Translate

Visualizzazione post con etichetta Kunsthaus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Kunsthaus. Mostra tutti i post

19/02/25

Roman Signer al Kunsthaus di Zurigo

 

Il Kunsthaus Zürich celebra l'artista svizzero Roman Signer dal 4 aprile al 17 agosto 2025, presentando opere di diversi periodi creativi, riunite nella grande sala espositiva per dar vita ad una vivace installazione complessiva.

 Nel parlare della mostra al Kunsthaus Zürich, Roman Signer (1938, Appenzello) vi si riferisce come a un paesaggio. Fin dall'inizio ha immaginato la grande sala espositiva come aperta, senza pareti che dividessero lo spazio – un approccio per lui abituale. «Distribuisco le opere nello spazio, e il pubblico può esplorarle come in una passeggiata», spiega l'artista. Tale approccio rispecchia anche la maniera in cui Roman Signer va alla scoperta del mondo e trova ispirazione per il suo lavoro: non è infatti mai stato un artista da atelier. Quando, nel 1972, grazie a un programma di scambio si recò per un anno a Varsavia per studiare sotto la guida di Oskar Hansen, la sua «accademia era la strada». Trascorreva intere giornate camminando per la città, assorbendo la realtà che lo circondava. «Mi sono imbattuto in tante situazioni affascinanti che mi hanno plasmato.»  Fu in quel periodo che scoprì il potenziale artistico di semplici oggetti quali bottiglie, secchi o sabbia, un modo di lavorare che lo contraddistingue ancora oggi. All'età di 86 anni, Roman Signer continua a cimentarsi ogni giorno con nuove idee; anche per la mostra al Kunsthaus sta preparando diverse opere inedite. 
 
UNO SGUARDO NUOVO SUL MONDO
La natura e gli elementi sono centrali nel lavoro di Roman Signer; l'acqua, in particolare, è un tema ricorrente nelle sue opere. Fin da bambino, l'artista passava la maggior parte del suo tempo dentro e intorno al fiume Sitter, nel Canton Appenzello. Osservava come i blocchi di ghiaccio si addossavano contro i pilastri dei ponti, trasformandosi in sculture effimere, oppure gettava un messaggio in bottiglia nell'acqua, immaginandone il viaggio per il mondo; idee simili continuano a stimolarlo ancora oggi. I suoi eventi artistici sono una combinazione affascinante di procedimento, gioco, esperimento e meraviglia. Con una curiosità quasi infantile, sfida le leggi della natura e crea composizioni che ci sorprendono di continuo. Giocano un ruolo centrale il caso, insieme al contenimento e al rilascio di energia. Signer è affascinato dalle forze solo in parte controllabili, come quelle delle esplosioni o della gravità, che egli utilizza nel creare le sue sculture. «Io mi limito ad arrangiare. È la forza che crea la mia scultura, o meglio, che si manifesta nella mia scultura», sono le parole usate dall'artista per descrivere il proprio modus operandi. Ne risultano così situazioni inaspettate, che dischiudono una nuova prospettiva sul mondo e gettano una luce diversa sul ruolo dell’artista.
 
L’umorismo fa parte delle opere di Roman Signer, ma non è il fine del suo lavoro. «Ridere è consentito, ma non è obbligatorio», afferma l’artista. Quel tocco di ironia che lo caratterizza, conferisce alle sue opere una certa leggerezza, evidente anche a livello materiale. Molte opere di Signer sono manifestazioni temporanee, e l’artista predilige gli oggetti che possano essere smontati o tornare a scomparire. L’elemento del tempo riveste un ruolo centrale nel suo lavoro, tanto che le sue opere vengono spesso etichettate come «sculture del tempo». Molte di esse hanno anche una componente performativa o subiscono una trasformazione nel corso del tempo. L’attenzione è rivolta all’esperienza dell’evento, ai cambiamenti che ne derivano e alle forze coinvolte. Per documentare tale processo, Signer ricorre al mezzo filmico e alla fotografia. Entrambi i media sono fondamentali nel suo procedimento artistico e saranno presenti anche nella sua mostra al Kunsthaus.
Il fulcro della mostra sono tuttavia le sculture. Roman Signer le crea a partire da oggetti quotidiani, come un tavolo, un letto o una sedia. Facendoli volare in aria o navigare attraverso i paesaggi dell’Islanda come piccole imbarcazioni improvvisate, ne modifica la percezione, trasformandoli in personaggi dai tratti distinti; ad accomunarli è il fatto che è impossibile non provare simpatia per tali creazioni. Un altro oggetto ricorrente negli oltre 50 anni di carriera artistica di Roman Signer è il kayak. Talvolta lo smonta in pezzi per farne una sorta di scultura minimalista, altre volte lo appende al soffitto o addirittura lo utilizza per viaggi accidentati in campagna al traino di un’automobile.
 
Con il sostegno di UBS, partner del Kunsthaus Zürich, della Monsol Foundation e del Boston Consulting Group.
 


CATALOGO E PROGRAMMA DI ACCOMPAGNAMENTO
La grande mostra personale offre l’occasione di riscoprire celebri opere storiche di questo artista unico e di ammirare nuove sculture create appositamente per il Kunsthaus Zürich. In concomitanza con la mostra sarà pubblicato un catalogo contenente una conversazione tra Roman Signer e la curatrice Mirjam Varadinis, oltre a numerose illustrazioni provenienti dall’archivio dell’artista. È inoltre in preparazione un programma di accompagnamento con azioni dal vivo e proiezione di film.
Le visite guidate per il pubblico si terranno: ad aprile di domenica alle ore 11:00 e di giovedì alle ore 18:30; a maggio di domenica alle ore 11:00 e di venerdì alle ore 15:00; in francese: domenica 20 aprile alle ore 13:00.

