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04/12/13

AROMA




OPERATIVA ARTE CONTEMPORANEA - Via del Consolato 10, 00186, Roma

Dal 05 dicembre al 28 febbraio Opening 5 febbraio 2013 ore 18.00


AROMA - Siamo lieti di presentare in collaborazione con Carlo Pratis e la galleria Operativa Arte Contemporanea di Roma il terzo avvenimento di " navigazione a vista" programma di approfondimento e ricerca a cura di CRIPTA747. 

"Navigazione a vista" si sviluppa come un percorso di osservazione del paesaggio e di approfondimento sul Mediterraneo - L'idea é mantenere attivo un monitoraggio trasversale dedicato alle ricerche e alle realtà italiane, riflettendo sulla geografia in senso etimologico: un insieme di architetture, pensieri e attraversamenti di spazi e tempi, che si concretizzano per mezzo di collaborazioni con entità sensibili dislocate sulla penisola.

03/12/13

Yutaka Sone da David Zwiner a Londra

 
La sede londinese della galleria David Zwirner presenta i tre recenti lavori in marmo di Yutaka Sone, che ha ripreso le forme suggestive di Hong Kong, Manhattan e Venezia, lavori suggestivi e molto belli.


David Zwirner is pleased to present Sculpture, an exhibition by Yutaka Sone in the London gallery. The show brings together the artist’s three sculptures of island cities—Hong Kong Island (Chinese) (1998), Little Manhattan (2007–2009), and the recently completed Venezia (2013)—each metropolis intricately miniaturized into a single block of marble. Exhibited together for the first time, they span over twenty years of Sone’s practice, and occupy a momentous part of his oeuvre. 


Across a wide range of media—predominantly sculpture but also painting, drawing, photography, video, and performance—Sone’s work revolves around a tension between realism and perfection. A conceptual framework, paired with a meticulous attention to detail, has characterized his practice since the early 1990s, informing equally his self-contained jungle environments, life-size roller coasters, magnified snowflakes, and staged events. 


His sculptures in particular attest to a profound interest in landscapes, whether natural or architectural, and their ability to capture light relates them to a genre primarily associated with painting and photography. 
Sone’s inspiration for the island sculptures derives from this captivation with landscapes and a general aversion to national borders. Their self-contained shapes offer him the unique opportunity to present a whole. As he puts it: “I don’t like to cut up a landscape. An island is a single thing: it has no ends, no beginnings. There is no editing, no exclusions.”He carves his three-dimensional cities in hands-on collaboration with marble artisans in a village in southwest China, where he keeps a studio. While each sculpture has developed gradually over several years, the technology used has changed significantly. For Hong Kong Island (Chinese), the artist relied on maps, aerial photographs, and frequent trips to the island. To create Little Manhattan, he added helicopter rides and an early version of Google Earth. For Venezia, completed earlier this year, Sone made almost exclusive use of the internet application and undertook only a handful of site visits. 

YUTAKA SONE  Sculpture  November 27, 2013 – January 25, 2014 


Hong Kong Island (Chinese), 1998 Marble, 25 5/8 x 47 x 31 1/2 inches (65.1 x 119.4 x 80 cm)The works offer commemorative portraits of the ever-changing urban landscapes with a refinement that recalls classical sculptures of antiquity. Hong Kong’s skyscrapers, housing complexes, stadiums, and harbor are as faithfully rendered as the hills in the center of the island; the avenues and cross streets of Manhattan receive equal prominence to the paths through Central Park; and the myriad canals that intersect the historical district in Venice create a visual contrast to the streamlined train tracks near the bridge to the mainland. Also exhibited will be a new Canary Island palm tree made from rattan woven around a metal armature. Carefully crafted at the artist’s studio in Mexico, the leaves, stems, and trunk have been hand-painted and include naturally occurring flaws in their pigmentation. From a distance, the tree looks like its living counterpart, offering an almost perfect mimesis that echoes the perfectionism of the marble sculptures. 


Born in 1965 in Shizuoka, Japan, Yutaka Sone studied fine art and architecture at Tokyo Geijutsu university. In 1999, the artist joined David Zwirner, where he had his first United States solo exhibition that same year, marking the first of five at the gallery in New York. 

