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06/11/13

One Torino


Per interagire in modo più ampio sul territorio Artissima ha avviato il progetto One Torino, in tal modo si avvia un'interessante proseguimento della fiera per la città di Torino fino alla fine di dicembre.  Il progetto è strutturato in cinque sedi diverse, ma vediamolo nei dettagli.

Una sezione al Castello di Rivoli, dove l’evento sarà curato da Andrew Berardini (critico e curatore indipendente di Los Angeles ), Gregor Muir, (Direttore dell’Institute of Contemporary Arts di Londra) e Beatrix Ruf, (Direttrice della Kunsthalle di Zurigo), che proporranno una mostra del Premio Illy Present Future 2012 con i lavori di Naufus Ramírez-Figueroa, Vanessa Safavi, Santo Tolone.


Tra i cinque progetti espositivi che compongono la prima edizione di One Torino, la mostra presentata al Castello di Rivoli è forse la più intimamente connessa con le attività e lo spirito di Artissima. L’esposizione nasce infatti come naturale conseguenza delle valutazioni e delle riflessioni espresse dalla giuria assegnatrice del Premio illy Present Future ad Artissima 2012 – composta dai tre curatori della mostra e da Beatrice Merz, direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea – che, nei lavori presentati in chiave monografica nell’ambito della sezione dedicata ai giovani artisti emergenti, aveva ravvisato un condensato di temi legati alle trasformazioni e agli interrogativi più pressanti del mondo globale contemporaneo tale da attivare il desiderio di offrire a tre degli artisti esposti la possibilità di una mostra collettiva per il Castello di Rivoli.


Sotto la curatela di Andrew Berardini, Gregor Muir, e Beatrix Ruf, la mostra riunisce in un unico percorso curatoriale i tre vincitori ex aequo del Premio illy Present Future 2012: Naufus Ramírez-Figueroa (Guatemala), Vanessa Safavi (Svizzera), e Santo Tolone (Italia), presentando opere per la maggior parte inedite e prodotte per l’occasione con un percorso che mette in dialogo i tre artisti attraverso rimandi, riprese e giustapposizioni.
L’esposizione si sviluppa lungo tutto l'ampio spazio del terzo piano del Castello.

Riferendosi alla geometria maya e insieme al modernismo guatemalteco, Naufus Ramírez-Figueroa intreccia nel suo lavoro ossessioni ed elementi che congiungono il mondo onirico della sua infanzia negli anni ’80 alla realtà storica, politica e sociale del Guatemala. Dal disegno, alla performance alla video installazione, nelle sue opere la fisicità e l’autoironia divengono strumenti per parlare di realtà complesse e spesso violente.

Vanessa Safavi costruisce misteriosi scenari fittizi con materiali molto diversi. Sabbia, silicone ma anche installazioni sonore divengono riferimenti al vuoto, alla contemplazione, ma sono anche autoritratti e rifugi intimi. Protagonista del suo lavoro è spesso l’assenza attraverso oggetti che eludono apparentemente anche il loro stesso significato.

Santo Tolone propone una serie di sculture formali di elementi apparentemente ordinari che sovradimensionati acquisiscono letture completamente diverse. Destabilizzazione, straniamento, capovolgimento sono effetti di un lavoro che gioca con l’idea di scala e percezione e che, spesso in modo ironico, sposta l’attenzione sull’osservatore.

 
 
Alla GAM di Torino, si svolgerà una mostra ideata dalla curatrice indipendente Anna Colin, dal titolo “Ideal Standard Forms” con le opere di Edward Allington, Pablo Bronstein e Matthew Darbyshire che agiranno in relazione alle dimensioni dello spazio.
 

Ideal Standard Forms, il progetto concepito dalla francese Anna Colin per la project-room della GAM, mette in dialogo le opere dell’artista inglese Edward Allington (Troutbeck Bridge, Cumbria, 1951), dell’argentino Pablo Bronstein (Buenos Aires, 1977) e del britannico Matthew Darbyshire (Cambridge, 1977).

Attraverso un percorso monumentale di edifici e sculture iperbolici, la mostra Ideal Standard Forms offre una serie di incursioni esplorative nel concetto di spazio pubblico, di cittadinanza e di riproducibilità culturale.

I tre artisti, che entrarono per la prima volta in contatto alla Slade School of Fine Art di Londra alla fine degli anni ’90, condividono una serie di preoccupazioni formali, riferimenti culturali e interessi in diverse discipline. Le loro pratiche sfidano il linguaggio associato all’architettura pubblica, alla scultura e al design, e indagano le modalità con cui gli ambienti artificiali e i manufatti veicolano relazioni di potere.

Una grande installazione di Pablo Bronstein, dal titolo Temple of Convenience (2011), suggerisce un orinatoio pubblico neo-classico – un tempio lussuoso ed elegante destinato a un’attività intima, ma ordinaria. Oltre ad una satira dell’architettura classica, l’installazione di Pablo Bronstein apre un dibattito sul ruolo della privacy e dell’insubordinazione nella polis storica e contemporanea.

Matthew Darbyshire produce un nuovo lavoro, che si innesta sui temi della scultura pubblica e della riproduzione industriale. L'artista ha selezionato quattro sculture dalla collezione della GAM – Vinta (1908) di Gaetano Cellini, un’edizione del 1954 di Sculpture de Silence-Corneille di Hans Arp, Living Sculpture (1966) di Marisa Merz, e Leone (1840) di Giuseppe Gaggini – e attraverso la ricostruzione 3D e la stampa CNC, le ha trasformate in banali oggetti di polistirolo. Un nudo, un leone, un fallo e una spirale rappresentano ora una serie quasi-satirica di possibili opere d'arte pubblica.

