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Visualizzazione post con etichetta Rivoli. Mostra tutti i post
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15/06/26

Una nuova stagione per la Fondazione Cerruti per l'Arte

 Collezione Cerruti, Salone Circolare. Ph. Silvia Mangosio e Luca Vianello

Dal 2026 la casa-museo di Rivoli rafforza accessibilità, accoglienza e programmazione culturale, con nuovi progetti espositivi, commissioni d’artista, percorsi sonori e un programma dedicato al patrimonio librario

Un luogo appartato e straordinario, nato dalla visione di un collezionista riservato e coltissimo, si prepara a una nuova fase della propria storia. La Fondazione Cerruti, custode della Collezione raccolta da Francesco Federico Cerruti — oltre mille opere tra dipinti, sculture, tappeti, mobili, ceramiche e libri, dal Trecento all’inizio degli anni Duemila — avvia nel 2026 un percorso di rafforzamento della propria identità pubblica.
 
Aperta al pubblico nel 2019, in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, la Collezione Cerruti è oggi una delle esperienze più singolari del panorama museale italiano: una casa-museo mai abitata dal suo proprietario, costruita come spazio di contemplazione, studio e desiderio, dove capolavori antichi, moderni e contemporanei convivono con arredi, libri rari e oggetti preziosi.
 
Dal mese di maggio 2026, la visita alla Collezione diventa più accessibile grazie all’apertura di un nuovo parcheggio, al riallestimento della reception — progettata da Emil Kerckhove e Annalisa Stabellini — e all’introduzione di nuovi servizi di accoglienza: biglietteria, punto ristoro e lettura, e un bookshop curato in collaborazione con la libreria indipendente torinese Paint It Black.
 
Il nuovo corso prevede inoltre il raddoppio dei turni di visita nei giorni di apertura, una revisione delle tariffe e un programma culturale più fitto e articolato, con l’obiettivo di rendere la Collezione un luogo sempre più attrattivo, accogliente e capace di parlare a pubblici diversi: studiosi, appassionati, turisti, studenti, famiglie e visitatori curiosi.
 
La programmazione 2026 inaugura nuovi format pensati per valorizzare la Collezione attraverso sguardi molteplici.


Palinsesti #1: Mappamondi e Visioni
a cura di Luca Cena 2 maggio – 13 settembre
 
Palinsesti è un format espositivo concepito per valorizzare e rendere progressivamente accessibile il prezioso nucleo librario della Collezione Cerruti, una delle componenti meno conosciute ma più sorprendenti della raccolta. Con due appuntamenti annuali affidati allo stesso studioso o curatore, il progetto porta negli ambienti della Villa libri straordinari selezionati secondo un tema specifico, mettendoli in dialogo con le opere, gli arredi e l’atmosfera della casa-museo. Il progetto mette in scena un dispositivo narrativo capace di trasformare il libro raro in esperienza visiva, spaziale e immaginativa.
 
Palinsesti #1: Mappamondi e Visioni, visitabile fino al 13 settembre 2026, inaugura il format con un allestimento a cura di Luca Cena (Torino, 1985), libraio antiquario, divulgatore e co-fondatore nel 2019 di White Lands Rare Books, spazio culturale dedicato a libri rari, prime edizioni, mappe e stampe antiche. Attraverso una selezione di atlanti, cosmografie e libri di viaggio tra Cinquecento e Settecento, Cena costruisce un percorso che attraversa sette ambienti della Villa. Per la prima volta vengono presentati negli spazi della Villa alcuni capolavori assoluti della Collezione Cerruti, tra cui il Theatrum Orbis Terrarum (1601) di Abraham Ortelius, l’Atlas Maior (1662–1665) di Willem e Joan Blaeu e l’Harmonia macrocosmica (1661) di Andreas Cellarius: opere che raccontano il desiderio umano di misurare, rappresentare e immaginare il mondo. Il percorso trasforma la Villa in un vero e proprio “mappamondo interiore”, dove il libro geografico si rivela capace di spalancare orizzonti pur restando nello spazio protetto della casa.
 
Il secondo appuntamento di Palinsesti, sempre a cura di Luca Cena, inaugurerà il 26 settembre 2026. Nel 2027 il format proseguirà con due nuove edizioni affidate a Vincenzo Latronico, scrittore e traduttore tra le voci più autorevoli della scena letteraria contemporanea italiana.


Impronte #1: Alice Visentin Dal 6 giugno
 
Impronte è un ciclo di commissioni d’artista nato da una condizione concreta della visita: l’uso dei calzari protettivi. Il primo progetto è affidato ad Alice Visentin (Ciriè, 1993) – artista la cui ricerca si concentra sull’immagine e sulla percezione – che trasforma un dispositivo conservativo in oggetto d’uso, opera e memoria della visita. I “calzari d’artista” accompagnano il percorso all’interno di Villa Cerruti e, al termine della visita, possono essere acquistati in edizione limitata, configurandosi al tempo stesso come oggetti d’uso e da collezione.
La ricerca di Alice Visentin comprende pittura, disegno e installazione, e trae origine tanto da narrazioni orali quanto dalla letteratura. Le sue opere si nutrono di storie e personaggi appartenenti sia alla cultura popolare sia a quella aulica, dando forma a mondi fantastici in cui si intrecciano immaginari contemporanei e tradizioni montane legate alle sue origini.
La seconda edizione di Impronte, prevista a dicembre, sarà affidata a Taus Makhacheva (Mosca, 1983), artista di base a Dubai che esplora il rapporto tra narrazione storica e autenticità culturale.
 
