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Visualizzazione post con etichetta Jonathan Monk. Mostra tutti i post
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07/07/20

I palloni di Jonathan Monk al Quartz Studio

Jonathan Monk, Three Ball Total Equilibrium Tank and other problems, 2020 mixed media, courtesy the artist and Quartz Studio, Turin 
photo Beppe Giardino

Torino ha due grandi squadre di calcio e il pavimento in cementine di Quartz Studio, spazio non profit torinese, ha quasi i colori delle due squadre della città, un rosso granata e un bianco e nero vissuti. Tuttavia non sono state queste le fonti d'ispirazione di Jonathan Monk (Leicester, UK, 1969), perchè l'artista inglese ha concepito dei palloni da calcio speciali per Quartz, assecondando la sua passione per il calcio e per la sua squadra del cuore, il Leicester City Football Club. Il progetto nasceva nel 2016 da un dialogo speculativo sull'economia con l'artista Liam Gillick (Aylesbury, UK, 1964).


Jonathan Monk, Three Ball Total Equilibrium Tank and other problems, 2020 mixed media, courtesy the artist and Quartz Studio, Turin 
photo Beppe Giardino


Three Ball Total Equilibrium Tank and other problems prevede dieci edizioni (+1 AP), con la produzione, per l'occasione, di tre installazioni, ciascuna composta da sette cementine esagonali, che riprendono i colori delle cementine originali del pavimento di Quartz, e tre palloni realizzati in Germania, grazie alla consulenza tecnica di Giulia Mainetti dello studio Altofragile di Milano. 


Jonathan Monk, Three Ball Total Equilibrium Tank and other problems, 2020 mixed media, courtesy the artist and Quartz Studio, Turin 
photo Beppe Giardino


La mostra durerà fino al 25 Luglio, mentre a partire da Settembre Quartz avvierà un progetto di membership per sostenere le mostre di diversi artisti, italiani ed internazionali, ciascuno seguito da un curatore. Henri Chopin (Parigi, FR, 1922 - Norfolk, UK, 2008) a cura di  Eva Brioschi, Gernot Wieland (Vienna, AU, 1968) a cura di Zasha Colah, Giovanni Kronenberg (Milano, IT, 1974), Lihi Tujerman (Tel Aviv, Israel, 1985) a cura di Noam Segal, Martina Steckholzer (Vipiteno, IT, 1974) a cura di Lisa Parola ed Alice Channel (Oxford, UK, 1977). 

Un progetto attento alla comunità e che rinnova lo speciale percorso di questo spazio indipendente.


Jonathan Monk, Three Ball Total Equilibrium Tank and other problems, 2020 mixed media, 
courtesy the artist and Quartz Studio, Turin 
photo Beppe Giardino


Jonathan Monk, Three Ball Total Equilibrium Tank and other problems, 2020 mixed media, 
courtesy the artist and Quartz Studio, Turin 
photo Beppe Giardino

14/06/20

Three Ball Total Equilibrium Tank di J.Monk al Quartz di Torino



Lunedì 15 giugno 2020 alle ore 18.00, dopo la lunga pausa causata dal Covid 19, Quartz Studio ha il piacere di presentare Three Ball Total Equilibrium Tank and other problems, un'edizione di Jonathan Monk (Leicester, UK, 1969) concepita appositamente per lo spazio no profit torinese. Il progetto di quest'edizione, dopo quella del Poster (Manifesto) realizzata in collaborazione con Maurizio Nannucci nel 2014, era rimasto in sospeso dopo la mostra Cool Your Jets (2016), frutto del dialogo tra Liam Gillick e Jonathan Monk, attorno ai temi del calcio e dell'economia. Ora l'idea, con i tempi dilatati dall'emergenza sanitaria, finalmente prende forma a sostegno di Quartz con la realizzazione di 10 edizioni (+1 AP). Per l'occasione sono state prodotte tre installazioni, ciascuna composta da sette cementine esagonali che riprendono i colori delle cementine originali del pavimento di Quartz e tre palloni realizzati in Germania nel 2016, grazie alla consulenza tecnica di Giulia Mainetti dello studio Altofragile di Milano. Il progetto originale per la mostra Cool your Jets - scrive il critico Marco Scotti - nasceva da un dialogo tra Jonathan Monk e Liam Gillick, in cui alle domande poste dal secondo su temi legati alla sociologia contemporanea, il primo rispondeva con citazioni dal mondo del calcio. Nei continui incroci di Jonathan Monk tra arte concettuale e dimensione autobiografica, questo sport torna regolarmente, a partire dal suo amato Leicester City Football Club. Tra i dati e le memorie personali dell’artista troviamo così le azioni modificate tramite ritagli di The little things make all the difference, foto di azioni leggermente modificate cambiando la posizione della palla, Keep Stills, dove lettere trasferibili sono sovrapposte a vecchie fotografie – a volte di giocatori -  per comporre frasi di On Kawara, oppure le mappe di Alighiero Boetti ripensate con le maglie da calcio al posto delle bandiere e le sculture di Sol LeWitt trasformate in funzionali porte da calcio.

