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Visualizzazione post con etichetta Giulio Paolini. Mostra tutti i post
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26/04/23

Giulio Paolini all'Accademia Nazionale di San Luca a Roma

 


Negli spazi dell’Accademia Nazionale di San Luca fino al 15 luglio 2023 sono presenti alcuni lavori di Giulio Paolini.

Intitolata " A come Accademia" è ideata da Marco Tirelli e Antonella Soldaini presenta sei opere inedite appositamente realizzate per Palazzo Carpegna, dove il pubblico viene guidato attraverso un itinerario concettuale composto da diversi media – pittura, fotografia e scultura – che creano uno spazio analitico e poetico.

Una mostra che indaga l’arte nelle sue componenti essenziali – l’artista, l’opera, l’istituzione, il pubblico e il rapporto con la storia – ospitata non a caso all’interno dell’Accademia Nazionale di San Luca, che con questa esposizione intende mostrare il processo di sedimentazione trasparente del farsi dell’opera, in cui il passato rappresenta al tempo stesso il futuro della creazione artistica e la base stessa su cui si regge.

Introduce la visita negli spazi chiusi dell’Accademia l’opera Al di là (2022), una bandiera installata sul balcone posto al centro della facciata di Palazzo Carpegna e sul cui tessuto è riprodotta l’effige di una musa colta nell’attimo di lanciare alcune cornici nel cielo. Un’immagine che invita a varcare la soglia dell’esposizione e scoprire cosa si celi all’interno di quegli ambienti.



Nella prima sala al piano terra apre la mostra A come Accademia (I) (2010-23), che, come scrive lo stesso artista: “evoca una storia breve (qualche secolo!) volta ad affrontare proprio in questa sede gli aspetti più diversi ma concentrati in uno solo: quale cioè sia, sia stata o sarà, la ‘regola’ sempre taciuta e tuttora attuale per concepire o osservare un’opera d’arte. Il corpo di Sisifo (l’Artista) precipita al suolo (sul piano di lavoro) pronto a rinnovare la prova (l’opera) senza poter rinunciare all’impresa”.

Nelle due sale successive sono esposte A come Accademia (II) (2023) e A come Accademia (III) (2023), due varianti dello stesso tema: tutte e tre le versioni occupano, infatti, superfici rettangolari di uguale dimensione. A come Accademia (II) riflette sul doppio e il frammento attraverso i calchi in gesso di una figura femminile, mentre A come Accademia (III) è caratterizzata da una dimensione teatrale, evocazione dell’atelier d’artista.

Uscendo dalla terza sala e percorrendo il porticato, posto a fianco del giardino dell’Accademia e antecedente le colonne festonate che introducono la scala elicoidale di Francesco Borromini (artefice della ristrutturazione del palazzo tra il 1630 e il 1640), si incontra In cornice (2023), una statua femminile in gesso posta su una base e attorniata da un insieme di cornici disposte intorno alla figura e cadute al suolo. Solo una di esse, di formato maggiore, è fissata alla parete, l’unica a trovare posto nella sua corretta destinazione.

Lasciando il porticato dell’Accademia e salendo al primo piano si giunge alla grande sala conferenze dove è allestito l’ultimo lavoro in mostra: Voyager (V) (1989-2023). Quest’opera consiste in un tecnigrafo portatile aperto e appeso a rovescio al centro del soffitto ligneo della sala, da cui cadono alcuni fogli trattenuti dallo stesso tecnigrafo. L’opera si pone in relazione diretta con lo spazio che la ospita poiché i fogli propongono riproduzioni fotografiche di dettagli delle pareti e dello stesso soffitto.

La mostra è accompagnata da un catalogo, edito da Gangemi Editore, con una presentazione di Marco Tirelli, un’intervista di Antonella Soldaini a Giulio Paolini e testi di Francesco Guzzetti, Giulio Paolini, Antonella Soldaini e Claudio Strinati.




Foto Andrea Veneri

12/11/22

Giulio Paolini alla Librairie di Marian Goodman a Parigi

 

Molto interessante la mostra che la Librairie di Marian Goodman di Parigi dedica alla produzione delle edizioni limitate di Giulio Paolini. 





CS
Librairie Marian Goodman is pleased to present an exhibition devoted to Giulio Paolini’s early printed editions and multiples, focusing on the first ten years of production from 1967 to 1977. Paolini, who has just been awarded this year’s Japanese Praemium Imperiale International Arts Award in Painting, is also taking part in the group exhibition Renverser ses Yeux at Jeu de Paume and at Le Bal in Paris from 11 October 2022 to 29 January 2023.

