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Visualizzazione post con etichetta Bourse de Commerce. Mostra tutti i post
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25/03/26

Chiaroscuro




La Bourse de Commerce attingendo a un centinaio di opere della Collezione Pinault – e, per la prima volta, a diverse opere moderniste – propone la mostra Clair-obscur esplora l'eredità del chiaroscuro e la sua risonanza nel presente.




Il progetto prende avvio dalla frase del filosofo Giorgio Agamben «Il contemporaneo è colui che fissa saldamente lo sguardo sul proprio tempo per percepirne non la luce, ma l'oscurità. Tutte le epoche, per chi vive la contemporaneità, sono oscure. Il contemporaneo è proprio colui che sa vedere questa oscurità, che è capace di scrivere intingendo la penna nell'oscurità del presente»




La mostra trae ispirazione per l'idea e dalla tecnica del chiaroscuro, emersa per la prima volta nei dipinti manieristi e barocchi del XVI secolo, in particolare nelle opere di Caravaggio, che ne intensificò l'uso, immergendo il mondo terreno in una profonda oscurità penetrata da raggi di luce che accentuano il senso di tensione drammatica e gli interrogativi spirituali alla base dei suoi dipinti. In continuazione di questo viaggio nel cuore delle tenebre, Goya ha espresso tutta l'oscurità dell'umanità nelle sue opere, e il chiaroscuro da lui perfezionato continua a influenzare le opere contemporanee con il suo senso di profondità e mistero.

04/11/25

Minimal Bourse




Fino al 19 Gennaio 2026 la Bourse de Commerce ospita una grande mostra dedicata all'arte minimalista, con oltre cento opere di grande rilievo che illustrano la diversità di questo movimento a partire dagli anni '60, quando un'intera generazione di artisti ha avviato un approccio radicale all'arte. Accanto ai capolavori della Collezione Pinault, prestiti provenienti da prestigiose collezioni evidenziano l'importanza storica e la risonanza internazionale dei temi affrontati. La mostra "Minimal" esplora l'evoluzione globale e internazionale di questo movimento che, a partire dai primi anni Sessanta, ha radicalmente riconsiderato lo status dell'opera d'arte.




Caratterizzata da un'economia di mezzi, un'estetica raffinata e una riconsiderazione della posizione dell'opera in relazione allo spettatore, un'intera generazione di artisti in tutto il mondo ha avviato questo approccio che invita all'interazione corporea. Nacque così il "minimal", una forma d'arte che cercava di rivolgersi direttamente allo spettatore attraverso la presentazione di materiali e forme universali, senza ricorrere all'imitazione, al simbolismo o alla narrazione. Questi artisti si appropriarono quindi di materiali naturali o artificiali – spesso i più semplici e accessibili – per creare situazioni in cui il corpo del visitatore veniva sollecitato direttamente, attirando inoltre l'attenzione sul luogo stesso della mostra. L'opera non si situa più tanto a livello del suo contenuto quanto nell'esperienza concreta che offre. 

Attraverso sette sezioni tematiche – Luce, Mono-ha, Equilibrio, Superficie, Griglia, Monocromo, Materialismo – la mostra “Minimal” ripercorre la diversità di questo movimento, esplorandone le dimensioni nordamericana (Agnes Martin, Dan Flavin, Robert Ryman, ecc.), sudamericana (Lygia Pape), asiatica (Lee Ufan, Nobuo Sekine, Kishio Suga, ecc.), mediorientale (Rasheed Araeen) ed europea (Gunther Uecker, François Morellet, ecc.), basandosi su un'eccezionale collezione di opere della Pinault Collection e prestiti della Dia Art Foundation e di altre collezioni private e pubbliche.




Opere di : Rasheed Araeen / McArthur Binion / Chryssa / Mary Corse / Walter De Maria / Melvin Edwards / Koji Enokura / Dan Flavin / Felix Gonzalez-Torres / Hans Haacke / Maren Hassinger / Mary Heilmann / Eva Hesse / Nancy Holt / Robert Irwin / Donald Judd / On Kawara / Susumu Koshimizu / David Lamelas / Seung-Taek Lee / Lee Ufan / Sol LeWitt / Francesco Lo Savio / Bernd Lohaus / Brice Marden / Enzo Mari / Agnes Martin / François Morellet / Senga Nengudi / Helio Oiticica / Pauline Oliveros / Blinky Palermo / Lygia Pape / Howardena Pindell / Charlotte Posenenske / Steve Reich / Bridget Riley / Dorothea Rockburne / Robert Ryman / Nobuo Sekine / Richard Serra / Keith Sonnier / Michelle Stuart / Kishio Suga / Jiro Takamatsu / Anne Truitt / Günther Uecker / Yoshi Wada / Merrill Wagner / Meg Webster / Jackie Winsor / Iannis Xenakis - Curatrice: Jessica Morgan, direttrice della Dia Art Foundation

