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14/04/17

Tante belle parole, ma poche opere d'arte

 Beatriz González, Decoración de interiores (Interior decoration), 1981, screenprint on canvas, 
Athens Conservatoire (Odeion), documenta 14, photo: Mathias Völzke

La prima sezione di Documenta 14 si è avviata ad Atena con una grande sala in cui sul palco i partecipanti hanno narrato dl loro operato ed impegno per questa grande manifestazione. 

Piotr Uklański and McDermott & McGough, The Greek Way, 2017, installation view, 
EMST—National Museum of Contemporary Art, Athens, documenta 14, photo: Mathias V­ölzke

Dopo tanti mesi di parole e tante belle istanze ideologiche la kermesse artistica si avvia nei diversi spazi della capitale greca con tante piccole mostre, spesso molto diafane e minimali, il tutto per ora pare carino, ben curato ma senza particolari slanci espressivi.

Molte opere sono particolarmente suggestive per le loro narrazioni, un poco meno per il manufatto in se, che spesso si risolve in pochi segni estetici.


Sanja Iveković, Monument to Revolution, 2017, Avdi Square, 
Athens, documenta 14, photo: Yiannis Hadjiaslanis

Vedremo fra un mesetto se a Kassel ci sono opere che valgano tutto questo girovagare fra luoghi e illusioni.

Roee Rosen, Live and Die as Eva Braun, 1995–97, mixed media on paper, installation view, Benaki Museum—Pireos Street Annexe, Athens, documenta 14, photo: Stathis Mamalakis


Simpatica l’idea della radio che segue in diretta parte del ricco programma di spettacoli ed eventi, dal suggestivo nome di “Every Time a Ear Di Soun”


Angelo Plessas, Experimental Education Protocol, Delphi, 2017, multimedia installation, Athens School of Fine Arts (ASFA)—Pireos Street (“Nikos Kessanlis” Exhibition Hall), Athens, documenta 14, photo: Freddie F.

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