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Visualizzazione post con etichetta Cuneo. Mostra tutti i post
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25/12/23

Lorenzo Lotto e Pellegrino Tibaldi a Cuneo



Grazie alla collaborazione fra la Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo il Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo ospita la mostra "Lorenzo Lotto e Pellegrino Tibaldi - Capolavori dalla Santa Casa di Loreto" aperta fino al  17 marzo 2024.

 Si tratta di un interessante progetto espositivo  che consolida la collaborazione tra Fondazione CRC − da sempre attiva nel sostegno e nella promozione di attività culturali finalizzate ad accrescere il ruolo e la riconoscibilità del territorio cuneese come centro di produzione artistica − e Intesa Sanpaolo − che con il Progetto Cultura esprime il proprio impegno per la promozione dell’arte e della cultura nel nostro Paese – dando seguito a quanto realizzato congiuntamente con l’esposizione I colori della fede a Venezia: Tiziano, Tintoretto, Veronese, che si è conclusa ad aprile scorso con un grande successo di pubblico e di critica.

 


La nuova iniziativa espositiva presenta sette dipinti di Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 – Loreto, 1556), costituenti il cosiddetto “ciclo lauretano” del pittore, disposti quando egli era ancora in vita presso la Cappella del Coro della chiesa di Santa Maria di Loreto, e due affreschi strappati e portati su tela di Pellegrino Tibaldi (Puria, 1527 – Milano, 1596), originariamente realizzati per la Cappella di San Giovanni della stessa chiesa lauretana. Tutte le nove opere in mostra provengono dal Museo Pontificio Santa Casa di Loreto.

Da rimarcare, tra le opere di Lotto in mostra, il San Michele scaccia Lucifero, presentato per la prima volta al pubblico dopo un restauro conclusosi nel settembre di quest’anno, e Adorazione del Bambino, restaurata nell’ambito di Restituzioni 2016, il programma di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio del Paese promosso e curato da Intesa Sanpaolo.

La mostra intende proporsi come occasione per indicare nuovi percorsi di ricerca in merito alle possibili reciproche influenze tra Lotto e Tibaldi, due artisti di differente cultura, visto il pur breve periodo condiviso dai due nel cantiere lauretano, indagato solo di recente. Uno sguardo alla bibliografia relativa alle opere realizzate da Pellegrino Tibaldi per il Santuario della Santa Casa e alla sua presenza a Loreto tra il 1554 e il 1555 permette di notare subito come questa, per quanto sufficientemente ricca, non presenti studi specifici sulla compresenza in quegli stessi anni nel cantiere lauretano di Lorenzo Lotto.

 


“Un nuovo evento di grande valore per la provincia di Cuneo: il complesso monumentale di San Francesco ospita per quattro mesi i capolavori di due maestri del Rinascimento, Lorenzo Lotto e Pellegrino Tibaldi. Un percorso espositivo unico che porterà idealmente i visitatori all’interno della Basilica di Loreto, per cui furono realizzate le opere esposte” dichiara Ezio Raviola, presidente della Fondazione CRC. “Dopo il grande successo ottenuto dall’esposizione dedicata a Tiziano, Tintoretto e Veronese, conclusa lo scorso aprile, questo appuntamento suggella la collaborazione tra Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, nell’ottica di accompagnare e sostenere la crescita del nostro territorio provinciale”.

Gian Maria Gros-Pietro, Presidente Intesa Sanpaolo, commenta: “Questa nuova collaborazione con la Fondazione CRC è la conferma del solido rapporto con una delle più rilevanti fondazioni di origine bancaria italiane. È consuetudine della Banca unire le proprie forze a quelle delle Fondazioni azioniste per realizzare progetti utili a rafforzare lo sviluppo economico, sociale e culturale sul territorio. La mostra che inauguriamo oggi va esattamente in questa direzione, con l’esposizione di straordinari capolavori dei maestri del Rinascimento, uno dei quali – l’Adorazione del Bambino di Lotto - è stato restaurato nell’ambito di Restituzioni, il programma di Intesa Sanpaolo per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio del Paese”.

 


Lorenzo Lotto, dopo periodi trascorsi tra Roma, Bergamo, Venezia e Ancona, si trasferisce definitivamente a Loreto, per farsi oblato e diventare il pittore di un Santuario che, grazie alla presenza della reliquia della casa di Maria di Nazareth, rappresentava in quel tempo di dure dispute religiose il più importante baluardo della cristianità in Europa, dopo Roma. Di proprietà pontificia il Santuario di Loreto era diventato dagli ultimi decenni del Cinquecento un vero e proprio cantiere nel quale i Papi avevano deciso di chiamare per realizzare grandi opere alcuni dei più grandi architetti, pittori e scultori dell’epoca, come Bramante, Giuliano da Maiano, Giuliano da Sangallo, Baccio Pontelli, Luca Signorelli, Melozzo da Forlì e Sansovino.

