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26/05/14

Monumentina - Ilya ed Emilia Kabakov al Grand Palais di Parigi



Emozioni quotidiane hanno invaso la grande galleria del Grand Palais, un piccolo villaggio di ricordi che Ilya ed Emilia Kabakov presentano per la nuova grande edizione di Moumenta, il progetto è intitolato “L’étrange cité” e avrà corso fino al 22 Luglio 2014.

L’iniziativa, oramai punto fermo dei grandi eventi europei di arte contemporanea, è organizzata dalla Réunion des Musées Nationaux che gestisce l’elegante Grand Palais, questo progetto è stato ideato con la collaborazione del Multimedia Art Museum di Mosca.

Dal 2007 Monumenta ospita i più noti artisti contemporanei del mondo. Nei suoi maestosi e affascinanti spazi, immersi nella quiete della grande hall, hanno già esposto Anselm Kiefer, Richard Serra, Christian Boltanski, Anish Kapoor e Daniel Buren, tutti con progetti appositamente ideati per essere un’occasione irripetibile.

La sesta edizione propone due personaggi affascinati, dalla complessa storia è dall’intensa energia creativa.  La coppia Ilya ed Emilia Kabakov, due artisti di origine russa, che per decenni hanno sperimentato e condiviso la complessa epopea dei cambiamenti del loro paese.


Il progetto proposto è una visione utopica di questo loro vissuto. Quando si entra si vede uno strano villaggio, che si è installato nel Gran Palais, sette strutture immacolate esternamente si offrono al nostro sguardo.

Visitandole, si noterà che portano dei misteriosi nomi : « Le Musée vide », « Manas », « Le Centre de l’énergie cosmique », « Comment rencontrer un ange ? » e « Les Portails ». Altre poste più distanti sono ancora in costruzione, « La Chapelle blanche » e « La Chapelle sombre » che svelano intense perplessità sulle capacità umane. Ogni antro custodisce particolari lavori declinati in diverse tecniche.

I nostri pensieri sono pungolati, la continua variazione di forme e di scale ci invita a rimodulare le nostre consuetudini, le nostre idee.

Dove siamo finiti, cosa sta succedendo?

Sono domande che ci si pone e che non trovano risposta, ma stimolo. Pellegrinando fra questi spazi si è colti da una serie di sensazioni forti, dubbi, perplessità. Questi spazi in equilibrio fra realtà e mistificazione, sono un’ennesima occasione di ripensare la nostra dimensione, la quotidianità urbana, la vita che ci circonda. Essenze di luoghi ma anche proposte di alterità.

Una piacevole visione che miscela progresso e speranza, ma non sempre paiono ottimistiche.

Unico neo, di questo bel progetto, la mancata tensione con lo spazio, un’occasione non riuscita di andare oltre una piacevole mostra e tentare il vero grande gesto artistico che un luogo così spettacolare poteva consentire.


















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