Opening on November 21, 2013 will be a two-person exhibition of works done in collaboration by Sone and Benjamin Weissman at the Santa Monica Museum of Art in California. The artist’s work was recently the subject of two solo exhibitions in Tokyo: Perfect Moment at the Tokyo Opera City Art Gallery in 2011 and Snow at the Maison Hermès Le Forum in 2010. Baby Banana Tree, the artist’s 25-foot tall hand-painted sculpture, was installed in 2009 as a major public artwork at the Boone Sculpture Garden at Pasadena City College in Pasadena, California. 


Other venues which have hosted important solo exhibitions include Parasol unit foundation for contemporary 
art, London (2007); Kunsthalle Bern, Switzerland; Aspen Art Museum, Colorado; The Renaissance Society at the University of Chicago (all 2006); Museum of Contemporary Art, Los Angeles (2003); and the Toyota Municipal Museum of Art, Toyota, Japan (2002). The artist represented Japan, along with Motohiko Odani, at the 50th Venice Biennale in 2003. 

Work by the artist is held in international museum collections, including The Art Institute of Chicago; High 
Museum, Atlanta, Georgia; Kunsthalle Bern, Switzerland; Mori Art Museum, Tokyo; Museum of Contemporary Art, Los Angeles; Museum of Contemporary Art, Tokyo; The Museum of Modern Art, New York; Tate Gallery, London; and the Whitney Museum of American Art, New York. He lives and works in Los Angeles.