La mostra è puntellata da due sculture di Edward Allington, The Victory Boxed (1987), costituita da 99 piccole copie in gesso della Venere di Samotracia conservata al Louvre, e Unsupported Support (1987), un capitello installato a muro e privato della sua funzione di supporto.

Tutte le opere in mostra esplorano, con un registro che non rinuncia all’irriverenza e a un certo gusto per l’osceno, le convenzioni dell'architettura e del design, il confine ambiguo tra spazio pubblico e spazio privato.

 

Presso Palazzo Cavour Gary Carrion-Murayari, curatore del New Museum of Contemporary Art di New York, userà le varie stanze per una vasta collettiva intitolata “Repertory”


Repertory è una grande mostra collettiva che riunisce 15 importanti artisti internazionali ponendoli in relazione con la straordinaria architettura barocca di Palazzo Cavour, storico palazzo nel centro di Torino.


La mostra, a cura di Gary Carrion-Murayari, deve il suo titolo al famoso film Repertory di Ian Breakwell del 1973. Le sue inquadrature semplici e i cauti movimenti di camera condividono il linguaggio del film strutturalista, ma la sua sceneggiatura suggerisce un’intenzione descrittiva estesa, nella quale la relazione tra gli oggetti e il loro potenziale performativo è messo in evidenza e trasformato.

Il progetto espositivo si divide tra scultura, pittura, fotografia, film e installazioni di artisti storici, quali Ericka Beckmann, Heidi Bucher, David Haxton, Andreas Schulze e di artisti più giovani come Steven Claydon, Isabelle Cornaro, Elad Lassry, Christian Mayer, Arthur Ou, Karthik Pandian, Carmelle Safdie, Erin Shirreff, Sue Tompkins, Andra Ursuta e Andro Wekua.

Con approcci formali diversissimi, tutti gli artisti in mostra condividono un interesse a catturare “ciò che rimane” del corpo fisico, dello spazio architettonico, degli oggetti personali, e a tradurre attraverso le tecniche più disparate le loro storie sociali e personali – storie che apriranno un dialogo unico e inaspettato con Palazzo Cavour e con la struttura, la decorazione e la storia politica e culturale di cui il palazzo è impregnato.

Le opere in mostra incarnano il diverso potenziale degli oggetti e delle superfici che il film di Breakwell descrive. In questo modo, essi esistono come il loro proprio repertorio – una sequenza di proposizioni disposte in maniera lineare attraverso un unico spazio architettonico. Il potenziale è quello delle opere d’arte di assorbire una varietà di storie, ricordi, e idee sulla propria superficie, senza riguardo al fatto che prendano la forma di sculture, dipinti o fotografie.

Con il suo stile essenziale e la sua rigida struttura dominante, Repertory rappresenta molto bene il nostro tempo. E come Breakwell, tutti gli artisti di questa mostra mettono in movimento una serie di azioni nelle quali gli oggetti agiscono e interagiscono, e producono nuovi significati.

    



Alla Fondazione Merz la curatrice Julieta González, del Museo Tamayo Arte Contemporaneo, di Città del Messico, propone il progetto espositivo “Ways of Working: the Incidental Object” sulla produzione industriale, in una confronto fra artisti alle prime esperienze e figure più storiche.


La mostra curata da Julieta González alla Fondazione Merz indaga questioni legate alla soggettività e all’identità nel contesto della produzione industriale e del posto di lavoro.


Ways of working: the incidental object è il primo capitolo di un progetto in via di svolgimento che esamina il modo in cui gli artisti si sono rivolti al tema del lavoro, della manodopera, dell’alienazione e della produzione, dal ventesimo secolo sino ai giorni nostri, generando nel processo nuovi metodi di lavoro, appunto, e approcci diversi all’oggetto.

In questo primo capitolo, come indica il titolo, è l’oggetto ad assumere il ruolo di protagonista.

L’esposizione è costruita come una mappa che traccia le affinità tra i lavori di artisti di diverse generazioni e si articola intorno a diverse linee di pensiero.
La mostra presenta un di gruppo opere seminali degli anni ’60 e ’70 di artisti leggendari quali Stuart Brisley, che ripropone la monumentale installazione Poly Wheel del 1970, composta da 212 sedie Robin Day; Enzo Mari con la sedia democratica costruita con le istruzioni di Autoprogettazione; due opere di Mario Merz, Charlotte Posenenske con una serie di Reliefs, e Mladen Stilinovic con la grande installazione Exploitation of the Dead.

In dialogo con queste opere storiche sono presenti interventi di artisti più giovani quali Felipe Mujica, che propone un nuovo progetto concepito appositamente per il cortile della Fondazione Merz; Mai-Thu Perret, con un film relativo all’opera An Evening of the Book (2007); Tobias Putrih, con il film The Death of Tarelkin (2013); Falke Pisano, con l’installazione Figures of Speech (Formation of Crystal); Gabriel Sierra, con tre opere recenti; Superflex, che presentano l’installazione partecipativa Copy Light Factory (2005); e Andrea Zittel, con una serie di nuove “uniformi” della serie Personal Panel Uniforms degli anni Novanta.

 
   

Conclude la rassegna lo spazio della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, con una project-room in divenire dal titolo “Veerle” organizzata da Chris Fitzpatrick, direttore dell’ Objectif Exhibitions di Anversa.


