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27/04/13

Passeggiata torinese di fine mese



Una giornata bigia a tratti piovoso mi ha accompagnato in un giro di spazi artistici torinesi. Iniziato dalla estatic con l’omaggio di un gruppo di amici a Rolf Julius. Visitato poi il nuovo edificio del Polo Universitario per le Facoltà Umanistiche di Norman Foster, caratterizzato da un pesante piano di copertura. Opere incisioni sia da Van Der con i lavori del gruppo femminile “Studio Arturo” che da Opere Scelte con le opere storiche di Walter Dahn. Molto suggestivo l’intervento di George Rousse dalla Galleria Zabert. Passeggiata conclusasi da Guido Costa dove è in corso una mostra dei recenti lavori di Philip Akkerman.


23/04/13

Things he would like / 2



Domenica 28 aprile 2013 al Munlab, Ecomuseo dell'Argilla in via Camporelle 50 a Cambiano (TO), dalle 11.30 fino alle 18.30, il secondo appuntamento di "Things he would like / Cose che gli piacerebbero", un progetto di e/static dedicato a Rolf Julius

Alcune opere dell'artista tedesco verranno allestite nello studio di Andrea Caretto e Raffaella Spagna, e una all'esterno, in un luogo nei dintorni della cava d'argilla della Fornace Carena.

Nella stessa occasione verrà presentato, in anteprima assoluta, il dvd "Why Black? Why Red? Joan La Barbara sings Rolf Julius".

    

15/12/12

Why Black? Why Red? Joan La Barbara sings Julius



Stasera, sabato 15 dicembre alle ore 21, nella sala 36 al 3° piano del Museo del Castello di Rivoli, nell'ambito di Rivolimusica 2012-13, Joan La Barbara presenterà Why Black? Why Red?, di Rolf Julius (prima mondiale in assoluto) e Solitary Journeys of the Mind, di Joan La Barbara.

13/11/12

Morton Feldman e Rolf Julius, Music for a long time Con Joan La Barbara e il Quartetto d’Archi di Torino



Nel 1979 Rolf Julius creò un importante lavoro, Dyke Line, composto da 10 fotografie in bianco e nero messe in linea orizzontale, tutte apparentemente uguali fra di loro. Lui stesso mi disse, pochi anni fa, che il suo intento era di realizzare l'equivalente visivo della musica di Morton Feldman, il suo senso di 'endlessness'. Non sapevo invece – fino a circa tre anni fa – che Giuseppe Gavazza stava accarezzando da tempo un suo sogno, l'esecuzione 'torinese' del Secondo Quartetto d'Archi di Morton Feldman, quello noto per la sua smisurata lunghezza. Intanto, i miei tentativi per realizzare un vecchio sogno di Julius, una performance della grande Joan La Barbara, che improvvisasse davanti ai suoi 'dots' rossi e neri, si susseguivano nel tempo, per fallire ogni volta, e lui ci lasciò, all'inizio del 2011, prima di poter assistere alla realizzazione di quel sogno (curiosamente, anche meno di due mesi prima della sua performance nella celebre Rothko Chapel di Houston, così strettamente legata allo stesso Feldman). Proprio nell'estate di tre anni fa proposi a Giuseppe di creare un progetto che unisse i due sogni, così pieni di coincidenze e precisi rimandi (Feldman creò proprio per Joan La Barbara la sua straordinaria composizione Three Voices) e anche perché, a volte, l'unione fa la forza, e insieme si può riuscire dove non è riuscito ad ognuno. Finalmente, grazie all'interessamento di Andrea Maggiora, che ha inserito i due concerti nella programmazione 2012-13 dell'Istituto Musicale di Rivoli, e a quello di Beatrice Merz, Direttore del Museo del Castello di Rivoli, all'interno del quale verranno allestite alcune grandi opere di Rolf Julius, essenziali soprattutto per l'improvvisazione vocale di La Barbara, il nostro sogno, mio, di Giuseppe Gavazza e soprattutto di Rolf Julius, a cui “Music for a long time” è dedicato, si avvererà, il prossimo dicembre. 