La Pinacoteca di Brera si rinnova - Mantegna e Bellini visti da Ermanno Olmi

La Pinacoteca di Brera si prepara al nuovo scenografico allestimento di due dei suoi maggiori capolavori: il Cristo morto di Andrea Mantegna e la Pietà di Giovanni Bellini.
Per tutto il mese di novembre le sale del museo sono state interessate da lavori di movimentazione e riallestimento, che donano ora alle due opere, una nuova centralità spaziale, in dialogo con la loro singolarità prospettica e figurativa. 
Il progetto, generosamente realizzato e studiato in tutti i particolari da Ermanno Olmi, tiene conto non tanto e non solo dei valori emozionali di questi due straordinari dipinti – tasselli fondamentali della pittura rinascimentale in Italia settentrionale –, ma è delineato anche secondo un’attenta valutazione dei dati storici e di quelli compositivi, con particolare attenzione ai valori prospettici, luministici, cromatici e iconografici, oltre che alle problematiche conservative.  Il dipinto del Mantegna sarà posto sul fondo di una saletta a lui solo dedicata e sarà anticipato, quasi creando un effetto “sorpresa”, dalla Pietà di Giovanni Bellini.
L’allestimento tiene conto delle tradizionali problematiche espositive museali: la presentazione della pittura veneta del Quattrocento in una visione più unitaria e compatta, la contestualizzazione dell’opera di Bellini nell’ambito della scuola veneta di luce e di colore, la creazione di una sintesi in cui architettura museale e opere esposte saranno tra loro più coerenti, e infine la possibilità di offrire al visitatore diversi punti di vista di notevole fascino per la visita museale.  Pur nell’apparente rispetto dei valori espositivi tradizionali, in realtà sarà creato finalmente un ideale dialogo tra i due dipinti, appartenenti alla categoria del “compianto”, e dunque tra i cognati Giovanni Bellini e Mantegna che, proprio attraverso queste due opere appartenenti alla Pinacoteca di Brera dall’inizio dell’Ottocento, sembrano alla ricerca di temi comuni.
La tela del Mantegna, caratterizzata da una visione essenziale e da una resa quasi rarefatta del dolore, viene proposta attraverso il filtro dell’opera di Bellini, cronologicamente anteriore, nella quale spiccano, accanto a una durezza mantegnesca appena percepibile, valori pittorici, cromatici e sentimentali in sintonia con i dipinti della Scuola veneta del primo Rinascimento posti intorno ad essa. Al di là della tavola del Bellini, grazie a un attentissimo studio progettuale basato su prospettiva, altezza e illuminazione, viene posizionata la tela del Cristo morto di Mantegna, secondo una visione fortemente icastica concentrata sul tema del dolore. 
Con un linguaggio scabro ed essenziale il progetto di Ermanno Olmi sarà in grado di valorizzare tutte le potenzialità drammatiche dei due dipinti, dando vita a una nuova visione, che nel pieno rispetto delle regole espositive, curate in ogni dettaglio, rivoluziona i tradizionali criteri museali. ll dipinto di Bellini sarà inserito in una vetrina, studiata per garantirne la giusta protezione, mentre la tela del Mantegna, particolarmente delicata per la sua stessa natura – pittura a tempera su tela quasi senza preparazione – sarà collocata in una nuova teca, più trasparente rispetto all’attuale e dotata di sistemi di controllo microclimatico a distanza. Il progetto studiato da Olmi sottolinea il significato profondo del Cristo morto, dipinto destinato probabilmente alla devozione personale del pittore, dal momento che risulta registrato nel 1506 fra le opere presenti nel suo studio poco dopo la sua morte, quale unico dipinto non in fase di lavorazione. 
La destinazione di un’intera sala (sala VII) al solo Cristo morto comporta la ridistribuzione dei ritratti del Cinquecento ivi presenti (Tiziano, Tintoretto, Lotto, Moroni), fra le opere dei Saloni napoleonici (sale IX, XIV, XV) adeguatamente inserite fra le scuole di appartenenza. 
I lavori sono realizzati con il sostegno di Skira, sotto la direzione lavori dello studio di architettura di Corrado Anselmi, e per l’illuminotecnica di Metis Lighting e dello studio Maronati, il quale ha prestato la sua collaborazione con generosità.La realizzazione del nuovo allestimento si deve in particolare alla generosa elargizione di Van Cleef and Arpels, main partner del progetto.  
Un sostanziale sostegno è pervenuto inoltre da Giorgio Bagliani, in ricordo di Giovanni Testori e di Lamberto Vitali, cui si è aggiunto anche l’apporto di Edison. 
Importanti contributi all’operazione sono derivati poi da convenzioni di carattere  scientificotecnico della Soprintendenza BSAE di Milano con Palaexpo - Scuderie del Quirinale e Mondo Mostre.  Al progetto si sono aggiunte le sponsorizzazioni tecniche della ditta Goppion, per una parte degli allestimenti, e di Ciaccio Broker per la copertura assicurativa.
Si ringraziano infine Cesare Rimini, per il generoso ruolo che ha avuto nelle fasi iniziali di tramite tra la Pinacoteca ed Ermanno Olmi e per il continuo sostegno, e l’Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi.  Particolare ringraziamento va al direttore del Piccolo Teatro di Milano, Sergio Escobar, per la sempre intensa collaborazione, e all’Ufficio Allestimento del teatro, che ha generosamente contribuito alle varie fasi del progetto, sempre seguite con grande puntualità, attenzione e gioia di vivere da Ermanno Olmi.
In occasione del nuovo allestimento viene pubblicato un catalogo, edito da Skira, con testi di Ermanno Olmi, Antonio Giuliano, Sandrina Bandera, Edoardo Rossetti, Sandra Sicoli, Andrea Carini e Sara Scatragli, e un’introduzione di Giovanni Reale.  Una lezione, quella di Olmi, di serietà, di attenzione e di rigore, ma anche un modo per riscoprire questi due dipinti e consegnarcene un’immagine di profonda verità.
La Pinacoteca rimodernata quasi senza fragore si apre al suo pubblico in un rinnovato dialogo di poesia, di silenzio e di attenzione.

Inventory + The Book Society



5-6 dicembre 2013

Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova

The Book Society è un progetto dedicato alle forme più sperimentali di produzione in ambito editoriale che Peep-Hole organizza in collaborazione con il Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova.



Inventory è un workshop tenuto dalla casa editrice Archive Books di Berlino.  Il workshop è aperto a tutti gli interessati all'utilizzo dell'editoria come strumento di resistenza e alle strategie editoriali adottate dai movimenti in Europa per fronteggiare diversi sistemi di controllo e di censura. Durante il workshop si prenderanno in considerazione alcuni esempi appartenenti all'archivio Inventory e altri importanti archivi italiani, tra i quali l'Archivio dei Movimenti di Genova

I partecipanti sono invitati a portare una rivista, un giornale, un poster o altre tipologie di stampati (in originale o semplicemente illustrati da file digitali) rilevanti nel quadro dell'editoria usata come arma di protesta. 