23/12/22

Mostre alla Bourse de Commerce di Parigi

 


Due mostre dal forte impatto emotivo ci accolgono negli spazi della Bourse de Commerce della Collezione Pinault, nel cuore di Parigi. Una collettiva dal forte percepire contemporaneo e un antologica dei lavori di  Anri.





01/05/20

Bourse de Commerce aprirà nel 2021



Doveva essere il grande evento autunnale della settimana dell'arte di Parigi, ma l'apertura della Bourse de Commerce della Collezione Pinault sarà spostata alla primavera del 2021.

Lo spostamento avviene col fine di garantire tutte le sicurezze nei lavori di ristrutturazione e avviare con una mostra di grande respiro internazionale. 

27/07/17

Collezione Pinault prossimamente a Parigi



Il progetto culturale promosso dalla Collezione Pinault si amplia e si rafforza con l’apertura di un nuovo spazio espositivo permanente nel cuore di Parigi, nella storica sede della Bourse de Commerce.

Presentato a Parigi il progetto di restauro dell’edificio del XVI° secolo, sotto la direzione di Tadao Ando, architetto che ha firmato il recupero di Palazzo Grassi e Punta della Dogana a Venezia.




“Con la nascita di questa nuova sede in cui la mia Collezione sarà esposta, si aggiunge un nuovo tassello alla realizzazione del progetto culturale che ho intrapreso, volto a condividere la mia passione per l’arte del nostro tempo con il maggior numero di persone. Il progetto è nato a Venezia, più di dieci anni fa, con l’apertura di Palazzo Grassi e di Punta della Dogana, spazi che saranno in relazione permanente con il sito parigino. Come per Venezia, questa iniziativa proviene da un impegno personale al quale ho voluto associare i membri della mia famiglia, i miei figli e in particolare François-Henri Pinault.”
François Pinault.




Dal 2006 il progetto culturale di François Pinault si è articolato secondo tre principi: una rete di musei permanenti, ubicati a Venezia - Palazzo Grassi, arricchito nel 2013 da un auditorium, il Teatrino, e Punta della Dogana - un programma espositivo temporaneo extra muros, in collaborazione con numerose istituzioni in Francia e all’estero; infine, un programma di iniziative a sostegno della creazione e della storia dell’arte come la residenza di artisti di Lens o il premio Pierre Daix.

Con l’inaugurazione della Bourse de Commerce a Parigi – prevista per l’inizio del 2019 - la collezione Pinault introduce anche un cambiamento di scala. Rafforza la sua rete di siti culturali permanenti, pur preservando l’identità di ognuna delle sue componenti. La Bourse de Commerce, Palazzo Grassi, Punta della Dogana e il Teatrino interagiranno tra loro in una relazione di collaborazione, complementarità e sinergia. In linea con questa visione, è stato conferito l’incarico di direzione del nuovo museo parigino a Martin Bethenod, che continuerà a dirigere i musei veneziani.




Affidata a un’équipe composta da Tadao Ando (Tadao Ando Architect and Associates - TAAA), Pierre-Antoine Gatier, architetto specializzato nella conservazione dei beni architettonici, l’agenzia NeM - Lucie Niney e Thibault Marca e la SETEC Costruzioni, la ristrutturazione prevede uno spazio espositivo pari a circa 3000 metri quadrati, utilizzabili autonomamente o combinati per accogliere progetti che richiedono spazi di grande ampiezza. I volumi, che vanno dalla dimensione intima a quella monumentale, sono pensati per accogliere nel modo più idoneo opere realizzate con tecniche e formati diversi, dalla fotografia alle grandi installazioni, passando per la pittura, la scultura o i video.




Gli spazi destinati all’esposizione sono completati da un auditorium da 300 posti, in grado di ospitare conferenze, convegni, proiezioni e concerti, oltre a un ampio foyer e una sala per la presentazione di installazioni video, performance e progetti sperimentali.

Lo spirito che guida il progetto architettonico e museografico è quello di un dialogo sereno, cordiale e non impositivo con il contesto storico e del patrimonio, con le opere e con il pubblico.