UNICUM #1: Tappeto Isfahan, detto “Polonese”
6 giugno – 29 novembre 2026
 
Sempre a partire dal prossimo 6 giugno, nella nuova project room della casa-museo, UNICUM inaugura un formato espositivo semestrale dedicato, di volta in volta, a una singola opera della Collezione Cerruti. Il programma porta in primo piano lavori meno accessibili, mettendone in risalto le qualità formali, storiche e simboliche. Attraverso un dispositivo di analisi storica e narrazione, ogni opera viene riletta nelle sue relazioni con il collezionista e con il contesto domestico che la accoglie.
Protagonista del primo appuntamento è il Tappeto Isfahan detto “Polonese”, straordinario manufatto safavide in seta, oro e argento, proveniente dalla collezione di Paul Getty a Malibu. A raccontarne storia e valore sarà Beatrice Campi, storica dell’arte ed esperta di arte islamica e indiana.
 
Fonogrammi
Dal 26 ottobre 2026 | in occasione di Torino Art Week
 
Dal 26 ottobre 2026, in occasione di Torino Art Week, debutterà Fonogrammi, una nuova serie di commissioni sonore che accompagnano i visitatori alla fruizione della Collezione, concepite per l’ascolto in presenza e online. Artisti, musicisti, storici e scrittori sono invitati a costruire percorsi sonori, con una forma ibrida tra visita guidata, saggio acustico e field recording. I primi quattro Fonogrammi saranno firmati da Beatrice Bonino, artista, Jeremy Deller, artista, Giorgio Di Domenico, storico dell’arte, e Siôn Parkinson, artista e musicista.
Durante Torino Art Week, dal 26 ottobre al 1 novembre 2026, la Collezione Cerruti sarà aperta tutti i giorni, dalle 10.30 alle 18, con i consueti orari di visita.
 
Quaderni di Fisica e Metafisica

Alla fine del 2026 uscirà il quarto numero dei Quaderni di Fisica e Metafisica, la rivista scientifica della Fondazione ideata nel 2024 da Andrea Cortellessa e dedicata allo studio e all’approfondimento dei temi legati alla Collezione. La collana affronta i propri argomenti secondo una duplice prospettiva: quella della “fisica”, con un approccio analitico e filologico, talvolta propriamente accademico; e quella della “metafisica”, che accoglie una dimensione speculativa, narrativa e saggistica. Il titolo rende omaggio a Giorgio de Chirico, tra gli artisti più amati da Cerruti. In uscita a dicembre 2026 con il titolo La religione del libro, il volume sarà dedicato alle relazioni tra bibliofilia, testi sacri, bibliomania e libro magico.
 
Seguendo un formato collaudato, aprirà  il numero il contributo di uno scrittore, in questo caso Tommaso Pincio, e quello visivo di un'artista, in questo caso Banu Cennetoglu; si avvicendano poi i saggi di Amy Hollywood sui poemi collage di Susan Howe; di Carlo Falciani sull'iconografia del libro nella pittura del Pontormo; Valeria D’Urso sull’esoterismo in Savinio; e poi un attraversamento puntuale della Collezione, in questo numero ad opera di Fabio Bertolo sulle legature di fine secolo e sul patrimonio librario della Collezione Cerruti. Infine, per la prima volta nei Quaderni, sarà presente una ristampa, tradotta eccezionalmente in italiano per l’occasione, di un estratto dal volume Bibliomania or Book Madness di Thomas Frognall Dibdin del 1809.

09/12/19

Andrea Viliani al CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli

Andrea Viliani all'inaugurazione della mostra di Michael Rakowitz al Castello di Rivoli il 7 ottobre 2019
Foto Getty Images. Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea 


Sono particolarmente contento di sapere che da oggi Andrea Viliani sarà il nuovo Responsabile e Curatore del CRRI – Centro di Ricerca  Castello di Rivoli, mi piace tantissimo la sua affabulazione linguistica, lo si ascolta sempre con molto piacere, ma eccovi il comunicato ufficiale.


Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea è lieto di annunciare la nomina del Dott. Andrea Viliani a Responsabile e Curatore del CRRI - Centro di Ricerca Castello di Rivoli, ruolo che ricoprirà a partire dal 7 gennaio 2020. 

Andrea Viliani, attuale Direttore del Museo Madre a Napoli, ritorna al Castello di Rivoli dove dal 1999 al 2005 è stato Assistente Curatore. In seguito, dal 2005 al 2009 ha ricoperto la carica di Curatore al MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna; dal 2009 al 2012 è stato Direttore della Fondazione Galleria Civica - Centro di ricerca sulla contemporaneità   di   Trento;   dal   2010   al   2012   è   stato  curatorial   agent   per dOCUMENTA(13)   a   Kassel   in   Germania,   sotto   la   direzione   di   Carolyn   Christov- Bakargiev, ricoprendo in particolare il ruolo di co-Curatore della sezione della mostra realizzata in Afghanistan. Dal 2013 al 2019 ha ricoperto il ruolo di Direttore Generale e Direttore Artistico della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee / Museo Madre di Napoli.

