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Visualizzazione post con etichetta Galleria Franco Noero. Mostra tutti i post
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01/11/22

Starling alla Pinacoteca Agnelli


Seconda apertura, solo su invito, per la settimana dell'arte torinese con la Pinacoteca Agnelli che questa sera presenta la mostra Tiepolo x Starling 

Con il progetto espositivo Beyond the Collection, pensato per ripetersi con cadenza annuale, la Pinacoteca Agnelli parte ogni volta da un’opera diversa della sua collezione. L’opera viene messa in dialogo con altri capolavori in prestito da prestigiose istituzioni nazionali e internazionali o riattivata attraverso il lavoro di artiste e artisti contemporanei. L’obiettivo è quello di stabilire relazioni in grado di riflettere sulle presenze così come sulle assenze della collezione, per far emergere figure dimenticate e sviluppare narrazioni che possano sfidare le letture tradizionali della storia dell'arte.

La famosa opera di Giambattista Tiepolo Alabardiere in un paesaggio conservata in Pinacoteca Agnelli diventa punto di partenza per il progetto espositivo di Simon Starling negli spazi della collezione. Continuando una ricerca iniziata nel 2019, l’artista concettuale inglese immagina di ricongiungere la tela alla sua parte mancante. Attraverso fotografia, scultura e installazione, Starling rilegge la narrazione del quadro del Tiepolo e identifica nel taglio della tela una metafora con la storia del contesto e della collezione che la ospita. Il progetto, che ora trova svolgimento nel luogo che lo ha simbolicamente originato, si arricchisce anche grazie alla presenza di altre opere del Tiepolo in prestito da collezioni internazionali, che offrono a Starling nuove chiavi di interpretazione nella lettura dell’Alabardiere in un paesaggio.

Fino al 05.02.2023

Curatela di Sarah Cosulich, Lucrezia Calabrò Visconti, Beatrice Zanelli 

16/05/19

Emozionante Tunga




La sede di Piazza Carignano della galleria Franco Noero propone un interessante omaggio postumo all’artista brasiliano Tunga, scomparso tre anni fa.




Corredato da una serie di lavori su carta e alcune sculture è centrale l’installazione "Delivered in Voices", che l’artista stava completando e che qui viene proposta nella sua versione “sospesa”, in quanto non è fruibile come interattivamente la stava ideando l’artista, un lavoro multi materico e complesso che affronta il tema della percezione e del linguaggio.
 




19/04/19

Robert Mapplethorpe, dalla trasgressione al classicismo




La galleria Franco Noero di Torino in via Mottalciata, 10/B  propone una selezione degli scatti di  Robert Mapplethorpe .

Una volta era trasgressione ora è classicismo, come cambia il gusto della società in questi ultimi decenni.

Eleganti scatti in bianco e nero che paiono antichi ma erano la più forte modernità degli anni settanta, sono stati e sono ancor oggi uno sguardo geniale e innovativo.











09/03/19

Reato di percezione





Le auliche sale della galleria Franco Noero in Piazza Carignano ospitano la mostra “Corpus Delicti and Other Lines” prima personale di Jac Leirner in Italia.

Nota per i suoi assemblaggi, a volte di materiali trafugati durante i suoi spostamenti, che diventano una intima cifra emozionale.


 


Questi ‘corpi del reato’ assumono tautologiche espressioni della redenzione liberista, che si trasformano in totem estetici perdendo la funzionalità a favore di una narrazione poetica.

Pesantezza e leggerezza giocano fra forma e corpo creando riconsiderazioni fisiche e spaziali.
  




22/11/18

Novembre nelle gallerie di Torino (1)



Nel mese di Novembre le gallerie torinesi propongono variegate proposte di nuove opere d’arte.

Iniziamo dalle ancestrali fotografie di Lala Meredith-Vula della serie "Haystacks" presentate da Alberto Peola con la curatela di Monika Szewczyk.




Particolare ed ironico l’intervento di Francesco Vezzoli nella galleria FrancoNoero in piazza Piazza Carignano, 2
  


  



Mentre gli spazi di Via Mottalciata, 10/B presentano una serie di intriganti opere di Rayyane Tabet sulla cultura torinese



  

Nella project room il bel video di  Dara Friedman “Lover”.





La galleria Opere Scelte in via Matteo Pescatore, 11/d, ospita i lavori di Gema Rupérez raccolti sotto l’ironico titolo  “Democracy is not perfect”




La vicina  Norma Mangione Gallery ha allestito una piacevole collettiva con le opere di Michael Bauer, Raynes Birkbeck, Vincent Dermody, Michaela Eichwald, Alastair Mackinven, David Noonan, Michail Paule e Renee So.





Pittura di esistenza con Cluca da  Paolo Tonin ArteContemporanea, in via San Tommaso, 6





16/04/18

Lara Favaretto da Franco Noero in piazza Carignano




Il prossimo Mercoledì 18 Aprile alle ore 18 inaugura SUCKING MUD, la mostra di Lara Favaretto presso la Galleria Franco Noero a Torino (per la prima volta nella sede di Piazza Carignano 2). 


