Su tutt’altro
fronte la mostra al Museo Tinguely con le fotografie di Vera Isler, nota
fotografa svizzera, raccolte sotto il titolo “Face to face” e una selezione
delle opere assemblaggio di Edward Kienholz (1927–1994). Artista che non conoscevo
e di cui ho scoperto forti anticipazioni di un’estetica che oggi con Paul
McCarthy, Thomas Hirschhorn o Mike Kelly pare attualissima. Lavori che lasciano
alquanto inquieti e perplessi ma che hanno saputo precorrere una visione
fortemente critica della nostra modernità. Sicuramente in sintonia con
l’estetica dell’amico Tinguely anche se la declinazione erotica-critica è forte
e non sempre mi piace.
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21/02/12
Droga & Sex al museo delle antichità di Basilea
Il Basilea
Antikenmuseum ha una sezione denominata Skulpturhalle, si tratta di uno spazio
espositivo dedicato alla presentazione di calchi di antiche sculture. Il 2012 è
l'anno del Giubileo che ripercorrono 125 anni della sua storia. Con oltre 2200
calchi di sculture, bassorilievi e ritratti, la Skulpturhalle è la più grande
collezione di calchi in Svizzera.
In questo periodo
sono in corso due piccole esposizioni dai divertenti titoli "Pose
sensuale, curve sexy" nella sala scultura e “Sesso, Droga e lira” al museo
delle antichità. Una minuta raccolta di opere che raccontano nei due
intelligente progetti espositivi del cambiamento estetico e culturale della
figura scultorea greca e nelle figure dei noti vasi antichi. Un modo simpatico
di avvicinare il pubblico a materiale che spesso viene trascurato e visto in
modo secondario. La mostra è molto ben strutturata e anche se piccola permette
di toccare temi importante delle cultura antica greca.
Pierre Bonnard alla Fondazione Beyler
Spostandosi un poco
più a sud si giunge alla Fondazione Beyler di Basilea dove da poche settimane
ha preso avvio una stupenda mostra su Pierre Bonnard. Un luogo incantato per
una mostra delicata. E’ proposto uno dei pittori più quieti e romantici del
secolo scorso. Il suo uno stile luminoso che evolutosi dall’impressionismo ha
trovato una sua personale interpretazione nella diafana luminosità e nei
riflessi cromatici.
Sono proposte 60
opere che ci portano in attimi di quotidiano splendore solare. La mostra è
articolata per sei gruppi tematici, “La rue” “La salle à manger” “Intimité” “Le
miroir” “Le passage entre intérieur et extérieur” e “Le grand jardin”.
Esposizioni che creano un interessante confronto fra alcuni diversi periodi espressivi
dell’artista, il cui percorso artistico prende i primi passi nella cerchia dei
Nabis, per poi evolversi in una intima visione simbolista che si declina in
un’impressionistica percezione dello spazio, spesso urbano, del mondo
circostante.
In queste giornate di sole invernale la bellezza delle opere pare
esaltare questa leggerezza cromatica. Questo artista era molto amato fondatore
Ernst Beyeler, infatti sono molte le opere esposte proviene dalla collezione
della Fondazione, mentre il resto giunge da diversi collezionisti privati e
alcune importanti istituzioni museali internazionali.
R.Steiner al Vitra Design Museum
Un fine settimana
fra Zurigo e Basilea a Febbraio è un bel momento per godersi in totale quiete questo
angolo della Svizzera. Le proposte artistiche sono di alto profilo e molto
varie.
Il panorama dei
musei di questa piccola area sul confine della Germania, con quasi 40
istituzioni, spazia dal contemporanea all’arte antica, dalla tradizione storica
all’etnografia. Tutto molto vivace e ricco di sfaccettature. Si può andare così
alla scoperta di particolari temi e si possono ammirare straordinarie
collezioni, musei all'avanguardia e mostre emozionanti.