Afferma il Direttore del Castello di Rivoli, Carolyn Christov-Bakargiev, "Andrea Viliani è tra le figure più competenti, precise e creative del nostro panorama culturale italiano. 

Stimato   internazionalmente,   il   suo   rientro   a   Torino   dopo   molti   anni   segna   un importante momento di sviluppo per il nostro Museo”.

Regione Piemonte | Città di Torino | Città di Rivoli | Fondazione CRT ​ Il 14 dicembre si inaugura al Madre di Napoli l'ultima mostra curata da Andrea Viliani, con Gabriele Guercio, I sei anni di Marcello Rumma 1965-1970 , dedicata alle attività di una  figura chiave di editore, collezionista e imprenditore culturale, impegnato nel seminale sostegno alle ricerche dell'Arte povera.

In occasione della nomina Andrea Viliani ha dichiarato, “Sono felice di tornare a Torino e in Piemonte, dove ho iniziato il mio percorso di Curatore, e di farlo al fianco di Carolyn Christov-Bakargiev e del Dipartimento curatoriale del Museo.   

Il CRRI è un nuovo Dipartimento, con grandi potenzialità e opportunità di ricerca, raccolta e studio di   archivi,   materiali   e   narrazioni   del   contemporaneo.   Assumere   l’incarico   di Responsabile e Curatore del CRRI è per me un'occasione straordinaria per garantire e condividere una forma di innovazione animata dall’immaginazione e ponderata da riflessioni. Mi metterò subito al lavoro, per il pubblico del Museo e al servizio degli
artisti, delle loro memorie e delle loro visioni per il futuro”.

Note biografiche
Andrea   Viliani   è   storico   dell'arte   e   curatore,   laureato   all’Università   degli   Studi   di   Torino. Dal   1999   al   2005   è   stato  Assistente   Curatore   al   Castello   di   Rivoli   Museo   d’Arte Contemporanea , Rivoli-Torino, l’istituzione con cui oggi torna a collaborare.

Dal 2005 al 2009 è stato Curatore al MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna , dove ha presentato   mostre   e   progetti,   tra   gli   altri,   dedicati   a Ryan   Gander,   Nico   Dockx&Building Transmissions, Jay Chung & Q Takeki Maeda, Christopher Williams, Adam Chodzko, Bojan Sarcevic, Jeroen de Rijke-Willem de Rooij, Natascha Sadr-Haghighian, Guyton\Walker, Trisha Donnelly, Seth Price, Sarah Morris e la retrospettiva di Giovanni Anselmo.

Dal 2009 al 2012 è stato Direttore della Fondazione Galleria Civica - Centro di ricerca sulla contemporaneità di Trento , dove ha curato la mostra collettiva Celebration Institution Critique e le mostre personali di Robert Kuśmirowski, Melvin Moti, Gustav Metzger, Roman Ondak, Rosa Barba, Clemens von Wedemeyer e Nedko Solakov; commissionato l'opera Momentary Monument #3  di Lara Favaretto, organizzato seminari e coordinato pubblicazioni di Luca Vitone, Otolith Group, Dora García, Tris Vonna-Michell, Gerard Byrne, Tim Rollins and KOS, Alberto Garutti. 

Nel 2010-2012 è stato tra i sei co-curatori dell' Agent-Core Group di  dOCUMENTA (13 ),  diretta da Carolyn Christov-Bakargiev, co-curando assieme ad Aman Mojadidi la posizione di Kabul e Bamiyan (Afghanistan).

Da gennaio 2013 a dicembre 2019 ha ricoperto il ruolo di  Direttore Generale e Direttore Artistico della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee / museo Madre   di Napoli. Al Madre ha curato e organizzato mostre di Thomas Bayrle, Mario Garcia Torres/Alighiero Boetti, Giulia Piscitelli, Vettor Pisani (2013); Ettore Spalletti (in collaborazione con GAM, Torino e MAXXI, Roma), Francis Alÿs, Walid Raad e sul gallerista Lucio Amelio (2014); Sturtevant, Mark Leckey, Boris Mikhailov, Daniel Buren (2015); Mimmo Jodice, Camille Henrot, Fabio Mauri, Gian Maria Tosatti (2016); Wade Guyton, Stephen Prina, Roberto Cuoghi, Darren Bader (2017); Cécile B. Evans, Mario Martone, John Armleder, Robert Mapplethorpe (2018); Pier Paolo Calzolari e, di prossima inaugurazione, sul mecenate, collezionista e imprenditore culturale Marcello Rumma (2019). Ha inoltre coordinato il progetto  Per_formare   una   collezione   dedicato alla  formazione progressiva   della   collezione   permanente   del   museo,   e   organizzato   seminari   e   co-prodotto pubblicazioni dedicate  ad  artisti quali Akram  Zaatari, Gusmao&Paiva,  Stephen  Prina, Kerstin Braetsch, Paul Sietsema, Gianfranco Baruchello. È stato co-Curatore nel 2017 anche delle mostre collettive Pompei@Madre. 