Il progetto mette in gioco diverse componenti: la musica di un autore assai importante della seconda metà del secolo scorso, Morton Feldman, il lavoro a sua volta molto particolare di un artista visivo (purtroppo recentemente scomparso) che utilizzava spesso l'elemento suono per costruire le sue opere, Rolf Julius, più alcuni performers: il Quartetto d'archi di Torino (Vittorio Marchese, Umberto Fantini, Andrea Repetto, Manuel Zigante) e la grande vocalist americana Joan La Barbara, che si esibiranno, i primi nell'esecuzione dello String Quartet II di Feldman e la seconda nell'improvvisazione vocale su alcune grandi scores (partiture) di Julius. 

Il Quartetto d'archi di Torino, va detto, ha già eseguito il cosiddetto 'quartetto lungo' (così definito per la sua straordinaria lunghezza: fra le 5 e le 6 ore) di Feldman per due volte negli ultimi anni, la prima a Bolzano nel 2009, la seconda in Olanda, a Groeningen, nel 2010. 

A proposito di Rolf Julius, come si è detto egli teneva in modo particolare al progetto – di cui era stato messo al corrente – e aveva già provato, alcuni anni fa, con La Barbara l'esecuzione di alcune parti dei suoi Piano Pieces, che consistono in grandi 'assemblages' di fogli di carta coreana, appesi alle pareti, sui quali egli aveva stampato a getto d’inchiostro dei 'dots' (cerchi) neri e rossi. Essi infatti sono al tempo stesso opere di arte visiva e partiture musicali, dato il valore di notazione, appunto, musicale, assegnato dall’artista ai vari cerchi, a seconda del loro colore e della forma. 

L'eccezionalità dell'evento, per quanto riguarda lo String Quartet II si coglie andando alla pagina del sito dedicato a Morton Feldman (http://www.cnvill.net/mfsq2perfs.htm) dove si legge che esso fu scritto da Feldman nel 1983 per il Kronos Quartet che lo eseguì (non nella versione integrale, ma in una abbreviata da Feldman a 'sole' quattro ore), 6 volte tra il 1983 e il 1988. Solamente nel 1996 l'Auryn Quartet eseguì ad Amburgo la versione integrale. Escludendo il Quartetto d'Archi di Torino (unico quartetto italiano ad averlo in repertorio) nella storia le esecuzioni integrali sono state solo 6 e i quartetti che hanno presentato questa composizione sono stati 6, incluso il dedicatario Kronos. 

Per quanto invece riguarda i 'dots' di Rolf Julius, il primo musicista in assoluto ad eseguire una performance di questo tipo fu la pianista giapponese Aki Takahashi, al Museum Fridericianum di Kassel nel 2001, nel contesto di una personale dell'artista tedesco; poi fu il violoncellista austriaco Michael Moser ad improvvisare su una partitura allestita alla Stadtgalerie di Saarbrücken, in una personale di Julius, nel 2002; nel 2003 l'eccentrico ensemble berlinese Zwischentöne di Peter Ablinger eseguì improvvisazioni vocali su varie serie di 'dots' neri e gialli in una mostra alla Akademie der Künste di Berlino, e in quello stesso anno la cantante tedesca Ute Wassermann fece un lavoro analogo basandosi su piccoli 'songbooks', al Metronom di Barcellona; nel 2005, alla WDR 3 (canale di radio pubblica) di Colonia, l'ensemble di musica vocale tedesco Die Maulwerker eseguì parti (1-6) del Songbook di Julius; ancora Aki Takahashi, nel 2006 a Berlino, improvvisò davanti al grande Piano Piece nr. 3 un'esecuzione pianistica 'live' all'interno di quell'edizione di Maerz Musik. 

