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13/09/09

PH2O Arte (pulce d'acqua arte )




Si tratta di un progetto artistico-culturale, ideato da Olivero Domenico, un’opera che si può definire multimaterica, sicuramente fortemente concettuale.
Nel 1996 il progetto P.H2O Arte si sviluppa come piccolo luogo di sensibilizzazione e "palestra" per appassionati d’arte contemporanea, autofinanziandosi in un’ottica no-profit; voleva essere un luogo d’aggregazione, incontro, conferenze, ricerche, esposizioni; cataloghi…

It concerns an artistic-cultural project, conceived by Domenico Olivero, a work that can be defined of many materials, surely strongly conceptual.
In 1996 the P.H2O Arte project was developed (a self-production, no-profit space). In that place it was possible to present all forms of art; expositions, installations, research workers, conferences, books, catalogues and more…

Tomorrow art?

The art doesn't have to gratify the public just with the purpose to justify itself, as wellas the science wouldn’t try new ways not to upset the society. We need to push ourselves over the general consensus and create new works for a new world. Only an artist free from market conditionings of a and popular consensus can innovate and develop himself, and with him the collectivity who will sustain his intents. The culture evolves itself only where people can go besides the common place and grow it in new spaces with new methodologies. Today the task is up to the artist, and perhaps also the duty to pick up the shreds of the present to build a new future.

L’arte occasionale

L’Arte uscita dal funzione storica della rappresentanza dei poteri forti e lasciati i suoi usi paesaggistici intreccia nuove forme fra le sperimentazioni tecniche, le considerazioni sulla complessa socialità umana e ripensa agli spazi in modo dinamico. Spesso ripescando dal passato e riorganizzando al presente le tradizioni etnico/sociali viste con nuove riflessioni.

Inizialmente si riteneva che tali modi operassero sui margini del mondo ma ora siamo sempre più consapevoli di attraversare una fase plastica in cui si amalgamano diverse forme e idee, soprattutto casuali. L’arte sposta le centralità delle prassi conosciute, rinunciando a creare nuovi perni ma sviluppandosi in forme inorganiche, amorfe, dove tutto risulta precario, in trasformazione o in una continua emergenza. I luoghi specifici perdono la loro rilevanza e vengono secondarizzati. Per cui ogni spazio può essere al contempo centro o lato di un contesto. Non si può più razionalizzare, in quanto si è preso coscienza che non esistono autentici ordini, questi erano una parziale visuale del mondo, la natura non ha forme definite e classificabili come abbiamo sempre idealizzato per difendere la nostra insicurezza esistenziale, assetto usato per semplificato il nostro uso e consumo del globo. Dopo una forte attenzione al corpo umano e alle sue interazioni sui contatti umani, molti artisti si sono distanziati dal proprio se per guardare al noi che incredibilmente pulsa e ci travolge.

Spesso l’arte viene usata come elemento calamitatore di pubblico, rischiando in tal modo di essere null’altro che un elemento pubblicitario o banale consumo, finendo per confondersi con tutti gli altri oggetti che popolano la nostra routine e come essi vengono gestiti, ma se così non fosse avrebbe qualche speranza di esistere. La sua autenticità è un’altra funzione, è uno sviluppo tra gli interstizi del vivere quotidiano, che ha un suo percorso spontaneo, semplice. Vive di uno evoluzione occasionale quasi naturale, senza eccessive strategie ed obiettivi, ma che sa cresce e consolidarsi.

