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25/06/18

Cosa è rimasto?






Una narrazione luminosa e vitale scorre nelle diverse opere che Mario Merz ha realizzato fra il 1966 e il 1973; storici tempi di grandi fermenti soci-culturali.

In questi cinquant’anni le trasformazioni del nostro pianeta sono state intense e rapide; la mostra alla Fondazione Merz offre un attimo di quiete per poter ripensare e rielaborare riflessione estetiche e culturali ancora molto attuali; nate in quell’illusione di cambiamento che per un attimo s’infiammò.




Fra neon, vario materiale storico e igloo si crea una serie di ancore su cui sostare per potersi riprendere dall’incessante metafore del futuro liberista.

Il fallimento delle utopie pare trovare in questi totem uno spirito di sospensione, reperti/simboli di una speranza che può rinascere.

Opere e documenti vivi, riflessioni e pensieri che si attivano nell’osservatore odierno arricchite dal tempo storico.

Un’opera artistica non è forse un esercizio di libera chimera?

La mostra durerà fino al 16 settembre 2018




P.s. Durante le serate estive torna la piacevole rassegna “Meteorite in giardino”, con variegate proposte visive e musicali.






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