15/01/19

Un ricco programma di eventi al Kunsthaus di Zurigo


Oskar Kokoschka, Time, Gentlemen Please,  1971/1972, Öl auf Leinwand, 130 x 100 cm, 
Tate: Purchased 1986, Foto: Tate, London 2018,  © Fondation Oskar Kokoschka / 2018 ProLitteris, Zürich


La mostra su Kokoschka al Kunsthaus di Zurigo sta avendo un ottimo successo di pubblico, come la varietà di iniziative che il museo propone con una miscela di mostre monografiche e tematiche, che attraversano differenti generi ed epoche storiche.

Ricco sarà poi il programma dell’anno e ad inizio estate, accenna il direttore Christoph Becker, darà informativa sull’ inaugurazione dell’ampliamento dell’edificio.


Eventi in corso e prossime mostre:

Fino al 10.3.19
OSKAR KOKOSCHKA. UNA RETROSPETTIVA
Oskar Kokoschka (1886–1980) si schierò risolutamente in favore del riconoscimento dell’arte figurativa. Questa prima retrospettiva in Svizzera dopo più di 30 anni rende conto con oltre 200 opere delle diverse fasi creative dell’artista e sta avendo un ottimo riscontro.

5.4. – 30.6.19
FLY ME TO THE MOON
A 50 anni dallo sbarco sulla luca: qual è stata la risposta dell’arte? La mostra ripercorre la storia delle rappresentazioni artistiche della luna dal romanticismo in poi, con particolare attenzione all’arte contemporanea. Cento opere affrontano aspetti quali la topografia lunare, il chiaro di luna, l’ombra lunare, i mal di luna, l’assenza di gravità, la propaganda politica e la luna come soggetto mediatico. Il Ballo della luna, previsto sabato 11 maggio, è destinato a diventare il principale evento mondano della rassegna.
Con il sostegno di Swiss Re – Partner per l’arte contemporanea

17.5. – 4.8.19
GUILLAUME BRUÈRE
Nato in Francia nel 1976, questo disegnatore ossessivo, dal tratto energico e intenso, lavora rapidamente, dando vita ad un gran numero di opere in tempi assai ridotti; centrale nella sua creatività è il ritratto. A Bruère piace disegnare direttamente nei musei, e lo ha fatto al Louvre, nell’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, nella Gemäldegalerie di Berlino e al Kunsthaus Zürich. Nel corso delle sue visite al Kunsthaus l’artista ha prodotto 160 disegni – 38 dei quali basati sull’autoritratto di Van Gogh. Bruère ha inoltre realizzato schizzi durante alcune prove allo Schauspielhaus Zürich, da lui frequentato in diverse occasioni. La mostra presenta per la prima volta una selezione di questi due gruppi di opere zurighesi. Con il sostegno di Swiss Re – Partner per l’arte contemporanea

              
7.6. – 22.9.19
L’ORA ZERO
L’arte tra rassegnazione e rinnovamento. La mostra analizza gli sviluppi dell’arte tra il fatidico 1933 e il 1955: come reagirono gli artisti con le loro opere alle cesure epocali rappresentate dal fascismo e dalla seconda guerra mondiale? E poi, nel secondo dopoguerra e fino a metà degli anni Cinquanta, come trovarono nuove vie per ridare forma all’esistenza – e all’esistenza dell’arte stessa? La collezione del Kunsthaus propone risposte a tali interrogativi. Vengono presentati separatamente i risultati delle ricerche sull’origine delle opere acquisite dal Kunsthaus per la collezione di arti grafiche fra il 1933 e il 1950.

30.8. – 8.12.19
MATISSE – METAMORFOSI
Già in vita Henri Matisse (1869–1954) fu noto come pittore rivoluzionario e inventore della tecnica del «papier découpé». È meno risaputo, invece, che lavorava anche l’argilla e il gesso e che ci teneva ad essere riconosciuto in quanto scultore: proprio da tale aspetto prende spunto la mostra. Come in una metamorfosi, i suoi bronzi passano da fattezze naturali a sembianze astratte. Questo processo di trasformazione si riflette nella sua opera pittorica e nei suoi disegni, per la prima volta posti in relazione con le sculture. Completano tale mostra focalizzata le diverse fonti d’ispirazione di Matisse, tra cui fotografie di nudi e opere d’arte africane e dell’antichità, nonché fotografie che lo ritraggono nella sua veste di scultore.
Un contributo del Credit Suisse a la cultura – Partner Kunsthaus Zürich


20.9. – 5.1.20
PICASSO – GORKY – WARHOL
La presentazione di sculture e di lavori su carta dalla Collezione Hubert Looser mette in dialogo le opere grafiche con le opere scultoree di riferimento. Attraverso il gioco di linee e di trame che emergono dalla superficie bianca e vuota dei fogli da disegno, il visitatore potrà apprezzare da vicino la presenza delle sculture nello spazio. Sono in mostra più di 80 capolavori, in particolare del surrealismo, dell’espressionismo astratto, del nouveau réalisme, della pop art, della minimal art e dell’arte povera.


25.10. – 19.1.20
WILHELM LEIBL
L’arte del vedere: la mostra di disegni e di quadri di Wilhelm Leibl (1844 – 1900), la prima ad essere organizzata in un museo svizzero, è incentrata sul ritratto e sulla rappresentazione della figura umana. Incoraggiato da Courbet, influenzato da Manet e stimato da Van Gogh, Leibl è annoverato tra i principali esponenti del realismo in Europa. La mostra, forte di prestiti provenienti da Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca e Svizzera, transiterà, appena conclusa, presso l’Albertina di Vienna.

15.11. – 9.2.20
LA NUOVA FOTOGRAFIA
Le opere della collezione presentate in questa mostra attestano i nuovi percorsi artistici della fotografia negli anni Settanta e Ottanta, un’epoca profondamente influenzata da una generale effervescenza dell’arte contemporanea. Fotografi a vocazione commerciale affiancano fotografi amatoriali dalle velleità artistiche: una trentina di opere uniche e di riproduzioni riflettono tali attitudini opposte in un appassionante confronto. L’innovazione che ne risulta porta la fotografia a conquistarsi nuovi spazi e a plasmare l’estetica dei nuovi media.

