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01/09/09

Langhe e Colori

Con l’arrivo del mese di Settembre le Langhe si accendono dei colori autunnali e di un ricco programma di eventi da quelli gastronomici a quelli più artistici. Sono tantissime le mostre che in queste settimane hanno preso avvio e dureranno fino alle porte dell’inverno nei diversi paesini del buon vino. 

Fra le più interessanti al Castello di Barbaresco c’è “Ars in Vinum” realizzata per festeggiare i 150° anniversario della nota cantina Gaja, si tratta di una raccolta di interessanti opere di arte contemporanea proposte in collaborazione con la Fondazione Giovanna Piras. Mentre a Dogliani, in contemporanea alla 70° sagra del Dolcetto, è in corso “Einaudi sognava tutta l’Italia come Dogliani” , presso il Museo Ex Voto, in cui si ricorda con fotografe e documenti i soggiorni doglianese di Luigi Einaudi. 

Come sempre a Cherasco sono diverse le mostre nelle tante chiesette riadattate a luoghi espositivi oltre al bellissimo Palazzo Salmatoris in cui sono proposte le opere di Raffaele De Grada con il suo naturalismo moderno. Accanto la galleria Evvivanoè propone “Storie delle colline - Le Langhe e il Roero attraverso pittura, fotografia, grafica, scrittura” un mostra collettiva con opere di Leslie Alexander, Carlo Avataneo, Coco Cano, Mauro Fissore, Joy Moore e Piero Rasero. 

Anche la Morra presenta diverse opere d’arte distribuite fra cantine e spazi privati, fra le tante segnalo quella del fossanese Gianni Mana presso la Cantina Comunale. Concludiamo questo divertente giro con Bra, presso il palazzo Mathis, con una piacevole antologica su Romano Reviglio.

19/08/09

London summer 2009



In una estate discreta la città di Londra propone come sempre tantissime mostre ed eventi culturali. L’arte contemporanea poi pare una delle cose che più rallegra e diverte, in particolare quest’anno che l’artista inglese Antony Gormley ha realizzato il progetto Oneandotheer per il famoso quarto pilastro di Trafalgar Square. Cioè ha realizzato una partecipazione libera a tutti ad occupare questo pilastro per un’ora, invitando tutti a iscriversi al sito http://www.oneandother.co.uk/ da cui si viene scelti. Se vi sbrigate e sarete a Londra, c’è ancora spazio per partecipare alla selezione di ottobre. Molto interessante e bello vedere come la sinergia fra diversi media (sono state fatte le cose in grande per questa iniziativa coinvolgendo giornali, tv e internet) abbia reso molto vasta l’attenzione per questo evento artistico, che scivolando nello spettacolo rende tutto più fresco e autentico l’attenzione all’arte contemporanea, mica come certi eventi italiani sempre così barbosi, ufficiali e con i soliti quattro gatti a cui più nessuno crede tanto.


Accanto la National Gallery offre due stupende mostre “Tiziano, il trionfo dell’amore” e “Corot to Monet’. Dietro alla Portrait Gallery oltre all’annuale concorso una interessante mostra sulle Icone Gay in cui personaggi omosessuali noti della cultura inglese (dal cantante Elton John a Ian Mc Kellen) hanno scelte alcune delle figure più interessanti da cui hanno tratto ispirazione o semplice ammirazione, per cui vengono proposte figure come Alan Hollinghurs, Ben Summerskill o la più nota Virginia Woolf . In questo museo salite all’ultimo piano e andate nel bel ristorante da cui si gode uno delle più belle vedute di Londra.


A sud la Tate Britain propone con la Duveens Commission l’artista Eva Rothschild che ha realizza un’ampia scultura filiforme nel cuore dell’edificio. Più noiosetta la mostra su Richard Long, che oramai si trova bloccato nel suo ripetersi compulsivo. Più interessante il lavoro documentaristico in forma di film ideato da Duncan Campbell su Bernadette Devlin, stupenda poi la mostra che durerà fino al 2012 dedicata a Turner dal titolo “colori e linee” che permette in una forma didattica semplice e dinamica di conoscere e affascinarsi alle tecniche del grande artista inglese.


Prendendo un battello si attraversa il Tamigi e si giunge alla sorella più giovane, la Tate Modern, che presenta al primo piano una discreta mostra sul Futurismo e una più mediocre su Per Kirkeby.


