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Visualizzazione post con etichetta Carolyn Christov-Bakargiev. Mostra tutti i post
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01/06/16

Organismi artistici alla GAM Torino


Da poco insediata alla guida della GAM di Torino, in parallelo al Castello di Rivoli, Carolyn Christov-Bakargiev presente il primo progetto espositivo, che gioca fra il presente e il passato, coniugando bellezza e tecnologia sul tema così attuale della vita vegetale.

La mostra "Organismi" inizia con la classicità, con l’opera “L’edera” (1878) un quadro di Tranquillo Cremona, che ci introduce subito al complesso rapporto fra la freschezza della natura e la difficoltà di relazionarsi con essa. 

Siamo subito affascinati dalla presenza del lavoro di Patric Blanc che da anni diffonde il suo progetto di muri vegetali, qui in un piccolo intervento accompagnato da alcuni disegni dei progetti realizzati in tutto il mondo.


Si attraversano poi alcuni video che affrontano il tema naturalistico in chiavi più poetiche per rimanere folgorati dalla stanza dei vetri di Emile Gallé, una stupenda esposizione che mette in risalto la storia di questo artigiano che travasava la sua passione per la natura nella delicatezza del vetro.


Una stupenda selezione di vasi e ampolle che vale in sé tutta la mostra.

Il percorso espositivo prosegue poi con l’applicazione del tema vegetale nel liberty ideata dall’architetto Raimondo D’Aronco per la Prima Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna nel 1902 e si conclude nella modernità delle sperimentazioni luminose di Mario Cucinella o nelle ideazioni architettoniche dello studio MC Architects o del Progetto Granai della Memoria ideato da Carlo Petrini.

La mostra è ben allestite con un piacevole supporto didattico.

Al piano inferiore è ancora in corso la mostra di Braco Dimitrijevic, che durerà fino a Luglio.

Mentre è stata inaugurata una nuova sezione dal titolo “Archivi” che vede per l’occasione un’opera di Giovanni Anselmo, in parallelo con la mostra al Castello di Rivoli.




















19/10/12

ArtReview top 100 - osservazioni



Da Giovedì è in edicola l'ultimo numero di ArtReview che come ogni anni, da ormai oltre 11 anni, realizza una classifica delle figure più importanti del sistema dell'arte contemporanea. 

Quest'anno è Carolyn Christov-Bakargiev, curatrice di Documenta 13, al posto numero uno 1 nella Power 100 di ArtReview. 

E' la seconda volta che un curatore arriva al primo posto, nel 2009 fu Hans Ulrich Obrist. 

Christov-Bakargiev è salita al numero uno grazie all’ultima edizione di Documenta, da lei curata con autorevolezza e ambizioni internazionali. La storica mostra quinquennale di Kassel, in Germania, quest’anno si è infatti estesa a Kabul, Banff e Alessandria/Il Cairo. Il lavoro ad ampio respiro di Christov-Bakargiev e il suo coinvolgimento con idee e pratiche esterne alla sfera dell’arte contemporanea sono state considerate elementi particolarmente determinanti, in grado di stimolare la discussione in tutto il mondo dell’arte e di far raggiungere un numero di visitatori altissimo, oltre 860.000 presenze. 

La classifica di quest’anno, compilata da una giuria internazionale, si contraddistingue per una frammentazione causata da movimenti geografici, economici e politici molto forti. Alcuni tra i più potenti galleristi del mondo, come Larry Gagosian (2), Iwan Wirth (4), David Zwirner (5), Marc Glimcher (17) e Jay Joplin (20) continuano a espandere i loro spazi e affari a livello globale, aprendo gallerie a Hong Kong e in America Latina, creando luoghi sempre più grandiosi in cui allestire mostre su larga scala a Londra, New York e Parigi. 

Il loro potere ha una maggiore diffusione a livello geografico, con l’emergere delle economie dell’Estremo Oriente, del Medio Oriente e del Sud del Mondo. La scalata più notevole quest’anno è stata quella di Sheikha Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani (al 12° posto, dal 90° dello scorso anno), a capo del Qatar Museums Authority, promotore di mostre importanti e collezionista su scala mondiale. 

Al contempo l’arte è diventata, come mai prima d’ora, uno spazio per la protesta in cui artisti, curatori e organizzazioni sostengono la causa dei Movimenti di Occupazione, come dimostrano le Pussy Riot (57), o i problemi di censura sollevati dal numero 1 dell’anno scorso Ai Weiwei (terzo nel 2012). L’arte è vista sempre di più come uno spazio per la critica sociale e politica, cambiamento sottolineato dal coinvolgimento di Christov-Bakargiev nei conflitti attuali come la guerra in Afghanistan, e nel lavoro di artisti tra cui Theaster Gates (56) e Walid Raad (77), o scrittori come Boris Groys (61), Slavoj Žižek (65) e Jacques Rancière (92). 