Il progetto curato da Chris Fitzpatrick per la project-room della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo non è una mostra, bensì l’apertura su una serie di mostre collettive simultanee, in costante evoluzione, dentro e fuori la Fondazione.


Concepita come la somma totale delle opere che la compongono, VEERLE sarà in perenne movimento, producendo una serie di sovrapposizioni e di proposizioni simultanee – video, relazioni orali, gossip, giornali, contenuti web, progetti postali, visite guidate alla mostra, screening di un giorno, performance nel quartiere, e così via.

“Veerle” è, semplicemente, un nome di persona, scelto per unire una serie frammentata di pratiche artistiche sotto le sembianze di una singola entità. Inserendo un gruppo di opere all’interno di una conversazione e mettendo una serie di conversazioni in dialogo con quelle opere, VEERLE accumula personalità multiple, quali Federico Acal, Nina Beier, Goda Budvytyte, Liudvikas Buklys, Frank Chu, Trisha Donnelly, Peter Fischli & David Weiss, Ceal Floyer, Isa Genzken, Halflifers, Euan Macdonald, Mahony, Eva Marisaldi, Giovanni Oberti, Julie Peeters, Post Brothers, Rosemarie Trockel, Anne-Mie Van Kerckhoven, e Erik Wysocan.

In alcuni casi gli artisti sono stati espressamente invitati a produrre un nuovo lavoro per l’occasione, in altri le opere sono state selezionate dall’ampia collezione della Fondazione. VEERLE ribalta e supera le coordinate fisse di mostra, spazio, tempo, e formato, nel momento in cui il progetto ricicla gli stessi oggetti e operazioni degli stessi artisti – anche se gli oggetti non si muovono mai fisicamente.


 


Inaugurazione:

Mercoledì 6 novembre ore 18 | Palazzo Cavour
Venerdì 8 novembre ore 11 | Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Sabato 9 novembre ore 10 | GAM 
Sabato 9 novembre ore 11 | Fondazione Merz

Sabato 9 novembre ore 12 | Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. 

Finiamo la panoramica col prossimo articolo più ampio sulla ricca settimana d’arte torinese con Paratissima e una serie di piacevoli eventi paralleli

The disasters - Biblioteca Nazionale di Torino




"Può, il batter d'ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas?" Così esordì Edward Norton Lorenz, matematico statunitense (1917-2008), noto per essere stato il pioniere della Teoria del Caos, durante una conferenza tenuta nel 1972 alla New York Academy of Sciences, e questo è stato anche il filo conduttore che ha perseguito la curatrice Sabrina Sottile nell’ideare la mostra di Arte Contemporanea The Disasters – Il tempo della Rinascita. Nel male, ma soprattutto nel bene, sono i piccoli e sottovalutati cambiamenti che possono innescare un effetto domino capace di far crollare prima e rinascere poi, un sistema sociale, economico, culturale ed ecologico. 

Nel mese di novembre a Torino si terrà, presso la sede della Biblioteca Nazionale Universitaria, un evento espositivo, per ora unico nel suo genere in Italia, dedicato agli accadimenti catastrofici e drammatici che stanno segnando inesorabilmente il nostro tempo. 

E’ chiaro che in tale contesto l’arte contemporanea, ormai lontana dal voler sublimare la bellezza, diventa un importante ed inedito veicolo per interpretare la realtà che ci circonda. Non più un’arte autoreferenziale che si muove secondo i dettami, a volte discutibili, del mercato, ma un’arte che si riappropria del proprio valore didattico e di divulgazione. Un’arte non più considerata come fine, ma come mezzo al servizio della società stessa. 

Quello che l’evento The Disasters si propone di fare è utilizzare il veicolo dell’arte per trasmettere un preciso messaggio di denuncia, ma nel contempo di speranza, affinché ogni persona possa diventare consapevole del fatto che qualsiasi “disastro” può e deve essere affrontato e superato. 

L'arduo compito di denunciare un “disastro" è stato affidato ad un ventina di artisti italiani - pittori, scultori, fotografi e video maker - di calibro nazionale e internazionale. Tra gli artisti presenti spiccano i nomi di Stefano Bressani, Daniel Mine, Maurizio Roasio e Mario Giammarinaro, reduci da importanti esperienze e riconoscimenti all’estero (Inghilterra, Svizzera e Francia) e di StartUp, collettivo di artisti e creativi di nuova formazione, nel cui nome è racchiuso il primario intento programmatico di farsi portavoce di un nuovo modo di raccontare la società contemporanea tramite il potente mezzo espressivo del linguaggio visivo; le loro opere infatti saranno in un prossimo futuro protagoniste di importanti eventi espositivi in Italia e all’estero. 

I temi affrontati dagli artisti di The Disasters sono molteplici; la violenza sulle donne, l'infanzia negata, la violenza sugli animali, la malattia, l'uso e la produzione di armi, l'urbanizzazione selvaggia, l'inquinamento, gli OGM, il vandalismo, il terrorismo, l'emarginazione, la violenza sulle minoranze etniche, la comunicazione deviata, il disagio mentale, il precariato lavorativo e molti altri ancora. 