SUCKING MUD è il titolo di una poesia di John Giorno, parole che, isolate dall’originale contesto, suggeriscono l’idea del prosciugare, dell’eliminare il fango molle e superfluo per raggiungere quanto di più solido, compatto e permanente vi si possa trovare al di sotto. Un processo di sottrazione portato alle sue estreme conseguenze, un’azione volta ad arrivare all’essenziale per metterlo a nudo, a raggiungere uno stadio in cui la materia non è ancora diventata “cosa”. Nell’esposizione, ogni dato narrativo o indizio figurativo è rimosso dai materiali, che si mostrano nella loro propria, inerme e schietta, presenza. La stringente economia di mezzi espressivi, l’asciuttezza e l’oggettività dei lavori sono assimilabili a una semplice cernita di materiali, mai declinati in oggetti, riprodotti su un catalogo o esposti in un luogo deputato.

L’apparizione in una galleria d’arte di materiali sollecitati a esprimere, in maniera quanto più possibile mimetica, nient’altro che le loro qualità intrinseche, prive di ogni aggettivazione, genera immediatamente un equivoco Tubi metallici di recupero, usurati per il loro precedente utilizzo, tracciano una griglia al di sopra delle teste dei visitatori all’interno della prima sequenza di stanze della galleria. Suggeriscono una trama, un ordine sospeso e interrotto che sovrasta e definisce un rapporto proporzionale, un livello di relazione ulteriore che si aggiunge al rapporto tra la figura umana e le qualità volumetriche e architettoniche del luogo in cui si trova. La presenza nei tubi di fili di lana dei tre colori primari – blu, rosso, giallo – cita e sovrappone allo spazio esistente la geometria serrata e stringente di un quadro di Piet Mondrian.

Nella stanza a specchi che si affaccia su Piazza Carignano, un’ampia pedana ricoperta di lamiera zigrinata si incunea quasi per intero al suo interno e si afferma come nuovo orizzonte, elevato dal suolo esistente. Essa crea uno spazio a s é stante, sospeso tra la griglia aerea disegnata dai tubi e il pavimento, permettendo al visitatore di confrontarsi con il moltiplicarsi della propria immagine, restituita dal metallo in orizzontale della pedana e riflessa, sebbene non in maniera nitida, negli antichi specchi alle pareti. I passi sulla lamiera generano un rumore familiare, che riconduce alle strutture temporanee degli autoscontri nel luna park.  Con l’intervento su sei dipinti trovati, di ampio formato, il tradizionale incontro visivo con l’opera d’ arte è messo in discussione. Imbozzolate con fili di lana di diverso spessore e di colore verde, le tele dipinte da altri e scelte dall’artista sono nascoste alla vista e trasformate in monocromi di alta qualit à tattile e oggettuale, un campionario di verdi, una riduzione al minimo delle sue sfumature.

Di nuovo ci si sposta di piano e, sul pavimento della stanza d’angolo, appaiono sublimate quelle che sono le tracce tangibili di un deterioramento, i solchi e i buchi dei tarli scavati nel parquet, riempiti con un materiale di valore, l’oro, che porta alla luce, in maniera sommessa e apparentemente noncurante, un prezioso ordito su cui si continua a camminare.  Una placca d’argento massiccio smaltata a lettere blu Savoia appare a seguire come un gentile e perentorio invito a fare un’offerta, inserendo monete all’interno di una fessura ritagliata su di essa: un gesto che, dato il luogo e le circostanze, resta senza un esito definito o prevedibile, sospeso tra un ipotetico atto di generosit à verso la comunit à e di contro l’apprezzamento tangibile delle idee espresse dall’opera dell’artista, tramite l’adesione completa alla sua evidente ma ancora una volta equivoca richiesta con l’acquisto dell’opera stessa.  Un altro materiale riflettente, l’ottone, laminato e lasciato crudo, ricopre le superfici esterne del grande volume che occupa l’ultima stanza della galleria, ideale cenotafio dedicato all’artista scomparso Bas Jan Ader. Le lastre sono destinate a mostrare nel tempo l’ineludibile processo di ossidazione e i segni causati dall’esposizione dell’opera in vari luoghi.

Il rumore di lavori in corso, che come un basso continuo accompagna tutta la mostra, proveniente al di l à dei muri e delle porte delle stanze, stabilisce tramite il suono l’esistenza di un altrove, di un accadimento differito rispetto al luogo in cui ci si trova, la cui natura resta equivoca e non completamente decifrabile.

11/03/18

Jason Dodge a Torino





Nella sede della galleria Franco Noero di Torino le porte delle tigri sono tutte aperte un rischio di pericolo è nell'aria, alcuni manufatti suggeriscono presenze, strane tracce, grandi ceste di vimini, lampade accese, cuscini, specchi. 

