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Visualizzazione post con etichetta Sonia Rosso. Mostra tutti i post
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02/10/12

Rolf Julius - Una Stanza della Quiete a Casa Rosso


Sabato 27 ottobre dalle 15 alle 21 e domenica 28 ottobre dalle 10 alle 18, a Casa Rosso, a Schierano (AT), si potrà visitare una Stanza della Quiete (o del Silenzio, dall'inglese Room of Stillness) con alcune opere di Rolf Julius. 




L'artista, in un suo testo del 1987, descrive una Stanza della Quiete come un luogo in cui “potersi ritirare per trovare quiete, dove si possa vedere, ascoltare e concentrarsi, dove ci si senta appartati dal mondo esterno pur continuando a farne parte. Dovrebbero essere stanze molto semplici, vuote, e creare, con l’aiuto dell’arte o della musica, o di tutte e due, un’atmosfera di pace”. 

Grazie all'ospitalità di Sonia Rosso, che per l'occasione aprirà al pubblico la sua casa, questo progetto trova una nuova occasione per avere luogo, dopo i due episodi precedenti, quello del 2007 in via Parma 31 a Torino, e quello del 2011 in via Reggio 27, sempre a Torino. 

a cura di:  Carlo Fossati e Sonia Rosso 
indirizzo: Casa Rosso, via della Vittoria 18, 14020 Schierano, fraz. di Passerano Marmorito (AT) 
info: m 3356142071 / 3396976119 casarosso18@gmail.com estatic.it soniarosso.com 


Una Stanza della Quiete a Casa Rosso 

Rolf Julius, in un suo testo del 1987, descriveva una Stanza della Quiete (o del Silenzio, dall'inglese Room of Stillness) come un luogo in cui “potersi ritirare per trovare quiete, dove si possa vedere, ascoltare e concentrarsi, dove ci si senta appartati dal mondo esterno pur continuando a farne parte. Dovrebbero essere stanze molto semplici, vuote, e creare, con l’aiuto dell’arte o della musica, o di tutte e due, un’atmosfera di pace”. 

E più in là nello stesso testo parla di come queste “stanze nascoste” potrebbero trovarsi ovunque, “in appartamenti privati o in edifici pubblici, potrebbero essere sottoterra, oppure sperdute in un bosco, vicino a un lago, o nel rumore della città”. Secondo Julius si dovrebbe avere accesso a questi luoghi “di quando in quando, ed essere in grado di viverci in solitudine. Secondo me, già soltanto sapere che queste zone di quiete esistono potrebbe aiutare questo mondo a calmarsi”. 

L'artista tedesco descrive anche un esempio reale di questo progetto, o meglio, citando le sue stesse parole “ il primo passo verso la realizzazione di una tale stanza”, ovvero l'allestimento di Chamber Music no.1 al GAK di Bremen, all'inizio di quello stesso anno. 

Il testo finisce con la sua visione - trasmessa a chiunque legga il testo - di “molte altre di queste stanze, alcune senza finestre, stanze contenenti soltanto un lavoro: una fluttuante lastra di ferro, ad esempio, che sembra fluttuare attraverso la musica, quietamente fluttuare.. Penso a stanze dentro le quali si possa stare da soli, stanze che creino un’atmosfera di quiete, ma non stupida quiete.. come dire, una quiete attiva, una specie di stato di sospensione, di quiete, sì”. 

Esattamente 20 anni dopo la stesura di quel testo, io proposi a Julius di realizzare a Torino un esempio di questo affascinante progetto, ciò che avvenne (lui accettò volentieri il mio suggerimento) a settembre del 2007 nello spazio espositivo di e/static, in via Parma 31, che lui aveva sempre amato, a partire dalla prima personale che vi allestì, nel 2001. 

E mi venne poi naturale la scelta di realizzare un secondo caso dello stesso progetto nell'aprile del 2011, in quello che, purtroppo, doveva essere un tributo alla memoria di questo grande artista e uomo, a meno di tre mesi dalla sua scomparsa. In una piccola sala di blank, in via Reggio 27 a Torino, allestii così una nuova Stanza della Quiete, in cui venivano presentate alcune opere molto strettamente legate ai suoi più grandi amori, la Finlandia, il Giappone, la sua famiglia, paesaggi minimi ma sconfinati e densi come universi, statici e vitali nello stesso tempo. La stanza era illuminata soltanto dalla luce di due piccole proiezioni video, da quella di una delle sue tipiche lampade da tavolo (posta sul pavimento della piccola stanza) e dalla luce naturale proveniente da una finestra, sul cui davanzale era appoggiata qualche pianta, così come gli piaceva fare a casa sua, a Berlino, dove decine e decine di piante di varie specie erano tutte disposte contro le grandi finestre, sulla soglia che divide, o meglio, unisce, mettendoli in comunicazione, il mondo esterno con quello interiore. 