GIORNO#1 
Si discuteranno gli esempi estratti dall'archivio Inventory e quelli portati da ciascun partecipante. A conclusione della giornata di faranno delle ipotesi su possibili progetti editoriali da sviluppare. 

GIORNO#2 
Dopo aver svolto una prima discussione rispetto ai materiali presi in considerazione durante la prima giornata e le varie idee emerse al termine della stessa, si farà un ipotesi di pubblicazione volta a promuovere una certa attitudine nell'editoria. 




Inventory è la rappresentazione di un percorso di ricerca in forma di archivio iniziato da Archive Books nel 2011. Partendo da una posizione centrale in Europa, Archive Books ha percorso un viaggio di ricerca in diversi paesi dell'est muovendosi verso il medio oriente e toccando città come Poznan, Varsavia, Praga, Budapest, Belgrado, Bucarest, Sofia, Salonicco e Istanbul. In questo viaggio sono stati presi in considerazione i cambiamenti e i movimenti attualmente in corso in queste regioni, vedendo il loro impatto sulle strutture culturali, economiche, politiche e sociali, come la possibilità di mettere in discussione e problematizzare le istituzioni culturali europee e i loro archivi. 

Archive è uno spazio per la ricerca culturale, il dibattito e l'auto-educazione. Archive non ha una struttura formale: i suoi membri (editor, designer, stagisti, curatori, artisti, traduttori, architetti) non praticano alcuna divisione del lavoro al di là della ripartizione delle competenze, nessuna divisione di spazio al di là di quanto richiesto dal suo uso. 

Il workshop è gratuito e a numero chiuso. La selezione avverrà sulla base della documentazione inviata (cv/portfolio, blog o sito internet). Termine delle iscrizioni: sabato 30 novembre 2013. 
Per informazioni e iscrizioni inviare una email a Anna Daneri anna@peep-hole.org con oggetto “Archive Books Inventory”.



On December 5-6, Archive Books will organize a two-days workshop onInventory, an on-going research journey in the form of an archive of publications and printed matter.

Miami, ancora un’altra kermesse - Il tedio delle fiere

 Art Basel Miami Beach
Fra qualche giorno Miami diventa per un attimo l’ennesima occasione d’incontro per il sistema internazionale dell’arte contemporanea, che però comincia sempre più ad appesantirsi di eventi, occasioni, conferenze tutte sempre più troppo simili.
Art Miami
In poco meno di una settimana si consumano ben quasi venti eventi fieristici o similari, si inizia il 3 con l’avvio di Scope fino al 10 con una carrellata di rassegne che arriveranno al top di ArtBaselMiami passando poi per Art Miami nel rinnovato Wynwood Arts District, toccando Nada, Pulse, Art Untitled e tanti altri per tutti i gusti e le possibilità di spese.
Tutto questo agitar di cose per alla fine vedere sempre opere troppo simili, con limitate variazioni e qualche rara novità, per cui sempre la solita minestra riscaldata.
 Art Basel Miami Beach laf Breuning Smoke Grid, 2013 Public Opening Night
Questo filone mercantile dell’arte contemporanea presenta sempre più segnali di noia, ripetitività, stanchezza e soprattutto banalità.
Nate come grandi occasioni d’arte le fiere sono diventate in breve tempo la via crucis dell’arte, il tour de force del collezionista, grigi centri commerciali dell' artisticità, svalutando sempre di più l’opera artista a semplice oggetto di rapido consumo.
Scope
Dai frizzanti momenti d’allegria cosmopolita iniziali alle odierne tediose ripetizioni dei soliti rinfreschi, gossip, cene, proposte omologate.
Il sistema è diventato prigioniero di una giostra sempre più vorticosa, che rapidamente ha bruciato la gioiosa freschezza delle novità a scapito di una serialità mercantile preconfezionata.
Pulse
Sempre più spesso si sente vociferare una certa noia, spossatezza, per questo tipo di occasioni che hanno preso la piega della consuetudine e della monotonia.
Red Dot Art Fair 
Quelle che inizialmente erano proposte innovative e ricercate, quasi sempre le sezioni più significative di questi momenti, sono state rapidamente svuotate a vantaggio di una ricerca di realtà sempre più insignificante e ordinaria.
L’aver rapidamente consumato ogni possibile novità ha svuotato di pregnanza l’intenzione stessa delle fiere che si sono velocemente vaporizzate al sole del consumismo superficiale e rapido.
Art Untitled

