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03/06/18

Vivacità cromatiche alla rinnovata GAM di Torino




Sono intensi i colori del nuovo allestimento della GAM, voluto dalla ex direttrice Carolyn Christov-Bakargiev, dimessasi recentemente per potersi impegnare a tutto tondo sul Castello di Rivoli, con cui condivideva la sua missione, e curato per la sezione dell'Ottocento da Virginia Bertone, Fabio Cafagna e Filippo Bosco, e per la sezione del Novecento da Riccardo Passoni e Giorgina Bertolino.

Dopo la distribuzione tematica voluta dal precedente direttore ora si ritorna alla tradizione del percorso cronologico, sicuramente più sensata e funzionale alla comprensione di un vasto pubblico.

E’ stata così ampliata e articolata la proposta di opere, corredata da un prezioso materiale documentativo e in certi casi anche da allestimenti scenografici, che immergano il visitatore in piacevoli atmosfere.

Il cammino inizia al secondo piano, con l’Ottocento, si attraversano quasi due secoli di storia dell’arte da quando nel 1863 fu inaugurato come il primo Museo Civico d'Arte Moderna d'Italia, in via Gaudenzio Ferrara. L’arte italiana, ma non solo, viene svelata con la sua stimolante bellezza e varietà, cadenzata da tantissime opere, tra cui quelle di Giacomo Grosso, Antonio Canova, Medardo Rosso, Antonio Fontanesi e tanti altri in una piacevole visione e confronto.



Scendendo al primo piano si entra nel secolo breve, anni di grandi energie creative, narrati con opere che vanno dalla delicatezza di Paul Klee al minimalismo americano, passando per valide opere di Felice Casorati, Pinot Galizio, Piero Dorazio e tanti altri.

Un lungo tracciato che attraversa la storia del museo, delle opere d'arte e del contesto storico, sociale ed economico della città di Torino, nei riflessi internazionali che la influenzano.

Così sono state rese visibili oltre 400 opere di cui molte uscite dagli archivi per la prima volta, occasione che ha anche visto il restauro di alcuni lavori, col sostegno dell’associazione Amici di Torino Musei.

Fra le cose che maggiormente colpiscono il visitatore la scelta cromatica delle parete che segnano i diversi periodi storici, si va da un elegante rosso pompeiano a un forte color fluo che mi pare alterare la percezione di alcune opere artistiche.

Manca ora l’ultima sezione, quella del contemporaneo, che sperano di poter avviare a breve, se ci saranno i sostegni economici. Così sarà completata questa valida proposta museale.




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