LA COLLEZIONE MERITA SEMPRE UNA VISITA
Ulteriori informazioni sulla collezione, sul programma di mostre e sulla ricca e variegata offerta di eventi per tutte le fasce d’età sono riportate su: www.kunsthaus.ch. Inoltre, i visitatori troveranno tutti gli aggiornamenti su facebook, nella newsletter e nell’agenda online. Ai visitatori frequenti e desiderosi di essere sempre informati è consigliata la tessera annuale, che offre un accesso preferenziale oltre a vantaggi di tipo economico nella ristorazione, nello shop e per gli eventi del Kunsthaus.

BILANCIO E PROSPETTIVE
Il 2018 è stato nuovamente un anno difficile. A causa dei lavori necessari per collegare l’edificio di ampliamento a quello esistente, lo spazio pubblico antistante il Museo appariva poco invitante. Un programma sperimentale e una lunga e calda estate hanno portato meno visitatori del previsto. Hanno visitato il Kunsthaus quasi 230‘000 persone – pressoché il numero registrato l'anno precedente. Cifre più precise saranno presentate all’assemblea generale dell’associazione di supporto del Kunsthaus, la Zürcher Kunstgesellschaft, a fine maggio. In tale occasione il direttore Christoph Becker conta di dare un’informativa sulle tempistiche di apertura del nuovo Kunsthaus, ovvero del complesso formato dall’edificio di Moser e dall’ampliamento di David Chipperfield, che saranno collegati fra loro da un passaggio. L’atrio di ingresso dell’edificio di Moser del 1910 sarà riaperto a settembre 2019 dopo una chiusura per lavori di due anni e mezzo, con grande sollievo per il pubblico e per la gestione museale.


INFORMAZIONI GENERALI
Kunsthaus Zürich, Heimplatz 1, CH–8001 Zürich
tel. +41 (0)44 253 84 84, www.kunsthaus.ch
ven–dom/mar, ore 10:00–18:00, mer/gio ore 10:00–20:00. Orari durante le festività: cfr. www.kunsthaus.ch.
Accesso alla collezione comprensivo di audioguida d/e/f/i: CHF 16.–/11.– ridotto e gruppi. L’accesso alla collezione è gratuito il mercoledì.
Accesso alle mostre: fino a 23.–/18.– ridotto e gruppi. Biglietti cumulativi per la collezione e per la mostra: 26.–/19.–. Gratis fino ai 16 anni. Condizioni soggette a modifica.
Accesso gratuito, sconti ed ulteriori vantaggi con la tessera annuale 2019: adulti CHF 115.–/ coppie CHF 195.– / giovani fino a 25 anni CHF 30.–.



04/10/18

Oskar Kokoschka alla Kunsthaus Zürich


 Oskar Kokoschka, La saga di Prometeo (Ade e Persefone, Apocalisse, Prometeo), 1950 (dettaglio), olio e tecnica mista su tela, Ade e Persefone: 239 x 234 cm / Apocalisse: 239 x 349 cm / Prometeo: 239 x 234 cm
The Samuel Courtauld Trust, The Courtauld Gallery, Londra, © Fondation Oskar Kokoschka / 2018 ProLitteris, Zurigo


Dal 14 dicembre 2018 al 10 marzo 2019 il Kunsthaus Zürich presenta Oskar Kokoschka, espressionista, migrante e cittadino del mondo, nella prima retrospettiva dedicatagli in Svizzera da oltre 30 anni. Tra le 200 opere spicca il trittico monumentale di Prometeo, mai prima mostrato in Svizzera.


Oskar Kokoschka (1886–1980) appartiene insieme a Francis Picabia e a Pablo Picasso a quella generazione di pittori che rimasero fedeli all'arte figurativa nel secondo dopoguerra, quando si rinsaldava la predominanza dell'arte astratta; è anche loro il merito se oggi la pittura astratta e figurativa coesistono senza scontri di tipo ideologico. Gli artisti contemporanei si rifanno in particolare a Kokoschka: la sua pittura espressionista è fonte di ispirazione implicita o esplicita per Nancy Spero, Georg Baselitz, Herbert Brandl e Denis Savary, che apprezzano l'articolazione gestuale della sua pennellata, ne elogiano il carattere cosmopolita o ne condividono il pacifismo, tutti tratti distintivi dell'opera, della vita e dell'eredità dell'artista viennese. Dopo l'ultima grande mostra individuale a lui dedicata nel 1986, il Kunsthaus avvicina il genio di Kokoschka a nuove generazioni di visitatori. Tra l’altro si trovano a Vevey e a Zurigo importanti opere dell'eredità dell'artista deceduto nel 1980 sul lago Lemano.


MIGRANTE ED EUROPEO

La retrospettiva segue le ragioni e le motivazioni che spinsero il pittore a stabilirsi in non meno di cinque Paesi. Delle diverse fasi della sua vita la curatrice Cathérine Hug ha raccolto 100 quadri e altrettante opere su carta, fotografie e lettere. Tali testimonianze storiche dimostrano che, grazie a lavori commissionati da personalità del mondo della letteratura, dell'architettura e della politica, Kokoschka riuscì tutto sommato a far fronte alla diffamazione della sua arte come «degenerata» durante il nazionalsocialismo. In esilio diviene poi un indomito fautore della libertà, della democrazia e dei diritti umani, un umanista che nelle sue opere dà spazio a paesaggi e a bambini, oltre che a personaggi mitologici e ad allegorie, che rappresentano il rifiuto degli orrori della guerra e l'esaltazione della forza dell'amore e della bellezza della natura. È proprio tale linguaggio artistico indipendente di protesta politica a rendere Kokoschka inconfondibile.