02/12/13

Cattedrale un progetto di Cosimo Veneziano




Careof DOCVA presenta Cattedrale, un progetto di Cosimo Veneziano a cura di Denis Isaia. Cattedralenasce sulla scorta di un’installazione di Cosimo Veneziano realizzata nel contesto della mostra Il luogo è sempre specifico (PAC, Ferrara, 2010, a cura di Martina Angelotti), frutto dell’indagine dell’artista su alcuni lavori presenti nella collezione del museo firmati da artisti con un buon inizio di carriera. Per svariate ragioni, tuttavia, questi artisti nel tempo sono stati inglobati in circuiti di minore peso culturale e progressivamente sono scomparsi dalla storia e dal mercato dell'arte.


In seguito all'intervento, Cosimo Veneziano ha avviato un dialogo con Denis Isaia per approfondire i meccanismi di genesi e consolidamento degli ecosistemi dell'arte contemporanea. A partire dalle considerazioni che sono emerse e dalle ricerche effettuate, è nata una “mappa madre” raffigurante una sintesi dei meccanismi e delle norme che hanno determinato il valore nella storia dell'arte. La mappa è stata completata da uno slide show dedicato ad alcune icone del progetto: foto di gruppo di artisti che hanno creato manifesti o correnti artistiche, foto di artisti vincitori di premi di minore caratura, immagini di allestimenti, scatti rubati durante gli opening. 

L'insieme del materiale è stato proposto come base di un workshop sviluppato con le scuole partner del progetto: il Liceo Artistico Caravaggio di Milano, il Primo Liceo Artistico di Torino, il Liceo Artistico Bruno Munari di Cremona. Agli studenti, dopo un'introduzione, è stato chiesto di destrutturare e ricomporre la “mappa madre” a seconda delle loro conoscenze e soprattutto dei loro desideri. 
Ciò che è emerso è un vero e proprio atlante, reale e ipotetico, della storia sociale dell’arte, nonché una mappatura a volte naif, altre volte spiazzante, dell'esercizio ipotetico di un’istituzione culturale. Di riflesso Cattedrale (il titolo è tratto dall'omonimo racconto di Carver in cui un cieco descrive una cattedrale), rivela agli occhi degli studenti un impianto istituzionale scarsamente aperto alle emozioni, che persegue scopi democraticamente nebbiosi, incapace di realizzare i suoi sogni.

Dopo una prima tappa presso il Crac di Cremona, Cattedrale a Careof DOCVA sviluppa nella sua integrità il percorso che ha dato origine all’intero progetto (il materiale di ricerca, le mappe sviluppate durante i workshop, i testi) e apre una finestra sulla pubblicazione serigrafica a venire che conterà una sintesi delle mappe restituite dagli studenti a cura di Cosimo Veneziano. Le pubblicazioni in serie limitata saranno donate alle scuole partecipanti.

Il laboratorio con le scuole milanesi é accompagnato da un momento di riflessione pubblica in cui interverranno i docenti Dino Ferruzzi, Liceo Artistico Bruno Munari, Cremona, Pasquale Campanella e Cinzia Piglione, Liceo Caravaggio, Milano intorno ad alcune questioni inerenti il tema dell’educazione. 

Si ringrazia: Chiara Agnello, Pasquale Campanella, Cinzia Piglione, la IV E del Liceo Artistico Caravaggio, Dino Ferruzzi, Gianna Paola Machiavelli, la V B, Liceo Artistico Bruno Munari di Cremona, Claudio Donzelli, la IV E del Primo liceo artistico, Francesca Referza. 