C'era



C’era
Performance artistica di Domenico Olivero
Alla Fondazione Peano
Titolo:
“C’era”
Data:
23/06/2001.
Giorno d’inaugurazione:
23/06/2001 dalle ore 21,00 alle ore 23,00.
Espone:
C’era” 19 candele e 1 scultura, di Domenico Olivero.
Presentazione:
Nella serata del 23/06/2001 si svolgerà presso la Fondazione Peano, che ha per scopo la promozione della scultura e l’inserimento dell’arte nell’ambiente naturale, una performance artistica di Domenico Olivero.
Questa performance sara’ realizzata con un “candisuar” in rame dentro cui 19 candele, di formati e dimensioni diverse, si consumeranno lentamente. Durante l’accadimento saranno inseriti alcuni oggetti, donati da amici che creeranno, al solidificarsi della cera fusa, una scultura.
Commento:
Nel passare del tempo restano solo le nostre memorie.
Il tempo consuma il nostro vivere, di noi poche cose rimango; solo i piccoli avvenimenti, gli attimi d’incontro con altre identità che si fondono col nostro esistere e forse lasciano fragili tracce.
Indirizzo:
Fondazione Peano
Corso Francia, 47, 12100 Cuneo
Tel/fax 0171-603649





C’era
Domenico Olivero’s performance at
Peano’ Foundation of Cuneo
Title
“C’era”
Date:
23/06/2001.
Opening day:
23/06/2001 21,00 - 23,00.
Exhibithion
C’era” 19 candles and 1 sculpture, of Domenico Olivero.
Presentation:
Saturday evening, on June 23th, 2001, an "unusual artistic performance" by Domenico Olivero will take place at Foundation Peano, which has as main goal is the promotion of sculpture and integration between art and natural environment.
A traditional copper vessel named "candisuar" will be used, and 19 candles will slowly burn in it, each one with its own shape and size.
During the happening some objects, given as gifts by some close friends, will be inserted into the vessel. They will join in bringing a new sculpture to life, as soon as the wax starts solidifying again.
Comment:
As time goes by, only our memories don't get lost.
As time goes by, it exhausts our existences, only a few things it spares; those things are just little events, when distinct identities meet one another... those moments become one and the same with our existence and maybe they only leave a faint trace.
Address:
Fondazione Peano
Corso Francia, 47, 12100 Cuneo
Tel/fax 0171-603649



01/09/09

Langhe e Colori

Con l’arrivo del mese di Settembre le Langhe si accendono dei colori autunnali e di un ricco programma di eventi da quelli gastronomici a quelli più artistici. Sono tantissime le mostre che in queste settimane hanno preso avvio e dureranno fino alle porte dell’inverno nei diversi paesini del buon vino. 

Fra le più interessanti al Castello di Barbaresco c’è “Ars in Vinum” realizzata per festeggiare i 150° anniversario della nota cantina Gaja, si tratta di una raccolta di interessanti opere di arte contemporanea proposte in collaborazione con la Fondazione Giovanna Piras. Mentre a Dogliani, in contemporanea alla 70° sagra del Dolcetto, è in corso “Einaudi sognava tutta l’Italia come Dogliani” , presso il Museo Ex Voto, in cui si ricorda con fotografe e documenti i soggiorni doglianese di Luigi Einaudi. 

Come sempre a Cherasco sono diverse le mostre nelle tante chiesette riadattate a luoghi espositivi oltre al bellissimo Palazzo Salmatoris in cui sono proposte le opere di Raffaele De Grada con il suo naturalismo moderno. Accanto la galleria Evvivanoè propone “Storie delle colline - Le Langhe e il Roero attraverso pittura, fotografia, grafica, scrittura” un mostra collettiva con opere di Leslie Alexander, Carlo Avataneo, Coco Cano, Mauro Fissore, Joy Moore e Piero Rasero. 

Anche la Morra presenta diverse opere d’arte distribuite fra cantine e spazi privati, fra le tante segnalo quella del fossanese Gianni Mana presso la Cantina Comunale. Concludiamo questo divertente giro con Bra, presso il palazzo Mathis, con una piacevole antologica su Romano Reviglio.