Questa performance vocale di Joan La Barbara si può effettivamente considerare una prima mondiale, e curiosamente, se si considera che Julius pensò proprio alla vocalist americana per prima, come naturale interprete delle sue grandi opere/partiture. 

L'evento, fra espositivo e performativo, si articolerà in due serate consecutive, venerdì 14 dicembre 2012 (per Feldman) e sabato 15 dicembre 2012 (per Julius). Siamo riusciti ad ottenere (il sottoscritto e Giuseppe Gavazza, ideatori e curatori del progetto) questo risultato dopo averne lungamente discusso con i partners del progetto e siamo convinti che così si potrà ottenere il maggiore impatto, ciò che si potrebbe facilmente perdere distanziando troppo i due momenti del progetto, l’esecuzione del Quartetto di Feldman e l’improvvisazione vocale di Joan La Barbara (per ovvii motivi, concentrare tutto in una sola giornata è impensabile). Tutto avrà comunque luogo all'interno di un'unica grande sala (la più grande, effettivamente, fra tutte quelle disponibili), la nr. 36 al III piano del Museo del Castello di Rivoli, che si presta perfettamente allo scopo, per le sue caratteristiche spaziali e acustiche. 

Per quanto riguarda la parte di Joan La Barbara, va detto che l’optimum si sarebbe potuto ottenere aggiungendo all’improvvisazione sui 'dots' di Julius l’esecuzione di Three Voices, quella composizione di Morton Feldman (creata appositamente per lei) che prevede l’interazione dei vocalizzi ‘live’ della cantante con parti pre-registrate dalla stessa, provenienti da due grandi casse acustiche poste ai suoi lati. Si tratta di un pezzo di grande forza anche visuale, che però, essendo di assai impegnativa esecuzione da parte di La Barbara, richiederebbe un cospicuo aumento della 'fee' da corrispondere alla stessa. Insomma, quello rimarrà un sogno, purtroppo, a meno di improbabili miracoli, che dovrebbero avvenire presto, almeno un mese e mezzo prima del 15 dicembre.. 

Il contesto in cui tutto avverrà si presenterà in questo modo: alle pareti verranno allestite tre grandi opere recenti (create fra il 2006 e il 2007) di Rolf Julius, Piano Piece nr. 3, Piano Piece nr. 4 e Five Red, insieme ad altre due opere, risalenti al 1979/80: le serie di fotografie in b/n Dyke Line e Body Horizons. La prima soprattutto, come detto, è molto importante perché stabilisce la reale concretezza della relazione fra i due autori. La seconda, creata immediatamente dopo Dyke Line, è molto simile, e l’unica differenza sta nella scelta di ritrarre, come fossero paesaggi molto minimali – soltanto un’area di terra piatta al di sotto, e cielo al di sopra – parti di un corpo femminile nudo, peraltro irriconoscibili in quanto tali. 

Carlo Fossati, per e/static, Torino, 2011/12 


per info su Rolf Julius, andare a http://www.estatic.it/content/rolf-julius 
per info su Morton Feldman vedi http://www.cnvill.net/mfhome.htm 
per info su Joan La Barbara, vedi http://www.joanlabarbara.com/ 
per info sul Quartetto d'Archi di Torino, vedi http://www.quartettoditorino.com/ 


Programma delle due serate: 

venerdì 14 dicembre 2012) dalle ore 17.30 

Music for a long time – 1 
Morton Feldman, String Quartet II (1983) 
Quartetto d'Archi di Torino 

sabato 15 dicembre 2012 dalle ore 21 

Music for a long time – 2 
why black? why red? 
Joan La Barbara sings Rolf Julius 




Il progetto, ideato e curato da Carlo Fossati e Giuseppe Gavazza, e prodotto da e/static in collaborazione con l'Istituto Musicale di Rivoli e il Museo del Castello di Rivoli, è incluso nella stagione concertistica Rivolimusica 2012/13, sotto la direzione artistica di Andrea Maggiora.