Oskar Kokoschka, Time, Gentlemen Please, 1971/1972, olio su tela, 130 x 100 cm, 
Tate: Purchased in 1986, © Fondation Oskar Kokoschka / 2018 ProLitteris, Zurigo


TRITTICI RICOMPOSTI PER LA PRIMA VOLTA AL DI FUORI DELLA GRAN BRETAGNA

Due quadri tripartiti di grandi dimensioni, larghi circa otto metri e alti oltre due metri ciascuno – «Prometeo» (1950, Courtauld Art Gallery, Londra) e «Le Termopili» (1954, Università di Amburgo) – rappresentano l'apice della fase della maturità di Kokoschka, nonché della presente retrospettiva. Entrambi i lavori sono stati esposti insieme solo in un'altra occasione, ovvero nel 1962 presso la Tate Gallery. I trittici nacquero in una fase di transizione: dopo una decade di esilio londinese, nel 1953 l'artista si trasferì a Villeneuve in Svizzera, dove rimase fino alla sua morte nel 1980. L'imponente trittico di Prometeo, nato originariamente come decorazione d'interno per un nobile committente londinese, non è stato esposto al di fuori delle isole britanniche fin dal 1952, quando fu mostrato alla Biennale di Venezia. La rappresentazione di Prometeo, ispiratore della civiltà umana, come pure il trittico delle Termopili sono un appello all'umanità a vivere in pace e in libertà, come fratelli e sorelle. Oltre al contenuto, è possibile analizzare tali opere dal punto di vista del processo creativo che contraddistingue Kokoschka rispetto ai suoi contemporanei. Le pennellate e l'uso del colore permettono infatti all'osservatore di riconoscere il movimento dell'artista, in un procedimento inusuale per l'arte figurativa. L'espressionista saldamente ancorato al figurativo, fondatore di una Scuola del Vedere a Salisburgo, ancora oggi attiva, fu da molti considerato antimoderno – eppure si batté per un accesso democratico all'istruzione e per una società aperta.

La mostra è nata in collaborazione con il Leopold Museum di Vienna.






PROGRAMMA DI ACCOMPAGNAMENTO

Se la vita di Kokoschka fu ricca e variegata – si pensi ai suoi soggiorni all'estero, alle sue opere teatrali, ai suoi rapporti di amicizia con letterati e dadaisti, o ancora con Wilhelm Wartmann, primo direttore del Kunsthaus Zürich – altrettanto ricco e variegato è il programma di accompagnamento della mostra.


Ottobre 2018
Lettura scenica del dramma «Assassino, speranza delle donne»; il primo allestimento del 1909 a Vienna, organizzato dal pittore Oskar Kokoschka a soli 23 anni, destò immediato scandalo. Con Sarah Sandeh (Theater am Neumarkt) e Jan Bluthardt (Schauspielhaus Zürich). Nell'ambito di «Züri liest».
Giovedì 25.10.2018, 18:30 – 20:00. In tedesco.
Kunsthaus Zürich, Heimplatz 1, 8001 Zurigo


Dicembre 2018 – Marzo 2019
Visite guidate. Le visite guidate in tedesco per il pubblico si tengono il mercoledì alle 18:00, il venerdì alle 15:00 e la domenica alle 11:00. È in programma una visita guidata con la curatrice Cathérine Hug il 20 dicembre alle ore 18:00. Una visita guidata in francese è prevista il 26 gennaio alle ore 16:00; ci saranno poi visite guidate in inglese il 12 gennaio e il 9 febbraio, entrambe alle ore 16:00.


Gennaio 2019
Proiezione del film «Kokoschka: Leben und Werk» (2017), di Michel Rodde. Première nella Svizzera tedesca, con dibattito (in francese e tedesco) a seguire fra il regista Michel Rodde e la curatrice Cathérine Hug.
Sabato 12.1.2019 alle 11:00 (discussione a partire dalle 12:30)
Kino KOSMOS, Lagerstrasse 102, 8004 Zurigo


«KOKOSCHKA / KRAUS / JURCZOK». Jurczok 1001, artista zurighese dello spoken word, si ricollega nella sua performance ai quadri di Kokoschka e ai testi del suo amico scrittore Karl Kraus. 
Giovedì 24.1.2019, 18:30 – 19:45. In tedesco.
Kunsthaus Zürich, Heimplatz 1, 8001 Zurigo


 Con un intervento introduttivo di Madeleine Betschart (direttrice del Centre Dürrenmatt Neuchâtel, che dal 16 dicembre al 31 marzo 2019 ospiterà la mostra «Kokoschka – Dürrenmatt: il mito come parabola»). Modera la tavola rotonda Cathérine Hug (curatrice del Kunsthaus Zürich).
Giovedì 31.1.2019, 20:00 – 21:15. In tedesco.
Kunsthaus Zürich, Heimplatz 1, 8001 Zurigo


Febbraio 2019
«Compendio di perversità. Kokoschka e la mostra di «Arte degenerata» visti nel loro contesto». Conferenza di Bernadette Reinhold (Direttrice dell’Oskar Kokoschka-Zentrum di Vienna), con dibattito a seguire fra la relatrice Aglaja Kempf (curatrice della Fondation Oskar Kokoschka di Vevey) e Cathérine Hug (curatrice del Kunsthaus Zürich).
Giovedì 7.2.2019, 18:30 – 20:00. In tedesco.
Istituto svizzero di studi d’arte, Zollikerstrasse 32, 8008 Zurigo


Presentazione della nuova, molto attesa biografia di Kokoschka a cura di Rüdiger Görner (Professor of German with Comparative Literature, Queen Mary University of London). In collaborazione con la casa editrice Paul Zsolnay Verlag di Vienna.
Giovedì 21.2.2019, 18:30 – 19:45. In tedesco.
Kunsthaus Zürich, Heimplatz 1, 8001 Zurigo




PUBBLICAZIONE
La pubblicazione di accompagnamento (320 pagine, 300 illustrazioni a colori, in tedesco e inglese), per i tipi di Kehrer-Verlag, Heidelberg, è disponibile presso lo shop del Kunsthaus e in libreria: «Oskar Kokoschka. Expressionist, Migrant, Europäer» («Oskar Kokoschka: espressionista, migrante, europeo») con nuovi contributi scientifici e analitici di Régine Bonnefoit, Iris Bruderer, Martina Ciardelli, Birgit Dalbajewa, Heike Eipeldauer, Katharina Erling, Cathérine Hug, Aglaja Kempf, Alexandra Matzner, Raimund Meyer, Bernadette Reinhold, Heinz Spielmann e Patrick Werkner.