Giunto a Loreto con un buon numero di dipinti e disegni rimasti invenduti nella lotteria di Ancona del 1550, il governatore della Santa Casa di allora, Gaspare de’ Dotti, chiese a Lotto la realizzazione di alcuni dipinti per la Cappella del Coro della Chiesa di Santa Maria, come veniva chiamata allora quella che poi diventerà la Basilica. Per dare vita al “ciclo del Coro”, ricostruito nell’allestimento realizzato nel 2018 all’interno del Museo Pontificio di Loreto, Lotto utilizzò, adeguandone le misure, cinque delle opere che aveva portato da Ancona, cui aggiunse i due soli dipinti che realizzò presso il Santuario durante gli ultimi anni della sua vita. Le sette opere lottesche - Adorazione dei Magi, Presentazione di Gesù al Tempio, Il Battesimo di Cristo, Il sacrificio di Melchisedech, Adorazione del Bambino, San Michele arcangelo caccia Lucifero, Cristo e l'Adultera - furono trasferite dalla Basilica nel Palazzo Apostolico lauretano nel 1853. Da allora tutte le tele hanno subito plurimi e in più occasioni poco felici interventi di restauro, fino a quelli, anche recentissimi, che hanno cercato di recuperare il “vero” Lotto. In particolare, si segnala l’ultimo intervento, terminato nel luglio 2023, sul dipinto San Michele scaccia Lucifero: la mostra di Cuneo propone in forma inedita la bellezza ritrovata di un’opera lottesca di grande valore, anche per l’originalità con la quale il pittore ha scelto di trattare il soggetto.

 


Quando Tibaldi, che ancora non aveva trent’anni, raggiunse Loreto, il maestro veneziano, ultrasettantenne, malato agli occhi e forse senza voce, era impegnato nella realizzazione dell’Adorazione dei Magi e della Presentazione al Tempio. Nella mostra verranno presentati due affreschi staccati e riportati su tela di Pellegrino Tibaldi - Predica del Battista e Decollazione del Battista - che rappresentano storie della vita di Giovanni Battista, la Predica e la Decollazione, con l’intento di verificare se vi sia ravvisabile qualche suggestione lottesca nelle opere di Tibaldi.

 Se il rapporto Lotto-Tibaldi dà modo di raccontare un momento fondamentale della storia del Santuario di Loreto e insieme della storia dell’arte italiana, all’interno della mostra è altrettanto importante il richiamo alla presenza ancor oggi rilevante in Piemonte di manufatti testimonianti una diffusa, secolare e, in certi casi, artisticamente rilevante devozione mariano-lauretana. Una sezione propone infatti una mappatura territoriale dei manufatti più significativi con l’indicazione di un itinerario utile per i visitatori che vorranno integrare e approfondire l’esperienza vissuta in mostra.

 Complessivamente nel territorio regionale esistono più di 80 manufatti in chiese, oratori, santuari e cappelle dedicate alla Madonna di Loreto, solo in provincia di Cuneo se ne trovano più di 15. Secondo la tradizione, il Santuario di Loreto sorge sul luogo in cui, il 10 dicembre del 1294, la dimora della Vergine Maria fu trasportata miracolosamente dagli Angeli. In memoria di questo evento, la festa liturgica della Madonna di Loreto viene celebrata ogni anno. In Piemonte si possono trovare infatti molte effigie della Madonna di Loreto, molte chiese a essa intitolate e rappresentazioni della traslazione della Santa Casa.



Per approfondire i temi di Lorenzo Lotto e Pellegrino Tibaldi. Capolavori dalla Santa Casa di Loreto, sono previsti appuntamenti collaterali e conferenze che vedranno la partecipazione del comitato scientifico della mostra, composto da Gianpaolo Angelini, ricercatore di Museologia e critica artistica e del restauro presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Pavia, Francesca Coltrinari, professoressa associata di Storia dell'arte moderna presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dei Beni culturali e del turismo dell’Università di Macerata, Claudia Ghiraldello, Direttrice del Museo "Paolo Giovanni Crida" al Santuario Lauretano di Graglia e Presidente del Centro Culturale "Conti Avogadro di Cerrione", Vito Punzi, Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama a Torino, Don Eugenio Zampa, Cappellano della Polizia di Stato di Biella e Vercelli e Rettore del Santuario della Madonna di Loreto di Graglia, in provincia di Biella, e Stefano Zuffi, storico dell’arte. La sezione dedicata alla devozione lauretana in Piemonte è stata realizzata con la consulenza scientifica di Claudia Ghiraldello. Accompagna la mostra il catalogo edito da MondoMostre a cura di Vito Punzi.

