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05/06/12

dOCUMENTA (13) L’arte è tutto



L’estetica come funzionalità, ci ricorda la curatrice di dOCUMENTA13, Carolyn Christov-Bakargiev, quando parlando dei pomodori rielabora l’idea dell’arte come potenziale per affascinare e sviluppare il processo evolutivo. Ma tutto il percorso di avvicinamento all’evento mischia elementi scientifici con elementi estetici. Un tentativo di riconsiderare l’arte non solo come un oggetto da guardare ma un qualcosa di articolato e affascinante, che parla molti linguaggi ed elabora tanti significati.   
  
Questo si intuisce anche dalla serie di libricini "100 Notes - 100 Thoughts" e dai tanti eventi raccolti sotto il titolo “and and and” che sparsi per il mondo hanno trattato un poco di tutto.  
  
La progettazione di questa edizione sembra quindi indirizzata all’idea di un’arte che è spazio di ricerca e riflessione, posizione che rielabora in forma dinamica l’idea dell’arte, forse rimandando all’origine stessa dell’arte, cioè l’arti-gianato, l’operare a mano, il fare tecnologico.    

Se l’ultima edizione, curata da Roger M. Buergel, ha dato una visione multi storica ampliandola alle espressioni più marginali, questa pare avviata alla riconsiderazione artistica, centrandola forse più sulla sua processualità che sul risultato, ma aspettiamo a breve l’apertura per poterne finalmente prendere atto.   

Documenta nasce nel 1955, quando l’artista ed insegnate Arnold Bode, organizza una mostra di arte moderna internazionale nella sua città natale, Kassel.    

L’evento, raggruppando artisti da tutta europa,  nasce come un gesto per ripensare i danni causati dalla divisione della seconda guerra mondiale, favorendo quindi un’empatia e un dialogo tra le diverse nazioni.   

La mostra fu un grande successo che si decise di replicare. 
Così negli anni Documenta cresce e si rinnova passando da tradizionale mostra ad evento di portata mondiale.

d 1 (1954) la prima
d 2 (1959) arriva l’arte astratta
d 3 (1964) le prime installazioni
d 4 (1968) arriva la pop art
d 5 (1972) arrivano le performance e un curatore, si inizia con Harald Szeemann.
d 6 (1977) sempre più multimediale, curata da Manfred Schneckenburger
d 7 (1982) è l’anno di Beuys e delle 7000 piante, curata da Rudi Fuchs.
d 8 (1987) giunge la video arte, curata da Manfred Schneckenburger
d 9 (1992) curata da Jan Hoet con tanti eventi esterni.
d 10 (1997) iniziano la progettualità dei "100 giorni -. 100 Ospiti", curata da Catherine David
d 11 (2002) arte da tutto il mondo, curata da Okwui Enwezor
d 12 (2007) arte in tutti i modi. Curata da Roger M. Buergel, Ruth Noack.
d 13 (2012) ….

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