Translate

Visualizzazione post con etichetta Emilio Prini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Emilio Prini. Mostra tutti i post

02/12/19

Emilio Prini alla Fondazione Merz



Al Fondazione Merz ha in corso una mostra sull’amico Emilio Prini, uno degli artisti più estremi e quiete del ricco panorama artistico dell’ambito dell’arte povera.  




Una figura che ha saputo portare all’estremo lo spirito concettuale dell’azione / non azione cara a begli anni e che nel tempo ha riattivato con interessanti minime scelte. 




La mostra, alquanto affollata, presente una bella selezione di opere tra cui un igloo di Merz con macchina da scrivere che l’artista aveva usato come luogo di scrittura. 


 
 
 

15/10/19

Emilio Prini alla Fondazione Merz


 Emilio Prini, Studi per Pesi Spinte Azioni, 1968. Collezione privata

Dal 28 Ottobre al 9 febbraio 2020 la Fondazione Merz, in collaborazione con Archivio Emilio Prini, presenta un’esposizione personale concepita come omaggio all’artista Emilio Prini (Stresa, 1943 – Roma, 2016), con la curatela di Beatrice Merz e Timotea Prini.

Un omaggio doveroso da parte della Fondazione Merz a un artista discusso, sfuggente, certamente geniale, ironico, autentico e provocatore. La mostra è anche un’occasione per ripercorrere un legame di amicizia e di profonda stima tra Emilio Prini e Mario Merz.

Per la prima volta un nucleo di oltre quaranta opere di Emilio Prini, dal 1966 al 2016, viene portato in mostra per attivare una riflessione critica e storica intorno all’esperienza di uno dei più interessanti rappresentanti dell’Arte povera.

Il percorso espositivo e l’allestimento sono stati concepiti dalle curatrici nel rispetto della filosofia dell’artista anche grazie alla profonda conoscenza e vicinanza con l'uomo Prini, amico e padre.

Emilio Prini (Stresa, 1943 - Roma 2016) è stato un protagonista dell’arte povera, uno dei movimenti artistici recenti più influenti e radicali, fortemente connesso al contesto politico e sociale della seconda metà del XX secolo.

A partire dal 1967, anno del debutto con la mostra curata da Germano Celant Arte povera–Im Spazio alla Galleria La Bertesca di Genova, Prini prende parte alle mostre più significative dell’epoca: Op Losse Schroeven, Stedelijk Museum, Amsterdam (1969); When Attitudes Become Form”, Kunsthalle Bern (1969); Conceptual Art, Arte Povera, Land Art, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino (1970); Information, MoMA, New York (1970), Contemporanea, Villa Borghese, Roma (1973). Dai primi anni Ottanta, coerentemente con il suo pensiero e senza mai interrompere la ricerca, limita la sua partecipazione a mostre e appuntamenti artistici. Tra questi si segnalano: Identité Italienne. L’art en Italie depuis 1985, Centre Georges Pompidou, Parigi (1981), Ouverture, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (To) (1984), Documenta X, Kassel (1997) e Zero to Infinity. Arte Povera 1962-1972, Tate Modern Londra (2001). Una posizione trasgressiva, quella di Prini, o se vogliamo ortodossa nei confronti della pratica artistica e dei codici del sistema dell’arte.

Inaugurazione: lunedì 28 ottobre 2019, ore 19 

14/09/11

Arte Povera 2011



Inizia dal Mambo il 24 Settembre la grande rassegna di eventi sull’ “Arte povera” a cura di Germano Celant, per proseguire poi al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, al Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli vicino a Torino, al MADRE – Museo d'Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli, al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e alla Triennale di Milano.

Un grande focus con gli artisti più significativi di questo momento della storia dell’arte italiana del secolo scorso; Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zori.

Un gruppo di artisti nato come opposizione al sistema, erano il mitico 1967, che ora è perfettamente integrato nel sistema, cosa che fa riflettere su come le migliori intenzioni mutano col tempo.

Particolarmente interessante l’evento che si svilupperà al Castello di Rivoli con la mostra “Arte povera international”. Un particolare confronto fra gli artisti del gruppo poverista e altri artisti che operavano contemporaneamente. Tra i tanti ci saranno quindi diretti dialoghi con le opere di Vito Acconci, Carl Andre, John Baldessari, Dara Birnbaum, Daniel Buren, Lucio Fontana, Sol LeWitt, Walter De Maria, Rebecca Horn, On Kawara, Fausto Melotti, Berry Le Va, Keith Sonnier, Robert Barry e Andy Warhol.

Alla Triennale di Milano una mostra più tradizionale e storica. Al MAMbo di Bologna col titolo "Arte povera 1968" ci sarà la documentazione sul contributo critico e linguistico, di cui oggi restano ovviamente solo più le memorie, visto che ora tutti questi artisti sono pienamente imborghesiti, sostenuti da un mercato che detta leggi univoche e limitatrici al sistema artistico.

Gli spazi della Donnaregina a Napoli proporranno “Arte povera + Azioni povere 1968” mostra documentativa, legata agli eventi che si svolsero all’Arsenale di Amalfi nel 1968.

Nella capitale una vasta panoramica divisa fra il MAXXI e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

Quindi se siete fra quelli che ancora non hanno visto le opere di questi artisti, potete approfittare di questa grande rassegna, a cui sono anche proposti incontri, giornate di studi e una serie di installazioni e azioni per ricordare i bei tempi andati dell’Arte Povera, che ora è molto ricca.

Chissà se i giovani artisti di oggi avranno la stessa “fortuna”.