Una narrazione luminosa e vitale scorre nelle
diverse opere che Mario Merz ha realizzato fra il 1966 e il 1973; storici tempi
di grandi fermenti soci-culturali.
In questi cinquant’anni le trasformazioni del
nostro pianeta sono state intense e rapide; la mostra alla Fondazione Merz
offre un attimo di quiete per poter ripensare e rielaborare riflessione
estetiche e culturali ancora molto attuali; nate in quell’illusione di
cambiamento che per un attimo s’infiammò.
Fra neon, vario materiale storico e igloo si crea
una serie di ancore su cui sostare per potersi riprendere dall’incessante metafore
del futuro liberista.
Il fallimento delle utopie pare trovare in questi
totem uno spirito di sospensione, reperti/simboli di una speranza che può
rinascere.
Opere e documenti vivi, riflessioni e pensieri che
si attivano nell’osservatore odierno arricchite dal tempo storico.
Un’opera artistica non è forse un esercizio di
libera chimera?
La mostra durerà fino al 16 settembre 2018
P.s. Durante le serate estive torna la piacevole rassegna
“Meteorite in giardino”, con variegate proposte visive e musicali.