Quando per la mia volta visitai la bella casa di Sonia a Schierano, così precisamente scandita in quattro diversi livelli (cinque, se si considera il grande pozzo sottoterra, una specie di inconscio del luogo), dalla penombra fresca del pianterreno alla smisurata apertura e luminosità del terrazzino in cima a tutti, intuii immediatamente che quello poteva essere il luogo giusto per creare una nuova Stanza. La presenza del paesaggio, insospettata quando ci si trovi al pianterreno, ma percepita già al secondo e poi ancor più nettamente al terzo piano, per manifestarsi con forza irresistibile una volta raggiunto il terrazzino, caratterizza questa casa in un modo per me unico. Sono sicuro che Casa Rosso a Julius sarebbe piaciuta moltissimo, e visitandola gli sarebbe venuta voglia di metterci qualcuna delle sue meravigliose piccole opere, paesaggi microscopici, a paragone di quello che sta intorno, ma in grado di riecheggiarlo, creando con esso un perfetto equilibrio, ovvero un'osmosi, fra l'interno e l'esterno. 

Proprio ciò che ogni volta mi accadeva di percepire a Berlino, in Sarrazinstrasse 10, dove lui visse e lavorò per quasi trent'anni e dove anche ebbe termine il suo percorso terreno. 

Questo è un omaggio che voglio fargli, ancora una volta, e anche una nuova occasione che si presenta (qui come a Berlino o in Texas o in Francia, dovunque venga allestita una sua opera) per ridare vita, limitata nel tempo e insieme eterna, a questi piccoli tesori, ricreando così il miracolo della sua arte meravigliosa e inimitabile. 

Ringrazio infinitamente Sonia Rosso, per la sua disponibilità e sensibilità nell'accettare subito con entusiasmo la mia proposta, ospitando nella sua casa questa piccola installazione. 

Carlo Fossati, 21 agosto 2012 




Casa Rosso 

La casa è a Schierano, nel Monferrato, tra Asti e Torino. E' una casa non grande ed atipica rispetto all'immaginario di una casa di campagna. 

E' nella via centrale del paese, stretta tra altre case, non ha terra e nemmeno un giardino, ma si sviluppa in altezza quasi a voler ironicamente gareggiare con le torrette dei castelli vicini. 

Ho sempre pensato che avesse un certo equilibrio e una giusta misura e che fosse senza pretese e imperfetta, ma generosa nel regalare scorci di infinito e buffa nella sua parodia di un'ascensione – dall'infernotto, tipico grottino per i vini, fino ai tetti e al cielo. 
Nelle giornate limpide, dalla piccola veranda in mansarda, lo sguardo scavalca i colli fino al Monviso e nelle giornate di nebbia a malapena si intravedono i castelli e le chiese. 

Schierano è sul crinale di un colle che spalleggia i boschi e i vigneti. 

Le strade sono puntellate da piloni votivi e le chiese sono severamente romaniche. 

Stranamente qui la noia non esiste ed il tempo passa veloce anche nel non fare nulla. Non lo definirei un luogo di quiete - i rumori sono quelli della campagna, ma è certamente un luogo di contemplazione e di calma. 

Un giorno Carlo Fossati venne a trovarmi e subito mi propose di realizzare una Room of Stillness di Rolf Julius. Sono stata felice di accettare perché mi è sembrato bello rendere omaggio ad un artista che amava la natura ed il paesaggio, ma ancora di più sono rimasta colpita e commossa dalla volontà di Carlo di proseguire idealmente a lavorare con Julius. 

Allo stesso tempo, questa occasione mi ha permesso di incominciare a definire l'idea di Casa Rosso. 
Ormai, lo spazio ‘creativo’ non è solo quello degli spazi pubblici o delle gallerie, ma anche quello di appartamenti, hotel e case private. 

Anche l'idea di casa-galleria non è nuova, ma Casa Rosso non è una galleria. E' una casa privata che, ospitando persone, eventi, idee e progetti, qualche volta non ha voglia di essere intima e riservata. 