19/08/09

London summer 2009



In una estate discreta la città di Londra propone come sempre tantissime mostre ed eventi culturali. L’arte contemporanea poi pare una delle cose che più rallegra e diverte, in particolare quest’anno che l’artista inglese Antony Gormley ha realizzato il progetto Oneandotheer per il famoso quarto pilastro di Trafalgar Square. Cioè ha realizzato una partecipazione libera a tutti ad occupare questo pilastro per un’ora, invitando tutti a iscriversi al sito http://www.oneandother.co.uk/ da cui si viene scelti. Se vi sbrigate e sarete a Londra, c’è ancora spazio per partecipare alla selezione di ottobre. Molto interessante e bello vedere come la sinergia fra diversi media (sono state fatte le cose in grande per questa iniziativa coinvolgendo giornali, tv e internet) abbia reso molto vasta l’attenzione per questo evento artistico, che scivolando nello spettacolo rende tutto più fresco e autentico l’attenzione all’arte contemporanea, mica come certi eventi italiani sempre così barbosi, ufficiali e con i soliti quattro gatti a cui più nessuno crede tanto.


Accanto la National Gallery offre due stupende mostre “Tiziano, il trionfo dell’amore” e “Corot to Monet’. Dietro alla Portrait Gallery oltre all’annuale concorso una interessante mostra sulle Icone Gay in cui personaggi omosessuali noti della cultura inglese (dal cantante Elton John a Ian Mc Kellen) hanno scelte alcune delle figure più interessanti da cui hanno tratto ispirazione o semplice ammirazione, per cui vengono proposte figure come Alan Hollinghurs, Ben Summerskill o la più nota Virginia Woolf . In questo museo salite all’ultimo piano e andate nel bel ristorante da cui si gode uno delle più belle vedute di Londra.


A sud la Tate Britain propone con la Duveens Commission l’artista Eva Rothschild che ha realizza un’ampia scultura filiforme nel cuore dell’edificio. Più noiosetta la mostra su Richard Long, che oramai si trova bloccato nel suo ripetersi compulsivo. Più interessante il lavoro documentaristico in forma di film ideato da Duncan Campbell su Bernadette Devlin, stupenda poi la mostra che durerà fino al 2012 dedicata a Turner dal titolo “colori e linee” che permette in una forma didattica semplice e dinamica di conoscere e affascinarsi alle tecniche del grande artista inglese.


Prendendo un battello si attraversa il Tamigi e si giunge alla sorella più giovane, la Tate Modern, che presenta al primo piano una discreta mostra sul Futurismo e una più mediocre su Per Kirkeby.


Se fa ancora bello potete rilassarmi nel parco di Hyden Park e passare a vedere alla Serpentine il padiglione estivo che quest’anno è una tettoia, molto leggera e per nulla accogliente. Si tratta dell’opera architettonica proposta da Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa gli stessi del New Museum di New York e sempre da New York arrivano le opere di Jeff Koons, che si possono benissimo evitare trovando maggiore soddisfazione e bellezza nelle diverse mostre della Victoria and Albert Museum a sud del parco, molto bella quella sulla prima edizione del Jameel Prize, che parla della tradizione contemporanea artistica islamica.


Se invece vi trovate dall’altra parte, in zona nord-est accanto alla Torre di Londra, passate alla rinnovata Whitechapel dove c’è anche Patrizio Di Massimo con un lavoro documentativo sul film “il leone del deserto “ di Mustapha Akkad realizzato nel 1981 e mai proposto in Italia, visto la dura critica alla nostra colonizzazione in Africa, e questo potrebbe farci capire qualcosa del nostro rapporto con la Libia.



Fra le tante gallerie non possiamo che citare la bella mostra nelle due sedi della White Cube sui sempre freschi Gilbert & George e negli incredibili nuovi spazi della Haunch of Venison l’antologica su Keith Coventry e l’istallazioni di Tarat-Tarat. 

01/06/09

“British Renaissance” da Sensation alle collezioni Saatchi

 Più mercato per l’arte !?!

Tema di questa serata la mostra “Sensation” che, a due anni dalla medesima esposizione a Londra, sta ripetendo il gran successo di pubblico e di media nella città di New York.