La mostra prevede un fitto programma di visite guidate, attività laboratoriali ed eventi collaterali, anche sul territorio provinciale.



INFORMAZIONI AL PUBBLICO

Complesso Monumentale di San Francesco

Via Santa Maria, 10, 12100 Cuneo CN

fondazionecrc.it

 

ORARI DI APERTURA:

Martedì – venerdì: 15:30 – 19:30 (al mattino aperto su prenotazione per scuole e gruppi)

Sabato – domenica: 10:00 – 19:30

 

BIGLIETTI:

Ingresso Gratuito

 

I possessori del biglietto di ingresso alla mostra avranno diritto ad accedere con tariffa ridotta alle Gallerie d’Italia di Torino, Milano, Vicenza e Napoli, fino al 30 giugno 2024.

23/11/19

Matrice di speranza




Adagiata nella vasta navata centrale, del complesso monumentale di San Francesco a Cuneo, un grande abete rosso, sezionato in due parti, rimane sospeso sui rami spogli.




Pare un ponte che congiunge l'ingresso con l'abside, un ponte verso la spiritualità, un percorso nel tempo dell’uomo e della natura. 




E proprio una porzione di tempo è stata messa in attenzione dall'artista, Giuseppe Penone, che pone in questo giaciglio, una memoria in bronzo. 




Accanto vegliano i Gesti Vegetali, osservano questi ricordi, e accompagnati da Dafne scappano nelle Suture della memoria, dove incontrano i riflessi di Identità, qui in nuce, ma che nel Castello di Rivoli si rivela nella sua alterità.



17/11/18

Informale italiano




Un’altra interessante occasione d’arte moderna ci viene offerta dalla nuova collaborazione tra la Fondazione Crc e la GAM di Torino, con la mostra "Noi continuiamo l’evoluzione dell’arte".

Dopo il bel progetto sulla Pop Art italiana degli anni sessanta è la volta dei mitici anni cinquanta con una piacevole carrellata di opere d’arte che indagano questo importante momento dell’arte italiana che sperimentava le forme informali.

L’elegante Complesso di San Francesco di Cuneo ospita, in un pratico allestimento, una serie di lavori che iniziano dalla comunità artistica torinese, prossima alla cultura francese che all’epoca dominava il sistema dell’arte, per indirizzarsi verso le diverse espressioni che si sono sviluppate in Italia in queste rapida stagione artistica.

Stupende pitture di Trancredi, Enrico Paulucci,  Giuseppe Santomaso, Piero Ruggerri e tanti altri.




Il percorso, ideato dal curatore e direttore della GAM Riccardo Passoni, si conclude nelle diverse cappelle e nell’abside dove un bosco di sculture presenta diverse declinazioni delle articolate possibilità del fare informale, con opere di Mirko Basaldella, Alberto Burri, Ettore Colla, Pietro Consagra, Nino Franchina, Franco Garelli, Umberto Mastroianni, Giuseppe Tarantino.

La mostra è ad ingresso gratuito e durerà fino al 20 Gennaio, con l’orario di apertura dal martedì a sabato, dalle ore 15,30 alle 18,30, domenica dalle ore 11 alle 18.30.

Il progetto espositivo è stato reso possibile col sostegno di diversi enti: Egea, Merlo, Ubi Banca, Generali oltre alla Fondazione Crc.





01/12/17

Albume ospitalità all'arte




Mentre una piacevole neve rende candida la città si apre nel centro storico di Cuneo una nuova edizione del progetto Albume, ideato tanti anni fa’ da Stefano Venezia.




Questa bella idea di creare dialogo fra artisti e tranquille famiglie che nulla conoscono di arte contemporanea, ma hanno una aperta sensibilità al nuovo, è sempre una bella scommessa.




Con la curatela  di Manuela Galliano e l'organizzazione di Art.ur, quest'anno si sono cimentati gli artisti Franco Ariaudo, Dragos e Erika Olea del collettivo Apparatus22, Nuvola Ravera e Patrizia Emma Scialpi, che hanno soggiornato in quattro appartamenti cuneesi.