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Cosimo Veneziano (Moncalieri, 1983) lavora sempre in relazione alla lettura di archivi, l’uso di interviste e fonti reali, con l’obiettivo di riformulare le informazioni in sculture e installazioni. Il suo scopo è di consentire agli aspetti invisibili che compongono la collettività di emergere.
 Selezione di mostre personali. 2011: L’epoca delle passioni tristi, Tirana Institute for Contemporary Art, Tirana. 2010: Non è cosa, Cappella Anselmetti, realizzata nel contesto del Laboratorio di Storia e storie progettato da Massimo Bartolini, Torino. Selezione di mostre collettive. 2013: Visions of Labour, Kunsthalle, Sao Paulo;Copiar, Lugar a Dudas, Santiago de Calì, Colombia. 2012: Corso Aperto 2012, XVIII Advanced Course in Visual Arts, Fondazione Antonio Ratti, Como; Imago Mundi, MAO Museo Arte Orientale, Torino. 2010: Carte Blanche - L’archivio storico: quattro interpretazioni, UniCredit Studio, Milano.

Denis Isaia, ricercatore culturale e curatore di arte contemporanea. Nel 2006 cura il concorso per giovani curatori Best Art Practices e nel 2007 vince premio Borsa Arte Giovane di Genova con la mostra Del paese e altre storie. Nel 2008 è assistente dei Raqs Media Collective con cui co-cura i 45 eventi in 111 giorni del progetto Tabula Rasa. Nello stesso anno inaugura la prima edizione del Premio alle passioni la seconda luna. Nel 2009 inaugura il progetto curatoriale Cosa ho visto di bello, un'indagine sulla descrizione e sulla narrazione del bello contemporaneo. Da luglio dello stesso anno è direttore del progetto artistico di Anna Scalfi indeposito, un deposito gratuito di opere d'arte. 



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Inaugurazione martedì 3 dicembre ore 18.00
4 dicembre 2013 ore 18.30 incontro pubblico con Cinzia Piglione, Dino Ferruzzi e Pasquale Campanella
3 - 12 dicembre 2013 da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00

Careof DOCVA Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, Milano
 

01/12/13

Lezioni D’Italiano



This autumn, Fiorucci Art Trust presents the first instalment in Lezioni D’Italiano, a series of artist lecture performances. Curated by Fiorucci Art Trust Director, Milovan Farronato, these evening programmes will present Italian artists, or those that address Italian subject matter, once a month at the Trust’s HQ at Sloane Avenue. From December through to June next year, artists of different generations will show work that explores and expands the nature of their practice in the uniquely intimate environment of the residential HQ, creating a dynamic platform for participation and engagement.

Lezioni D’Italiano will begin with artist Patrizio Di Massimo on Monday 2nd December, followed by Chiari Fumai in January and Liliana Moro in February.

Patrizio Di Massimo: Patrizio Di Massimo will present a performance titled Monologue for two (picture above). The work is a monologue in the shape of dialogue between the artist and a video that portrays the artist. Di Massimo will be on stage physically but hidden behind a curtain; the video is instead realized with Morfo, an iPhone application that creates 3D avatars through processing a simple bi-dimensional portrait picture. In this work the artist deals with multiple projections of the self, in relation to reality and imagination, to what he could have been and what he is. Monologue for two is an intimate self-portrait, in which the artist invents himself for what he is.

Arabeschi di Latte: Each Lezione will feature a concurrent food element, conceived by Italian food design studio Arabeschi di Latte. Responding to a culinary understanding of a lesson as a series of instructions as contained in a cookbook, Arabeschi di Latte will reinterpret dishes in collaboration with chef Lucas Dominguez, inspired by the traditional Italian cookbook.

Nicoletta Fiorucci: Nicoletta Fiorucci, founder of Fiorucci Art Trust, says: ‘Fiorucci Art Trust works with artists from all around the world, but we wanted to do something specifically for artists from Italy or who engage with Italy in their practice. London offers so many opportunities for these artists which perhaps they are unable to find elsewhere, and we wanted to capitalise on this to create something truly exciting for all kinds of audiences.’
Also on show at the HQ at the same time as the first Lezioni will be Marc-Camille Chaimowizc’s installation, Cabinet Cocteau. Originally shown at Tate Modern’s A Bigger Splash show last year, the work is updated and transformed in the residential environment of the Fiorucci Trust HQ, taking over the entire first floor living room space. A major new installation by Goshka Macuga Death of Marxism, Women of All Lands Unite 2013, will also be on display.