The artist’s limited editions, which he began in 1967, include approximately 150 works. Since his first works in the early 1960s, Paolini has oriented his practice towards a conceptual dimension, drawing attention to the elements that make up the painting, the space of the representation, the relationship between the work and the viewer, as well as to the figure of the author. Over the course of time, the artist’s oeuvre has led him to include the ‘act of the exhibition’ and the artist’s studio as the space where the work comes into being. Paolini’s frame of reference is the classical tradition of beauty and the metaphysical dimension of art, far removed from the evolution of the world and of life as we know it.




Comprising a predominantly consistent range of materials (photographs, plaster cast, drawing paper, Plexiglas, objects, graphics and books), Paolini’s works dialogue with Time and History. Each possesses a complex structure that references art history or literature, forming a coherent and polysemous whole composed of a set of fragments. It is through our attentive observation of each detail that we can gain a reading of the complete composition, exceeding our initial perception of the work itself.

The exhibition presents 13 works including printed editions, artist’s books and multiples, personally selected by the artist. The ensemble highlights how the conceptual research developed by Paolini in the sixties and seventies is brilliantly mapped out and summarized in the editions; in some instances, they were realized in parallel with paintings, sculptures or collages bearing the same title.

Born in Genoa, Italy, in 1940, Giulio Paolini lives and works in Turin. He made his first “painting,” Disegno geometrico, in 1960 and had his first solo exhibition in Italy in 1964. In the mid-1960s, he became associated with the Italian artists of the Arte Povera movement and took part in numerous group shows. He has also had solo shows in major international institutions such as the Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea in Rivoli (2020); the Museo Poldi Pezzoli in Milan (2016); the Center for Italian Modern Art (CIMA) in New York (2016); the Whitechapel Gallery in London (2014); the MACRO (Museo d’Arte Contemporanea) in Rome (2013); the Kunstmuseum Winterthur (2005); MAMCO in Geneva (1999); the Fundação C. Gulbenkian in Lisbon (1995); the Stedelijk Museum Amsterdam (1980). In France he was invited by the Nouveau Musée de Villeurbanne (1984) and by the Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (1978).




A major solo exhibition, Giulio Paolini. Quando è il presente? has just ended at the Museo Novecento in Florence. Paolini has shown at several Documenta (V, 1972; VI, 1977; VII, 1982, and IX, 1992) and at numerous Venice Biennales (1970, 1976, 1978, 1980, 1984, 1986, 1995, 1997 and 2013). He has also designed many stage sets since 1969, including one for the opera Die Walkürie by Richard Wagner at the Teatro di San Carlo, Naples, in 2005.

The Librairie is open from Tuesday to Saturday, from 11 am to 7 pm.

09/01/19

Giù lì o là?


  



Esserci o non esserci, fare l’artista o aspirare a farlo per non farsi coinvolgere troppo?

Nelle antiche stanze della Fondazione Carriero di Milano, Giulio Paolini continua a cercarsi.




Come ogni essere umano sa di non esistere ma tenta di capire che cosa è questa percezione temporanea.


Ricerca che fa con pochi strumenti ma tanta memoria.


 


Ricordi e manufatti umani così deboli ma presenti.


Tracce di elementi primordiali, poco alterati nella loro giù forte ispirazione, assemblaggi potenziali, sviluppi che possono portarci ovunque ma anche lasciarsi godere nelle loro artificiosità.


25/10/18

Giulio Paolini alla Fondazione Carriero di Milano




Questa sera si inaugura la mostra "Giulio Paolini. Del bello ideale", a cura di Francesco Stocchi, presso la Fondazione Carriero, e aprirà al pubblico domani. 

Un particolare evento realizzato dall'artista con la collaborazione della scenografa Margherita Palli.

Attraverso una nutrita selezione di lavori, scelti e allestiti dal curatore insieme all’artista torinese, Del bello ideale ripercorre l’intero arco dei suoi 57 anni di carriera, esponendo capisaldi della sua produzione, alcuni dei suoi celebri autoritratti, fino a tre nuove opere appositamente concepite per l’occasione. 

Paolini ha risposto all’invito della Fondazione Carriero facendosi coinvolgere in prima persona nella realizzazione della mostra e accettando di cimentarsi in un esercizio introspettivo, in un processo di lettura dall’interno, e in alcuni casi di rilettura, della sua produzione. Il dialogo con il curatore Francesco Stocchi ha dato vita a un percorso espositivo non cronologico, scandito da nuclei tematici che si articolano nello spazio entrando in relazione con l’architettura dell’edificio, consentendo al visitatore di mettere a fuoco la poetica di Paolini e di semplificarne la comprensione. Attraverso questo esercizio, la mostra “scompone” l’opera di Paolini in tre nuclei tematici, la seziona adottando lo stesso approccio teorico e formale utilizzato dall’artista nei suoi lavori e nel suo modo di affrontare l’arte. 