Iniziamo da un
museo privato il Vitra Design Museum, che della ricerca e dell’innovazione con
un alto profilo qualitativo ha fatto il traino dei suoi prodotti. Ora ha in
corso la mostra “Rudolf Steiner Alchimia quotidiana”, un’esposizione costruita
sul ricercato legame fra la forma e le “energie olistiche” del vivere umano
teorizzate da questo particolare personaggio. Influenzato inizialmente dall’Art
Nouveau R.Steiner trasforma il suo gusto e pensiero filosofico seguendo una
linea di idee che vedono le energie umane diventare centrali all’ambiente
circostante. La mostra è realizzata con diversi pezzi di mobili, disegni,
spezzoni di rari documentari e la ricca corrispondenza fra Steiner con
personaggi come Franz Kafka, Piet Mondrian, Richard Neutra e Else Lasker-Schüler.
Interessante poi il confronto con opere dei suoi contemporanei come Wassily
Kandinsky, Lyonel Feininger, Antoni Gaudí, Erich Mendelsohn e Frank Lloyd
Wright. Tra i momenti salienti della mostra un modello monumentale del
Goetheanum e due camere poligonali dei colori disegnato da Steiner nel 1913,
che sono state ricostruiti per l’occasione espositiva. Questa mostra il
prossimo anno farà tappa in Italia al Museo di arte moderna e contemporanea di
Trento e Rovereto. Parallelamente è in corso una mostra sul lavoro dei fratelli
Ronan e Erwan Bouroullec, noti designer internazionali.
20/02/12
Da omaggio a ricordo, Lucian Freud alla National Portrait
Corpi che stanno per collassare, lentamente ritratti nella loro struggente realtà quotidiana, gravemente spesso distesi a terra, ripresi in prospettive quasi aeree.
Passeggiando per la National Portrait, giusto dietro la più nota National Gallery nel cuore di Londra, la mostra antologica su Lucian Freud svela questo impietoso sguardo pittorico, forse anche un poco compiacente, che il grande artista ha realizzato durante i suoi tanti anni di carriera.
L’evento nato come omaggio è diventato, dopo la sua recente scomparsa, occasione di ricordo. Dal suo primo autoritratto del 1943 si giunge all’ultima opera che stava realizzando, un ritratto di un suo collaboratore con cane. Preparata con un lungo lavoro di studio e raccolta, delle opere più importanti, la mostra, ora diventa la prima grande antologica su questo complesso pittore inglese.
Tanta fisicità di vita così sprezzantemente proposta, in un sentore contemporaneo che non ha più filtri e che tutto vuole immediato e spregiudicato. La cruda visione di Freud è diventata uno stile che nato dall’espressionismo tedesco ha trovato nella sua rilettura una chiara versione introspettiva.
Ci sono 130 opere, che toccano tutti i temi e le declinazioni del ritratto, soprattutto della fisicità intima espressa. Grande esploratore di questo tema ha sviluppato uno stile che si è trasformato lentamente in una cifra unica e personale, copiata poi da tantissimi epigoni. Pittura che in certi casi rasenta la distruzione della carne stessa, in tantissime scaglie di frammenti di vita, pennellate di attimi che assemblate formano una identità.
Photo: Reflection (Self-portrait), 1985 - Private Collection, Ireland © The Lucian Freud Archive. Photo: Courtesy Lucian Freud Archive
Adobe Museum of Digital Media - L'arte sempre più immateriale ma per tutti
Se volete fare
un’interessante esperienza virtuale di arte contemporanea ora potete fruire
dell’ Adobe Museum of Digital Media, che da poco tempo ha avviato un suggestivo
progetto multimediale nel web.
Basta che vi
collegate al sito http://www.adobemuseum.com/ dove si potranno fare
diversi esperimenti interattivi “artistici” con opere di grandi artisti
internazionali.
Ci sono una serie
di piacevoli ideazioni dell'artista americano Tony Oursler, con una serie di
azioni interattive che giocano con i nostri sensi e idee.
Si possono
seguire alcune selezioni di progetti proposti dal curatore Thomas Goetz o
ascoltare le interessanti lezioni di John Maeda.
Recentissimo poi
il lavoro di Mariko Mori dal suggestivo titolo Tida Dome, che nella sua ricerca
fra spiritualità e tecnologia sta sviluppando un struttura installativa in
equilibrio fra mondo reale e mondo virtuale.