Ad accompagnare i visitatori in questo percorso di “presa di coscienza”, vi saranno Associazioni di Volontariato importanti come l’IPB - International Peace Bureau di Ginevra – già Premio Nobel per la Pace, Lega Ambiente Piemonte e Valle d’Aosta, AVO Associazione Volontari Ospedalieri, Barka Onlus, Bioarmon, Engim Piemonte, Gados Gruppo Assistenza Donne Operate al Seno, Il cerchio degli uomini, Luce per la vita, che testimonieranno, attraverso la loro reale e concreta esperienza sul territorio, come l’impegno etico, sociale ed ecologico possa essere la via di uscita di una situazione ripiegata su se stessa, ma solo apparentemente senza soluzione. 

Ed è proprio un’Italia positiva e propositiva che questo evento vuole mettere in luce, un’Italia determinata a farsi promotrice del cambiamento. 

La mostra si fregerà dei Patrocini del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, della Regione Piemonte, Provincia e Città di Torino e quello della Biblioteca Nazionale Universitaria che lo ospiterà. 

L’evento sarà segnato da due momenti importanti: quello inaugurale del 6 novembre 2013 che, lungi dall’essere un mero appuntamento mondano, sarà invece una vera e propria occasione di incontro tra artisti, autorità, giornalisti, sponsor, associazioni e visitatori, per poter stimolare un dibattito concreto e uno scambio di contatti, esperienze e opportunità. Quello benefico che si terrà a conclusione della mostra e che sarà a favore dell’associazione Barka Onlus (www.barka-onlus.org). La mostra artistica-sociale, sarà visitabile per 3 settimane consecutive, con ingresso gratuito e seguendo gli orari di apertura della Biblioteca Nazionale Universitaria: dal lunedì al venerdì dalle ore 8,00 alle ore 19,00; il sabato dalle ore 8,00 alle ore 14,00. 

www.thedisasters.it (catalogo scaricabile dal sito) 

Artisti Collettivo StartUp Amelia Alba Argenziano; Arte-mide; Beppe Bertinetti; Lucia Bianco; Maurizio Burco; Susy Cagliero; Peppe Caldarella; Laura Cerfeda; Maurizio Filippi; Riccardo Fissore; Bruno Gallizzi; Davide Giuva; Nicoletta Nava; Lorena Pellegrino; Barbara Pierno; Diego Pomarico; Federico Rivetti; Fabrizio Roccatello; Francesco Tararà; 

Artisti ospiti: Stefano Bressani; Mario Giammarinaro; Daniel Mine; Maurizio Roasio; Bruno Stizzoli. 

Organizzazione: Sabrina Sottile Eventi d’Arte Associazione Culturale; B52 Communication; Fabrizio Fitz 


Inaugurazione: mercoledì 6 novembre ore 17,00 

Biblioteca Nazionale Universitaria 
piazza Carlo Alberto, 3 - Torino 
Lun-Ven 9-19, Sab 8-14

I ♥ COLLECTIONS





In occasione di Artissima 2013 la Pinacoteca Agnelli presenta la rassegna I ♥ COLLECTIONS, tre film sul collezionismo, provenienti dall’archivio dello Schermo dell’arte Film Festival di Firenze.


I film raccontano le incredibili storie di Herb & Dorothy Vogel, Albert C. Barnes e Igor Savitsky e il destino delle loro collezioni, passando dagli Stati Uniti all’Uzbekistan.

L'ingresso è libero e le proiezioni si tengono 8 , 9 e 10 novembre sempre alle 16.30 alla sala di consultazione della Pinacoteca Agnelli. I film sono in lingua originale sottotitolati in italiano.




Herb&Dorothy
http://herbanddorothy.com/
Herb Vogel era un semplice impiegato delle poste e insieme a sua moglie Dorothy, una bibliotecaria, sono riusciti a mettere insieme una delle collezioni di arte contemporanea più importanti degli Stati Uniti, costituita da oltre 2000 pezzi e valutata svariati milioni di dollari.



The Art of the Steal
http://www.youtube.com/watch?v=Rbxr2SIPwgc  

racconta come il potere politico e gli interessi economici abbiano calpestato la visione di un uomo, Albert C. Barnes  e la sua eredità. che interessi ci possono essere dietro a una straordinaria collezione di opere del XIX e del XX secolo, valutata oltre 25 miliardi di dollari? 




The desert of Forbidden art
http://www.desertofforbiddenart.com/
è la biografia del pittore, archeologo e collezionista russo Igor Savitsky ha trascorso la sua vita a Nukus, in Uzbekistan, dove nel 1966 ha fondato e diretto il Nukus Museum, con opere dell'avanguardia russa salvate e dall’oblio e dalla censura negli anni del regime sovietico.


Herb Vogel era un semplice impiegato delle poste e insieme a sua moglie Dorothy, una bibliotecaria, sono riusciti a mettere insieme una delle collezioni di arte contemporanea più importanti degli Stati Uniti, costituita da oltre 2000 pezzi e valutata svariati milioni di dollari. The Art of the Steal racconta come il potere politico e gli interessi economici abbiano calpestato la visione di un uomo, Albert C. Barnes  e la sua eredità. che interessi ci possono essere dietro a una straordinaria collezione di opere del XIX e del XX secolo, valutata oltre 25 miliardi di dollari?  The desert of Forbidden art è la biografia del pittore, archeologo e collezionista russo Igor Savitsky ha trascorso la sua vita a Nukus, in Uzbekistan, dove nel 1966 ha fondato e diretto il Nukus Museum, con opere dell'avanguardia russa salvate e dall’oblio e dalla censura negli anni del regime sovietico.