Jonathan Monk (Leicester, UK, 1969) vive e lavora a Berlino. Nel 1991 si è laureato alla Glasgow School of Art. Nel suo lavoro adotta l’estetica e i metodi del concettualismo artistico degli anni Sessanta, permeando tuttavia la tradizione di umorismo, leggerezza ed elementi autobiografici. Mostre personali del suo lavoro sono state organizzate dal Centre for Contemporary Arts di Glasgow (1992 e 1994), dal Centre d’Art Contemporain di Neuchatel (1997), dal Museum Kunst Palast di Düsseldorf (2003), dall’Institute of Contemporary Art di Londra (2005), dal Kunstverein Hannover (2006), dal Palais de Tokyo + Musee d'Art Moderne di Parigi (2008) e dall'Artpace di San Antonio (2009). Il suo lavoro è stato incluso in mostre collettive come Taipei Biennial (2000), Berlin Biennale (2001), Biennale di Venezia (2003), Whitney Biennial (2006), Prague Biennale (2007) e Panama Biennale (2008). Jonathan Monk è rappresentato da Casey Kaplan, New York (USA); Lisson Gallery, Londra (UK); Nicolai Wallner, Copenhagen (Denmark); Meyer Riegger, Karlsruhe/Berlino (Germania); Dvir Gallery, Tel Aviv, (Israele); Massimo Minini, Brescia (Italia).

Quartz Studio ringrazia l'artista e Sonia Rosso per gli indispensabili consigli. La mostra resterà aperta dall'8 giugno al 25 luglio 2020, su appuntamento. Quartz Studio ora è anche su Instagram

 


On Monday, June 15, 2020 at 6:00 pm, after the long pause caused by Covid-19 pandemic, Quartz Studio is pleased to present Three Ball Total Equilibrium Tank and other problems, an edition by Jonathan Monk (Leicester, UK, 1969), purposely conceived for the Turin non-profit space. The project of this edition, following the one of Poster (Manifesto), realized in collaboration with Maurizio Nannucci in 2014, was pending since the exhibition Cool Your Jets (2016), resulting from a dialogue between Liam Gillick and Jonathan Monk on the topics of soccer and economy. Now, within the expanded time of the health emergency, that idea finally takes shape in order to support Quartz through the production of an edition of 10 (+1 AP). On the occasion, three installations have been produced. Each of them is composed by seven hexagonal cement tiles replicating the colors of the original Quartz floor cement tiles and three balls realized in Germany in 2016, thanks to the technical advice of Giulia Mainetti from Altofragile studio, Milan .  The original project for the exhibition Cool Your Jets - writes the critic Marco Scotti – was born from a conversation between Jonathan Monk and Liam Gillick, in which to the questions posed by the latter related to themes of contemporary sociology, the former replied with quotations from the world of football. In Monk’s continuous interactions between conceptual art and autobiography, this sport regularly recurs, starting with his beloved Leicester City Football Club. Amidst the artist’s memories and works we find the collages The little things make all the difference, photos of actions during football matches slightly modified changing the position of the ball, Keep Stills, where letraset letters are superimposed over heads within old photographs - occasionally footballers - to compose phrases from On Kawara, or Alighiero Boetti’s world maps redesigned through football uniforms instead of national flags, and minimal sculptures by Sol LeWitt transformed into functional football goals.

Jonathan Monk (Leicester, UK, 1969) lives and works in Berlin. Monk received a BFA from Leicester Polytechnic in 1988 and an BFA from Glasgow School of Art in 1991. In his work, Monk adopts the esthetics and practices of 1960s Conceptualism, but infuses the tradition with humor, levity, and autobiographical elements. Solo exhibitions of his work have been organized by Centre for Contemporary Arts in Glasgow (1992 and 1994), Centre d'Art Contemporain in Neuchatel (1997), Museum Kunst Palast in Dusseldorf (2003), Institute of Contemporary Art in London (2005), Kunstverein Hannover (2006), Palais de Tokyo + Musee d'Art Moderne in Paris (2008), and Artpace in San Antonio (2009). His work has also been included in group exhibitions such as Taipei Biennial (2000), Berlin Biennale (2001), Venice Biennale (2003), Whitney Biennial (2006), Prague Biennale (2007), and Panama Biennial (2008). Jonathan Monk is represented by Casey Kaplan, New York (USA); Lisson Gallery, London (UK); Nicolai Wallner, Copenhagen (Denmark); Meyer Riegger, Karlsruhe/Berlin (Germany); Dvir Gallery, Tel Aviv, (Israel); Massimo Minini, Brescia (Italy).

