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13/09/20

Wil at heart - Il romanticismo in Svizzera

 


Questo autunno la Kunsthaus  di Zurigo proporrà uno sguardo storico sul romanticismo. La mostra, che si svolgerà dal 13 Novembre al 14 Febbraio 2021, parte da Johann Heinrich Füssli, passando per Alexandre Calame fino ad arrivare al giovane Arnold Böcklin: con oltre 150 opere viene messo in evidenza il prominente contributo degli artisti svizzeri all’evoluzione della pittura paesaggistica europea. L’esibizione segue i pittori nelle accademie di belle arti all’estero e pone in risalto gli stretti legami esistenti fra di loro. Grazie al raffronto con celebri esponenti del romanticismo di Paesi vicini, quali Caspar David Friedrich, Eugène Delacroix e William Turner, questo giro d’orizzonte pone l’accento sul contributo svizzero al romanticismo in una prospettiva internazionale.
 
Il romanticismo si afferma in Europa verso la fine del Settecento: nelle opere gli artisti danno sfogo ai sentimenti e al fascino dell’inspiegabile, superando l’approccio sobrio e razionale del classicismo. Gli artisti svizzeri scoprono il paesaggio circostante come motivo pittorico e imprimono sulla tela le maestose vedute di montagna e le nevi perenni dei ghiacciai. Il curatore della mostra, Jonas Beyer, si dedica a questo periodo fondamentale per l’arte elvetica, studiato finora solo in diversi aspetti singoli.
 
UNO SPIRITO DI ROTTURA CHE VA OLTRE LE FRONTIERE

Incentrandosi su un romanticismo di matrice squisitamente svizzera, è possibile approfondire il rapporto fra l’impronta locale e le reti di scambi internazionali. Il peculiare spirito di rottura che caratterizza l’arte svizzera dell’epoca si manifesta in un intenso dialogo con gli artisti dei Paesi confinanti. I pittori svizzeri presero d’assalto le accademie di Parigi, Dresda e Vienna, ove diedero vita a dinamiche reti di contatti, mostrando una spiccata sensibilità per le caratteristiche specifiche del rispettivo contesto. Al contempo, il paesaggio svizzero divenne sin dalla fine del Settecento un motivo di forte richiamo per gli esponenti del romanticismo provenienti da altri Paesi. Alla luce di tale vivace scambio internazionale, è preferibile parlare di un «romanticismo in Svizzera» piuttosto che di un «romanticismo svizzero». In tal modo vengono messe in luce tendenze comuni, ma anche peculiarità artistiche legate al luogo di provenienza. Il pubblico potrà vedere quadri, disegni e filmati raggruppati in maniera tematica sui 1000 mq della grande sala espositiva.
 
 
IL ROMANTICISMO È ANCORA ATTUALE

È stato possibile realizzare una mostra di tali dimensioni grazie a prestiti pregiati da collezioni svizzere e all’inserimento di capolavori provenienti dalla Germania, dall’Austria, dalla Gran Bretagna e dalla Francia. La lista degli artisti spazia da pittori preromantici quali Caspar Wolf e Johann Heinrich Wüest, passando per i romantici svizzeri Alexandre Calame, Charles Gleyre e Léopold Robert, fino ad artisti di calibro internazionale quali Eugène Delacroix, Caspar David Friedrich e William Turner. L’attualità delle idee del romanticismo affermatesi tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento è evidente nei video «Everything is going to be alright» di Guido van der Werve, in «Projection (matin)» di Remy Zaugg nonché in «Travel» di David Claerbout.

 
MANIFESTAZIONI

Tavola rotonda: «Cosa ci comunica il romanticismo oggi?»
Con Elisabeth Bronfen, Florian Illies e Simon Strauss.
24.11.2020, ore 18:30–20:00. Kunsthaus Zürich, sala conferenze.
Lo spirito del romanticismo trova ancora oggi terreno fertile: l’esaltazione della passione e il fascino dell’inspiegabile sono nuovamente di attualità in un’epoca caratterizzata da un’accentuata razionalizzazione del quotidiano. Nei suoi studi dedicati al romanzo gotico e al tema della notte, Elisabeth Bronfen ha indagato gli aspetti del mistero e dell’imperscrutabile; un capitolo della raccolta di saggi «Gerade war der Himmel noch blau» di Florian Illies reca il titolo: «Il romanticismo è curabile?»; in una recente intervista, Simon Strauss ha posto la domanda: «Quanto c’è di politico nel romanticismo? È possibile scrivere oggi in modo neoromantico e provare nostalgia per la passione e la solennità?». Tali domande saranno oggetto di discussione tra gli illustri ospiti della tavola rotonda, che ci aiuteranno ad affinare la nostra visione del romanticismo qui ed ora. In tedesco. In collaborazione con il Literaturhaus Zürich.

Biglietto: CHF 15.–/10.– (ridotto e membri), prenotazione obbligatoria. 
Matinée della Zürcher Kammerorchester
29.11.2020, ore 14:00–15:00. Kunsthaus Zürich, sala conferenze.

La Zürcher Kammerorchester presenta i paesaggi sonori di tre compositori romantici assai diversi tra loro: Franz Schubert, Johannes Brahms e Arnold Schönberg. 

Il concerto sarà arricchito da un intervento del curatore Jonas Beyer sui retroscena e sulle peculiarità della mostra «Wild at Heart». In tedesco.
Zürcher Kammerorchester: Willi Zimmermann (Violino e direzione)
Ryszard Groblewski (Viola solo).

Biglietto: CHF 50.–, membri della Zürcher Kunstgesellschaft CHF 40.–, studenti/apprendisti CHF 20.–. Vendita biglietti: www.zko.ch. Il biglietto è valido anche per mostra.

Wild at Heart: Dall’idea alla realizzazione della mostra (discorso di fondo)
9.12.20, ore 18:00–19:30. Kunsthaus Zürich, sala conferenze.

Dietro alla visita di una mostra della durata di un’ora e mezza si celano complessi iter procedurali. Tra i numerosi collaboratori che sostengono il curatore nel processo di realizzazione dell’idea espositiva occorre ricordare i prestatori, i restauratori, gli specialisti della comunicazione, i tecnici, gli architetti, gli autori e molti altri ancora. Questo dialogo fra Jonas Beyer e Christoph Stuehn offre uno sguardo dietro le quinte. In tedesco.

Biglietto: biglietto della mostra o CHF 10.–, prenotazione obbligatoria.
Piz Palü – performance di un radiodramma
Con Meret Hottinger (Ziska), Christian Sprecher (Jon), Julian M. Grünthal (Jesko); narratrice: Doris Strütt; Musica/suoni: Rolf Caflisch.
27.01.21, ore 18.30–20:00. Kunsthaus Zürich, sala conferenze.

La performance è ispirata al film muto «L’inferno bianco del Piz Palü» del 1929. Il leggendario film di montagna è qui ambientato in un futuro distopico: la messa in scena ne scompone in modo avvincente i diversi piani semantici e narrativi e culmina in un bizzarro scontro finale fra i tre protagonisti. Lungo la scalata i personaggi impersonano diversi stereotipi e si interrogano sulla nostalgia di una natura idealizzata e sulle connesse ideologie. Una cordata su un saliscendi di cime, crepacci e precipizi di emozioni. In tedesco.

Biglietto: CHF 15.–/10.– (ridotto e membri), prenotazione obbligatoria.