Per la prima volta quest’anno la classifica Power 100 è accompagnata da articoli che analizzano i profili di alcuni personaggi chiave nella loro dimensione quotidiana: Massimiliano Gioni (19), Beatrix Ruf (7), Christian Boros (70) e Toby Webster (51). Rispecchiando le reti di collegamenti presenti all’interno della classifica, ArtReview quest’anno ha organizzato diverse discussioni tra le varie personalità che appariranno sulla rivista. 

Oltre al già citato Massimiiano Gioni e la curatrice Christov-Bakargiev, l'Italia è rappresentata da Massimo de Calro (al 73 posto); Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi & Maurizio Rigillo (Galleria Continua al 82 posto) Franco Noero & Pierpaolo Falone ( al 91 posto) Miuccia Prada (al 93 posto). 


ArtReview è una delle maggiori riviste d’arte contemporanea, pubblicata fin dal 1949 e distribuita in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Asia. ArtReview è la lettura essenziale per una comunità globale di artisti e galleristi, collezionisti, curatori e chiunque sia interessato all’arte. 

1. Carolyn Christov-Bakargiev [14] 
2. Larry Gagosian [4] 
3. Ai Weiwei [1] 
4. Iwan Wirth [8] 
5. David Zwirner [9] 
6. Gerhard Richter [11] 
7. Beatrix Ruf [10] 
8. Nicholas Serota [6] 
9. Glenn D. Lowry [3] 
10. Hans Ulrich Obrist & Julia Peyton-Jones [2] 
11. Sheikha Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani [90] 
12. Anton Vidokle, Julieta Aranda & Brian Kuan Wood [5] 
13. Cindy Sherman [7] 
14. Alain Seban & Alfred Pacquement [12] 
15. Adam D. Weinberg [13] 
16. Annette Schönholzer, Marc Spiegler & Magnus Renfrew [20] 
17. Marc Glimcher [15] 
18. Marian Goodman [27] 
19. Massimiliano Gioni [80] 
20. Jay Jopling [31] 
21. François Pinault [19] 
22. Klaus Biesenbach [16] 
23. Matthew Slotover & Amanda Sharp [24] 
24. Barbara Gladstone [22] 
25. RoseLee Goldberg [18] 
26. Eli & Edythe Broad [17] 
27. Patricia Phelps de Cisneros [25] 
28. Bernard Arnault [29] 
29. Nicholas Logsdail [30] 
30. Liam Gillick [32] 
31. Ann Philbin [33] 
32. Victor Pinchuk [35] 
33. Maja Hoffmann [37] 
34. Tim Blum & Jeff Poe [39] 
35. Marina Abramovi? [23] 
36. Dakis Joannou [40] 
37. Udo Kittelmann [43] 
38. Monika Sprüth & Philomene Magers [44] 
39. Matthew Marks [45] 
40. Gavin Brown [46] 
41. Damien Hirst [64] 
42. Rosemarie Trockel [41] 
43. Wolfgang Tillmans [Rientrato] 
44. Agnes Gund [38] 
45. Chus Martínez [NUOVO] 
46. Isa Genzken [Rientrato] 
47. Iwona Blazwick [42] 
48. Anne Pasternak [57] 
49. Sadie Coles [60] 
50. Daniel Buchholz [61] 
51. Toby Webster [62] 
52. Adam Szymczyk [49] 
53. James Lingwood & Michael Morris [55] 
54. William Wells & Yasser Gerab [56] 
55. Michael Ringier [58] 
56. Theaster Gates [NUOVO] 
57. Pussy Riot [NUOVO] 
58. Jeff Koons [66] 
59. Steve McQueen [59] 
60. Takashi Murakami [47] 
61. Boris Groys [53] 
62. Emmanuel Perrotin [51] 
63. Richard Chang [73] 
64. Tim Neuger & Burkhard Riemschneider [77] 
65. Slavoj Zizek [65] 
66. Thaddaeus Ropac [67] 
67. Chang Tsong-zung [70] 
68. Elena Filipovic [89] 
69. Tino Sehgal [Rientrato] 
70. Christian Boros & Karen Lohmann [92] 
71. Luisa Strina [NUOVO] 
72. Claire Hsu [70] 
73. José Kuri & Mónica Manzutto [NUOVO] 
74. Brett Gorvy & Amy Cappellazzo [68] 
75. Tobias Meyer & Cheyenne Westphal [69] 
76. Budi Tek [NUOVO] 
77. Walid Raad [75] 
78. Cuauhtémoc Medina [NUOVO] 
79. Massimo De Carlo [78] 
80. Bernardo Paz [76] 
81. Christine Tohme [72] 
82. Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi & Maurizio Rigillo [79] 
83. John Baldessari [Rientrato] 
84. Sheikha Hoor Al-Qasimi [NUOVO] 
85. Dasha Zhukova [81] 
86. Vasif Kortun [82] 
87. Anita & Poju Zabludowicz [94] 
88. Candida Gertler [71] 
89. Gisela Capitain [NUOVO] 
90. Carol Greene [NUOVO] 
91. Franco Noero & Pierpaolo Falone [98] 
92. Jacques Rancière [NUOVO] 
93. Miuccia Prada [85] 
94. Maureen Paley [91] 
95. Don, Mera, Jason & Jennifer Rubell [87] 
96. Paul Chan [NUOVO] 
97. Victoria Miro [93] 
98. Adriano Pedrosa [NUOVO] 
99. Johann König [96] 
100. Gregor Podnar [100]