Quartz Studio would like to thank the artist and Sonia Rosso for the precious advice. The exhibition will be open from June 15 to July 25 2020 by appointment. Quartz Studio is now on Instagram
 


QUARTZ STUDIO
via Giulia di Barolo 18/D
10124 Torino
 
JONATHAN MONK
Three Ball Total Equilibrium Tank and other problems
15 giugno 2020 h 18:00

15.06.2020 - 25.07.2020


image credit: Jonathan Monk, Three Ball Total Equilibrium Tank and other problems, 2020 sketch on paper, courtesy of the artist and Quartz Studio, Turin

25/01/20

Exhibit Model di Jonathan Monk.




E' in corso, fino al 1 Febbraio, una nuova tappa dell'iniziativa Exhibit Model di Jonathan Monk.



Una particolare iniziativa di riflessione sulla forma espositiva e su alcune storiche opere degli artisti ideate negli anni '60/'70.



Dopo la Kunsthaus Baselland (2016), Galleri Nicolai Wallner, Copenaghen (2016), VOX, Montreal (2017), Kindl Centre for Contemporary Art, Berlino (2019), Casey Kaplan Gallery, New York (2019), ora il progetto è giunto al CCA di Tel Aviv, un bel progetto molto interessante e suggestivo.



04/11/17

Collegati Scollegati Collegati...



Anche quest'anno ci sara COLAZIONE A BARRIERA 2017 Domenica, 5 novembre dalle ore 10.00 fino alle 12,00 e poi la mostra Collegati Scollegati Collegati... di Jonathan Monk e Ariel Schlesinger

La mostra inizia con i tre puntini alla fine del titolo. Di solito i puntini vengono usati per creare un senso di attesa, in questo caso è proprio così. I puntini intensificano l'infinita circolarità del titolo e, forse, anche dell’esibizione. Gli artisti hanno deciso di non confrontarsi durante la fase di preparazione del progetto; infatti, scopriranno le loro rispettive opere solo all'inizio dell'allestimento. La speranza è che si possano creare dei legami, dei collegamenti. Tuttavia, anche se non ci fossero dei riferimenti evidenti, i singoli elementi scollegati saranno incoraggiati e persino costretti a collegarsi tra di loro una volta collocati fianco a fianco…

Progetto realizzato in collaborazione con la Galleria Massimo Minini


Inaugurazione domenica, 5 novembre alle ore 10.00.

Apertura della mostra dal 05 novembre al 16 dicembre 2017.
Orari da giovedì e venerdì dalle 15.00 alle 19.00 e sabato dalle 10.00 alle 13.00.


Didascalia:

Ariel Schlesinger e Jonathan Monk
Torino, 2017
Found postcard, 15 x 10,5 cm
Courtesy gli artisti e la Galleria Massimo Minini


Nell'ambito di Colazione a BARRIERA 2017 sarà inaugurata anche la seconda edizione di PILLS a cura di Giulia De Giorgi e Maria Elena Marchetti — progetto che vuole far conoscere la realtà dei giovani artisti dell’Accademia torinese che questo anno vede protagonisti Alberto Papotto e Mohsen Baghernejad Moghanjooghi.



BARRIERA
http://www.associazionebarriera.com
associazione.barriera.torino@gmail.com
Via Crescentino 25, Torino
Giovedì e Venerdì dalle 15.00 alle 19.00
Sabato dalle 10.00 alle 13.00















28/11/16

The Land That Time Forgot



E’ in corso, fino al 22 Dicembre, presso lo Studio Salvo, in via Alfonso Bonafous 2, una dialogo fra artisti.


L’opera di Salvo è stata riattivata in un’intervento di Jonathan Monk. L’artista inglese ha stampato alcune immagini di paesaggi dipinti dall'artista Salvo intervenendo poi con un gesto pittorico selettivo, selezionando alcun porzioni, quasi sempre gli alberi, che appartengono alla composizione originale.


Isolando questo modello, Monk si concentra sul concetto di ripetizione, quindi offrendo una nuova prospettiva sulla approccio artistico di Salvo, nonché riflettere sul proprio gesto creativo.