31/10/12

Ricerche fra immagine e suono



L’associazione culturale e/static di Torino, col supporto di Giuseppe Gavazza, ha appena lanciato un’iniziativa di crowdfunding su Kickstarter per realizzare il progetto"Why Black? Why Red? Joan La Barbara sings Rolf Julius", parte dell'iniziativa "Morton Feldman e Rolf Julius - Music for a long time"; per la precisione, il progetto si riferisce al concerto che si terrà Sabato 15 Dicembre 2012 al Castello di Rivoli.
Questa iniziativa è un omaggio a Rolf Julius, mancato quasi due anni fa, un artista che ha spesso interagito con questo spazio culturale torinese.
Se volete aiutare questa iniziativa ad avere successo, basta creare un account Amazon, dichiarando l'intenzione di sostenere questo progetto su Kickstarter, per la somma che si desidera, a partire dal contributo minimo ($5), fino a quello massimo di $250 (o più), quindi si lasciano i dati della propria carta di credito, e soltanto quando la sottoscrizione sarà conclusa (in questo caso, il 24/11/12), se il limite prefissato sarà stato raggiunto, Amazon effettuerà il prelievo dalla carta.
Chi volesse contribuire per un valore pari o superiore a $25 (l'equivalente di €19,30), potrà avere, quando sarà prodotto e pubblicato (entro la primavera 2013), una copia del dvd con le riprese audio-video del concerto del 15 Dicembre, quando la straordinaria vocalist americana Joan La Barbara, nella grande sala 36 al 3° piano del Museo del Castello di Rivoli, improvviserà su alcune grandi 'partiture' (in verità, vere opere di arte visiva) di Rolf Julius, per la prima volta in assoluto, realizzando un sogno lungamente accarezzato da quel grande artista tedesco, che tanto ha contribuito a fare di e/static, con la sua appassionata partecipazione a tante delle iniziative, una realtà di un certo rilievo nel panorama internazionale.
Carlo Fossati, direttore di e/static, con la preziosa collaborazione di Giuseppe Gavazza, co-curatore del progetto, sta lavorando da più di un anno per preparare l'evento, e purtroppo sono venuti a mancare contributi istituzionali attesi, indispensabili per la sua completa riuscita. Ecco il perché di questa iniziativa dicrowdfunding, una modalità molto praticata negli USA, ma qui ancora agli esordi. E in una situazione come quella europea, e italiana in particolare, per quanto riguarda i finanziamenti alla cultura, questa appare veramente come l'ultima frontiera, in grado di suscitare, finalmente, qualche speranza di cambiamento.
Foto a sinistra : Joan La Barbara © 2009, Mark Hahaney; a destra: Rolf Julius, Piano Piece nr.4, 2007 (part.) © 2012, e/static and Rolf Julius estate

02/10/12

Rolf Julius - Una Stanza della Quiete a Casa Rosso


Sabato 27 ottobre dalle 15 alle 21 e domenica 28 ottobre dalle 10 alle 18, a Casa Rosso, a Schierano (AT), si potrà visitare una Stanza della Quiete (o del Silenzio, dall'inglese Room of Stillness) con alcune opere di Rolf Julius. 




L'artista, in un suo testo del 1987, descrive una Stanza della Quiete come un luogo in cui “potersi ritirare per trovare quiete, dove si possa vedere, ascoltare e concentrarsi, dove ci si senta appartati dal mondo esterno pur continuando a farne parte. Dovrebbero essere stanze molto semplici, vuote, e creare, con l’aiuto dell’arte o della musica, o di tutte e due, un’atmosfera di pace”. 