18/10/12

ArtReview Top 100 2012


Eccola finalmente la grande lista che ogni anno mette in risalto e fa riflettere sul grande sistema dell'arte contemporanea mondiale 

Come sempre, oramai da più di dieci anni, ArtReview la pubblica con tutti i dettagli e commenti sulla sua pubblicazione mensile. 

1. Carolyn Christov-Bakargiev 
2. Larry Gagosian 
3. Ai Weiwei 
4. Iwan Wirth 
5. David Zwirner 
6. Gerhard Richter 
7. Beatrix Ruf 
8. Nicholas Serota 
9. Glenn D. Lowry 
10. Hans Ulrich Obrist & Julia Peyton-Jones 
11. Sheikha Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani 
12. Anton Vidokle, Julieta Aranda & Brian Kuan Wood (e-flux) 
13. Cindy Sherman 
14. Alain Seban & Alfred Pacquement 
15. Adam D. Weinberg 
16. Annette Schönholzer, Marc Spiegler & Magnus Renfrew 
17. Marc Glimcher 
18. Marian Goodman 
19. Massimiliano Gioni 
20. Jay Jopling 
21. François Pinault 
22. Klaus Biesenbach 
23. Matthew Slotover & Amanda Sharp 
24. Barbara Gladstone 
25. RoseLee Goldberg 
26. Eli & Edythe Broad 
27. Patricia Phelps de Cisneros 
28. Bernard Arnault 
29. Nicholas Logsdail 
30. Liam Gillick 
31. Ann Philbin 
32. Victor Pinchuk 
33. Maja Hoffmann 
34. Tim Blum & Jeff Poe 
35. Marina Abramović 
36. Dakis Joannou 
37. Udo Kittelmann 
38. Monika Sprüth & Philomene Magers 
39. Matthew Marks 
40. Gavin Brown 
41. Damien Hirst 
42. Rosemarie Trockel 
43. Wolfgang Tillmans 
44. Agnes Gund 
45. Chus Martínez 
46. Isa Genzken 
47. Iwona Blazwick 
48. Anne Pasternak 
49. Sadie Coles 
50. Daniel Buchholz 
51. Toby Webster 
52. Adam Szymczyk 
53. James Lingwood & Michael Morris 
54. William Wells & Yasser Gerab 
55. Michael Ringier 
56. Theaster Gates 
57. Pussy Riot 
58. Jeff Koons 
59. Steve McQueen 
60. Takashi Murakami 
61. Boris Groys 
62. Emmanuel Perrotin 
63. Richard Chang 
64. Tim Neuger & Burkhard Riemschneider 
65. Slavoj Zizek 
66. Thaddaeus Ropac 
67. Chang Tsong-zung 
68. Elena Filipovic 
69. Tino Sehgal 
70. Christian Boros & Karen Lohmann 
71. Luisa Strina 
72. Claire Hsu 
73. José Kuri & Mónica Manzutto 
74. Brett Gorvy & Amy Cappellazzo 
75. Tobias Meyer & Cheyenne Westphal 
76. Budi Tek 
77. Walid Raad 
78. Cuauhtémoc Medina 
79. Massimo De Carlo 
80. Bernardo Paz 
81. Christine Tohme 
82. Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi & Maurizio Rigillo 
83. John Baldessari 
84. Sheikha Hoor Al-Qasimi 
85. Dasha Zhukova 
86. Vasif Kortun 
87. Anita & Poju Zabludowicz 
88. Candida Gertler 
89. Gisela Capitain 
90. Carol Greene 
91. Franco Noero & Pierpaolo Falone 
92. Jacques Rancière 
93. Miuccia Prada 
94. Maureen Paley 
95. Don, Mera, Jason & Jennifer Rubell 
96. Paul Chan 
97. Victoria Miro 
98. Adriano Pedrosa 
99. Johann König 
100. Gregor Podnar 

La copertina per l'occasione è stata realizzata da John Baldessar 

Allora che ne pensate? 

