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31/10/12

Ricerche fra immagine e suono



L’associazione culturale e/static di Torino, col supporto di Giuseppe Gavazza, ha appena lanciato un’iniziativa di crowdfunding su Kickstarter per realizzare il progetto"Why Black? Why Red? Joan La Barbara sings Rolf Julius", parte dell'iniziativa "Morton Feldman e Rolf Julius - Music for a long time"; per la precisione, il progetto si riferisce al concerto che si terrà Sabato 15 Dicembre 2012 al Castello di Rivoli.
Questa iniziativa è un omaggio a Rolf Julius, mancato quasi due anni fa, un artista che ha spesso interagito con questo spazio culturale torinese.
Se volete aiutare questa iniziativa ad avere successo, basta creare un account Amazon, dichiarando l'intenzione di sostenere questo progetto su Kickstarter, per la somma che si desidera, a partire dal contributo minimo ($5), fino a quello massimo di $250 (o più), quindi si lasciano i dati della propria carta di credito, e soltanto quando la sottoscrizione sarà conclusa (in questo caso, il 24/11/12), se il limite prefissato sarà stato raggiunto, Amazon effettuerà il prelievo dalla carta.
Chi volesse contribuire per un valore pari o superiore a $25 (l'equivalente di €19,30), potrà avere, quando sarà prodotto e pubblicato (entro la primavera 2013), una copia del dvd con le riprese audio-video del concerto del 15 Dicembre, quando la straordinaria vocalist americana Joan La Barbara, nella grande sala 36 al 3° piano del Museo del Castello di Rivoli, improvviserà su alcune grandi 'partiture' (in verità, vere opere di arte visiva) di Rolf Julius, per la prima volta in assoluto, realizzando un sogno lungamente accarezzato da quel grande artista tedesco, che tanto ha contribuito a fare di e/static, con la sua appassionata partecipazione a tante delle iniziative, una realtà di un certo rilievo nel panorama internazionale.
Carlo Fossati, direttore di e/static, con la preziosa collaborazione di Giuseppe Gavazza, co-curatore del progetto, sta lavorando da più di un anno per preparare l'evento, e purtroppo sono venuti a mancare contributi istituzionali attesi, indispensabili per la sua completa riuscita. Ecco il perché di questa iniziativa dicrowdfunding, una modalità molto praticata negli USA, ma qui ancora agli esordi. E in una situazione come quella europea, e italiana in particolare, per quanto riguarda i finanziamenti alla cultura, questa appare veramente come l'ultima frontiera, in grado di suscitare, finalmente, qualche speranza di cambiamento.
Foto a sinistra : Joan La Barbara © 2009, Mark Hahaney; a destra: Rolf Julius, Piano Piece nr.4, 2007 (part.) © 2012, e/static and Rolf Julius estate

14/11/11

Torino fra anarchia e ospitalità


A Torino in questi giorni il tema dell’anarchia pare particolarmente di moda, ben due gallerie trattano questa tematica, anche se in modi molto diversi. Da Franco Soffiantino Sam Durant ha ideato un progetto dedicato al movimento anarchico attivo in Italia alla fine del XIX secolo, attraverso una serie di sculture di anarchici livornesi posti davanti a drappi neri e corredati di alcuni elementi esplosivi, il tutto nel nobile strumento del locale marmo delle vicine cave di Carrara. Tema simile ma in un aspetto documentativo presso lo spazio di e/static, in via Reggio 27, con il lavoro di Paul Hendrikse che presenta, dopo una variegata ricerca storiografica e in parte personale, elementi fisici e figurativi di uno storico insediamento di una colonia anarchica, fondata da Frederik van Eeden, presso Walden nella regione di Bussum. Ora quest’area è divisa in parte fra tante proprietà private e in parte zona militare dell’esercito olandese.

Criticità sociale anche presso la galleria di Franco Noero con i lavori molto, molto, minimali di Henrik Olesen. Presso la vicina ex galleria Sonia Rosso si è avviata una nuova sperimentazione artistica con un’azione di ospitalità ideata da Sonia Rosso e Jonathan Monk che rielaborano un progetto di albergazione, che già nel 2007 aveva iniziato a pulsare, per diventare ora un’azione di ospitalità creativa che vede come primo intervento un’azione di Scott Myles. Egli elabora uno spazio relazionale/albergativo molto elegante e suggestivo, con rimandi all’architettura degli anni settanta. Nella prima sala ha poi presentato un pannello realizzato a mano in cui la parola Work è stratificata da un processo cromatico.

Sono passato anche presso la galleria Guido Costa che purtroppo era chiusa.