Grazie all'ospitalità di Sonia Rosso, che per l'occasione aprirà al pubblico la sua casa, questo progetto trova una nuova occasione per avere luogo, dopo i due episodi precedenti, quello del 2007 in via Parma 31 a Torino, e quello del 2011 in via Reggio 27, sempre a Torino. 

a cura di:  Carlo Fossati e Sonia Rosso 
indirizzo: Casa Rosso, via della Vittoria 18, 14020 Schierano, fraz. di Passerano Marmorito (AT) 
info: m 3356142071 / 3396976119 casarosso18@gmail.com estatic.it soniarosso.com 


Una Stanza della Quiete a Casa Rosso 

Rolf Julius, in un suo testo del 1987, descriveva una Stanza della Quiete (o del Silenzio, dall'inglese Room of Stillness) come un luogo in cui “potersi ritirare per trovare quiete, dove si possa vedere, ascoltare e concentrarsi, dove ci si senta appartati dal mondo esterno pur continuando a farne parte. Dovrebbero essere stanze molto semplici, vuote, e creare, con l’aiuto dell’arte o della musica, o di tutte e due, un’atmosfera di pace”. 

E più in là nello stesso testo parla di come queste “stanze nascoste” potrebbero trovarsi ovunque, “in appartamenti privati o in edifici pubblici, potrebbero essere sottoterra, oppure sperdute in un bosco, vicino a un lago, o nel rumore della città”. Secondo Julius si dovrebbe avere accesso a questi luoghi “di quando in quando, ed essere in grado di viverci in solitudine. Secondo me, già soltanto sapere che queste zone di quiete esistono potrebbe aiutare questo mondo a calmarsi”. 

L'artista tedesco descrive anche un esempio reale di questo progetto, o meglio, citando le sue stesse parole “ il primo passo verso la realizzazione di una tale stanza”, ovvero l'allestimento di Chamber Music no.1 al GAK di Bremen, all'inizio di quello stesso anno. 

Il testo finisce con la sua visione - trasmessa a chiunque legga il testo - di “molte altre di queste stanze, alcune senza finestre, stanze contenenti soltanto un lavoro: una fluttuante lastra di ferro, ad esempio, che sembra fluttuare attraverso la musica, quietamente fluttuare.. Penso a stanze dentro le quali si possa stare da soli, stanze che creino un’atmosfera di quiete, ma non stupida quiete.. come dire, una quiete attiva, una specie di stato di sospensione, di quiete, sì”. 

Esattamente 20 anni dopo la stesura di quel testo, io proposi a Julius di realizzare a Torino un esempio di questo affascinante progetto, ciò che avvenne (lui accettò volentieri il mio suggerimento) a settembre del 2007 nello spazio espositivo di e/static, in via Parma 31, che lui aveva sempre amato, a partire dalla prima personale che vi allestì, nel 2001. 

E mi venne poi naturale la scelta di realizzare un secondo caso dello stesso progetto nell'aprile del 2011, in quello che, purtroppo, doveva essere un tributo alla memoria di questo grande artista e uomo, a meno di tre mesi dalla sua scomparsa. In una piccola sala di blank, in via Reggio 27 a Torino, allestii così una nuova Stanza della Quiete, in cui venivano presentate alcune opere molto strettamente legate ai suoi più grandi amori, la Finlandia, il Giappone, la sua famiglia, paesaggi minimi ma sconfinati e densi come universi, statici e vitali nello stesso tempo. La stanza era illuminata soltanto dalla luce di due piccole proiezioni video, da quella di una delle sue tipiche lampade da tavolo (posta sul pavimento della piccola stanza) e dalla luce naturale proveniente da una finestra, sul cui davanzale era appoggiata qualche pianta, così come gli piaceva fare a casa sua, a Berlino, dove decine e decine di piante di varie specie erano tutte disposte contro le grandi finestre, sulla soglia che divide, o meglio, unisce, mettendoli in comunicazione, il mondo esterno con quello interiore. 