La scenografa Margherita Palli è stata invitata a entrare in dialogo con il corpus di opere dell’artista, creando degli interventi che “mettano in scena” i nuclei tematici della mostra e che, attingendo alle stesse fonti di Paolini e ad alcune opere della sua collezione privata, offrano ai visitatori la possibilità di entrare nel suo mondo e di partecipare dall’interno a questo viaggio introspettivo. 

La mostra è resa possibile grazie alla stretta collaborazione con Giulio Paolini e la Fondazione Giulio e Anna Paolini e a prestiti provenienti da prestigiose istituzioni pubbliche e importanti collezioni private.

29/10/17

Un giardino di Pietre Preziose.







Un nuovo regalo d’arte dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali e al socio Reale Mutua in questi giorni ricchi d’arte a Torino, si tratta dell’opera «Pietre Preziose» cui Giulio Paolini posta nel rinnovato Boschetto di Palazzo Reale, riorganizzato da noto architetto-giardiniere Paolo Pejrone.




Questa iniziativa festeggia i trent’anni di questa importante Consulta che è un’anima significativa del rinnovamento torinese, sono stati realizzati più di 90 progetti con una spesa di 30 milioni di euro. L’opera, posta in un rinnovato boschetto con nuove piante e arbusti fra i quali: iris, pervinche, rose e lauri è un affettuoso recupero dei marmi sopravvissuti al rogo della Cappella della Sindone, che a breve tornerà fruibile, riorganizzati in una “natura morta” dall’artista Giulio Paolini.

 

09/07/14

Giulio Paolini a Londra

Alfa (Un autore senza nome) [Alpha (An Author without Name)] (detail) 2004, Mixed media, Collection of the artist / Courtesy Marian Goodman Gallery, New York © Giulio Paolini

Dal 9 Luglio al 14 Settembre la Whitechapel Gallery di Londra propone una vasta antologica su Giulio Paolini, curata da Bartolomeo Pietromarchi e Daniel F. Herrmann.

La mostra realizzata in collaborazione col Macro, di cui questa sarà uno sviluppo del progeteto presentato l’anno scorso a Roma, ripercorre il vasto percorso concettuale del noto artista italiano, grande rielaboratore di riflessioni sul fare pittorico.

Titolo della mostra “To be or not to be” d’ispirazione scespiriana.


 English 

Italian artist Giulio Paolini (b. 1940, lives and works in Turin) immerses us in elegant installations of canvases, windows, fragments of statuary and checkerboards – sometimes presented by 18th century footmen. Believing that every work of art embodies earlier traditions, Paolini pays tribute to artists such as Chardin, Lotto and Velazquez. His own face, hands and eyes reappear throughout the show, as he asks Hamlet’s question of the artist. 

From To Be or Not to Be (1994–95) where canvases radiate across the floor into infinity to the existential drama of The Author Who Thought He Existed… (2013), Paolini takes us on an exhilarating journey through five decades of work exploring perception and creativity.

Admission free 

Produced in collaboration with MACRO, Museo d’Arte Contemporanea Roma. Co-curated with Bartolomeo Pietromarchi. 

With thanks for the generous support of Lisson Gallery, Marian Goodman Gallery and the Henry Moore Foundation.

9 July - 14 September 2014 Galleries 1, 8 & Victor Petitgas Gallery (Gallery 9)

11/10/12

E ora tutti alle aste!


Oggi The Italians Sale da Christi’s e domani da Sotheby’s chi batterà i record, molti puntano su Giulio Paolini con Partitura (Orfeo) e Il Dinosauro Che Emerge, di Pino Pascali. 



14/09/11

Arte Povera 2011



Inizia dal Mambo il 24 Settembre la grande rassegna di eventi sull’ “Arte povera” a cura di Germano Celant, per proseguire poi al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, al Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli vicino a Torino, al MADRE – Museo d'Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli, al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e alla Triennale di Milano.

Un grande focus con gli artisti più significativi di questo momento della storia dell’arte italiana del secolo scorso; Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zori.

Un gruppo di artisti nato come opposizione al sistema, erano il mitico 1967, che ora è perfettamente integrato nel sistema, cosa che fa riflettere su come le migliori intenzioni mutano col tempo.