Se fa ancora bello potete rilassarmi nel parco di Hyden Park e passare a vedere alla Serpentine il padiglione estivo che quest’anno è una tettoia, molto leggera e per nulla accogliente. Si tratta dell’opera architettonica proposta da Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa gli stessi del New Museum di New York e sempre da New York arrivano le opere di Jeff Koons, che si possono benissimo evitare trovando maggiore soddisfazione e bellezza nelle diverse mostre della Victoria and Albert Museum a sud del parco, molto bella quella sulla prima edizione del Jameel Prize, che parla della tradizione contemporanea artistica islamica.


Se invece vi trovate dall’altra parte, in zona nord-est accanto alla Torre di Londra, passate alla rinnovata Whitechapel dove c’è anche Patrizio Di Massimo con un lavoro documentativo sul film “il leone del deserto “ di Mustapha Akkad realizzato nel 1981 e mai proposto in Italia, visto la dura critica alla nostra colonizzazione in Africa, e questo potrebbe farci capire qualcosa del nostro rapporto con la Libia.



Fra le tante gallerie non possiamo che citare la bella mostra nelle due sedi della White Cube sui sempre freschi Gilbert & George e negli incredibili nuovi spazi della Haunch of Venison l’antologica su Keith Coventry e l’istallazioni di Tarat-Tarat. 

01/06/09

“British Renaissance” da Sensation alle collezioni Saatchi

 Più mercato per l’arte !?!

Tema di questa serata la mostra “Sensation” che, a due anni dalla medesima esposizione a Londra, sta ripetendo il gran successo di pubblico e di media nella città di New York.

In particolare le opere più “blasfeme” hanno avuto il dovuto risalto da parte delle forze sociali più conservatrici, a capo di tutti i Sindaco della città nell’ennesima crociata all’arte “degenerata”.

Ma fino a che punto tutto ciò è autentico, già sapendo che il curatore di questa mostra è un personaggio come Saatchi (proprietario di una delle più grandi agenzie pubblicitarie al mondo) ci fa sospettare che sia tutto collaudato (come, infatti, e già successo a Londra l’anno prima); che sia più un’abile trovata per vendere una serie d’artisti che probabilmente nessuno guarderebbe, visto la bruttura delle opere e la poca originalità degli artisti.
Sempre di più diventa difficile poter capire dove sia l’Arte, dove vi sia una vero lavoro di ricerca e di sensibilità che esprima veramente la nostra contemporaneità

Questa mostra come tante altre, vedi il caso della Biennale di Venezia, sono ad uso d’abili galleristi, che investono ingenti somme di denaro che devono in breve tempo rivalutarsi, pure azioni di mercato (com’esempio calza molto bene il parallelo con il mondo della canzone). Artisti messi sotto contratti esclusivi in modo da garantire la riuscita dell’operazione sul mercato mondiale. Si costruisce una serie d’opere originali, se creano “polemica” ancora meglio, e si butta in pasto ai media che fanno da cassa di risonanza.

E dopo aver aperto in Spagna una serie di supermercati dell’arte, Barcellona e Madrid, una società prova ora a Milano il suo primo negozio/galleria all’ingrosso, con carrellino per la spesa, dove poter comprare oggetti d’arte unici.

Ma l’arte dov’è?

19/05/09

Campovisivo - le azioni visibili del quotidiano


Ha avuto un ampio consenso di pubblico e critica la prima rassegna “Campovisivo - le azioni visibili del quotidiano”, ideata da Stefano Venezia e Domenico Olivero, che si è svolta presso Casa Delfino a Cuneo dal 7 al 17 Maggio. Si è trattato di un percorso d’incontri sull’arte contemporanea, iniziato con le storiche dell’arte Ida Isoardi e Fulvia Giacosa, che hanno trattato della funzione di rinnovamento che l’arte ha portato avanti in questi ultimi decenni. Sono poi intervenuti due noti curatori nazionali, Giorgina Bertolino e Claudio Cravero, che hanno condiviso, col folto pubblico partecipe, la loro diretta esperienza di produzione e sviluppo di un’arte contemporanea dinamica e “sociale”. 