Sonia Rosso, ottobre, 2012

immagini allegate: casa rosso, Sonia Rosso, 2012; room of stillness casa rosso, Carlo Fossati, 2012 

14/11/11

Torino fra anarchia e ospitalità


A Torino in questi giorni il tema dell’anarchia pare particolarmente di moda, ben due gallerie trattano questa tematica, anche se in modi molto diversi. Da Franco Soffiantino Sam Durant ha ideato un progetto dedicato al movimento anarchico attivo in Italia alla fine del XIX secolo, attraverso una serie di sculture di anarchici livornesi posti davanti a drappi neri e corredati di alcuni elementi esplosivi, il tutto nel nobile strumento del locale marmo delle vicine cave di Carrara. Tema simile ma in un aspetto documentativo presso lo spazio di e/static, in via Reggio 27, con il lavoro di Paul Hendrikse che presenta, dopo una variegata ricerca storiografica e in parte personale, elementi fisici e figurativi di uno storico insediamento di una colonia anarchica, fondata da Frederik van Eeden, presso Walden nella regione di Bussum. Ora quest’area è divisa in parte fra tante proprietà private e in parte zona militare dell’esercito olandese.

Criticità sociale anche presso la galleria di Franco Noero con i lavori molto, molto, minimali di Henrik Olesen. Presso la vicina ex galleria Sonia Rosso si è avviata una nuova sperimentazione artistica con un’azione di ospitalità ideata da Sonia Rosso e Jonathan Monk che rielaborano un progetto di albergazione, che già nel 2007 aveva iniziato a pulsare, per diventare ora un’azione di ospitalità creativa che vede come primo intervento un’azione di Scott Myles. Egli elabora uno spazio relazionale/albergativo molto elegante e suggestivo, con rimandi all’architettura degli anni settanta. Nella prima sala ha poi presentato un pannello realizzato a mano in cui la parola Work è stratificata da un processo cromatico.

Sono passato anche presso la galleria Guido Costa che purtroppo era chiusa.

09/03/10

Torino primi di Marzo


Inaugurazione al Blank "Campo volo 6, 13, 18 marzo 2010"

Passeggiata primaverile a Torino iniziata alla Gam dove sono in corsa tre eventi, il primo “Keep Your Seat: Stai Al Tuo Posto” un percorso fra design e arte, sul quotidiano oggetto della sedia. Mostra ben allestita e con interessanti abbinamenti fra elementi funzionali ed estetici. Molto utili i pannelli informativi e delicata la piccola sezione sulle intense opere di Chen Zhen. Al piano interrato una mostra che inizia col filmato di Alain Resnais “Tutta la memoria del mondo”, da cui il titolo dell’evento, e prosegue in un percorso di archiviazione e indagine, in un fascino inquietate sull’accumulo e sul racconto. Molto piacevole la zona dedicata al lavoro di James Beckett che del mondo produttivo industriale è un attento osservatore. Più storica e visiva la raccolta di disegni di Enrico Gamba proposti nella sezione Wunderkammer.

Dedicata alla recente storia la bella mostra “Torino sperimentale” alla Sala Bolaffi, in cui la città giustamente ricorda un particolare momento in cui il presente artistico fu ricco e stimolante, e di cui ancora oggi pare sentirsi il dinamismo e l’onda culturale.

Tentano di essere internazionali molte delle proposte delle gallerie più note della realtà contemporanea, come la proposta di Sonia Rosso con Annika Strom che presenta una serie di opere in bianco e nero e tre brevi video proiezioni, rapidi attimi di una quotidianità sognante.

Accanto, al terzo intervento presso gli spazi della Galleria Franco Noero, l'artista Rob Pruitt presenta iPaintings in cui alle immagini fotografiche si sovrappongono interventi pittorici oltre ad alcune opere di valore scultoreo.

Alla Galleria Soffiantino un delicato e poetico Josh Tonsfeldt che usa le percezioni quotidiane per il suo intervento creativo sottile ed architettonico.

Nel pomeriggio di sabato scorso, in Torino sono state avviate diverse proposte, una al Blank, prima di una breve rassegna sulle nuove energie giovanili torinesi, che ospita un intervento di Alis/Filliol dal titolo “Paesaggi a scavare”, a cui seguiranno Ludovica Carbotta e Cosimo Veneziano.
Questa iniziativa è molto preziosa, in quanto rare le occasioni private di apertura al territorio locale, che sempre disponibile all’accoglienza raramente trova sviluppo del suo dinamismo.

La Galleria Glance ha inaugurato una mostra con le nuove opere digitali di John F. Simon e l’associazione Barriera con Artegiovane ha invitato Maria Domenica Rapicavoli che propone il progetto “Zero gradi di separazione” sulla realtà e percezione del vivere a Corleone, evento curato da Claudio Cravero.