Anche in questa edizione si presentano interessanti rapporti di ospitalità e dialogo umano,  con opere che parlano di viaggi, conoscenza,  stupore e luogo domestico.


08/11/17

Mondrian interattivo - Apre a Cuneo un innovativo spazio culturale


La Fondazione CRC prosegue i festeggiamenti per i suoi 25 anni di attività con un altro grande evento creativo. Dopo aver collaborato con la Gam di Torino per la magnifica mostra sul Pop nell’antica chiesa di San Francesco a Cuneo; aver cooperato col Castello di Rivoliper portare ad Alba due stupende opere di Enzo Cucchi ora è la volta della multimedialità, con un progetto in anteprima mondiale, che viene portato a Cuneo, si tratta di Piet Mondrian Universale un incredibile spazio multimediale interattivo ideato da Alessandro Marrazzo, regista e autore del brevetto del «Lighting touch 7.0 » che ci immerge nella vita del grande artista olandese.


L’opera di questo avanguardistico artista è lo spunto per vivere un’immersione artistica realizzata in questo nuovo luogo, chiamato Spazio Innov@zione che si appropria delle più innovative tecnologie e aprire ad un vasto pubblico nuovi temi culturali. In tal modo la Fondazione opera sui diversi approcci che la contemporaneità vive, relazionandoli per una crescita istruttiva diffusa, dalle nuove generazioni in un approccio innovativo all’età adulta con una proposta qualitativa di alto profilo come sarà la prossima mostra a Mondovì dedicata allo studio di un’opera di Manet.


Questo lavoro è stato coordinato da diverse significative risorse; avvalendosi della consulenza scientifica di Ilaria Porotto e Andrea Lerda, per le ricerche storiche, e di una articolato gruppo di aziende tecnologiche per dare forma a questo fantastico luogo di comunicazione.

 



30/06/17

Campo Video



Da alcuni giorni in valle Grana, nel cuneese, è iniziata la rassegna CAMPO VIDEO Arte video un progetto a cura di Manuela Galliano, Andrea Lerda e Marianna Sabena.

L'iniziativa si è avviata il  29 Giugno e durerà fino al 25 agosto 2017 in divese sedi della Valle Grana, nell’ambito di: SconfinaMenti - cinema sotto i cieli della Valle Grana a cura di Contardo Ferrini 

Campo Video è un progetto itinerante di arte video, a cura di Manuela Galliano, Andrea Lerda e Marianna Sabena, proposto nell’ambito della rassegna cinematografica “SconfinaMenti”, organizzata dal Contardo Ferrini di Caraglio e in programma dal 29 giugno al 25 agosto 2017 nei comuni della Valle Grana (Cuneo). 9 video d’artista sono stati selezionati per indagare il tema del paesaggio nelle più ampie declinazioni del termine e mediante diverse chiavi di lettura. 

Gli artisti che prendono parte al progetto sono: Allora & Calzadilla, Alterazioni Video, Marcos Avila Forero, Rossella Biscotti, Pamela Diamante, Bepi Ghiotti, Petra Lindholm, Alessandro Quaranta, Driant Zeneli. Programma inizio proiezione dei video: ore 20.45 Si ringraziano gli artisti, Collezione La Gaia, Busca (Cn) e Dohyang Lee Gallery Media Partner: Platform Green



Prima tappa Valgrana - Santa Maria della Valle con Allora & Calzadilla  e il video "The Great Silence, 2014-16"



"Gli umani usano Arecibo per cercare forme d’intelligenza aliena. Il desiderio di contattarle è tale da averli spinti a creare un orecchio capace di sentire fin nell’universo.
Eppure noi pappagalli siamo qui. Perché agli umani non interessa ascoltare la nostra voce?
Siamo una specie non umana in grado di comunicare con loro. Non è proprio quello che cercano?"


E’ con queste parole che inizia il racconto di Ted Chiang, scritto per “narrare” il video The Great Silence, di Allora & Calzadilla.

I due artisti, di base a Porto Rico, hanno realizzato una versione ad un solo canale della loro famosa video installazione pensata per essere trasmessa su tre canali. Esposto per la prima volta nel 2014 presso il Philadelphia Museum of Art, il video ha come protagonista il radiotelescopio ad apertura singola più grande del mondo, situato ad Esperanza, Porto Rico. Si tratta di un telescopio che trasmette e cattura onde radio da e per gli angoli più remoti dell’universo.

Il sito dell’Osservatorio Arecibo è anche il luogo dove resiste l’ultima popolazione di pappagalli portoricani Amazona vittata, ormai in via di estinzione.