In particolare le opere più “blasfeme” hanno avuto il dovuto risalto da parte delle forze sociali più conservatrici, a capo di tutti i Sindaco della città nell’ennesima crociata all’arte “degenerata”.

Ma fino a che punto tutto ciò è autentico, già sapendo che il curatore di questa mostra è un personaggio come Saatchi (proprietario di una delle più grandi agenzie pubblicitarie al mondo) ci fa sospettare che sia tutto collaudato (come, infatti, e già successo a Londra l’anno prima); che sia più un’abile trovata per vendere una serie d’artisti che probabilmente nessuno guarderebbe, visto la bruttura delle opere e la poca originalità degli artisti.
Sempre di più diventa difficile poter capire dove sia l’Arte, dove vi sia una vero lavoro di ricerca e di sensibilità che esprima veramente la nostra contemporaneità

Questa mostra come tante altre, vedi il caso della Biennale di Venezia, sono ad uso d’abili galleristi, che investono ingenti somme di denaro che devono in breve tempo rivalutarsi, pure azioni di mercato (com’esempio calza molto bene il parallelo con il mondo della canzone). Artisti messi sotto contratti esclusivi in modo da garantire la riuscita dell’operazione sul mercato mondiale. Si costruisce una serie d’opere originali, se creano “polemica” ancora meglio, e si butta in pasto ai media che fanno da cassa di risonanza.

E dopo aver aperto in Spagna una serie di supermercati dell’arte, Barcellona e Madrid, una società prova ora a Milano il suo primo negozio/galleria all’ingrosso, con carrellino per la spesa, dove poter comprare oggetti d’arte unici.

Ma l’arte dov’è?

19/05/09

Campovisivo - le azioni visibili del quotidiano


Ha avuto un ampio consenso di pubblico e critica la prima rassegna “Campovisivo - le azioni visibili del quotidiano”, ideata da Stefano Venezia e Domenico Olivero, che si è svolta presso Casa Delfino a Cuneo dal 7 al 17 Maggio. Si è trattato di un percorso d’incontri sull’arte contemporanea, iniziato con le storiche dell’arte Ida Isoardi e Fulvia Giacosa, che hanno trattato della funzione di rinnovamento che l’arte ha portato avanti in questi ultimi decenni. Sono poi intervenuti due noti curatori nazionali, Giorgina Bertolino e Claudio Cravero, che hanno condiviso, col folto pubblico partecipe, la loro diretta esperienza di produzione e sviluppo di un’arte contemporanea dinamica e “sociale”. 

Perché partendo proprio dal titolo di Campovisivo, quindi di luogo/spazio del guardare, si è voluto trattare del nostro territorio che ha un grande potenziale da coordinare e proporre con maggiore qualità. Una ricca storia mediovale-barocca è forse la cifra più significativa di questo patrimonio artistico-culturale. Patrimonio che però risulta statico e “dimenticato”. Il presente poi pare che fatichi a trovare una sua identità. E mentre il resto del mondo cresce e sempre più investe e sa rendere l’arte motore di sviluppo, noi che abbiamo già questo ricco e pregiato patrimonio, lo lasciamo svalutarsi. Per cui risulta urgente creare una volontà di crescita e cooperazione che in questi tempi di cambiamento è necessaria ed urgente. 

Positivamente prendiamo spunto da progetti sociali come quello delle Committenze a Mirafiori, in cui l’arte agisce costruttivamente sul territorio, quindi non solo bellezza ma anche “funzione”, o a progetti di valorizzazione come Eco-Narcisio, in cui i musei del territorio vengono riattivati con azioni artistiche che riportano all’attenzione la loro mansione di memoria ma anche di realtà di trasformazione e crescita. Proprio l’aspetto dell’uso artistico visto in una visione “produttiva” e “promozionale-turistica” risulta completamente dimenticata dal nostro territorio, anche se alcuni interessanti tentativi sono stati realizzati, viene in mente “Le vie del sale” in alta langa o il progetto dello scorso anno realizzato dal Marcovaldo in valle Stura, ma funestato da un clima astioso. 