Materia Archeologica (con il Direttore del Parco Archeologico di Pompei Massimo Osanna) e, presso il Museo e Real Bosco di Capodimonte, Carta Bianca. Capodimonte imaginaire (con Sylvain Bellenger) 

26/05/18

Notte al Castello di Rivoli ...






Mi piace molto l’idea di realizzare una notte al Castello di Rivoli, una iniziativa che accoglierà i partecipanti nel cortile con un aperitivo a buffet accompagnato da Dj Set.

Per tutta la durata dell'evento sarà possibile esplorare il museo visitando la mostra permanente di Arte Contemporanea con le sue meravigliose opere. Sarà inoltre possibile visitate e la Mostra di Giorgio de Chirico con i Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti.

L’iniziativa è ideata dal  Club Silencio presenta, che valorizza e promuove il patrimonio storico-culturale dei musei e degli edifici storici d’Italia attraverso l’organizzazione di iniziative serali.

Obbligo di prenotarsi al link  clubsilencio.it/castellodirivoli

🚌 Sarà presente il servizio navetta da Torino centro al Castello di Rivoli, i posti sono limitati, riserva il tuo posto tramite l'apposita sezione in fase d'accredito!


INGRESSO
Aperitivo dalle 19:30 alle 20:45
🍸ingresso + aperitivo + 1 drink 20€
Post aperitivo dalle 21:45  🍸 ingresso + 1 drink 12€

PARTNER
Cinzano  /   AutoCentauro  /   Nova - Estetica Specialistica

Club Silencio  www.clubsilencio.it
m.me/clubsilencioofficial
@clubsilencioofficial

*La tessera abbonamenti musei non sono utilizzabili per questo evento.


05/06/17

Anna Boghiguian, Lo studio a Rivoli



Da alcune settimane è visibile, presso il Castello di Rivoli una sala che ricrea lo studio dell'artista egiziana-canadese Anna Boghiguian (Il Cairo, 1946), con origini armene che nel 2015 vinse il Leone d’Oro per il miglior padiglione (quello Armenia) alla 56° Biennale di Venezia nel 2015, a Settembre si svolgerà una bella retrospettiva sul suo interessante percorso artistico

18/12/14

30 Castello di Rivoli!


SOSTIENEDEMOCRAZIA è
ARTLOVERS, EDUCATIONALAREA, FOLLOWERS, CLUBTOCLUBBERS, DONORS ed EXPLORERS.

Oggi grande festa, il 18 dicembre nasceva il Castello di Rivoli, una grande festa durante tutto il giorno per l'Anniversary Day, un giorno per tutti.... a qualsiasi ora un'offerta culturale a 360° per festeggiare questa importante tappa....


Alle 10, l’apertura del museo sarà salutata da tre cannonate a salve che, scandite a tempi regolari di uno sparo ogni quindici minuti, daranno inizio alla giornata di celebrazionementre un’invitante colazione sarà disponibile presso la caffetteria.
Il pubblico, come sempre, sarà il protagonista delle diverse azioni coordinate dal Dipartimento Educazione: a partire dalle 11, adulti e bambini si stringeranno intorno al Castello per abbracciare la Residenza Sabauda. Sono inoltre in programma percorsi multisensoriali realizzati con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, workshops non-stop, itinerari di peer education con giovani, studenti e senior.


Durante il corso della giornata una pioggia di coriandoli dell’operaConfetti Canyon di Lara Favaretto darà il benvenuto ai visitatori all’interno del Castello. Nella sala 15 al primo piano della Residenza, l’ambiziosa e complessa opera performativa Stop, Repair, Prepare: Variations on Ode to Joy for a Prepared Piano di Jennifer Allora & Guillermo Calzadillaaccoglierà il pubblico. La performance avrà luogo ogni ora a partire dall’apertura del museo, da giovedì 18 a domenica 21 dicembre.
In Biblioteca saranno esposte e consultabili tutte le pubblicazioni del museo dal 1984 a oggi.

Oltre alle rassegne Intenzione manifesta. Il disegno in tutte le sue formeSophie Calle. MAdRE, Illy Present Future Prize 2013 Exhibition: Caroline Achaintre & Fatma Bucak Percorsi n. 1_Gli italiani visti dalla televisione. Da Lascia o raddoppia? a Carosello (quest’ultima fino al 21 dicembre), sarà inoltre possibile ammirare alcune tra le più recenti acquisizioni del museo allestite per la prima volta: There is a criminal touch to art di Ulay, la serie di sei fotografie di Daido Moriyama, i ventuno postersUntitled (Sunday Pictures) di Hans-Peter Feldmann, i cinque ritratti di maschere africane Tipo Passe di Edson Chagas e un focus su Fabio Mauriseguito da una proiezione di video dell’artista in Teatro.

Dalle 12 alle 18 la sala 5 del museo ospiterà il convegno Io non scenderò più. Contemporaneo, il tempo inattuale, a cura di Gian Luca Favetto. Il tempo è nostro contemporaneo. Dobbiamo essere nel tempo, nel nostro tempo, per essere contemporanei sempre. Ma l’arte di essere contemporanei s’impara e, una volta imparata, non si mette da parte. Si adopera. È uno strumento per vivere e interpretare il mondo. Interverranno, moderati da Gian Luca Favetto e Paolo Verri: Manuel Agnelli, Marco Aime, Tiziana Andina, Massimo Cirri, Giovanni Durbiano, Giulio Giorello, Antonio Riccardi, Valerio Magrelli, con intervalli musicali a cura di Domenico Castaldo.
In caffetteria sarà possibile pranzare con i piatti proposti dal Combal.Zero.