Con il sostegno di UNIQA Österreich Versicherungen AG, Assicurazione opere d’arte Svizzera, il cui contributo come sponsor principale ha consentito inoltre il restauro del trittico di Prometeo; e con il supporto di: Ufficio federale della cultura, Fondazione Hulda e Gustav Zumsteg, Boston Consulting Group, Fondazione Truus e Gerrit van Riemsdijk, Fondazione Dr. Georg e Josi Guggenheim e di altri benefattori che preferiscono non essere citati.



INFORMAZIONI GENERALI

Kunsthaus Zürich, Heimplatz 1, CH–8001 Zurigo
Tel. +41 (0)44 253 84 84, www.kunsthaus.ch ven–dom/mar 10:00–18:00, mer/gio 10:00–20:00. Festività: cfr. www.kunsthaus.ch

Ingresso alla mostra: CHF 23.– /18.– ridotto e gruppi. Biglietti cumulativi per la collezione permanente e per la mostra: CHF 26.–/19.–. Ingresso gratuito per bambini e ragazzi fino ai 16 anni e per i membri della Zürcher Kunstgesellschaft.

Prevendita: offerta combinata RailAway delle FFS. Riduzione sul viaggio e sul biglietto: in stazione o tramite rail service 0900 300 300 (CHF 1.19/min. da rete fissa), www.sbb.ch/kunsthaus-zuerich

Zurigo turismo: prenotazioni alberghiere e vendita di biglietti, tourist information alla stazione centrale, tel. +41 44 215 40 00, information@zuerich.com, www.zuerich.com.



13/08/17

Adrián Villar Rojas a Bregenz



Anche presso il Kunsthaus Bregenz l'artista argentino interviene con una grande messa in scena, se i primi interventi erano particolarmente validi ultimamente tende al compiacimento, vedi la selezione di opere note e il gioco ironico con i gattini... 

Nel complesso la suggestione è gradevole, forse però inizia a diventare debole. 



CS

Adrián Villar Rojas has become renowned for his site-specific work. At the Bienal del Fin del Mundo 2009 in Patagonia, a lithic whale lay stranded in a forest. For the 2011 Venice Biennale, the artist erected a forest of stone creatures, extending to the ceiling like surreal pillars. He thinks in terms of geological periods, equating prehistoric history and the distant future in his imagery.
Villar Rojas’ exhibition The Theater of Disappearance has already secured its place in the history of Kunsthaus Bregenz. The artist has conceived a passage through human culture from its origins to its apotheosis.
The ground floor provides Adrián Villar Rojas’ exhibition with a completely empty stage. Even the ticket counter has been removed. Colored light streams through the windows. A reproduction of the painting Madonna del Parto(1450–1475) by Piero della Francesca extends across the floor, depicting a pregnant Madonna.
The first floor is darkened, flora hanging from its ceiling, the floor space paved in brown marble, the fossils within it meticulously exposed. Is this an ancient place of worship, at the origins of man, or the vaults of his tragic existence?


The second floor is likewise darkened, a copy of Picasso’s Guernica (1937) located in the middle. Villar Rojas adds a bar of fire, flickering along its lower edge. An image of a bearded hunter is displayed adjacent to one of two dinosaurs. An iron basket hangs from the ceiling. Humans exist in the world and, with them, carnage and violence.
The atmosphere changes on the predominantly white upper floor. The legs of Michelangelo’s David (1501—1504) are enthroned on a ramp. Humanity has arrived in Olympus, abandoning Earth, a cyber spider is the last remaining witness to humanity’s disappearance — a post-apocalyptic scenario.









10/04/17

«Action!» al Kunsthaus Zürich



Dal 23 giugno al 30 luglio 2017 il Kunsthaus Zürich si trasforma in uno spazio per azioni. Accanto ad azioni e performance dal vivo, vengono mostrate opere che trasformano gli spettatori stessi in attori. Gli zurighesi verranno direttamente coinvolti nella nascita di nuove opere d’arte e performance storiche verranno rivisitate o rimesse in scena. È previsto il coinvolgimento un totale di 30 artiste ed artisti, tra cui Yoko Ono ed i Rimini Protokoll. Action! trae ispirazione da Allan Kaprow (1927–2006) e solleva questioni di urgente attualità.

Negli ultimi anni, l’arte performativa è tornata ad essere una parte importante della produzione artistica contemporanea. Una giovane generazione di artisti si richiama alla fase di auge delle performance, degli happening e delle azioni artistiche degli anni sessanta e settanta del Novecento. Sulle ragioni di una rinata popolarità delle forme d’arte effimere e basate sullo sviluppo di un’azione si interroga «Action!», una mostra incentrata sul concetto di «azione» in senso formale e politico.


«AGENCY FOR ACTION»
Il nostro presente è caratterizzato da un cambiamento di paradigma politico. Tematiche quali la crisi dei rifugiati, l’avanzare dei partiti populisti di destra e la messa in discussione di fondamentali valori democratici esigono una (re)azione. La richiesta formulata da Allan Kaprow già nel 1967, per la quale il museo moderno dovrebbe essere una «agency for action», è pertanto più attuale che mai. Kaprow, una delle principali fonti d’ispirazione per il titolo della mostra, naturalmente non può mancare all’interno di «Action!»: San Keller ne reinterpreta l’opera «Yard» del 1961. Vengono poi riproposte opere storiche di Yoko Ono o Adrian Piper e rieseguite memorabili performance di Trisha Brown e Lucinda Childs. Giovani artiste ed artisti contemporanei si confrontano con tali esponenti storici ed aprono il dibattito su questioni sociopolitiche di attualità.