La fruizione è
molto semplice ed immediata, la grafica di altissimo livello e l'esperienza
alla fine è sia interessante sia divertente, che sia questa la vera arte per
tutti?
19/02/12
Yayoi Kusama, colori e neve
In queste fresche giornate parigine, ci si può riposare nei Jardins des Tuileries godendo del verde naturale e, in attesa dei fulgidi colori primaverili, con le psichedeliche cromie delle sculture di Yayoi Kusama che popolano questo angolo di Parigi.
L'evento è curato dalla Galleria Gagosian in concomitanza con la retrospettiva in corso in questo periodo al Centre Pompidou.
Dalla scrittura al gesto libero del disegno
Proveniente da Berlino, dove l’avevo già vista, ora nelle floreali stanze del Petit Palais è proposta una mostra sull’opera pittorica del noto premio nobel indiano per la letterature Rabindranath Tagore.
L'evento propone una vasta raccolta di opere di questo delicato artista che nella forma della pittura e dei disegni ha dato spazio alla sua creatività che andava oltre la scrittura. Il suo percorso artistico inizia tardi, dopo i 67 anni, quando inizia ad avvicinarsi a questa forma espressiva, che prosegue fino alla sua morte, producendo oltre 2500 lavori.
I suoi disegni hanno un’espressione forte e dalle primordiali forme, usando colori primari cupi ma dinamici. La sua produzione è semplice ma con una buona qualità. Animali fantastici, figure umane popolano i suoi lavori fatti su fogli con un gesto che riprendo quella della scrittura ma che si lascia libero di muoversi oltre la rigidità del pensare. I paesaggi sono particolarmente oscuri e inquietanti, misteriosi luoghi di un altrove che paiono ospitali ma lontani.
Scatole di preziose memorie
Nel
più elegante museo di Parigi, il sofistica Musée Cognac-Jay, è in corso una stupenda
mostra su 240 oggetti di eccezionale qualità,
si tratta di una delle più grandi collezioni di scatole e "oggetti di virtù"
francesi. Una raccolta di scatole mosca, tabacchiere, astucci di ricercata
fattura e originali forme. Col termine "oggetti di virtù" si intende
una serie di preziosi contenitori creati dagli emigrati protestanti dalla Francia,
tra cui c’erano molti artigiani in particolare orafi. Questi preziosi oggetti dalle
strutture più originali sono fatti con ricercati virtuosismi tecnici., veri capolavori
di invenzione e fantasia.
Fatti
prevalentemente in materiali preziosi con una profusione di oro, gemme, pietre
antiche, ricoperti di madreperla o delicati smalti, elaborati con miniature.
Nel
momenti di maggior splendore di questa produzione, la ricca nobiltà francese e
la dinamica borghesia gareggiava nello sfoggiare questi meravigliosi oggetti di
uso quotidiani. Poi lentamente il declino che però, grazie ad appassionati
collezionisti, sono stati amorevolmente raccolti e salvaguardati dalla
scomparsa.
18/02/12
Doisneau e les Halles
Presso il ridondante Hotel de Ville di Parigi è in corso una doppia
mostra una sul grande disegnatore Sempé e le sue note copertine e una sul famoso fotografo Robert Doisneau, 1912-1994, che ha come soggetto il vecchio complesso dei mercati delle Halles che
ora stanno subendo la seconda grande trasformazione, che vuole rinnovare il
cuore di Parigi in una nuova sicura area di socializzazione. Area di
commercializzazione e punto nodale del trasporto.
208 foto, la maggior parte degli anni 30, che raccontano la
vita quotidiana di quello che era il più grande mercato di Parigi. Luogo di un’umanità
che dal mattino presto fino al primo pomeriggio vedeva tutta la popolazione
muoversi fra questi prodotti per la vita quotidiana. La maggior parte sono
suggestivi scatti ritrattistici che mettono una intensa sensazione di vita e spontaneità
di questo universo di cui oggi non c’è più traccia, frammentato nei tanti
mercatini rionali.
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