Alle 17, sempre in caffetteria, sarà presentata la nuova guida storicaCastello di Rivoli. Guida alla Residenza Sabauda. L’appuntamento sarà arricchito dalla degustazione di Barolo Chinato offerto dalla Cantina Terre del Barolo, cioccolata e bagnati. A seguire la visita guidata storica che si concluderà nel Bookshop.




Dalle 19 alle 20 in Biblioteca sarà possibile assistere alla presentazione dell’e-book Ouverture e dei cataloghi Jan Dibbets. Un’altra fotografia|Another Photography e Marinella Senatore. Building Communities|Costruire comunità.
Alle 19, nella sala 32 al secondo piano sarà la volta de La Profana Azione, performance danza con Daniela Pagani a cura di Gianluca Bottoni che prende le mosse dall’ “Elogio della Profanazione” di Giorgio Agamben mentre alle 20, il concerto a partitura per tromba, trombone e corno Opus 43 di Hanne Darboven allieterà la visita alla rassegna Intenzione Manifesta in Manica Lunga.

Il festival internazionale di musica e arti Club To Club presenterà per la prima volta in un museo The Italian New Wave, lo showcase dedicato alla nuova creatività musicale italiana: la prima parte si svolgerà nell’atrio e vedrà protagonisti OOBE con le sue pulsazioni sci-fi a cavallo fra ambient e techno e l’eclettico Bienoise, già alumnus della prestigiosa Red Bull Music Academy.
In caffetteria sarà invece possibile gustare uno stuzzicante aperitivo finger-food curato dal Combal.Zero.
Alle 21 la cena-fundraising a cura del Combal.Zero costituirà un ulteriore imperdibile appuntamento goloso. Per l’occasione, sarà possibile assaporare la ‘stellare’ lasagna spaziale® ideata dallo chef Davide Scabin per allietare la permanenza nello spazio del Maggiore Luca Parmitano e degli altri membri dell’equipaggio dell’ISS – Stazione Spaziale Internazionale.
Dalle 23.30 fino all’1.30 la grande festa proseguirà con le selezioni di Vaghe Stelle, bandiera del festival e della scena, e XIII, new entry dell’etichetta di culto Gang Of Ducks.

Oltre all’apertura prolungata sino alle ore 1.30, il 18 dicembre il museo offrirà ai propri visitatori l’ingresso omaggio e una degustazione gratuita di un espresso illy presso la caffetteria.
Gli altri appuntamenti gourmand della giornata – a cura del Combal.Zero – saranno invece a pagamento, per sostenere le attività del Castello di Rivoli.

08/10/14

Sophie Calle e le forme del Disegno al Castello di Rivoli




INTENZIONE MANIFESTA. IL DISEGNO IN TUTTE LE SUE FORMEMANIFEST INTENTION. DRAWING IN ALL ITS FORMS

a cura di | curated by Beatrice Merz con | with Marianna Vecellio

Ai Weiwei & Olafur Eliasson | Mario Airò | Francis Alÿs | Giovanni Anselmo | Stefano Arienti | Micol Assaël | Charles Avery | Giacomo Balla | Matthew Barney | Elisabetta Benassi | Umberto Boccioni | Alighiero Boetti | Louise Bourgeois | Cai Guo-Qiang | Pier Paolo Calzolari | Mircea Cantor | Chen Zhen | Roberto Cuoghi | Hanne Darboven | Nicola De Maria | Luciano Fabro | Lara Favaretto | Peter Friedl | Alberto Giacometti | Gilbert & George | George Grosz | Renato Guttuso | Karl Haendel Keith Haring | Alfredo Jaar | William Kentridge | Paul Klee | Robert Kusmirovski | Sol LeWitt | Osvaldo Licini | Richard Long | Goshka Macuga | Mario Merz | Marisa Merz | Marzia Migliora | Boris Mikhailov | Aleksandra Mir | Joan Miró | Piet Mondrian | Giorgio Morandi | Matt Mullican | Shirin Neshat | Nunzio | Claes Oldenburg and Coosje van Bruggen | Giulio Paolini | Pavel Pepperstein | Dan Perjovschi | Pablo Picasso | Robin Rhode | Tim Rollins & K.O.S. | Andrea Salvino | Thomas Schütte | Lorenzo Scotto di Luzio | Nedko Solakov | Rosemarie Trockel | Danh Vō | Lawrence Weiner



11 ottobre 2014 - 25 gennaio 2015
October 11, 2014 - January 25, 2015

La rassegna Intenzione manifesta. Il disegno in tutte le sue forme si concentra sul disegno nelle sue varie declinazioni e attraverso i suoi molti linguaggi; dalla pratica quotidiana e di autocontrollo a elemento di analisi e di sfogo, da veicolo di comunicazione a urgenza espressiva.