Perché partendo proprio dal titolo di Campovisivo, quindi di luogo/spazio del guardare, si è voluto trattare del nostro territorio che ha un grande potenziale da coordinare e proporre con maggiore qualità. Una ricca storia mediovale-barocca è forse la cifra più significativa di questo patrimonio artistico-culturale. Patrimonio che però risulta statico e “dimenticato”. Il presente poi pare che fatichi a trovare una sua identità. E mentre il resto del mondo cresce e sempre più investe e sa rendere l’arte motore di sviluppo, noi che abbiamo già questo ricco e pregiato patrimonio, lo lasciamo svalutarsi. Per cui risulta urgente creare una volontà di crescita e cooperazione che in questi tempi di cambiamento è necessaria ed urgente. 

Positivamente prendiamo spunto da progetti sociali come quello delle Committenze a Mirafiori, in cui l’arte agisce costruttivamente sul territorio, quindi non solo bellezza ma anche “funzione”, o a progetti di valorizzazione come Eco-Narcisio, in cui i musei del territorio vengono riattivati con azioni artistiche che riportano all’attenzione la loro mansione di memoria ma anche di realtà di trasformazione e crescita. Proprio l’aspetto dell’uso artistico visto in una visione “produttiva” e “promozionale-turistica” risulta completamente dimenticata dal nostro territorio, anche se alcuni interessanti tentativi sono stati realizzati, viene in mente “Le vie del sale” in alta langa o il progetto dello scorso anno realizzato dal Marcovaldo in valle Stura, ma funestato da un clima astioso. 

Pensiamo anche a progetti privati come il TAG di Torino, gruppo di gallerie di arte private che hanno fatto sistema con le strutture culturali torinesi (musei, gallerie pubbliche), la Fondazione Ceretto che rinnovando la Cappella di Santa Maria delle Grazie a La Morra, coinvolgendo gli artisti Sol Lewitt e David Tremelat, o il più recente caso del Coniglio Rosa dei Gelatin, un gruppo di artisti viennesi di fama mondiale, proposto dal gruppo Artesina-Mondolé-sky. Tutte queste azioni hanno avuto un’attenzione internazionale portando promozione, turismo e possibilità di sviluppo. Altri eventi ci vengono anche dalla tradizione artigianale, ad esempio quello che recentemente ho conosciuto a Faenza delle Ceramiche Zauli che hanno realizzato un rinnovamento artistico, con annuali workshop artistici curati da noti artisti contemporanei, che stanno nuovamente dando vita alla tradizione storica della ceramica che si era sempre più incanalata in un percorso di marginalità. L’arte quindi anche come motore e luogo di ricerca, sviluppo economico in ambito artigianale produttivo.

Questa breve panoramica ha portato ad attivare, grazie a questa iniziativa, un forum delle associazioni artistico-culturali che con un intento di comunità e cooperazione vogliono rendere dinamica la realtà artistica e proporsi costruttivamente. Creando così un’incontro fra energie con la realtà pubblica e quella privata più ricche e volenterose di guardare al domani, positivamente.

Con queste premesse Campovisivo si proporrà il prossimo anno come promotore di un grande evento culturale che abbraccerà tutte queste realtà.



Ornella Calvetti 

01/05/09

Il pesce di O'Gehry

Questa serata si sposta la nostra curiosità al mondo dell’architettura e sui lavori che diventano opere d’arte.

abbiamo iniziato con un’ampia panoramica di carattere storico guardando alle 7 meraviglie del tempo antico (la Sfinge, i giardini pensili di Babilonia, il faro di Alessandria....) per arrivare fino al nostro secolo alla Tour Eiffel, nato come veicolo pubblicitario per reclamizzare l’acciaio, rimasta nel tempo diventando un’opera artistica. Per questi ultimi cento anni dedicheremo una piccola attenzione ad A.Gaudì per la sua fantasia costruttiva, Sant’Elia e le sue città futuriste, a Hunterwaasser con la sua casa ecologica a Vienna, alla Bahaus con il razionalismo artistico, concludendo con il recente museo di Bilbao; tutte strutture che hanno superato il semplice bisogno abitativo per diventare esse stesse opere artistiche.

Osservazioni su come molti artisti hanno cercato di diventare architetti creando singolari opere; come è successo con Philippe Stack in Giappone o con S.Dalì in Spagna; o come alcuni pittori hanno collaborato con architetti (Botta con Cucchi per la chiesa di S.Giovanni  Battista di Mogno, o la “Stanza delle partenze” di E.Spaletti a Parigi e sempre collegato alla morte il progetto del cimitero di Burri).