Il paradosso che questo enorme strumento contemporaneo rappresenta, si carica di una valenza inquietante, resa ancora più significativa della sua presenza fredda e imponente. Un enorme totem al desiderio umano della scoperta, al bisogno del varcare i confini terrestri, che stride in maniera emblematica con la natura fragile e minuta delle creature che abitano la foresta circostante.

Per questo lavoro, Allora & Calzadilla hanno collaborato con lo scrittore di fantascienza Ted Chiang ad uno script, corredato da sottotitoli, che esplora la traduzione come espediente per individuare ed esaminare il divario incolmabile fra attori viventi, non viventi, umani, animali, tecnologici e cosmici. Ispirandosi alla fiaba, il racconto riporta i commenti del pappagallo sulla ricerca di vita degli umani fuori dal pianeta ricorrendo al concetto di apprendimento vocale – comune a pappagalli e umani, e a poche altre specie – come spunto di riflessione sulle voci acusmatiche, il ventriloquismo e le vibrazioni alla base del linguaggio e dello stesso universo.

Attraverso un impianto poetico e inquietante allo stesso tempo, il video pone quesiti di grande importanza che toccano temi come il potere dell’uomo, il senso del mondo e della vita, il ruolo della tecnologia e della morale. 






Programma

inizio proiezione dei video: ore 20.45


Valgrana - Santa Maria della Valle 29/06 Allora & Calzadilla / The Great Silence, 2014-16

Filatoio di Caraglio 06/07  Rossella Biscotti / L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro, 2004


Vallera di Caraglio 13/07  Alessandro Quaranta / Quelle montagne che mi impediscono di vedere, 2007


Monterosso Grana 20/07  Bepi Ghiotti / Pathless Land. Bali, 2015


Bernezzo - San Pietro 27/07  Driant Zeneli / Some say the moon is easy to touch..., 2011


San Pietro Monterosso 03/08  Alterazioni Video / Intervallo, 2009


Colletto di Castelmagno 10/08  Petra Lindholm / For Anne-Marie, 2010


Pradleves - Madonna degli Angeli 17/08  Pamela Diamante / Comunicazione Istituzionale, 2016


Montemale 25/08  Marcos Avila Forero / Atrato, 2014


Si ringraziano gli artisti, Collezione La Gaia, Busca (Cn) e Dohyang Lee Gallery
Media Partner: Platform Green

09/06/17

Io non amo la natura


La mostra "Io non amo la natura" ideata per festeggiare i 25 anni di attività della Fondazione CRC è una bella iniziativa culturale presso il Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo.

Il curatore del progetto, Riccardo Passoni, ha proposto una visione particolarmente stimolante, che guarda all’attenzione dell’arte italiana al genere Pop che in diverse città ebbe una forte riscontro. Sicuramente a Torino dove la galleria di Enzo Sperone produsse alcune delle prime mostre nazionali su questa nuova corrente proponendo artisti direttamente dagli Stati Uniti, del valore di Raushenber o Rosenquist, e dove la stessa Galleria di Arte Moderna, che ora presta le opere per la mostra, fu antesignana promotrice di questo nuovo flusso creativo con storiche mostre.

Molto bella la selezione dei lavori che guarda a una produzione non troppo esposta, cercando pezzi più ricercati come l’opera di Giulio Paolini “Senza titolo” del 66 o il bellissimo periodo creativo di Nespolo avanguardistico.


Non mancano pezzi oramai classici come le sensuali labbra di Pascali o i tappetti naturali di Gilardi.

In certi punti sembra ricreare proprio la mostra del 1967 che si tenne a Torino dal titolo “Museo sperimentale di Arte Contemporanea”.

Una bella esposizione che invita a riguardare a un periodo artistico italiano spesso sottovalutato ma che merita sicuramente maggior attenzione.



La mostra durerà fino al 20 Ottobre
Aperto dal Martedì alla Domenica dalle 15,30 alle 18,30
Tutti i sabati visite guidate
Ingresso libero.
Info al sito http://popartcuneo.it/ 















03/12/16

Albume 2016

Eccomi a condividere alcune foto di questa nuovo stupenda edizione di Albume 2016 itinerari artistici negli interni cuneesi ideata da Stefano Venezia con il supporto curatoriale di Michela Sacchetto, un bel gruppo di artisti molto diversi ma tutti stimolanti e ricchi di proposte che dialogano con la realtà abitativa. 

Silvio Valpreda








Paolo Inverni 




Lia Cecchin




Loverscraft, Melanie Vincent e Ernesto Sartorio






Milos Tomic e Coloc, Francesca Chiacchio e Michela Sacchetto