Pensiamo anche a progetti privati come il TAG di Torino, gruppo di gallerie di arte private che hanno fatto sistema con le strutture culturali torinesi (musei, gallerie pubbliche), la Fondazione Ceretto che rinnovando la Cappella di Santa Maria delle Grazie a La Morra, coinvolgendo gli artisti Sol Lewitt e David Tremelat, o il più recente caso del Coniglio Rosa dei Gelatin, un gruppo di artisti viennesi di fama mondiale, proposto dal gruppo Artesina-Mondolé-sky. Tutte queste azioni hanno avuto un’attenzione internazionale portando promozione, turismo e possibilità di sviluppo. Altri eventi ci vengono anche dalla tradizione artigianale, ad esempio quello che recentemente ho conosciuto a Faenza delle Ceramiche Zauli che hanno realizzato un rinnovamento artistico, con annuali workshop artistici curati da noti artisti contemporanei, che stanno nuovamente dando vita alla tradizione storica della ceramica che si era sempre più incanalata in un percorso di marginalità. L’arte quindi anche come motore e luogo di ricerca, sviluppo economico in ambito artigianale produttivo.

Questa breve panoramica ha portato ad attivare, grazie a questa iniziativa, un forum delle associazioni artistico-culturali che con un intento di comunità e cooperazione vogliono rendere dinamica la realtà artistica e proporsi costruttivamente. Creando così un’incontro fra energie con la realtà pubblica e quella privata più ricche e volenterose di guardare al domani, positivamente.

Con queste premesse Campovisivo si proporrà il prossimo anno come promotore di un grande evento culturale che abbraccerà tutte queste realtà.



Ornella Calvetti 

01/05/09

Il pesce di O'Gehry

Questa serata si sposta la nostra curiosità al mondo dell’architettura e sui lavori che diventano opere d’arte.

abbiamo iniziato con un’ampia panoramica di carattere storico guardando alle 7 meraviglie del tempo antico (la Sfinge, i giardini pensili di Babilonia, il faro di Alessandria....) per arrivare fino al nostro secolo alla Tour Eiffel, nato come veicolo pubblicitario per reclamizzare l’acciaio, rimasta nel tempo diventando un’opera artistica. Per questi ultimi cento anni dedicheremo una piccola attenzione ad A.Gaudì per la sua fantasia costruttiva, Sant’Elia e le sue città futuriste, a Hunterwaasser con la sua casa ecologica a Vienna, alla Bahaus con il razionalismo artistico, concludendo con il recente museo di Bilbao; tutte strutture che hanno superato il semplice bisogno abitativo per diventare esse stesse opere artistiche.

Osservazioni su come molti artisti hanno cercato di diventare architetti creando singolari opere; come è successo con Philippe Stack in Giappone o con S.Dalì in Spagna; o come alcuni pittori hanno collaborato con architetti (Botta con Cucchi per la chiesa di S.Giovanni  Battista di Mogno, o la “Stanza delle partenze” di E.Spaletti a Parigi e sempre collegato alla morte il progetto del cimitero di Burri).


Guarderemo anche agli interventi realizzati sulle strutture architettoniche già esistenti in modo da cambiarne i connotati e facendole diventare un’opera d’arte, ciò è stato realizzato lavorando con il colore (come fa Cruz-Diez) o con interventi , come il “piercing” come è capitato ad alcuni edifici del centro di Torino all’ultima biennale giovanile, o agli impacchettamenti di Christo .

Campovisivo - Fondazione Delfino


La Fondazione Casa Delfino è lieta di presentare la prima edizione della rassegna “CAMPOVISIVO – le azioni visibili del contemporaneo”, appuntamenti con l’arte del presente ideata da Stefano Venezia in collaborazione con l’artista Domenico Olivero dell’Associazione Art.ur.

Essi desiderano proporre una visione dell’arte aperta e dialogante, realizzando una serie di incontri e conferenze sul tema: “Arte=Ambiente”, argomento scelto come problema di grande urgenza sociale.