Guarderemo anche agli interventi realizzati sulle strutture architettoniche già esistenti in modo da cambiarne i connotati e facendole diventare un’opera d’arte, ciò è stato realizzato lavorando con il colore (come fa Cruz-Diez) o con interventi , come il “piercing” come è capitato ad alcuni edifici del centro di Torino all’ultima biennale giovanile, o agli impacchettamenti di Christo .

Campovisivo - Fondazione Delfino


La Fondazione Casa Delfino è lieta di presentare la prima edizione della rassegna “CAMPOVISIVO – le azioni visibili del contemporaneo”, appuntamenti con l’arte del presente ideata da Stefano Venezia in collaborazione con l’artista Domenico Olivero dell’Associazione Art.ur.

Essi desiderano proporre una visione dell’arte aperta e dialogante, realizzando una serie di incontri e conferenze sul tema: “Arte=Ambiente”, argomento scelto come problema di grande urgenza sociale.

In questo periodo di grandi cambiamenti è stato selezionato il delicato tema della relazione fra l’arte e l’ambiente umano, sia nei suoi aspetti naturalistici che in quelli urbani, al fine di porre l’attenzione su una delle questioni più scottanti del nostro presente. Saranno quindi proposti i processi più costruttivi dell’arte contemporanea che agiscono nella realtà degli spazi pubblici e delle relazioni collettive, sia in modo estetico che in modo pratico, in una trasformazione e rivalutazione del contesto sociale, con un risalto sui complessi temi della presenza umana e delle sue dinamiche rappresentative.

La rassegna si svilupperà in una serie d’incontri per un totale di quattro appuntamenti che si svolgeranno nell’arco di due settimane, dal 7 al 17 Maggio 2009.

Ogni serata, il giovedì ed il venerdì, si svolgerà un incontro pubblico con relatore.

Per tutta la durata della rassegna, presso lo spazio espositivo della Fondazione Casa Delfino, sarà allestito un punto informativo sui diversi interventi che saranno realizzati. In questo luogo saranno raccolti tutti i documenti relativi alle diverse tematiche affrontate, sui diversi progetti in corso. Riviste, libri, materiale multimediale il tutto consultabile e reso disponibile per un maggior approfondimento sugli incontri.




Tempi e luoghi:

Gli eventi avranno luogo presso la sede della Fondazione Casa Delfino, in corso Nizza 2 a Cuneo.






Giovedì 7 Maggio ore 21 - La storia
Il primo appuntamento sarà con la critica d’arte Ida Isoardi e la storica dell’arte, insegnante presso il Liceo Artistico di Cuneo, Fulvia Giacosa. Esse presenteranno un inquadramento storico dell’arte e delle sue relazioni con l’ambiente, dal secondo novecento al nostro presente.



Venerdì 8 Maggio ore 21 - Un progetto
Nel secondo incontro, in cui interverrà il curatore Claudio Cravero, sarà approfondito il progetto intitolato PAV - Parco Arte Vivente, realizzato recentemente a Torino dall'artista Piero Gilardi. Contenitore e contenuto, il PAV è un centro di sperimentazione artistica sull’arte del vivente, vale a dire sugli sviluppi in termini di relazionalismo e biopolitica di quella che, solo quattro decenni fa, veniva chiamata Land Art o Art in Nature.



Giovedì 14 Maggio ore 21 – Il territorio
Serata conviviale aperta al pubblico, coordinata dall’ artista Domenico Olivero e dal curatore della rassegna Stefano Venezia, in cui si dibatterà sulle realtà del territorio cuneese. Alla serata saranno invitati tutti gli operatori culturali, artisti, curatori e critici della provincia.


Venerdì 15 Maggio ore 21 – L’arte per lo spazio pubblico
A chiusura della rassegna, la storica e curatrice Giorgina Bertolino dell’associazione a.titolo, presenterà una serie di opere d’arte realizzate nello spazio pubblico secondo modelli di progettazione partecipata che hanno coinvolto gruppi di cittadini. L’intervento sarà dedicato al progetto Nuovi Committenti, realizzato a Torino nel quartiere Mirafiori Nord, e al Laboratorio Artistico Permanente sperimentato in alcuni Comuni della provincia torinese.


