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Visualizzazione post con etichetta Christov-Bakargiev. Mostra tutti i post
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06/06/12

dOCUMENTA (13) - Carolyn Christov-Bakargiev superstar?


Oggi tutto si ufficializza, dopo mesi centrati sulla curatrice, lo sguardo, forse, si sposterà su chi l’arte la fa, cioè gli artisti, che però già in questa fase paiono sempre più secondari. 

Da quando è stata selezionata la curatrice italo-americana ha centrato l’attenzione su di sé, e un poco anche sul suo simpatico cagnolino Darcy. 

Si conferma sempre di più il “potere” di questo ruolo recente del curatore, che preso il volano del comando, accentra su di sé l’attenzione di un evento artistico, mentre l’arte e di conseguenza gli artisti, paiono figure marginali, il cui lavoro non è più l’elemento centrale, in quanto questo è preso dalle scelte del curatore che diventa il direttore che gestisce gli altri, mentre forse dovrebbe essere il curatore, ma anche le parole oramai non hanno più quel “senso di una volta”. 

Dai a mezzogiorno l’elenco ufficiale sarà reso noto dalla curatrice, e tutta la macchina costa ben oltre 20 milioni di euro partirà per raggiungere l’obiettivo di un milione di visitatori, cinque anni fa furono oltre 700 mila per cui non pare impossibile riuscirci. 



p.s. queste erano le domande iniziali del progetto 

Che cosa significa ritirarsi dal mondo? Che cosa significa essere sotto assedio? Che cosa significa essere sul palco? Vuol dire essere fiduciosi?

Avranno trovato risposta?

05/06/12

dOCUMENTA (13) - Reportage da Kassel - Avvio



Tantissimo materiale è stato realizzato, in questi anni, dal fertile percorso di riflessioni ideato per la rassegna dOCUMENTA 13. 


Fra pochi giorni tutto questo “pensare/proporre” prenderà forma con le opere proposte nei variegati spazi di Kassel, ma non solo. La rassegna avrà diverse luoghi di esposizione che vanno dai capannoni dismessi delle ferrovie ad una sezione staccata a Kabul, in un gioco di globalizzazione sempre più usuale. Un’arte che si espande cercando di rendersi partecipe al cambiamento culturale, intenti forse già datati ma che potrebbero rivelare interessanti riflessioni. 

Di origini americane, la curatrice di questa edizione, Christov-Bakargiev, ha condotto un percorso che legato alla suo vissuto relazionale torinese si sviluppa attraverso il globo fino a giungere nella piccola cittadina tedesca con le riconoscite emergenze mondiali. 

Sperando che non cada nella banalità della recente biennale di Berlino, troppo politica e poco artistica, l’evento può essere come da incarico un’occasione di arte, uno sperimentare poliedrico, forse anche negazionista del ruolo “curatoriale”. 

Ma parlando di “techné” e non di “arte”, come accenna in una intervista, la curatrice si libera il campo per azioni e possibilità di visioni, rischiando anche il senso stesso dell’arte, gioco molto pericoloso che molti curatori ultimamente sembrano ricercare per “ampliare” (o forse suicidare?) il fare artistico. 

Tantissimi stimoli che abbracciano un poco tutto, un caos da cui forse non si potrà dipanare una matassa ma che potrebbe essere un piacevole materasso su cui ripensare il nostro presente. 

Ma aspettiamo ventiquattro ore per vedere il tutto.

Photo Carolyn Christov-Bakargiev / Documenta Yesterday in front of the Fridericianum