QUESTIONI DI GENERE E REDDITO DI CITTADINANZA
L’affermazione provocatoria delle Guerrilla Girls, divenuta poi celebre, secondo la quale solo il 5% delle opere d’arte in mostra sono state realizzate da donne, mentre sono di sesso femminile l’85% dei modelli nudi sui quadri, scatenò negli anni ottanta del Novecento un vivace dibattito, che è opportuno tenere vivo, vista la perdurante differenza di trattamento fra donne e uomini. Se da un lato Valie Export e Adrian Piper rendono testimonianza di un’epoca storica, Sharon Hayes e le Guerrilla Girls proseguono tale discussione al giorno d’oggi. Ahmet Ögut invita a riflettere sul reddito di cittadinanza, mentre Boris Charmatz / Musée de la danse mostra un’opera che indaga sul diametrale mutamento nella percezione degli spazi pubblici a seguito degli attentati di Parigi.

SPAZIO PUBBLICO E SOCIAL MEDIA
Lo spazio pubblico è presente nella mostra non solo nell’accezione tradizionale di spazio all’aperto, ma abbraccia anche internet ed i social media. Alexandra Pirici indaga il flusso d’informazioni controllato da algoritmi e bolle di filtraggio. La !Mediengruppe Bitnik si chiede chi sia responsabile di un’azione (politica) se un elettrodomestico intelligente improvvisamente fa cose per le quali non è stato programmato. Cally Spooner ripropone scandali che hanno scatenato accese reazioni sui forum di internet: commenti astiosi scorrono su uno schermo al LED; ad intervalli regolari, ma in orari non annunciati al pubblico, tali commenti vengono cantati dal vivo da una cantante d’opera. Per il tramite della voce, i contenuti digitati velocemente su un supporto tecnico acquistano così una valenza emozionale e personale.




CONFINAMENTO/SCONFINAMENTO: L’ARCHITETTURA DETTA LA COREOGRAFIA
In molte opere vengono direttamente coinvolti i visitatori, che passano da osservatori passivi a partecipanti attivi. Subito all’inizio della mostra l’artista siriano-libanese Mounira al Solh invita i visitatori a togliersi le scarpe e ad indossare un paio di pantofole tradizionali siriane in legno, ancora oggi usate di frequente dai profughi siriani, per visitare la mostra stessa. Poco lontano, il celebre ballerino e coreografo William Forsythe mostra un oggetto delle sue coreografie: un cubo sospeso nello spazio stimola il visitatore ad uscire dalla propria zona di comfort, dal momento che è possibile avvicinarsi all’oggetto solo procedendo carponi, strisciando o piegandosi. L’installazione è una presa di posizione sulla costante diminuzione del raggio di possibilità d’azione nel contesto delle recenti vicende politiche.

IN GIRO PER ZURIGO CON LA «PROTEST-BIKE». IL SUONO È FORNITO DAL PUBBLICO
«Action!» offre un ampio spettro di forme di partecipazione: sicuramente, una delle forme più sportive è la «Protest-Bike» (2016) di Marinella Senatore, ovvero una bicicletta provvista di altoparlanti e di clacson che può essere presa in prestito dai visitatori per un giro in città. L’artista, nata in Italia, realizzerà appositamente per «Action!» una nuova opera, che invita parimenti il pubblico a prendere parte: infatti, a partire da file audio di diversi suoni e rumori della città di Zurigo, che ciascuno è libero di registrare e caricare su internet, Marinella Senatore comporrà una colonna sonora della mostra, che sarà poi trasmessa nel corso di una parata, cui a propria volta potranno partecipare passanti e non addetti ai lavori. Da aprile sarà possibile registrarsi e caricare i file su: action.kunsthaus.ch. Sul sito sono disponibili la fitta agenda di appuntamenti nonché brevi biografie e descrizioni delle opere dei 30 artisti selezionati dalla curatrice Mirjam Varadinis per la mostra della durata di cinque settimane.

ARTISTE ED ARTISTI
Mounira al Solh (*1978), Francis Alÿs (*1959), Nina Beier (*1975), !Mediengruppe Bitnik, Trisha Brown (1936–2017), Tania Bruguera (*1968), Lucinda / Ruth Childs (*1940), Guy Debord (1931–1994), Valie Export (*1940), William Forsythe (*1949), Simone Forti (*1935), Guerrilla Girls, Sharon Hayes (*1970), Adelita Husni-Bey (*1985), Florence Jung (*1986), Allan Kaprow (1927–2006) / San Keller (*1971), Georg Keller (*1981), Dieter Meier (*1945), Musée de la danse / Boris Charmatz (*1973) / Aernout Mik (*1962), Yoko Ono (*1933), Ahmet Ögut (*1981), Adrian Piper (*1948), Alexandra Pirici (*1982), Rimini Protokoll, Tracey Rose (*1974), Tino Sehgal (*1976), Marinella Senatore (*1977), Cally Spooner (*1983), Koki Tanaka (*1975)

PROGRAMMA E PUBBLICAZIONE
Non passerà un giorno senza un’offerta interattiva: dalla Trisha Brown Dance Company, fino a celebrità locali, quali i Rimini Protokoll, tutte le performance sono aperte al pubblico. In ogni caso si consiglia di prenotare per tempo: per ulteriori informazioni è possibile consultare il calendario online sul sito action.kunsthaus.ch da aprile. Presso lo shop del Kunsthaus è disponibile una pubblicazione di accompagnamento in forma di rivista, che per tutta la durata della mostra potrà essere composta individualmente dai visitatori e dagli acquirenti.

Con il sostegno di Swiss Re – Partner per l’arte contemporanea, nonché della Art Mentor Foundation Lucerne, della artEDU Stiftung e della Dr. Georg und Josi Guggenheim-Stiftung.