Ulteriori dettagli ed informazioni al sito http://www.artreview100.com/

17/06/12

dOCUMENTA (13) - Ultimo atto - la montagna ha partorito un bel topolino.




Fridericianum piano terra

Lo strano miscuglio molto celebrare ideato da Carolyn Christov-Bakargiev, in uno stile molto simile a Catherine David, Documenta X, attraversa la storia, sulla falsa riga del precedente curatore Roger Buergel, Documenta XII, miscela presente, passato, noto e sconosciuto aggiungendone una declinazione scientifica. Mentre da Okwui Enwezor, Documenta XI, sviluppa l’idea di piattaforma nei tanti incontri antecedente l’evento. Ci s’imbatte così in poliedrico miscuglio d’idee e opere, che vanno dai quadri di Salvador Dalì al computer di Konrad Zuse, senza dimenticare i tanti rivoli giovanilistici e le solite banalità alternative, come il cumulo “Doing Nothing Garden” di spazzatura colonizzato dall’erba ideato da Song Dong che oscura la visuale prospettica dall’Orangerie. 

La scelta volutamente borderline fra cos’è arte e cosa non è, non funziona molto bene, perché così facendo si apre un percorso infinito di snaturamento dei significati molto facile e poco funzionale. Si torna alla wunderkamera, dalla meraviglia al funzionalismo, dal caos al bric è brac, dove tutto pare giustificabile, scusabile forse superfluo. 

I tempi di crisi e il ricco budget a disposizione dovrebbero servire a focalizzare nuove prospettive e non a ripetere i vecchi stilemi, con le arrugginite strutture, apparentemente ammantate da tante parole. Da troppi anni la scusa del caos magmatico come fonte di rinnovamento viene posto in una realtà sempre più dolorosa e complessa, dove gli artisti sono passati dall’impegno diretto e reale all’appropriazione e uso promozionale della creatività altrui (che sia musica, teatro, danza, dolore …). 

Se nell’insieme alcuni progetti, sono sicuramente validi, la maggioranza però risulta oramai scontata e debole. Colpisce molto come tutta questa «progettualità» muoia poi nella realizzazione, sia come arte sia come « impegno ». L’arte in questo evento si conferma sempre più slegata dall’azione culturale e sempre più un prodotto commerciale che gioca al sentimentalismo, un poco ipocritamente. 


Fridericianum, opera di Fabio Mauri

Ma vediamo le opere, iniziando dal Fridericianum, partendo dal lontano passato delle piccole sculture medio-orientali, miscelate giungendo agli oggetti del dittatore tedesco, in una vicinanza che sa più di spettacolo che di senso. Per passare ad opere consolidate di Man Ray o in una remota stanza due quadri di Salvador Dalí. All'ennesimo ovvio omaggio a Boetti e uno più valido a Fabio Mauri. L’idea di « cervello » come area di elaborazione potrebbe essere valida ma qui pare più un mediocre espediente, che si snatura completamente nelle prime stanze troppo svuotate a scapito dei piani superiori in certi casi troppo piene, senza ben capirne il perché. Fra le opere che più mi conquistano sicuramente quelle di Michael Rakowitz, con la sua contrapposizione fra i libri consumati e quelli scolpiti nel tempo. Mi soddisfano lo spazio di Kader Attia che nel suo lavoro installativo riesce a giustificare le sue sculture. 

Va un poco meglio all’Ottoneum, dove il gioco fra arte e scienza pare funzionare un poco, anche se sembra più un esercizio scolastico che un lavoro di forte impatto artistico. Vedasi l’opera di Mark Dion che riprende i libri-albero realizzati nel 1771-79 col progetto 'Xylotheque Schildbach'. 

Mi piace in pieno la Documenta-Halle dove a parte l’elevato presenza dei lavori di Gustav Metzger si crea un forte contrasto fra le opere di Thomas Bayerle e Nalini Malani, ma anche le stanze dedicate alla pittura hanno una dignità che altrove manca. 