The exhibition Manifest Intention. Drawing In All Its Forms focuses on drawing in its various forms and many modes of expression: from everyday and self-controlled practice to elements of analysis and creative outlets, from a means of communication to the need to express. 






Sophie Calle
MAdRE

a cura di | curated by Beatrice Merz


11 ottobre 2014 - 15 febbraio 2015
October 11, 2014 - February 15, 2015


Sophie Calle, protagonista indiscussa della scena artistica mondiale, propone un progetto interamente site-specific per le sale auliche al secondo piano della Residenza Sabauda. La mostra si articola sullo sviluppo di due importanti progetti che l'artista ha posto in essere da diversi anni: Rachel, Monique e Voir la mer. 

Sophie Calle, an unchallenged protagonist on the world art scene, will present a totally site-specific project for the monumental halls on the second floor of the Sabauda Residence. The exhibition concept focuses on two important projects the artist has carried forth for some years now: Rachel, Monique and Voir la mer. 

04/09/13

Costruire comunità, Marinella Senatore al Castello di Rivoli



Dal 5 Ottobre il Castello di Rivoli ospiterà il progetto Costruire comunità di Marinella Senatore, quale vincitrice della Borsa per giovani artisti italiani, iniziativa finanziata dagli Amici Sostenitori del Castello, per l'occasione c'è un interessante invito:




Costruire comunità  presenta per la prima volta in un museo un'importante selezione dei progetti a oggi realizzati da Marinella Senatore. Allestita nella Manica Lunga del Castello, la mostra presenta opere, inclusi gli spazi - sia metaforici sia reali - aperti da ciascun lavoro, tra cui la scuola di ballo sperimentale School of Narrative Dance, un laboratorio di scrittura creativa e un set per produzioni cinematografiche e fotografiche. Messi a disposizione del pubblico, che può prenotarne l'€™utilizzo gratuito, questi spazi accolgono e invitano anche alla collaborazione numerosi enti del territorio.


Proseguono le audizioni per partecipare al grande progetto di Marinella Senatore. Per informazioni e proposte di adesione al progetto scrivere a senatore.progetto.rivoli@gmail.com,beccaria.progetto@gmail.com





Building Communities is the first museum exhibition of an important selection of projects that Marinella Senatore has created to date. Installed in the Manica Lunga of the Castello, the exhibition presents pieces, including the spaces -€” both metaphorical and real - opened up by each project, such as the School of Narrative Dance, a laboratory for creative writing and a set for film and photographic productions. Made available to the public, which can reserve their use free of charge, these spaces also welcome and invite the collaboration of numerous regional associations.

Auditions to participate in Marinella Senatore's project are on-going. For information and proposals for participation, please contact senatore.progetto.rivoli@gmail.com,beccaria.progetto@gmail.com

16/08/13

59 rue de Rivoli... sarà arte?


La lunga storia di questo angolo "creativo" parigino, 59 di Rue de Rivoli, si è riavviata in dialogo con l'amministrazione comunale, diventato un centro di accoglienza temporanea per artisti e un luogo di proposte alternative.

Il limite fra arte e bricolage è sempre molto alto ma la visita risulta sempre molto divertente. 

13/11/12

Morton Feldman e Rolf Julius, Music for a long time Con Joan La Barbara e il Quartetto d’Archi di Torino



Nel 1979 Rolf Julius creò un importante lavoro, Dyke Line, composto da 10 fotografie in bianco e nero messe in linea orizzontale, tutte apparentemente uguali fra di loro. Lui stesso mi disse, pochi anni fa, che il suo intento era di realizzare l'equivalente visivo della musica di Morton Feldman, il suo senso di 'endlessness'. Non sapevo invece – fino a circa tre anni fa – che Giuseppe Gavazza stava accarezzando da tempo un suo sogno, l'esecuzione 'torinese' del Secondo Quartetto d'Archi di Morton Feldman, quello noto per la sua smisurata lunghezza. Intanto, i miei tentativi per realizzare un vecchio sogno di Julius, una performance della grande Joan La Barbara, che improvvisasse davanti ai suoi 'dots' rossi e neri, si susseguivano nel tempo, per fallire ogni volta, e lui ci lasciò, all'inizio del 2011, prima di poter assistere alla realizzazione di quel sogno (curiosamente, anche meno di due mesi prima della sua performance nella celebre Rothko Chapel di Houston, così strettamente legata allo stesso Feldman). Proprio nell'estate di tre anni fa proposi a Giuseppe di creare un progetto che unisse i due sogni, così pieni di coincidenze e precisi rimandi (Feldman creò proprio per Joan La Barbara la sua straordinaria composizione Three Voices) e anche perché, a volte, l'unione fa la forza, e insieme si può riuscire dove non è riuscito ad ognuno. Finalmente, grazie all'interessamento di Andrea Maggiora, che ha inserito i due concerti nella programmazione 2012-13 dell'Istituto Musicale di Rivoli, e a quello di Beatrice Merz, Direttore del Museo del Castello di Rivoli, all'interno del quale verranno allestite alcune grandi opere di Rolf Julius, essenziali soprattutto per l'improvvisazione vocale di La Barbara, il nostro sogno, mio, di Giuseppe Gavazza e soprattutto di Rolf Julius, a cui “Music for a long time” è dedicato, si avvererà, il prossimo dicembre. 