La mostra è visitabile contattando il numero + 39 331 1387463


Studio Salvo
Via Alfonso Bonafous 2
10123 Torino, Italia
+ 39 331 1387463















04/11/16

Jonathan Monk at Archivio Salvo

Jonathan Monk

The Land That Time Forgot
4th November – 22nd December 2016

O P E N I N G
4th November 2016, 1- 3 pm

O P E N I N G  T I M E S
During Artissima
4th November 2016, 3 – 7 pm
5th November 2016, 10 am – midnight
6th November 2016, 10 am – 7 pm

From 7th November, by appointment


Studio Salvo
Via Alfonso Bonafous 2
10123 Torino, Italia
+ 39 331 1387463
info@archiviosalvo.com
www.archiviosalvo.com
Copyright © 2016 Archivio Salvo, All rights reserved.
--

mailing address is:

Archivio Salvo
Via Bava 1 bis
10124 Torino

19/04/16

Gillick/Monk al Quartz




Presso lo Quartz Studio c'è "Cool Your Jets" slittamenti artistici di Liam Gillick e Jonathan Monk. Quando il senso delle cose muta nell'uso quotidiano e si trasforma il passato per un presente più ludico.



14/11/11

Torino fra anarchia e ospitalità


A Torino in questi giorni il tema dell’anarchia pare particolarmente di moda, ben due gallerie trattano questa tematica, anche se in modi molto diversi. Da Franco Soffiantino Sam Durant ha ideato un progetto dedicato al movimento anarchico attivo in Italia alla fine del XIX secolo, attraverso una serie di sculture di anarchici livornesi posti davanti a drappi neri e corredati di alcuni elementi esplosivi, il tutto nel nobile strumento del locale marmo delle vicine cave di Carrara. Tema simile ma in un aspetto documentativo presso lo spazio di e/static, in via Reggio 27, con il lavoro di Paul Hendrikse che presenta, dopo una variegata ricerca storiografica e in parte personale, elementi fisici e figurativi di uno storico insediamento di una colonia anarchica, fondata da Frederik van Eeden, presso Walden nella regione di Bussum. Ora quest’area è divisa in parte fra tante proprietà private e in parte zona militare dell’esercito olandese.

Criticità sociale anche presso la galleria di Franco Noero con i lavori molto, molto, minimali di Henrik Olesen. Presso la vicina ex galleria Sonia Rosso si è avviata una nuova sperimentazione artistica con un’azione di ospitalità ideata da Sonia Rosso e Jonathan Monk che rielaborano un progetto di albergazione, che già nel 2007 aveva iniziato a pulsare, per diventare ora un’azione di ospitalità creativa che vede come primo intervento un’azione di Scott Myles. Egli elabora uno spazio relazionale/albergativo molto elegante e suggestivo, con rimandi all’architettura degli anni settanta. Nella prima sala ha poi presentato un pannello realizzato a mano in cui la parola Work è stratificata da un processo cromatico.

Sono passato anche presso la galleria Guido Costa che purtroppo era chiusa.

05/12/10

Giornate di fine novembre torinese



Con l’arrivo dell’autunno si ritirano in casa le piante e se si ha un bell’albero lo si sega a più livelli e lo si conserva nei diversi piani.

Idea più che coerente nel mondo umano che sempre più usa a suo diletto la natura, per cui Henrik Håkansson mette a dimora una giovane quercia torturandola a più sezioni nella nota Galleria Franco Noero.

Ma non si vorrebbe cadere nella polemica, sarebbe poi pubblicitaria, per cui si prende atto di come tutto serva ad affascinarci un attimo, perché poi l’effetto è molto piacevole. Crudelmente interessante, come la trasformazione di un mobile di Calder, che sempre l’artista realizza nella project room GFN vicino a Santa Giulia. Sul lato opposto altra project room GFN presenta 5 opere di 5 artisti (Kirsten Pieroth, Fernando Ortega, Saâdane Afif, Superflex, Danh Vo) scelti da un artista (Patrick Charpenel).

Più goliardica la proposta da Sonia Rosso di Douglas Gordon e Jonathan Monk, che nel miglior stile inglese vengono in Italia per divertirsi.

Norma Mangione Gallery presentare la prima mostra personale italiana dell’artista americano Garth Weiser con una serie di affascinati quadri dal delicato effetto pop.

Molto interessante la ricerca di Goshka Macuga sul percorso incrociato con Pinot Gallizio proposto dalla galleria Martano e curata da Francesca Comisso.

In via della Rocca la Galleria Roccatre propone delicati lavori Fausto Melotti mentre sul lato opposto nella sua project room ci sono i leggeri lavori Giada Giulia Pucci.

Sulla stessa via la galleria Alberto Peola espone le nuove opere di Laura Pugno, sempre più poetiche e delicate, che proseguono il suo percorso di visione ambientale/interiore.

Da Photo& Contemporary le opere di Emil Lukas, trasformazioni fisiche delicate e con un’impronta naturalistica.

Da Guido Costa Projects una serie sguardi fotografici di Miroslav Tichy, frastagliati attimi di vita in bilico fra memoria e opera artistica.