Informazioni segreteria@pinacoteca-agnelli.it  | T 0110062008 - 0110063713
Pinacoteca Agnelli Via Nizza 230/103 Torino www.pinacoteca-agnelli.it 

Lo Schermo dell’arte è un progetto nato a Firenze nel 2008 dedicato all'esplorazione, all'analisi e alla promozione delle relazioni tra cinema e arte contemporanea. www.schermodellarte.org

Quando l’arte è tutta contemporanea - Flashback - Una esclusiva fiera fra antico e contemporaneo.




Presso l’elegante parco del Valentino, vicino al suggestivo castello, l’intima Palazzina della Società Promotrice di Belle Arti fra pochi giorni accoglierà una nuova e intrigate esperienze fieristica, si tratta di  “Flashback “ che si svogerà dal 7 al 10 Novembre.

Una nuova proposto per gli appassionati del bello. Un’immersione nella storia dell’arte proposta ai collezionisti più ricercati e attenti con un concept del tutto inedito, che scardina le regole consolidate del settore proponendo una veduta articolata fra presente e passato, vicino e lontano dell’arte, in uno spirito di ricerca globale.

Si tratta di un progetto che vuole offrire una visione a pieno raggio, che compre con opere selezionato, una visione dell’arte nella sua vastità e bellezza, senza vicoli di tempo e di gusto, perchè “l’arte è tutta contemporanea” come dice il motto, preso da una celebre frase di Gino De Dominicis, proposto dalle organizzatrici dell’evento, Stefania Poddighe e Ginevra Pucci.

Lo spazio, allestito dall’architetto Carlo Alberto de Laugier, con suggestioni dell’artista Alesandro Bulgini, ospiterà un ricercato gruppo di gallerie con una selezione di opere antiche e moderne. Esse sono trenta, eccovi l’elenco: Altomani & Sons (Milano, Pesaro), Benappi (Torino), Canelli (Milano), Capitani Art Consulting (Milano), Galleria Luigi Caretto (Torino), Galleria Michela Cattai (Milano), Mirco Cattai Fine Art & Antiques Rugs (Milano), Copetti Antiquari (Udine), Enrico Gallerie d’Arte (Milano, Genova), Galleria Del Ponte (Torino), Giordano Art Collection (Diano D'alba – CN), Kanalidarte (Brescia), Liberia Antiquaria Il Cartiglio (Torino), Longari Arte (Milano), Mazzoleni Galleria d'Arte (Torino), Mehringer - Benappi (Monaco, Torino), Lorenzo e Paola Monticone (Torino), Moretti Fine Art (Londra, Firenze, New York), Pio Monti Arte Contemporanea (Roma), Giuseppe Piva Arte Giapponese (Milano), Piva & C (Milano), Flavio Pozzallo (Oulx - TO), Robilant + Voena (Londra, Milano), Salamon & C (Milano), Santa Barbara Art Gallery (Milano, Spello - PG), Schreiber Collezioni (Torino), Secol-Art di Masoero (Torino), Vivioli Arte Antica (Genova).


Informazioni tecniche :
Sede: Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, via Balsamo Crivelli 11, Parco del Valentino
Date e orari: 7 - 10 novembre 2013 ore 12 – 21
Biglietteria: intero € 10, ridotto € 8, gratuito nei casi previsti dalla legge e con Abbonamento Torino Musei
Sito web: http://flashback.to.it

One Torino è l’innovativa iniziativa che la Fondazione Musei di Torino proporrà e che affronteremo nel prossimo articolo


05/11/13

IoEspongo + Home sweet home

Il 6 novembre l’Associazione Culturale Azimut presenta la doppia inaugurazione di IoEspongo XVI la finale e Home Sweet Home luoghi e volti della cultura in Piemonte presso l'Assessorato alla Cultura in via Bertola 34.
I tredici finalisti di IoEspongo sono: Ivan Bologna, Katja Fischer, Michele D.R., Salvatore De Donatis, Marta Mazynska, Debora Quinto, Erika Riehle, Silvio Riviezzo, Alchemò, Samuele Mollo, Daniela Berutti, Diego Pomarico e Roberta Baldaro
Home Sweet Home – Luoghi e Volti della cultura a Torino e in Piemonte è una mostra che nasce da un’idea dell’Associazione Azimut in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura stesso che ha chiesto a diversi fotografi piemontesi, di andare a svelare il dietro le quinte dei luoghi in cui si fa cultura.
Questi I fotografi partecipanti: Francesco Brugnetta, Davide Caterino, Andrea Cherchi, Fabrizio Esposito, Eloise Nania, Giulia Narcisi, Simona Negro, Massimiliano Sticca, Katarzyna Janina Kurdziel, Maria Vernetti

Extra Boom a The Others

Negli ultimi anni fra la consolidata Artissima, dal grande respiro internazionale, e Paratissima, evento più spontaneo e territoriale, si è formata The Others che ha mosso i primi passi, crescendo e diventando sempre più una interessante alternativa e un prezioso incubatore di novità.
Per cui aspettiamo con molto attenzione la terza edizione che dall’8 all’10 novembre sarà dedicata agli artisti emergenti, ampliata sul territorio  urbano.
Vediamo subito le importanti novità che The Others presenterà, con la direzione artistica di Olga Gambari e di un comitato scientifico formato da Roberta Pagani e Stefano Riba, la prima è la sezione denominata Extra, che si svolgerà nella settimana precedente l’apertura della fiera con l’intento di far crescere il territorio e amalgamarlo all’evento stesso che si svolgerà come di consueto presso l’ex carcere Le Nuove.
La seconda è BOOM! progetto che ha coinvolto gli espositore nel dare un titolo all’allestimento che presenteranno all’interno delle celle a loro riservate. Sarà una parola che amplierà la propositività dell’evento, atto a costruire e incrementare azioni concrete, riflessioni positive.
In tal modo si avranno due stimolanti iniziative unite in un percorso comune che completano e vivacizzano la realtà torinese. 