Dati Tecnici:
Titolo rassegna : “CAMPOVISIVO”
Promotori: curatore Stefano Venezia e l’artista Domenico Olivero.
Luogo: Fondazione Casa Delfino Corso Nizza 2 - Cuneo.
Organizzazione: Fondazione Casa Delfino e Associazione Art.ur.
Inaugurazioni: Giovedì 7 Maggio 2009 alle ore 21.00
Data: dal 7 al 17 Maggio 2009 orario secondo le date degli eventi.
Blog del progetto http://campovisivocuneo.blogspot.com/
Ingressi Liberi.




30/04/09

Triple Candie



Fra i progetti più interessanti di questi ultimi anni Triple Candie, si propone ora in una forma nomade che si muove nelle poliedrica New York, ecco alcuni scatti dal recente progetto.


By Being Empty, and Saved That Way, Five Blocks Halt Progress(April 30 - June 7, 2009)

This exhibition celebrated the founding of the Forrent Land Trust, an urban land trust dedicated to the preservation of empty storefronts in West Harlem. The goal of the Trust is to obtain permanent "for rent" conservation easements on unoccupied storefronts from West 147th Street to 152nd Street, between Broadway and Amsterdam Avenues, maintaining them as is--with "for rent" signs on their facades. Why would they do this? Well, if successful, the Trust believes that its land-management initiative will curb predatory commercial development, slow rent hikes, and retard the rapid increase in property values and taxes in the area.

The exhibition visualized the Trust's plans. It included a large-spray-painted map of the neighborhood and the target properties, a sprawling found-object floor sculpture that reflected on issues of cultural preservation, nearly one hundred photographs of the targeted storefronts -- picturing them in the present and ten and twenty years into the future -- and a copy of a samle Forrent Land Trust Conservation Easement.

Critics of the Trust complain that the massive lock-down on empty properties will only increase demand, resulting in short-term price increases in adjacent properties." Regardless, the Forrent Land Trust's biggest challenge will be making a convincing argument that the properties in question all have "conservation value" as defined in Section 170 (H)(4)(A) of the Internal Revenue Code. The Trust claims that they are "historically important structures," not for any intrinsic value they might possess but rather for their instrumental value, historically, in preserving local culture in a highly vulnerable community by maintaining a state of perpetual under-development.

01/04/09

Scultura, che si muove che non c’è

La scultura come la pittura inizialmente fu descrittiva, riproduceva un mondo ispirato al reale, poi iniziò a lasciare la riproduzione della natura e delle persone per trasmettere delle sensazioni individuali. E così ogni artista si liberò dal semplice copiare ciò che già si conosceva per creare “nuovi oggetti” a tal motivo possiamo segnalare alcuni lavori di David Smith, con il suo paesaggio sul fiume Hudson, o di Calder, con “mobiles” che si lasciano dondolare al vento (ma anche B.Munari parallelamente aveva creato interessanti opere aeree), o apprezzare la nuova figurazione come le “grandi maternità” di H.Moore o all’opposto i minuti lavori sulle piazze di A.Giacometti.

Un altro nuovo modo di fare arte è non aver più cercato di creare ma di usare direttamente gli oggetti quotidiano che vengono rielaborati, ingranditi fino ad occupare i nostri spazi urbani come le opere di Olderburg (enormi mollette da stendere, voluminosi dentifrici etc.) se poi non ci basta la dimensione cittadina si può andare nei luoghi incontaminati della natura e così R. Smithson crea la famosa spirale del Grat Salt Lake nell’Utah 1970 realizzata con pietre locali.

E anche il “vuoto” stesso con l’abilità di A.Kaspor diventa parte reale della scultura.

Per non dire dei nuovi materiali che hanno permesso di creare lavori di iperrealtà come le sculture/ritratti di Duane Hanson, che proseguendo il lavoro di gesso di Segal, rielaborano in plastica la stessa quotidiana realtà degli esseri umani e che dire delle colazioni di Spoerri.

Fra le opere più recenti si può ricordare, per il particolare successo di pubblico, il Viet-nam Memorial di Maya Lin (1980) e il “Quilt” per l’Aids, realizzato dal 21/06/87 da centinaia di persone.

La serata si è poi conclusa con la condivisione dei lavori portati dai partecipanti che hanno parlato in tal modo della propria individualità e del proprio modo di esprimersi.

Con questa operazione si è costatato come anche in una piccola realtà locale (c’erano una decina di artisti e alcuni spettatori) sia viva e creativa.