L’Orangerie risulta troppo confusa e alquanto osmotica più equilibrata la Neue Galerie, forse lo spazio che regge meglio nel suo complesso. Qui le opere di Geoffrey Farmer, una selezione di immagini dalla rivista Life dal 1935, che crea un lungo percorso storico, e di Wael Shawky, due video che attraverso dei burattini in ceramica raccontano la storia delle crociate secondo la cultura araba, sono fra i lavori più validi, come il l’opera “disobedient” di Sanja Ivecomivc. 

Bella l’idea di usare il parco, un poco come fossero dei padiglioni nello stile della biennale di Venezia, peccato che la collocazione eccessivamente espansa li renda difficilmente fruibili, per cui fornitevi di un bicicletta e forse riuscirete a vederne alcuni. Nel complesso simpatici anche se molto banali e ovvi, come sempre la quantità non vuol dire qualità. Fra i tanti segnalo quello nel boschetto del canadese Gareth Moore e la grotta di Allora & Calzadilla. 

Fra gli spazi paralleli ci sono dei negozi, la giovanilistica casa degli Ugonotti, dove c’è l’enfatizzato lavoro di Tino Sehgal (prossimamente alla Turbine Hall della Tate) che come al solito mi pare sempre più teatralmente autoreferenziale. Segnalo uscendo per l’allegra spensieratezza il lavoro di N.Solakov nel palazzo in fronte alla Neue Galerie. E mi piace l’intervento di Tacita Dean presente nell’ Echemaliges Finanzamt, grandi lavagne riportano profili di montagne dell'Afghanistan, semplice e bello. 

In conclusione un evento sicuramente vasto e articolato con una buona serie di opere ben allestite. Ma rimane comunque una sensazione di abbondanza noiosa. Per cui alla fine si esce con la sensazione di una normale mostra, un poco troppo poco per un evento che aveva tante propositi. 

Mi aspettavo dopo tutte le filippiche della curatrice qualcosa di più coraggioso, di nuovo e sperimentale in linea con i grandi cambiamenti enfatizzati. Visto che sia il tempo, la sua nomina è stata fatta nel Dicembre del 2008, e il budget, si parla di oltre 20 milioni di euro, lo avrebbe permesso. 



Postilla 
Mi domando come mai ancora oggi l’universo del web che oramai attraversa in modo deciso la vita quotidiana non sia partecipe attivamente, e non solo come semplice diario informativo, dei progetti artistici come questo che vuole essere una rappresentazione della cultura contemporanea. Questa che è la vera rivoluzione di questi ultimi 20 anni pare assolutamente assente dalla realtà artistica. 
In realtà esiste un variegata forma di arte nel web ma viene marginalizzata dal “sistema arte”, forse perché difficilmente si potranno fare le solite speculazioni del mercato artistico. 


Fridericianum, opera di Salvator Dali'




Fridericianum, teca con corredo del bagno di Hitler




Fridericianum, opera di Michael Rakowitz,




Fridericianum, opera di Michael Rakowitz,




Ottoneum, opera di Aase Texmon Rygh




Ottoneum, opera di Claire Pentecost




Documenta-Halle, l'artista Etel Adnan (in rosa) e le sue opere pittoriche




Documenta-Halle, opere di Etel Adnan




Documenta-Halle, opere di Thomas Bayrle




Documenta-Halle, intervento di Yan Lei




Neue Galerie, opera di Geoffrey Farmer




Neue Galerie, opera di Sanja Ivecomivc




Uno dei tanti spazi allestiti nel parco




Ehemaliges Finanzamt - intervento di Tacita Dean

05/06/12

dOCUMENTA (13) - Reportage da Kassel - l'attesa



A Kassel mentre Jonathan Meese in un incontro all’Università crea una grande polemica sull’evento dOCUMENTA in giro le istallazioni iniziano a spuntare. 


Si vede così una catasta di ferri arrugginiti, un elicottero che posa una scultura in mezzo ad un boschetto, una passerella rosa per una passeggiata esibizionistica canina, un pavimento in compost e tavoli d’orati, un giardino per the, una istallazione/biblioteca, i soliti spazi video, dei suoni provengono da uno spazio lotano ... 

Sono tantissime le opere che costellano gli spazi, fra casse di legno e lavoratori che finiscono di montare il tutto. 

Domani si inauguro con l’apertura alla stampa, che proviene da tutto il mondo, e poi sabato apertura al pubblico fino al 16 Settembre. 

Via ultima notte d'attesa 

(continua)