Documenta IX and Documenta V, Kassel (DE). His work is currently on view at Fondazione Prada, Venice (IT)

14/09/11

Arte Povera 2011



Inizia dal Mambo il 24 Settembre la grande rassegna di eventi sull’ “Arte povera” a cura di Germano Celant, per proseguire poi al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, al Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli vicino a Torino, al MADRE – Museo d'Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli, al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e alla Triennale di Milano.

Un grande focus con gli artisti più significativi di questo momento della storia dell’arte italiana del secolo scorso; Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zori.

Un gruppo di artisti nato come opposizione al sistema, erano il mitico 1967, che ora è perfettamente integrato nel sistema, cosa che fa riflettere su come le migliori intenzioni mutano col tempo.

Particolarmente interessante l’evento che si svilupperà al Castello di Rivoli con la mostra “Arte povera international”. Un particolare confronto fra gli artisti del gruppo poverista e altri artisti che operavano contemporaneamente. Tra i tanti ci saranno quindi diretti dialoghi con le opere di Vito Acconci, Carl Andre, John Baldessari, Dara Birnbaum, Daniel Buren, Lucio Fontana, Sol LeWitt, Walter De Maria, Rebecca Horn, On Kawara, Fausto Melotti, Berry Le Va, Keith Sonnier, Robert Barry e Andy Warhol.

Alla Triennale di Milano una mostra più tradizionale e storica. Al MAMbo di Bologna col titolo "Arte povera 1968" ci sarà la documentazione sul contributo critico e linguistico, di cui oggi restano ovviamente solo più le memorie, visto che ora tutti questi artisti sono pienamente imborghesiti, sostenuti da un mercato che detta leggi univoche e limitatrici al sistema artistico.

Gli spazi della Donnaregina a Napoli proporranno “Arte povera + Azioni povere 1968” mostra documentativa, legata agli eventi che si svolsero all’Arsenale di Amalfi nel 1968.

Nella capitale una vasta panoramica divisa fra il MAXXI e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

Quindi se siete fra quelli che ancora non hanno visto le opere di questi artisti, potete approfittare di questa grande rassegna, a cui sono anche proposti incontri, giornate di studi e una serie di installazioni e azioni per ricordare i bei tempi andati dell’Arte Povera, che ora è molto ricca.

Chissà se i giovani artisti di oggi avranno la stessa “fortuna”.