About Fioucci Art Trust Fiorucci Art Trust was founded by Nicoletta Fiorucci in 2010 to promote contemporary art in both conventional and unconventional ways. With Milovan Farronato as Director, the Trust provides collaborative support for artist projects as well as publications and exhibitions. Fiorucci Art Trust stages Volcano Extravaganza, an annual artist-run month of art and design on the island of Stromboli. The Trust also supports institutions such as Studio Voltaire, Serpentine Gallery, Gasworks, Kunsthalle Basel, and runs an annual fellowship at Rijksakademie van beeldende Kunsten of Amsterdam.

Patrizio Di Massimo (b. Jesi, Italy, 1983) lives and works in London. He graduated from the Academy of Fine Arts of Brera, Milan, and received his MA from the Slade School of Fine Art, London. He is currently exhibiting at Gasworks, London, with the solo show The Lustful Turk.

He has participated in residencies at Stipendium Kunstzeitraum, Munich (2012), de Ateliers, Amsterdam (2009-2011), Sommerakademie at Centre Paul Klee, Bern (2010), Fondazione Banna Spinola per l’Arte, Banna di Poirino (2009). His upcoming exhibitions include solo presentations at Artissima, Turin, Kunsthalle Lissabon, Lisbon, Rowing Projects, London. Recent solo exhibitions include Voglio Vivere Così, T293, Rome, The Lustful Turk, Villa Medici, Rome and a performance at the Stedelijk Museum as part of the public program. In 2012 he was selected as a finalist in the Premio Italia 2012, hold at MAXXI, Rome and participated in La Storia che non ho vissuto (testimone indiretto), Castello di Rivoli, Rivoli, Ritual without Myth, Royal College of Art, London.
Chiara Fumai was born in Rome (1978) and lives in Milan. Recent exhibitions include: MUSAC, Leon (2013); Muzeon Art Park, Moscow (2013); Fondazione Querini Stampalia, Venice (2013); Futura Center for Contemporary Art, Prague (2013); Museo del Novecento, Milan (2013); Maison Rouge, Paris (2013); dOCUMENTA (13), Kassel (2012); Fondazione Bevilacqua La Masa, Venice (2012); Jeu de Paume, Paris (2011); Museo MAXXI, Rome (2011); Volcano Extravaganza, Stromboli (2011); Survival Kit Festival, Riga (2011), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Turin (2010), and SMART Project Space, Amsterdam (2009). The artist was the winner of the ninth edition of the Furla Prize 2013 which featured the staging of her new work I Did Not Say or Mean ‘Warning’ as parallel event of the Venice Biennale.

Liliana Moro was born in 1961 in Milan, where she lives and works. She graduated from the Accademia di Belle Arti di Brera a Milan, where she studied with Luciano Fabro. In 1989 she founded, with other artists, the Spazio di via Lazzaro Palazzi in Milan, active until 1993.
Liliana Moro has shown in major international group exhibitions includine Documenta IX, Kassel (1992), Aperto XLV Venice Biennale (1993) Castello di Rivoli, Turin (1994), Quadriennale, Rome (1996/2008), Moderna Museet, Stockholm (1998), PS1 ,New York (1999), De Apple, Amsterdam (1999) and the Biennal de Valencia (2001). Solo shows have included Galleria Emi Fontana, Milan (various); Gallery Greta Meert Bruxelles; MUHKA Antwerpen; and Fondazione Ambrosetti Brescia.
Recently, Liliana Moro has shown at the Italian Cultural Institute of Los Angeles (2008), and Fabbrica del Vapore Milan (2008), Fondazione A.Ratti Como (2012), and has participated in important group exhibitions including: Italics, Palazzo Grassi Venice (2008), Focus on Contemporary Italian Art, Mambo Bologna (2008), Celebration, Institution, Critique, Galleria Civica di Trento (2009), La Magnifica Ossessione, MART Rovereto (2012).

Arabesche di Latte is an Italian food design studio founded by Francesca Sarti in 2001. Blurring the boundaries between food and design and using food as a tool to communicate, Arabeschi di Latte has created and exhibited a variety of food-related projects such as pop up cafés, special dinners, performances and workshops around the world.
Among the projects realized are pop-up cafe “Pastificio”, presented for the first time in Tokyo in 2009; interactive installations such as “The Archeo Mill” for The “Future Food House” curated by Marije Vogelzang in Rotterdam; special food consultancies for brands including Fendi, Bally, Kenzo, San Pellegrino, Boffi, Discipline Design and galleries such as Phillips De Pury; and fruitful collaborations with Studio Toogood, Design Marketo and Apartamento Magazine.