31/05/12

La Fondazione Collezione E.G. Bührle giunge al Kunsthaus Zürich



Dmitri Kessel Emil Bührle with his collection at Zollikerstrasse, June 1954 © Getty Images

Tramite un contratto sottoscritto il 28 maggio 2012 e valido a tutti gli effetti legali, la Zürcher Kunstgesellschaft e la Fondazione Collezione E.G. Bührle regolamentano il prestito a lungo termine di circa 190 dipinti e sculture al Kunsthaus Zürich. È previsto che la collezione dell’industriale Emil Bührle (1890-1956), altamente stimata a livello internazionale, a partire dal 2017 verrà esposta all’interno dell’ampliamento del Kunsthaus Zürich progettato da David Chipperfield. Nasce così il centro di punta della pittura dell’Impressionismo francese in Europa più significativo al di fuori di Parigi. 

La nuova convenzione tra la Fondazione Collezione E.G. Bührle e la Zürcher Kunstgesellschaft va a sostituire l’accordo programmatico stilato a febbraio 2006 sigillando l’intenzione allora dichiarata dalle parti di rendere in futuro le opere della Collezione Bührle accessibili al pubblico, nell’ampliamento del Kunsthaus. Conclusosi il progetto preliminare nell’estate 2011, si è aperta la strada all’elaborazione in dettaglio della cooperazione tra la Fondazione Collezione E.G. Bührle, attualmente presente a Zurigo con un museo privato accessibile soltanto limitatamente, ed il Kunsthaus, che nel centro cittadino accoglie in media 300‘000 visitatori l’anno. 


190 OPERE ED UNA CONTINUITÀ DI EPOCHE 
L’inaugurazione dell’ampliamento del Kunsthaus è prevista nel 2017. Il programma concettuale artistico intende affiancare le opere della Collezione Bührle a quelle dell’Arte classica moderna al fine di offrire al pubblico una continuità di epoche. Grazie al recente recupero di fortuna del Ragazzo dal gilet rosso di Paul Cézanne e di un quadro di Edgar Degas, la Collezione ritorna a contare 166 dipinti e 25 sculture. Questi verranno presentati stabilmente in un ambiente ritagliato su misura per loro, su una superficie di 1000 m2. Sono previste sale al secondo piano con lucernari, in condizioni di luce ottimali soprattutto per i capolavori impressionisti. Accorpando spazialmente la collezione del Kunsthaus a quella della Fondazione, sorgerà accanto a Parigi il centro europeo più significativo di pittura francese dell’Impressionismo. 

Claude Monet Poppies near Vétheuil , ca. 1879 Oil on canvas, 73 x 92 cm Foundation E.G. Bührle Collection, Zurich
SPESE ED UTILI DEFINITI NEL BUSINESS PLAN 
Il Kunsthaus si impegna ad esporre stabilmente la Collezione Bührle in quanto unità e a garantirne la preservazione. I costi di mantenimento, manutenzione e mediazione sono preventivati nel business plan della Kunstgesellschaft. Gli introiti ricavati dagli ingressi e dalla vendita di merci con motivi riferibili alla Collezione Bührle vanno al Kunsthaus. 
Questi calcoli sono contenuti nelle richieste di sovvenzionamento sulle quali il consiglio comunale di Zurigo delibererà in giugno 2012 – oltre che sul credito di partecipazione agli investimenti edilizi e su un contributo alle spese preliminari dell’ampliamento del Kunsthaus. 


CONDITIO SINE QUA NON: L’AMPLIAMENTO DEL KUNSTHAUS 

La pregiata Collezione giungerà al Kunsthaus in qualità di prestito permanente soltanto a condizione che i cittadini zurighesi in occasione del plebiscito di fine novembre si pronunceranno con un «Sì» a favore del nuovo Kunsthaus. In caso contrario la Fondazione dovrebbe restare nell’edificio attuale, la cui ubicazione periferica non risulta ideale specialmente per turisti di passaggio. 

Per il Kunsthaus Zürich la votazione a favore del Nuovo Kunsthaus non significa solo la creazione di un centro di punta «Pittura francese ed Impressionismo» (che copre appena il 20% della superficie della Galleria nel Kunsthaus ampliato). Si tratta piuttosto dell’opportunità di esibire in futuro il 20 invece che l’attuale 10 per cento della propria collezione. Obiettivo prioritario è dare un peso quantitativamente maggiore all’arte a partire dal 1960 e presentare la collezione in termini dinamici e con cambi continui. A questo scopo è intesa anche la cooperazione a lungo termine concordata in aprile tra la Zürcher Kunstgesellschaft e la Fondation Hubert Looser, che prevede un marcato consolidamento dell’Espressionismo astratto, della Minimal Art e dell’Arte Povera in dialogo con la collezione del Kunsthaus. 
Ci si propone di dare più spazio a pesi massimi della storia dell’arte (Alberto Giacometti, Cy Twombly) e a movimenti zurighesi di diffusione internazionale (Dadaismo, Arte concreta) sia nell’edificio esistente che nell’ampliamento. La creazione di condizioni in linea con i tempi per mostre temporanee e forme nuove di mediazione dell’arte è essenziale per continuare a risultare appetibili agli occhi di partner favorevoli alla collaborazione (musei, prestatori, mecenati) e per esaudire le aspettative crescenti di un pubblico che sta diversificandosi. Dovrà continuare ad essere possibile anche in futuro accogliere donazioni e cooperare con chi è intenzionato a prestiti permanenti. 


CONTRATTO DI DIRITTO PRIVATO A LUNGO TERMINE 

Riguardo ai dettagli di diritto privato degli accordi, le parti non danno alcun ragguaglio. È prevista l' impostazione a lunga scadenza del contratto con un termine di annullamento di molti anni – per la prima volta per la fine del 2034. 