Si son visti interessanti lavori fotografici, materici, di ossidazioni, originali interventi urbani, sculture e quadri in vari stili.

01/03/09

Arte povera

Potrebbe essere considerata come uno sviluppo fra il nouveau realisme (relazionare fra il mondo dell’arte e il mondo quotidiano) e l’arte concettuale.

Inizia nel 1967 a Genoa nella Galleria La Bertesca nel mese di Settembre, alla esposizione erano presenti Alighiero Boetti, Luciano Fabbro, Jannis Kounellis, Giulio Paolini e Pino Pascali.

La seconda mostra avviene in Dicembre a Torino, dove produrrà i suoi maggiori frutti, nelle Galleria Stein,  Sperone e il “Punto” in questa mostra sono presenti Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Luciano Fabbro, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio, queste mostre proseguono a Genova e poi nuovamente a Torino, sono organizzate da Germano Celant.

Arte P. perché si apre a tutti i materiali, soprattutto quelli naturali che vengono semplicemente usati senza essere trasformati presi già nella loro realtà con interventi minimi e concettuali.    “nel ridurre ai minimi termini, nell’impoverire i segni , per ridurli ai loro achetipi” G.Celant.

Cercano un dialogo con la natura esterna, ma anche interiore. Operano nello spazio, inteso sia fisicamente che concettualmente. All’oggetto contemplativo si sostituisce l’azione che si svolge nel tempo.

G.Dorfles limita il loro operato ad uno sviluppo dell’arte concettuale.
Movimento autonomo, novità nel superamento “della rappresentazione “, nel senso che il gesto creativo e il dato naturale sono condotti a confondersi in un artificio che continuamente rinnega se stesso, ruolo ideologico e rivoluzionario dell’arte. 

Atto artistico come strumento di emancipazione collettiva: esso permette quella “presa di coscienza” che libera l’individuo e la sua psiche da tutto ciò che (a livello inconscio o meno) il potere impiega per ottenere consenso e conservazione del sistema.

L’Arte Povera propone un pieno coinvolgimento nel presente, un’integrazione globale tra esperienza poetica e “vissuto quotidiano”, un dialogo più stretto tra vita sociale e artista. 

Jannis Kounellis       Pireo 1936, lascia la Grecia nel 1956 per Roma.
Prima mostra alla Tartaruga di Roma con quadri monocromi con incisi segni tipografici ingranditi, numeri e lettere che si muovono sulla tela risposta nata dal costruttivismo russo alla pittura informale, poi si dedica alla scultura usando elementi naturali (poveri).

Michelangelo Pistoletto     Biella 1933, Venere con gli stracci, opere in meno , specchi, “gruppo zoo” (operazioni in ambito teatrale).

Giuseppe Penone   Garessio 1947, Modificare il processo di crescita, espande l’impronta della sua pelle sui muri, Soffi contatto diretto  che lascia impronte sulla materia.

Pier Paolo Calzolari    Creazione di cristalli sulla superficie

Gilberto Zorio  Andorno Micca (Bi) 1944, Oggetti industriali posti in relazione di energia potenziale. Giavellotti tenuti in tensione, canoe dove le reazioni chimiche depositano  cristalli, stella a cinque punte realizzata in rame cuoio,

Mario Merz Milano 1925, autodidatta, Igloo successione di Fibonacci (ritmo universale, prolungamento sviluppo dell’uno all’infinito), neon.

Alighiero Boetti  , i suoi tappetti geografici, duplicazione dell’identità Alighiero & Boetti

Giulio Paolini Genova 1940, Esordisce con Disegno geometrico una tela squadratura ad inchiostro. Questo intento analitico rivolto a strumenti e ambiti del fare artistico emerge in tutta la sua opera.
Creare opere “come se fossero  viste da colore che le avevano ideate”, citazionismo
Impiega elementi primi la tela, il telaio, la linea immagini di opere di altri artisti.