Quando per la mia volta visitai la bella casa di Sonia a Schierano, così precisamente scandita in quattro diversi livelli (cinque, se si considera il grande pozzo sottoterra, una specie di inconscio del luogo), dalla penombra fresca del pianterreno alla smisurata apertura e luminosità del terrazzino in cima a tutti, intuii immediatamente che quello poteva essere il luogo giusto per creare una nuova Stanza. La presenza del paesaggio, insospettata quando ci si trovi al pianterreno, ma percepita già al secondo e poi ancor più nettamente al terzo piano, per manifestarsi con forza irresistibile una volta raggiunto il terrazzino, caratterizza questa casa in un modo per me unico. Sono sicuro che Casa Rosso a Julius sarebbe piaciuta moltissimo, e visitandola gli sarebbe venuta voglia di metterci qualcuna delle sue meravigliose piccole opere, paesaggi microscopici, a paragone di quello che sta intorno, ma in grado di riecheggiarlo, creando con esso un perfetto equilibrio, ovvero un'osmosi, fra l'interno e l'esterno. 

Proprio ciò che ogni volta mi accadeva di percepire a Berlino, in Sarrazinstrasse 10, dove lui visse e lavorò per quasi trent'anni e dove anche ebbe termine il suo percorso terreno. 

Questo è un omaggio che voglio fargli, ancora una volta, e anche una nuova occasione che si presenta (qui come a Berlino o in Texas o in Francia, dovunque venga allestita una sua opera) per ridare vita, limitata nel tempo e insieme eterna, a questi piccoli tesori, ricreando così il miracolo della sua arte meravigliosa e inimitabile. 

Ringrazio infinitamente Sonia Rosso, per la sua disponibilità e sensibilità nell'accettare subito con entusiasmo la mia proposta, ospitando nella sua casa questa piccola installazione. 

Carlo Fossati, 21 agosto 2012 




Casa Rosso 

La casa è a Schierano, nel Monferrato, tra Asti e Torino. E' una casa non grande ed atipica rispetto all'immaginario di una casa di campagna. 

E' nella via centrale del paese, stretta tra altre case, non ha terra e nemmeno un giardino, ma si sviluppa in altezza quasi a voler ironicamente gareggiare con le torrette dei castelli vicini. 

Ho sempre pensato che avesse un certo equilibrio e una giusta misura e che fosse senza pretese e imperfetta, ma generosa nel regalare scorci di infinito e buffa nella sua parodia di un'ascensione – dall'infernotto, tipico grottino per i vini, fino ai tetti e al cielo. 
Nelle giornate limpide, dalla piccola veranda in mansarda, lo sguardo scavalca i colli fino al Monviso e nelle giornate di nebbia a malapena si intravedono i castelli e le chiese. 

Schierano è sul crinale di un colle che spalleggia i boschi e i vigneti. 

Le strade sono puntellate da piloni votivi e le chiese sono severamente romaniche. 

Stranamente qui la noia non esiste ed il tempo passa veloce anche nel non fare nulla. Non lo definirei un luogo di quiete - i rumori sono quelli della campagna, ma è certamente un luogo di contemplazione e di calma. 

Un giorno Carlo Fossati venne a trovarmi e subito mi propose di realizzare una Room of Stillness di Rolf Julius. Sono stata felice di accettare perché mi è sembrato bello rendere omaggio ad un artista che amava la natura ed il paesaggio, ma ancora di più sono rimasta colpita e commossa dalla volontà di Carlo di proseguire idealmente a lavorare con Julius. 

Allo stesso tempo, questa occasione mi ha permesso di incominciare a definire l'idea di Casa Rosso. 
Ormai, lo spazio ‘creativo’ non è solo quello degli spazi pubblici o delle gallerie, ma anche quello di appartamenti, hotel e case private. 

Anche l'idea di casa-galleria non è nuova, ma Casa Rosso non è una galleria. E' una casa privata che, ospitando persone, eventi, idee e progetti, qualche volta non ha voglia di essere intima e riservata. 

Sonia Rosso, ottobre, 2012

immagini allegate: casa rosso, Sonia Rosso, 2012; room of stillness casa rosso, Carlo Fossati, 2012