CONTINUAZIONE MODERNA DI UNA TRADIZIONE MECENATESCA 

Per Zurigo e per la Kunstgesellschaft la partecipazione attiva di Emil Bührle alle sorti del Kunsthaus si è sempre rivelata fruttuosa. Donazioni quali i dipinti delle Ninfee di grande formato di Claude Monet o la Porta dell’inferno di Auguste Rodin non possono più immaginarsi disgiunte dalla collezione del più vecchio Istituto svizzero dedito a collezione ed esposizione. Con il finanziamento del tratto espositivo, inoltre, Emil Georg Bührle permise di realizzare negli anni ’50 del XX secolo una piattaforma per occasioni uniche nelle quali Arte e pubblico possono vivere ancora oggi un incontro diretto. 


PARTECIPAZIONE ECONOMICA DELLA FAMIGLIA DEL COLLEZIONISTA 

Affinché il percorso avviato due generazioni fa possa sfociare in una collaborazione duratura, accanto all’impegno della Zürcher Kunstgesellschaft e del Consiglio di Fondazione della Collezione E.G. Bührle, si adopera in questo senso anche la famiglia. Oltre a mettere a disposizione le opere, la famiglia del collezionista presta un notevole contributo alle spese di costruzione dell’ampliamento del Kunsthaus. 

Paul Gauguin The Offering, 1902 Oil on canvas, 68.5 x 78.5 cm Foundation E.G. Bührle Collection, Zurich
NASCITA DELLA COLLEZIONE E DOCUMENTAZIONE 

Come funzionerà in futuro la collaborazione e cosa deve aspettarsi il pubblico è stato anticipato nel 2010 con la mostra «Van Gogh, Cézanne, Monet. La Collezione Bührle ospite al Kunsthaus Zürich». In quell’occasione era stata ampiamente documentata la storia della Collezione E.G. Bührle e si era lanciato un invito alla discussione su un futuro comune al fianco della Zürcher Kunstgesellschaft. Oltre 130‘000 visitatori dimostrarono con il proprio interessamento che questo nuovo centro di punta “sotto il tetto” del Kunsthaus eserciterà una forte attrattiva. Il costituirsi della Collezione intorno alla metà del XX secolo, la biografia dell’industriale e collezionista d’arte Emil Bührle (1890–1956), la sua attività di imprenditore a Zurigo e di proprietario della fabbrica di macchine utensili a Oerlikon, la Bührle & Co., che produceva anche armi, saranno presentati anche prossimamente in una documentazione. 


CAPOLAVORI DELLA STORIA DELL’ARTE EUROPEA 

A 60 anni dal suo costituirsi, la Collezione – messa insieme per la maggior parte dopo la seconda Guerra mondiale da Emil Bührle, residente a Zurigo – costituisce tuttora una delle collezioni d’arte più importanti del XX secolo. Accanto alla Pittura impressionista, essa comprende opere dei Nabis, dei Fovisti, dei Cubisti e di altri rappresentanti dell’Avanguardia francese dopo il 1900. Arte più antica è rappresentata dal «Periodo aureo» olandese e dai Maestri veneziani del XVI fino al XVIII secolo ma anche da un gruppo di figure lignee. Alla Fondazione Collezione E.G. Bührle appartengono opere di fama mondiale quali il «Seminatore al tramonto» di van Gogh, la «Petite Irène» di Renoir, il «Campo di papaveri a Vétheuil» di Claude Monet, «Il ragazzo dal gilet rosso» di Paul Cézanne e l’«Italiana» di Picasso. Tra gli artisti più importanti contano inoltre Frans Hals, Canaletto, Ingres, Delacroix, Manet, Degas, Gauguin, Signac, Vlaminck e Braque. 


FONDAMENTO FRUTTUOSO PER UN FUTURO LAVORO DI MEDIAZIONE 

Tema centrale della Collezione è la nuova libertà artistica che si impone quale premessa dell’Arte moderna; il suo significato risiede nella scelta coerente attraverso la quale Emil Bührle rappresentò questa evoluzione con capolavori degli artisti di primissimo piano. La vicinanza alla collezione del Kunsthaus, divenuta museale nel corso di secoli e sorta sulla base di tutt’altre premesse, offre un’acquisizione di conoscenze che va ben oltre le singole opere. Al visitatore è concesso di mettere a confronto tra loro concezioni di collezione - privata e pubblica –, un fondamento fruttuoso per il futuro lavoro di mediazione nell’ampliamento del Kunsthaus Zürich. 
Vincent van Gogh Sower with Setting Sun, 1888 Oil on canvas, 73 x 92 cm Foundation E.G. Bührle Collection, Zurich

22/02/12

Dall'elettronica alla pittura indiana


 Proveniente dallo Spazio Contemporaneo di Brescia è in corso la mostra “Collect the WWWorld. The Artist as Archivist in the Internet Age” curata da Domenico Quaranta. Una mostra che la House of Electronic Arts di Basilea ospita e che tenta di presentare un’azione archivistica/concettuale degli artisti che operano sul web, fra appropriazione e post-produzione. In esterno si possono notare giganteschi fughi, che non sono una anomalia ambientale ma l’opera “A Band of Floating Mushrooms“ di Monica Studer e Christoph van den Berg.
 
Ripensare questa stagione in chiave artistica è la proposta della Kunsthaus di Zurigo con la mostra “Winter Tales, winter in art from the Renaissance to Impressionism” che propone una serie di opere dal sedicesimo secolo che hanno come tema questa intima stagione. Raccogliendo stupendi quadri, delicate sculture e manufatti vari, si attraversa un’estetica che pur narrando della più fredda stagione dell’anno trasmette calde emozioni. Contemporaneamente è in corso una mostra dei paesaggi a pastello di Albert Welti. La collezione permanente è stata recentemente riallestita e si offre con molte piacevoli sorprese.

Concludo questo giro svizzero con il Museo Rietberg, un’altra delle tante piacevoli scoperte di queste ricche cittadine elvetiche. Un modernissimo museo dedicato alle culture non europee che in questo periodo propone una gradevole esposizione di artisti del nord India e a breve prenderà avvio una mostra sulla scultura africana.

La Svizzera è cara, ma i servizi e le esposizione sono perfette.