In questo periodo di grandi cambiamenti è stato selezionato il delicato tema della relazione fra l’arte e l’ambiente umano, sia nei suoi aspetti naturalistici che in quelli urbani, al fine di porre l’attenzione su una delle questioni più scottanti del nostro presente. Saranno quindi proposti i processi più costruttivi dell’arte contemporanea che agiscono nella realtà degli spazi pubblici e delle relazioni collettive, sia in modo estetico che in modo pratico, in una trasformazione e rivalutazione del contesto sociale, con un risalto sui complessi temi della presenza umana e delle sue dinamiche rappresentative.

La rassegna si svilupperà in una serie d’incontri per un totale di quattro appuntamenti che si svolgeranno nell’arco di due settimane, dal 7 al 17 Maggio 2009.

Ogni serata, il giovedì ed il venerdì, si svolgerà un incontro pubblico con relatore.

Per tutta la durata della rassegna, presso lo spazio espositivo della Fondazione Casa Delfino, sarà allestito un punto informativo sui diversi interventi che saranno realizzati. In questo luogo saranno raccolti tutti i documenti relativi alle diverse tematiche affrontate, sui diversi progetti in corso. Riviste, libri, materiale multimediale il tutto consultabile e reso disponibile per un maggior approfondimento sugli incontri.




Tempi e luoghi:

Gli eventi avranno luogo presso la sede della Fondazione Casa Delfino, in corso Nizza 2 a Cuneo.






Giovedì 7 Maggio ore 21 - La storia
Il primo appuntamento sarà con la critica d’arte Ida Isoardi e la storica dell’arte, insegnante presso il Liceo Artistico di Cuneo, Fulvia Giacosa. Esse presenteranno un inquadramento storico dell’arte e delle sue relazioni con l’ambiente, dal secondo novecento al nostro presente.



Venerdì 8 Maggio ore 21 - Un progetto
Nel secondo incontro, in cui interverrà il curatore Claudio Cravero, sarà approfondito il progetto intitolato PAV - Parco Arte Vivente, realizzato recentemente a Torino dall'artista Piero Gilardi. Contenitore e contenuto, il PAV è un centro di sperimentazione artistica sull’arte del vivente, vale a dire sugli sviluppi in termini di relazionalismo e biopolitica di quella che, solo quattro decenni fa, veniva chiamata Land Art o Art in Nature.



Giovedì 14 Maggio ore 21 – Il territorio
Serata conviviale aperta al pubblico, coordinata dall’ artista Domenico Olivero e dal curatore della rassegna Stefano Venezia, in cui si dibatterà sulle realtà del territorio cuneese. Alla serata saranno invitati tutti gli operatori culturali, artisti, curatori e critici della provincia.


Venerdì 15 Maggio ore 21 – L’arte per lo spazio pubblico
A chiusura della rassegna, la storica e curatrice Giorgina Bertolino dell’associazione a.titolo, presenterà una serie di opere d’arte realizzate nello spazio pubblico secondo modelli di progettazione partecipata che hanno coinvolto gruppi di cittadini. L’intervento sarà dedicato al progetto Nuovi Committenti, realizzato a Torino nel quartiere Mirafiori Nord, e al Laboratorio Artistico Permanente sperimentato in alcuni Comuni della provincia torinese.


Dati Tecnici:
Titolo rassegna : “CAMPOVISIVO”
Promotori: curatore Stefano Venezia e l’artista Domenico Olivero.
Luogo: Fondazione Casa Delfino Corso Nizza 2 - Cuneo.
Organizzazione: Fondazione Casa Delfino e Associazione Art.ur.
Inaugurazioni: Giovedì 7 Maggio 2009 alle ore 21.00
Data: dal 7 al 17 Maggio 2009 orario secondo le date degli eventi.
Blog del progetto http://campovisivocuneo.blogspot.com/
Ingressi Liberi.