Nicoletta Fiorucci is founder of the Fiorucci Art Trust, as well as a collector of contemporary art and supporter of museums and cultural organisations. Over the course of her career she has been chairwoman of the Fiorucci family business, founder and honorary president of ANIMA a foundation for the promotion of corporate social
responsibility, and president of Alta Roma fashion week. She has received several international awards for women who have made outstanding achievements in business.

Milovan Farronato is an art critic and independent curator. He is Director of the Fiorucci Art Trust. On behalf of the Trust he is developing the residential itinerant project Roadside Picnic and Volcano Extravaganza: a series of exhibitions, conferences and events in Stromboli. From 2005 to 2012 he was director of the non-profit organisation Viafarini and curator at DOCVA Documentation Centre for Visual Arts. From 2006 to 2010 he was Associate Curator of the Galleria Civica di Modena, where he has curated the solo exhibitions of Runa Islam, Ugo Rondinone, Yayoi Kusama, Katharina Fritsch, Katharina Grosse, Tobias Putrih, Christian Holstad and the group show Egomania.
Farronato is editor of the book Rolling Stone Roadside Picnic, Stromboli (Salerno Editore) and the catalogues: Repertorio Ornamentale – Enrico David (Kaledoiscope), Souvenir d’Italie – A non profit art story (Mousse Publishing), Un altro uomo che ha fatto sgocciolare il suo pennello – Katharina Grosse (Verlag der Buchhandlung W. König). He is a contributing editor of Mousse Magazine, Flash Art, ATPDiary, Fashion Trend. From 2001 to 2004 he worked as features editor for tema celeste. In 2010 and 2012 he was a consultant for MiArt Fieramilanocity. In 2010 he curated the Veuve Clicquot Art Prize and he was a member of the Jury of Arianne De Rothschild Prize. He teaches History of Contemporary Art at CLADEM, University IUAV, Treviso – Venice.




Picture caption:
Patrizio Di Massimo
Monologue for two, 2013
Performance, HD video, curtains
11 minutes 

AIDS Forum: John Giorno FABULOUS SEX/COMPASSION Artists Space 1993


Art fair in the web ...


Fra pochi giorni inizia la grande kermesse di Miami, quasi venti fiere d'arte in una stupenda località marina.

Può essere una piacevole settimana o anche una stancante rincorsa, nel dubbio si può sempre usare il web che sempre più offre servizi comodi e pratici anche per il mercato dell'arte.

Ad esempio il sito Artsy propone già oggi una preview delle opere proposte, che uno potrà comodamente vedere sul proprio tablet, confrontando prezzi e informazioni comodamente sdraiati sulla spiaggia di Miami anziché nei padiglioni sparsi per la città.

Turner Prize 2013 - Scegliere il meglio?


Eccoci a pochi giorni dall’assegnazione del famoso Turner Prize, che sarà reso pubblico il 2 Dicembre.

Questa edizione si svolge nel Nord Irlanda a London-Derry, quest'anno capitale della cultura inglese, che vede negli spazi del complesso militare di Ebrington dove sono state poste in confronto la ricerca figurativa maschile alquanto primordiale/ironica di David Shrigley con “Life Model” (2012), 


l’opera video-installativa di Laure Prouvost “Wantee” (2013), 


la pittura oscura di Lynette Yiadom-Broky e 


il gran bluf di Tino Seghal che era stato proposte alla Tate l’anno scorso con una grande delusione del pubblico che per l’anno delle Olimpiadi si aspettava sicuramente un’opera più fresca e significativa.


La giuria quest’anno è composta da  Annie Fletcher, Head of Exhibitions, Van Abbemuseum, Eindhoven; Susanne Gaensheimer, Director of Frankfurt’s Museum of Modern Art; Declan Long, writer and lecturer at National College of Art and Design, Dublin; Ralph Rugoff, Director of Hayward Gallery, London; capitanati da Penelope Curtis, Director of Tate Britain.
Su chi vanno i vostri pronostici?


* 02/12/2013 è stato poi assegnato a Laure Prouvost