Resta invariata la formula della fiera, che la caratterizza come una piattaforma espositiva, unica nel suo genere, che consente di attrarre non solo gli addetti ai lavori e i collezionisti, ma un pubblico numeroso e variegato, con una significativa presenza giovanile.
I protagonisti di questa iniziativa ideata da The Others sono tutti gli operatori, profit e no-profit, che lavorano continuativamente su programmi dedicati a giovani artisti: gallerie nate dopo il 1 gennaio 2009 e, indipendentemente dalla data della propria apertura,centri no-profit, associazioni e fondazioni, collettivi di artisti o curatori, artist-run-spaces, progetti editoriali, premi d’arte, residenze per artisti, scuole e accademie d’arte, librerie che si occupano di arte, spazi di design giovane e autoprodotto, grafica d’artista che si incontrano a The Others per realizzare un focus sulla comunità globale dell’arte emergente e avere una significativa occasione di visibilità, di incontro e scambio di esperienze, contatti e progetti: confronti che sono alla base dello sviluppo di network professionali e attivatori di virtuose sinergie fondamentali per la crescita dell’intero sistema artistico contemporaneo.


Molto interessante poi la sezione dei premi sia tradizionali, come quello per il migliore progetto espositivo proposto dal magazine Rolling Stone.  Ma ci sono anche quelli del Premio Sarpi Bridge per opere dal taglio più industrializzato o il Premio Residenza IGAV per un artista under 30. Concludiamo con la dolcezza della gelateria Pepino che per festeggiare gli ottantacinque anni del gelato “Pinguino” offriranno un premio residenza a un giovane artista.
La sede, come si è detto anche quest’anno sarà l’ex carcere Le Nuove, che avrà un’area performing, allestita nell’affascinante teatro interno e che verrà deputata a incontri, presentazioni, performances teatrali e musicali, proiezioni video, musica dal vivo e dj set. Ci sarà un bar e punti ristoro organizzati negli ex laboratori che si affacciano sul giardino centrale.
Punto di forza poi l’apertura serale dalle 18 all’una.
sede: ex carcere Le Nuove, via Paolo Borsellino 3, Torino
periodo: 8-10 novembre 2013
orari: dalle 18.00 alle 01.00
ingresso: € 5
info-tel: 0039011850660


Il prossimo articolo sarà sulla grande novità di Flash-Back, un nuovo importante evento che amplia le possibilità di offerta del capoluogo piemontese.

A Great Symphony

In occasione di #C2C13 viene realizzata la colonna sonora della città: A Great Symphony For Torino.
Il progetto, attivo nelle aree sonore e sul sito dedicato dal 7 al 10 Novembre, verrà presentato in occasione di Alfa MiTo Club To Club attraverso un incontro con l’artista britannico Kode9, curatore dell’opera, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nel pomeriggio di sabato 9 novembre.
A Great Symphony For Torino è realizzato da Associazione Culturale Situazione Xplosiva per il British Council, l’ente britannico per le relazioni culturali, con il sostegno di Città di Torino e Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, in occasione di Alfa MiTo Club To Club e Luci d’Artista, nell’ambito di ContemporaryArt Torino Piemonte e Fondazione Torino Smart City.
Le composizioni di cinque giovani talentuosi musicisti locali e degli studenti del corso IED Sound Design danno vita a un’esclusiva colonna sonora per i più suggestivi luoghi di interesse storico e contemporaneo della città di Torino, sotto la direzione artistica del britannico Steve Goodman, in arte Kode9.
A Great Symphony è un’opera elettronica contemporanea capace di raccontare il ritmo della città e di coglierne il mood – dando vita attraverso la musica e la tecnologia ad un originale esperimento di “realtà aumentata”, che cerca un nuovo approccio agli spazi urbani.
I turisti e i visitatori, gli appassionati d’arte e musica così come gli abitanti della città di Torino potranno ascoltare la sinfonia nei giorni di Alfa MiTo Club To Club e Luci d’Artista fotografando con uno smartphone o un tablet uno dei QR Code disposti nelle rispettive aree. Le aree sonore saranno segnalate nella ‘A Great Symphony City Map’, mappa distribuita in grandissima tiratura presso i luoghi che ospitano Alfa MiTo Club To Club, Artissima e i luoghi strategici della Contemporary Week.