Giovanni Anselmo  Lavori con la pietra

Luciano Fabbro Torino 1936     Italia capovolta appesa ad un filo

Pino Pascali  38 mq circa di Mare, bachi da setola,   


SUCCEDEVA:   Dittatura in Grecia, Guerra dei 6 giorni, Primo trapianto cardiaco Maggio Francese, Vietnam, Linguaggio Basic, Rivoluzione culturale in Cina 

01/02/09

Transavanguardia

Nel 1979 espongono nel Castello di Acireale un gruppo di artisti raccolti da Achille Bonito Oliva in una mostra intitolata Transavanguardia, gli artisti Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Sandro Chia, Mimmo Paladino e Nicola De Maria che sono legati da quadri “citazionisti”, cioè riesumano i loro lavori dalla storia dell’arte, vogliono creare un linguaggio pittorico che “sappia ritornare ai suoi motivi interni, alle ragioni costitutive del suo operare, al suo luogo per eccellenza” la pittura.

Sono caratterizzati da un uso del colore intenso e pastoso, parallelamente in Germania nasce un movimento con riferimenti all’espressionismo pittorico di inizio secolo “Neue Wilden” (nuovi selvaggi Anselm Kiefer, A.R.Penck, Georg Baselitz).

Gillo Dorfles pone la T., come tendenza neoespressonista, nel segno del Postmoderno, come un ritorno al decorativismo, all’uso di forme libere e “ingenue”, con un superamento del puro iperrealismo di tipo statunitense; segnala anche la loro lontananza da forme politiche ed ideologiche, tipiche degli anni ‘70. Le loro opere hanno pieghe romantiche e ammiccamenti ironici (Cucchi, Clemente, Paladino), i personaggi sono sospesi, senza leggi gravitazionali in modo provocatorio ed ironico, irrequiete e vagabonde come gli artisti che si sono spostati dai propri luoghi d’origine. Sono contro “la morte della pittura” propugnata dai loro fratelli più grandi.

A.B.O. con questo gruppo di artisti cerca un superamento dell’arte povera, superata nel suo ideologismo e nella sua tautologia dell’arte con artisti che non predicano alcun primato se non quello dell’arte stessa che si soddisfa nell’opera stessa, sono tutti legati alla pittura, mentre nell’arte povera si tratta quasi sempre di installazioni, assemblaggi, sculture, happening

Attingono a più poli culturali, arte vivace e carica di impulsi emotivi, molto intensa ed espressiva pur nella sua evidente anarchia grammaticale. Considerano il linguaggio come uno strumento di transizione, di passaggio da un’opera all’altra, da uno stile all’altro. Atteggiamento nomade, “passo dello strabismo” inteso come maniera di andare avanti guardando indietro o di lato, ricerca nelle proprie radici geografiche. Parallelamente si ricorda i Nuovi-nuovi di Renato Barilli.

Enzo Cucchi   Morro d’Alba 1950 (Ancona). Tendenze apocalittiche, un mondo che sta per incendiarsi, uscendo a volte dal quadro con presenze tridimensionali. Evocazioni architetturali antiche, forme animali. Ha scavato dentro le tradizioni popolari considerate come veicolo di archetipi

Francesco Clemente    Napoli 1952. Artista più complesso, uso prevalente dell’acquerello, molti suoi lavori prendono spunto dal suo vissuto quotidiano, che però viene trasformato e ricreato. Allievo di Boetti, grande viaggiatore creatore di diari personali.

Sandro Chia    Firenze 1946. Avvio poverista che poi si trasforma all’immagine. Nei suoi lavori raggiunge una sintesi di tradizione e di presente creando spettacolari diagrammi nei quali fenomeni non simultanei vengono mostrati come se fossero simultanei, impiegando forti colori cadendo in un kitsch paesano. Immagini che rimandano al futurismo e alla metafisica di Carrà, De Chirico, finendo con un segno quasi fumettistico. Ricordo dell’iconografia  sacra e profana

Mimmo Paladino    Paduli 1948 (Napoli). Sperimentatore del gruppo, prese la via più complessa, opere con una “grande instabilità” tendenze allusive alla mitologia, alle forme più arcaiche (egizio-greca-etruria-romano) inserisce elementi tridimensionali nei suoi quadri. Forte religiosità.

Nicola De Maria   Foglianese (Benevento) 1954. “il ritmo ondulante degli uomini e della natura” sviluppa una sua Leggenda in cui si pone come immagine principale del racconto.  Risvolti ambientali e oggettuali, semplicità delle forme.


SUCCEDEVA:

Installazione euromissili, guerra Iran-Iraq, crisi del petrolio, morte di Mao, elezione di Wojtyla, uso delle fibre ottiche, ingegneria genetica, in architettura il post moderno, compact disc.