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Visualizzazione post con etichetta Pinot Gallizio. Mostra tutti i post
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13/11/12

A Bigger Splash. La Pittura dopo la Performance.



Presso la Tate Modern di Londra prende avvio dal 14 Novembre una interessante mostra che mette in correlazione la pittura astratta con la performance. 

Se già Pollock nel suo realizzare un gesto astratto sulle ampie tele anticipò una certa dinamica espressiva, agendovi sopra fisicamente, questa lentamente diventò una vera pratica indipendente con azioni come quelle di Nike de St Phalle o Jack Smith. 

La mostra « A Bigger Splash: Painting after Performance » accresce così la relazione fra opera statica e consolidata, come la tradizione della pittura su quadro, con una pratica contemporanea e innovativa che trova consolidamento nella classicità. 

1950, 1960 e oltre, tra cui Niki de Saint Phalle, Pinot Gallizio, i giapponesi del Gutai e gli azionisti viennesi. 

Queste esplorazioni di giochi di ruolo e l'illusione che includono video, come l'Art Bruce Nauman Make-Up 1971, foto, come Cindy Sherman autoritratti travestiti da personaggi strani, e foto di scena.

16/05/12

Stanze albesi - Memoria per Pinot Gallizio



Finalmente la città di Alba ha dedicato uno spazio permanente ad uno dei suoi artista più importanti, Pinot Gallizio. 

Nella centrale piazza del Duomo al secondo piano del Centro Studi Beppe Fenoglio, sono state allestite alcune stanze con dei lavori e documenti di questo affascinate artista albese. Si tratta dell’”Anticamera della morte” sua ultima opera e di una parte della ricca biblioteca, oltre a materiale di archivio e fotografie. 

Personaggio poliedrico e in continuo rinnovamento Gallizio ha portato, nella tranquilla cittadina di Alba, un’anticipazione dell’arte internazionale. Entrato in contatto con un gruppo di artisti del nord Europa, durante un’esperienza artistica ad Albissola, espanderà le sue suggestive idee artistiche in un circuito internazionale. 

Quest’apertura è realizzata in un corollario di eventi raccolto nel progetto “Senza Titolo” dedicata a Pinot Gallizio, curata da Liliana Dematteis, che vedono l’esposizione del rotolo di pittura industriale, lungo 74 metri realizzato nel 1958, recentemente acquistato dalla Tate Modern di Londra, completamente visibile nella chiesa di San Domenico. 

Molto importante l’operato dell’ Archivio Gallizio che da anni tutela e sostiene il ricco patrimonio di opere dell’artista, con diverse azioni fra cui la realizzazione del catalogo delle opere curato da Maria Teresa Roberto con Francesca Comisso e Giorgina Bertolino, sostenuto dalla Fondazione Ferrero. 

Il prossimo appuntamento con la rassegna è per Sabato 19 Maggio, nella chiesa di San Domenico dove si affiancheranno al grande rotolo di pittura industriale di Gallizio opere di Anna Scalfi Eghenter e di Cesare Pietroiusti che, secondo nuove e differenti prospettive riflettono sui concetti di valore, produzione, unicità e serialità che furono alla base della pittura industriale.

05/12/10

Giornate di fine novembre torinese



Con l’arrivo dell’autunno si ritirano in casa le piante e se si ha un bell’albero lo si sega a più livelli e lo si conserva nei diversi piani.

Idea più che coerente nel mondo umano che sempre più usa a suo diletto la natura, per cui Henrik Håkansson mette a dimora una giovane quercia torturandola a più sezioni nella nota Galleria Franco Noero.

Ma non si vorrebbe cadere nella polemica, sarebbe poi pubblicitaria, per cui si prende atto di come tutto serva ad affascinarci un attimo, perché poi l’effetto è molto piacevole. Crudelmente interessante, come la trasformazione di un mobile di Calder, che sempre l’artista realizza nella project room GFN vicino a Santa Giulia. Sul lato opposto altra project room GFN presenta 5 opere di 5 artisti (Kirsten Pieroth, Fernando Ortega, Saâdane Afif, Superflex, Danh Vo) scelti da un artista (Patrick Charpenel).

Più goliardica la proposta da Sonia Rosso di Douglas Gordon e Jonathan Monk, che nel miglior stile inglese vengono in Italia per divertirsi.

Norma Mangione Gallery presentare la prima mostra personale italiana dell’artista americano Garth Weiser con una serie di affascinati quadri dal delicato effetto pop.

Molto interessante la ricerca di Goshka Macuga sul percorso incrociato con Pinot Gallizio proposto dalla galleria Martano e curata da Francesca Comisso.

In via della Rocca la Galleria Roccatre propone delicati lavori Fausto Melotti mentre sul lato opposto nella sua project room ci sono i leggeri lavori Giada Giulia Pucci.

Sulla stessa via la galleria Alberto Peola espone le nuove opere di Laura Pugno, sempre più poetiche e delicate, che proseguono il suo percorso di visione ambientale/interiore.

Da Photo& Contemporary le opere di Emil Lukas, trasformazioni fisiche delicate e con un’impronta naturalistica.

Da Guido Costa Projects una serie sguardi fotografici di Miroslav Tichy, frastagliati attimi di vita in bilico fra memoria e opera artistica.