Il progetto mette in gioco diverse componenti: la musica di un autore assai importante della seconda metà del secolo scorso, Morton Feldman, il lavoro a sua volta molto particolare di un artista visivo (purtroppo recentemente scomparso) che utilizzava spesso l'elemento suono per costruire le sue opere, Rolf Julius, più alcuni performers: il Quartetto d'archi di Torino (Vittorio Marchese, Umberto Fantini, Andrea Repetto, Manuel Zigante) e la grande vocalist americana Joan La Barbara, che si esibiranno, i primi nell'esecuzione dello String Quartet II di Feldman e la seconda nell'improvvisazione vocale su alcune grandi scores (partiture) di Julius. 

Il Quartetto d'archi di Torino, va detto, ha già eseguito il cosiddetto 'quartetto lungo' (così definito per la sua straordinaria lunghezza: fra le 5 e le 6 ore) di Feldman per due volte negli ultimi anni, la prima a Bolzano nel 2009, la seconda in Olanda, a Groeningen, nel 2010. 

A proposito di Rolf Julius, come si è detto egli teneva in modo particolare al progetto – di cui era stato messo al corrente – e aveva già provato, alcuni anni fa, con La Barbara l'esecuzione di alcune parti dei suoi Piano Pieces, che consistono in grandi 'assemblages' di fogli di carta coreana, appesi alle pareti, sui quali egli aveva stampato a getto d’inchiostro dei 'dots' (cerchi) neri e rossi. Essi infatti sono al tempo stesso opere di arte visiva e partiture musicali, dato il valore di notazione, appunto, musicale, assegnato dall’artista ai vari cerchi, a seconda del loro colore e della forma. 

L'eccezionalità dell'evento, per quanto riguarda lo String Quartet II si coglie andando alla pagina del sito dedicato a Morton Feldman (http://www.cnvill.net/mfsq2perfs.htm) dove si legge che esso fu scritto da Feldman nel 1983 per il Kronos Quartet che lo eseguì (non nella versione integrale, ma in una abbreviata da Feldman a 'sole' quattro ore), 6 volte tra il 1983 e il 1988. Solamente nel 1996 l'Auryn Quartet eseguì ad Amburgo la versione integrale. Escludendo il Quartetto d'Archi di Torino (unico quartetto italiano ad averlo in repertorio) nella storia le esecuzioni integrali sono state solo 6 e i quartetti che hanno presentato questa composizione sono stati 6, incluso il dedicatario Kronos. 

Per quanto invece riguarda i 'dots' di Rolf Julius, il primo musicista in assoluto ad eseguire una performance di questo tipo fu la pianista giapponese Aki Takahashi, al Museum Fridericianum di Kassel nel 2001, nel contesto di una personale dell'artista tedesco; poi fu il violoncellista austriaco Michael Moser ad improvvisare su una partitura allestita alla Stadtgalerie di Saarbrücken, in una personale di Julius, nel 2002; nel 2003 l'eccentrico ensemble berlinese Zwischentöne di Peter Ablinger eseguì improvvisazioni vocali su varie serie di 'dots' neri e gialli in una mostra alla Akademie der Künste di Berlino, e in quello stesso anno la cantante tedesca Ute Wassermann fece un lavoro analogo basandosi su piccoli 'songbooks', al Metronom di Barcellona; nel 2005, alla WDR 3 (canale di radio pubblica) di Colonia, l'ensemble di musica vocale tedesco Die Maulwerker eseguì parti (1-6) del Songbook di Julius; ancora Aki Takahashi, nel 2006 a Berlino, improvvisò davanti al grande Piano Piece nr. 3 un'esecuzione pianistica 'live' all'interno di quell'edizione di Maerz Musik. 

Questa performance vocale di Joan La Barbara si può effettivamente considerare una prima mondiale, e curiosamente, se si considera che Julius pensò proprio alla vocalist americana per prima, come naturale interprete delle sue grandi opere/partiture. 

L'evento, fra espositivo e performativo, si articolerà in due serate consecutive, venerdì 14 dicembre 2012 (per Feldman) e sabato 15 dicembre 2012 (per Julius). Siamo riusciti ad ottenere (il sottoscritto e Giuseppe Gavazza, ideatori e curatori del progetto) questo risultato dopo averne lungamente discusso con i partners del progetto e siamo convinti che così si potrà ottenere il maggiore impatto, ciò che si potrebbe facilmente perdere distanziando troppo i due momenti del progetto, l’esecuzione del Quartetto di Feldman e l’improvvisazione vocale di Joan La Barbara (per ovvii motivi, concentrare tutto in una sola giornata è impensabile). Tutto avrà comunque luogo all'interno di un'unica grande sala (la più grande, effettivamente, fra tutte quelle disponibili), la nr. 36 al III piano del Museo del Castello di Rivoli, che si presta perfettamente allo scopo, per le sue caratteristiche spaziali e acustiche. 