Questi i luoghi scelti e i rispettivi musicisti impegnati nella loro sonorizzazione:
Piazza Palazzo di Città: 2L8
Piazza Carignano: OOBE (Opal Tapes)
Polo Contemporaneo Lingotto c/o Stazione Metro // Oval // Passerella Olimpica: Vaghe Stelle (Astro:Dynamics)
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo // OGR: XIII x Sabla
Stazione di Porta Susa: IED Milano (studenti del corso di Sound Design coordinati da Painé Cuadrelli)
Monte dei Cappuccini: Kode9 (Hyperdub)

Al fine di rendere il processo creativo ancora più interessante, Kode9 ha stilato una manifesto al quale gli artisti coinvolti si sono dovuti attenere per realizzare le loro composizioni sonore. I musicisti hanno infatti dovuto realizzare i loro brani partendo esclusivamente da suoni ed effetti ambientali registrati nelle location stesse, nell’intento di catturarne l’atmosfera e l’essenza.
Dapprima disponibili per lo streaming soltanto dalle aree corrispondenti, nei giorni seguenti la Contemporary Week i brani diverranno fruibili liberamente dal sito ufficiale e dalla pagina Soundcloud dedicata al progetto.
Le singole tracce che vanno a comporre i brani verranno rese disponibili per il download al pubblico nell’ambito di un contest musicale: l’autore della rielaborazione più interessante verrà selezionato come autore di una delle tracce della prossima edizione di A Great Symphony, in un’operazione destinata ad ottenere forte risonanza sui media musicali specializzati e nella community internazionale degli appassionati del suono elettronico più innovativo.



Contemporary art tour - Londra, Parigi e ora Torino, il sistema dell’arte contemporanea giunge nell'antica capitale sabauda


Il tour europeo dell’arte contemporanea dopo avere toccato Londra e Parigi si conclude a Torino, che nella sua consueta veste multiforme, offre tantissime proposte e alcune novità nella prima settimana di Novembre.
Vediamole in una serie di articoli che usciranno nel nostro portale da oggi fino alla prossima settimana.
Iniziamo ovviamente da Artissima
Fra pochi giorni infatti inizia la ventesima edizione di Artissima, eccovi la panoramica generale, con le principali informazioni, per poterla fruire al meglio:
In questi anni rassegna è cresciuta moltissimo, caratterizzanodosi come uno dei luoghi più interessanti per conoscere le future tendenze dell’arte e riscoprire tanti aspetti dimenticati.
Conferma di questo traguardo il prestigioso riconoscimento internazionale dagli analisti di Skate’s Art Market Research di New York che la pongo al quinto posto tra le fiere più accreditate e importanti a livello mondiale.

La curatrice di Artissima 2013 è per il secondo anno Sarah Cosulich Canarutto che, coordinata con la Fondazione Torino Musei, ha guidato il progetto nel segno della ricerca creativa e nell’ allargamento dei confini geografici di riferimento, che si rafforzerà quest’anno con un’attenzione al Sud America e all’Asia.
L’evento è suddiviso in cinque sezioni, in cui son presentate diverse tipologie di gallerie e proposte, quest’anno ci saranno 190 gallerie (130 straniere e 60 italiane), provenienti da 38 diversi paesi, di cui 12 nuove rispetto alla scorsa edizione della Fiera.
 - Main Section, le gallerie consolidate, 108 gallerie (42 italiane, 66 straniere) provenienti da 27 paesi (Arabia Saudita, Austria, Azerbaigian, Belgio, Brasile, Cile, Cina, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Israele, Italia, Marocco, Olanda, Polonia, Portogallo,  Russia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Ungheria). 
 - New Entries, le gallerie giovani e in crescita, 27 gallerie (4 italiane, 23 straniere) provenienti da 14 paesi (Albania, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Guatemala, Italia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Spagna, Stati Uniti, Svizzera).  Una giuria internazionale assegnerà durante la fiera il premio Guido Carbone alla galleria della sezione New Entries ritenuta più meritevole per il lavoro di ricerca e promozione di giovani artisti e per la presentazione progettuale dello spazio ad Artissima.  La più stimolante vincerà il Premio Guido Carbone New Entries.
 - Art Editions  sedizione dedicata alla stampa e ai multipli
 - Present Future  una serie di proposte nuove selezionate con un comitato di cinque giovani curatori internazionali, coordinati da Luigi Fassi, che proporranno progetti di 24 artisti, presentati da 25 gallerie (5 italiane, 20 straniere) provenienti da 12 paesi (Austria, Emirati Arabi Uniti, Filippine, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Malesia, Olanda, Stati Uniti, Turchia).  La illycaffè metterà a disposizione il premio illy Present Future che offre all’artista vincitore l’opportunità di una mostra negli spazi del Castello di Rivoli da inaugurarsi in concomitanza con la successiva edizione di Artissima.
 - Back to the Future un ripensamento agli artisti dei recenti decenni, con 30 gallerie (6 italiane, 24 straniere) provenienti da 12 paesi (Argentina, Austria, Canada, Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Polonia, Portogallo, Romania, Stati Uniti) con i lavori di 32 artisti.

Ci sarà anche Con/TEXT il bookshop di Artissima, con i più importanti magazine del settore e il Book corner, uno spazio dove assistere alle presentazioni in anteprima di libri e cataloghi d’arte.
Novità il Premio acquisto Ettore Fico, che sarà assegnato a un artista scelto tra quelli esposti ad Artissima, col fine di ampliare la collezione del Museo Ettore Fico di Torino.
Altra novità i Walkie Talkies una serie di informali conversazioni tra curatori internazionali che anziché svolgersi in un luogo specifico si snoderanno negli spazi della fiera.
Si confermano gli
- Art Talks/ Meeting Point area riservata alla presentazione di progetti, conversazioni e dibattiti
- Musei in mostra   un grande spazio per i musei, fondazioni e istituzioni pubbliche e artistiche del territorio, con relativi workshop, laboratori, incontri, tavoli di confronto aperti a giovani, famiglie e operatori culturali.