Particolarmente interessante l’evento che si svilupperà al Castello di Rivoli con la mostra “Arte povera international”. Un particolare confronto fra gli artisti del gruppo poverista e altri artisti che operavano contemporaneamente. Tra i tanti ci saranno quindi diretti dialoghi con le opere di Vito Acconci, Carl Andre, John Baldessari, Dara Birnbaum, Daniel Buren, Lucio Fontana, Sol LeWitt, Walter De Maria, Rebecca Horn, On Kawara, Fausto Melotti, Berry Le Va, Keith Sonnier, Robert Barry e Andy Warhol.

Alla Triennale di Milano una mostra più tradizionale e storica. Al MAMbo di Bologna col titolo "Arte povera 1968" ci sarà la documentazione sul contributo critico e linguistico, di cui oggi restano ovviamente solo più le memorie, visto che ora tutti questi artisti sono pienamente imborghesiti, sostenuti da un mercato che detta leggi univoche e limitatrici al sistema artistico.

Gli spazi della Donnaregina a Napoli proporranno “Arte povera + Azioni povere 1968” mostra documentativa, legata agli eventi che si svolsero all’Arsenale di Amalfi nel 1968.

Nella capitale una vasta panoramica divisa fra il MAXXI e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

Quindi se siete fra quelli che ancora non hanno visto le opere di questi artisti, potete approfittare di questa grande rassegna, a cui sono anche proposti incontri, giornate di studi e una serie di installazioni e azioni per ricordare i bei tempi andati dell’Arte Povera, che ora è molto ricca.

Chissà se i giovani artisti di oggi avranno la stessa “fortuna”.

07/09/11

8 Ottobre - Giornata del Contemporaeno



Siete pronti per una scorpacciata di arte contemporanea, bene come tutti gli anni l’AMACI organizza l’8 Ottobre la giornata del contemporaneo, siamo alla settima edizione, oltre 1000 eventi da non perdersi in tutta Italia.

L’evento, in programma sabato 8 ottobre 2011, vedrà i musei AMACI e oltre 1000 realtà dell’arte contemporanea in Italia aprire gratuitamente al pubblico i loro spazi, per un’iniziativa unica nello scenario internazionale.

Il poster di quest’anno è ideato da Giulio Paolini

Un’architettura simbolica, una prospettiva aulica, una cornice d’oro che ne racchiude ed evidenzia il punto di fuga, una figura di spalle: questi gli elementi dell’opera creata da Giulio Paolini come immagine guida della Settima Giornata del Contemporaneo . Elementi da sempre presenti nel suo lavoro, che ancora una volta portano l’attenzione su temi a lui particolarmente cari come la dimensione legata alla percezione dell’opera d’arte e la sua destinazione museale. In un contesto appena accennato, la cornice d’oro vuota cattura la nostra attenzione, diventa centro simbolico oltre che prospettico della composizione e innesca un meccanismo consueto nell’opera di Paolini, accogliendo parte del profilo dello spettatore nel suo spazio e trasformandolo in questo modo in opera. Quello che Paolini ci propone è un gioco di specchi, un continuo ribaltamento di piani che, con movimento concentrico, trascina il nostro sguardo “mobile e precario” di spettatori nello sguardo “fisso e immobile” del quadro, ribadendo che l’opera esiste solo nella visione di chi la guarda.

“Un quadro ci appare di solito come un’immagine conclusa, autonoma, spesso evidenziata da una cornice che sottolinea i limiti materiali di una visione, di un’unità separata dall’ambiente dove comunque si trova. L’immagine a volte sottende un tracciato prospettico che concorre a rendere verosimile la scena rappresentata, e tuttavia la separa ancor più dallo spazio fisico circostante. Un’altra prospettiva, questa volta mentale o simbolica, porta a supporre che in un quadro possano trasparire, coesistere altri quadri… Tutti i quadri di un autore (tutti i quadri della Storia dell’arte) ne fanno uno solo? Le opere ci guardano. Sono loro che guardano noi e non viceversa. L’opera non parla ma vede, ci vede proprio nel momento in cui noi crediamo di vederla.”

G. Paolini, Dall’Atlante al Vuoto in ordine alfabetico.

La Giornata si avvale del sostegno della PABAAC - Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

UniCredit si riconferma Main Partner di AMACI e della Settima edizione della Giornata del Contemporaneo, rinnovando il proprio impegno nella diffusione della cultura contemporanea a livello nazionale e internazionale.

Telecom Italia da quest’anno affianca AMACI in qualità di Partner Tecnologico e mette a disposizione il suo know-how con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più interessato ai temi dell’arte contemporanea.

Partner Ufficiale dell’evento sarà Peugeot Automobili Italia spa, con cui AMACI sta condividendo la campagna di sensibilizzazione “Viaggio in Italia”.

Per maggiori informazioni consultare il sito di AMACI (www.amaci.org).