Per quanto riguarda la parte di Joan La Barbara, va detto che l’optimum si sarebbe potuto ottenere aggiungendo all’improvvisazione sui 'dots' di Julius l’esecuzione di Three Voices, quella composizione di Morton Feldman (creata appositamente per lei) che prevede l’interazione dei vocalizzi ‘live’ della cantante con parti pre-registrate dalla stessa, provenienti da due grandi casse acustiche poste ai suoi lati. Si tratta di un pezzo di grande forza anche visuale, che però, essendo di assai impegnativa esecuzione da parte di La Barbara, richiederebbe un cospicuo aumento della 'fee' da corrispondere alla stessa. Insomma, quello rimarrà un sogno, purtroppo, a meno di improbabili miracoli, che dovrebbero avvenire presto, almeno un mese e mezzo prima del 15 dicembre.. 

Il contesto in cui tutto avverrà si presenterà in questo modo: alle pareti verranno allestite tre grandi opere recenti (create fra il 2006 e il 2007) di Rolf Julius, Piano Piece nr. 3, Piano Piece nr. 4 e Five Red, insieme ad altre due opere, risalenti al 1979/80: le serie di fotografie in b/n Dyke Line e Body Horizons. La prima soprattutto, come detto, è molto importante perché stabilisce la reale concretezza della relazione fra i due autori. La seconda, creata immediatamente dopo Dyke Line, è molto simile, e l’unica differenza sta nella scelta di ritrarre, come fossero paesaggi molto minimali – soltanto un’area di terra piatta al di sotto, e cielo al di sopra – parti di un corpo femminile nudo, peraltro irriconoscibili in quanto tali. 

Carlo Fossati, per e/static, Torino, 2011/12 


per info su Rolf Julius, andare a http://www.estatic.it/content/rolf-julius 
per info su Morton Feldman vedi http://www.cnvill.net/mfhome.htm 
per info su Joan La Barbara, vedi http://www.joanlabarbara.com/ 
per info sul Quartetto d'Archi di Torino, vedi http://www.quartettoditorino.com/ 


Programma delle due serate: 

venerdì 14 dicembre 2012) dalle ore 17.30 

Music for a long time – 1 
Morton Feldman, String Quartet II (1983) 
Quartetto d'Archi di Torino 

sabato 15 dicembre 2012 dalle ore 21 

Music for a long time – 2 
why black? why red? 
Joan La Barbara sings Rolf Julius 




Il progetto, ideato e curato da Carlo Fossati e Giuseppe Gavazza, e prodotto da e/static in collaborazione con l'Istituto Musicale di Rivoli e il Museo del Castello di Rivoli, è incluso nella stagione concertistica Rivolimusica 2012/13, sotto la direzione artistica di Andrea Maggiora.

31/10/12

Ricerche fra immagine e suono



L’associazione culturale e/static di Torino, col supporto di Giuseppe Gavazza, ha appena lanciato un’iniziativa di crowdfunding su Kickstarter per realizzare il progetto"Why Black? Why Red? Joan La Barbara sings Rolf Julius", parte dell'iniziativa "Morton Feldman e Rolf Julius - Music for a long time"; per la precisione, il progetto si riferisce al concerto che si terrà Sabato 15 Dicembre 2012 al Castello di Rivoli.
Questa iniziativa è un omaggio a Rolf Julius, mancato quasi due anni fa, un artista che ha spesso interagito con questo spazio culturale torinese.
Se volete aiutare questa iniziativa ad avere successo, basta creare un account Amazon, dichiarando l'intenzione di sostenere questo progetto su Kickstarter, per la somma che si desidera, a partire dal contributo minimo ($5), fino a quello massimo di $250 (o più), quindi si lasciano i dati della propria carta di credito, e soltanto quando la sottoscrizione sarà conclusa (in questo caso, il 24/11/12), se il limite prefissato sarà stato raggiunto, Amazon effettuerà il prelievo dalla carta.
Chi volesse contribuire per un valore pari o superiore a $25 (l'equivalente di €19,30), potrà avere, quando sarà prodotto e pubblicato (entro la primavera 2013), una copia del dvd con le riprese audio-video del concerto del 15 Dicembre, quando la straordinaria vocalist americana Joan La Barbara, nella grande sala 36 al 3° piano del Museo del Castello di Rivoli, improvviserà su alcune grandi 'partiture' (in verità, vere opere di arte visiva) di Rolf Julius, per la prima volta in assoluto, realizzando un sogno lungamente accarezzato da quel grande artista tedesco, che tanto ha contribuito a fare di e/static, con la sua appassionata partecipazione a tante delle iniziative, una realtà di un certo rilievo nel panorama internazionale.
Carlo Fossati, direttore di e/static, con la preziosa collaborazione di Giuseppe Gavazza, co-curatore del progetto, sta lavorando da più di un anno per preparare l'evento, e purtroppo sono venuti a mancare contributi istituzionali attesi, indispensabili per la sua completa riuscita. Ecco il perché di questa iniziativa dicrowdfunding, una modalità molto praticata negli USA, ma qui ancora agli esordi. E in una situazione come quella europea, e italiana in particolare, per quanto riguarda i finanziamenti alla cultura, questa appare veramente come l'ultima frontiera, in grado di suscitare, finalmente, qualche speranza di cambiamento.
Foto a sinistra : Joan La Barbara © 2009, Mark Hahaney; a destra: Rolf Julius, Piano Piece nr.4, 2007 (part.) © 2012, e/static and Rolf Julius estate