Istituzioni Partecipanti  Accademia Albertina delle Belle Arti, Associazione Artegiovane, Barriera, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, CeSAC Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, Città di Torino, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, Collezione La Gaia, Compagnia di San Paolo, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, Fondazione Merz, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Spinola Banna per l’Arte, Fondazione 107, Fondo Giov-Anna Piras, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Museo Ettore Fico, PAV Parco Arte Vivente, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Provincia di Torino / Eco & Narciso, Regione Piemonte, Resò. 

Anche quest’anno l’evento si svolge nel luminoso Oval, posto accanto al Lingotto Fiere dall’8 al 10 Novembre.
Nel prossimo articolo tratteremo di The Others al suo terzo anno di attività, ricca di tante elettrizzanti sorprese.

04/11/13

Alfredo Jaar, Abbiamo amato tanto la rivoluzione,


Dal 5 novembre la Fondazione Merz presenta nei propri spazi espositivi Alfredo Jaar. Abbiamo amato tanto la rivoluzione, una grande mostra personale di un indiscusso protagonista dell’arte di oggi, a cura di Claudia Gioia.

Rappresentante del padiglione cileno alla 55 Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e artista scelto per l’edizione 2013 della rassegna di arte pubblica torinese Luci d’Artista, Alfredo Jaar (Santiago del Cile, 1956) fa suo l'ottimismo della volontà e con determinazione, da anni, sollecita all'autoconsapevolezza e alla responsabilità verso il mondo e quello che accade. Il suo lavoro e ricerca artistica toccano le corde dell'emozione, conoscono la poesia e poi arrivano diritti all’obiettivo.


Per la Fondazione Merz Alfredo Jaar ha ideato un nuovo progetto giocato sul concetto di riflesso e di riflessione che, nel solco del suo interesse per la relazione tra cultura e vita democratica, interroga il senso della memoria e dell'impegno politico degli anni Sessanta e Settanta, non per commemorare, ma per tornare a promuovere la cultura come fattore di cambiamento.
La mostra, composta da circa 60 opere, ha inizio con una grande installazione costituita da milioni di pezzi di vetro e specchio che coprono quasi interamente il pavimento della Fondazione. Lo spettatore, camminando su una distesa riflettente di macerie che è anche spazio della memoria, è invitato a ripensare ai momenti difficili della storia collettiva, e allo stesso tempo si ritrova a compiere un esercizio di conoscenza di se stesso. Ciò che rimane degli insegnamenti della storia, diventa la base per una rinascita e nuova spinta culturale.
In un secondo spazio Jaar orchestra un dialogo con un’opera di Mario Merz del 1970 intitolata Sciopero generale azione politica relativa proclamata relativamente all’arte, riportandola al tempopresente attraverso una nostalgica e poetica messa in scena.
Nel percorso infine alcune pareti della Fondazione si coprono interamente di lavori realizzati da Alfredo Jaar a partire dai primi anni Settanta fino ad alcuni ideati appositamente per la mostra.
Opere dedicate ad Antonio Gramsci, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Ungaretti, alla denuncia delle dittature in America Latina e all'impegno politico degli anni Sessante e Settanta, si combinano con altre di artisti come Mario Merz e Alighiero Boetti, Luis Camnitzer, Valie Export, Hans Haacke, On Kawara, Yves Klein, Joseph Kosuth, Piero Manzoni, Fabio Mauri, Cildo Meireles, Yoko Ono, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Gerhard Richter, Nancy Spero, Lawrence Weiner che con il loro percorso non hanno e non smettono mai di interrogare il mondo.
In occasione della mostra è previsto un catalogo con un testo critico di Claudia Gioia, una poesia inedita di Nanni Balestrini del 1969 e un’intervista all’artista di Luigi Fassi

Titolo: ALFREDO JAAR. Abbiamo amato tanto la rivoluzione
Artista: Alfredo Jaar
Date: 5 novembre 2013 – 2 febbraio 2014
Luogo: Fondazione Merz, via Limone 24, 10141 Torino
A cura di: Claudia Gioia
Inaugurazione: lunedì 4 novembre 2013 ore 19
Orari: martedì-domenica 11-19
Biglietti: € 5,00 intero, € 3,50 ridotto (studenti, gruppi organizzati min. 10 persone)
Gratuito: bambini fino a 10 anni, maggiori di 65 anni, disabili e ogni prima
domenica del mese
Info: tel. 011.19719437 www.fondazionemerz.org - info@fondazionemerz.org

02/11/13

Il fascino della Persia


La Persia a Zurigo nella stupenda mostra del Museo Rietberg, se siete in zona non perdetela!


Baroque Europe’s artistic engagement with Persia, Safavid Persia’s reception of European paintings and prints, and contemporary works from Tehran, some of them produced specifically for this show, are the three supporting pillars of this exhibition. The past that they reveal sheds a fascinating light on the present.


Four hundred years ago Europe and Persia, today’s Iran, began to inch closer — politically, economically, culturally and artistically. Europe dispatched trading companies and religious orders; the shah sent his ambassadors. Rubens drew inspiration from Persian miniatures; Muhammad Zaman created works after the Italian and French painters Guido Reni and Jacques Stella. Polish nobles appropriated Persian styles of dress; Persian artists discovered the nude as a motif. Occident and Orient were fascinated by their respective otherness; each made its mark on the other.


Cross-cultural exchange is now a global phenomenon. Biennials all over the world assemble works of art from east, west, north, and south, including from Iran. The seven Iranian artists from Tehran represented here appropriate elements from Iran’s past while commenting on today‘s realities. Their works turn on much deeper questions and hence are universally understandable.