La mente vaga liberamente, i pensieri si incrociano, non c'è logica ma aperta possibilità di riflessioni; supposizioni, fra un'estetica un poco troppo quotidiana e un collage forse poetico ma alquanto criptico. 









Le auliche stanze in Piazza Carignano accolgono disperse tracce di umanità, frammenti dimenticati e qui lasciati all'ampio spazio in un universale gioco di possibili intrecci di pensieri. 


Le opere di Jason Dodge, cercano una rivalsa nell'infinità lirica che si perde un poco in se stessa; il tempo farà il resto. 








16/02/18

Jason Dodge torna a Torino



Il prossimo Lunedì, il 19 febbraio, presso la galleria Franco Noero si apre una doppia esposizione di Jason Dodge, sia in via Mottalciata che presso Piazza Carignano. 

Negli ultimi venti anni Dodge ha prodotto sculture e mostre che parlano di assenza, distanza, percezione tattile e visiva. Il suo lavoro è spesso paragonato alla poesia e, come molta poesia, richiede al lettore o allo spettatore di essere presente e di guardare in se stessi come conduttori di significato. Leggendo una poesia o una scultura, qualcosa di nuovo è fatto. Dodge dice "non è quello che qualcosa significa che è importante, è come qualcosa significa". Il suo lavoro non è pensato per essere decifrato, ma sono piuttosto macchine per decifrare.  

Le sculture nella galleria di Via Mottalciata sono fatte di cose esistenti; cappotti, computer, tavoli, luci, vetri e oggetti di origine misteriosa, grandi cesti fatti da un cestaio cieco, scarpe per qualcuno con tre piedi, porte per animali selvatici da girare nella galleria. Molte delle ventidue sculture sono realizzate in ripetizione, creando diverse costellazioni attraverso la mostra, come mani di carte dello stesso mazzo, significati, valori e letture cambiano ripetere e combinare.  

Nello spazio di Piazza Carignano Dodge ha realizzato un'opera composta da detriti sparsi raccolti in tutto il mondo, come dice "le cose che cadono da noi mentre siamo impegnati a vivere" un'abbondanza di lettere e loghi, grafia e cose disseminate, contenitori e colori. Uno diventa consapevole  in presenza di questo lavoro delle innumerevoli vite che hanno intersecato queste migliaia di cose. Cosa significa mantenere ciò che è rimasto indietro? Le parole; arance, pane, latte scritti su una lista della spesa, oggetti ricordati, comprati e consumati, una rubrica piena dei nomi di molti abitanti di una città, un barattolo vuoto di crema immerso nella pelle di uno sconosciuto molto tempo prima e lontano. Come gran parte del lavoro di Dodge c'è una tensione emotiva e fluttua sempre tra la presenza di assenza e l'assenza di presenza.  Questa è la terza mostra di Jason Dodge con la galleria. 

Le sue recenti mostre personali includono il Schinkel Pavilion (2017), IAC Vuillerbanne (2016); ha co-curato Enemy of the Stars con Krist Gruijthuijsen al KW di Berlino (2017) e ha recentemente partecipato a mostre collettive presso l'Hammer Museum (2018), MIT List Center (2017), 500 Capp Street (2018), Eli Broad Museum ( 2017) e avrà una prossima mostra al Neubauer Collegium di Chicago con Dieter Roelstraete. Oltre alla sua pratica artistica, Dodge è il fondatore della poesia che imprime cinquecento luoghi che ha pubblicato 25 libri monografici di poesie di poeti contemporanei tra cui Ishion Hutchinson, Eileen Myles, CAConrad, Dorothea Lasky e Matthew Dickman.

Jason Dodge
19 febbraio – 5 maggio 2018
via Mottalciata 10/B

Site-specific installation
19 febbraio – 17 marzo 2018
Piazza Carignano 2

06/11/17

10 Torino Art week 2017 (#taw17)


Ultimo giorno di questa ricca settimana di arte a Torino.

Inizio con un carico di energia alla piacevole colazione da Barriera dove inaugurano due mostre una supportata da Massimo Minini con i piacevoli  lavori di Jonathan Monk e Ariel Schlesinger, e l'altra con gli interventi di Alberto Papotto e Mohsen Dajenrehgab, parte del progetto Nesxt.















Passaggio alla galleria Franco Noero dovete sono proposte le opere di  Mario García Torres e nello spazio ricerca tre lavori di Andrew Dadson. 










E via ad Artissima per l'ultima intensa visita.

























Nel complesso questa prima edizione con la curatela di Ilaria Bonacossa è stata buona, mi sono piaciuti il Deposito, la buona organizzazione degli eventi non troppi e ben distribuiti,  il progetto Disegni, Dialoghi e Back To The Future, bella l'idea del Piper ma un poco limitativa per le conferenze.

Le proposte galleristiche erano parametrate all'idea di una fiera per tutti con una grande varietà di dimensioni, forme e prezzi.

Bene, il prossimo anno si festeggeranno i 25 anni di questa rassegna, sono proprio curioso di vedere cosa faranno, arrivederci al prossimo anno allora! d.o)