Translate

12/05/14

La bellezza non muore mai - Pre-Raffaelliti, il passato si ripresenta a Torino

Dantis Amor D.G.Rossetti
  
Attimi di melanconica bellezza si fermano per alcune settimane nel nobile Palazzo Chiablese, parte del ricco complesso museale del Polo Reale di Torino. Sono le opere della Confraternita dei Preraffaelliti che, prima di tornare definitivamente nelle maestose rinnovate sale londinesi della Tate Britain, si offrono al pubblico italiano in una vasta mostra espositiva.

Negli anni della grande rivoluzione industriale inglese, a metà ottocento, alcuni artisti guardarono al passato come luogo di rifugio per la quiete e la bellezza, rifiutando una complessa trasformazione, molto simile al nostro presente.

Questo gruppo di figure artistiche si riunirono in un’associazione, anzi in una mistica confraternita, dove lo spirito artistico veniva declinato anche in un ascetismo di vita, o almeno di atteggiamenti.

Nel 1848 John Everett Millais, Dante Gabriel Rossetti e William Hunt, sostenuti dal mecenate Ford Madox Brown, fondarono la Confraternita dei Pre-Raffaelliti, che in un intenso quinquennio, diede vita a una serie innovativa d’opere dai vividi colori e dalle immagini fortemente realistiche.

Caratterizzava la loro espressione una scelta cromatica netta, quasi priva di sfumature, dalle forme nitide e dettagliate, ispirate vagamente alla pittura di fine rinascimento italiano. Prima che l’urbinate (Raffaello Sanzio) diede avvio alla trasformazione che diventerà manierismo.

Visione di Dante: Rachele e Lia, opera di D.G.Rossetti 

Queste opere così diverse dal contesto contemporaneo dell’epoca, furono alquanto contestate, ma erano in perfetto sincrono con lo spirito futuro di William Morris, che darà vita all’Arts and Crafts e a quello che noi chiamiamo Liberty.

In un ambiente ovattato Palazzo Chiablese ospita la bella raccolta di opere con spazi alquanto calibrati.

Il percorso espositivo si sviluppa per  tematiche che narrano di questo ricercato gruppo di artisti inglesi.

Ofelia di J.E. Millais

La mostra prende avvio con una serie di presenze femminili colte in struggenti attimi di dolorosa vita, come l’Ofelia di John Everett Millais.

I temi (Storia, Religione, Paesaggio, Vita moderna, Poesia, Bellezza, Simbolismo) si susseguono in un allestimento accurato e didattico, la rassegna scorre con stupende opere, che ci narrano di vita quotidiana o di ispirate antiche letterature.


Questo evento forse servirà a riflettere sulle scelte passate, per farne di nuove, oggi. Viviamo un presente che ritorno alla pittura o allo stile duchampiano del secolo scorso, come se prima di spiccare il volo verso nuovi orizzonti tecnologici, sia necessario ripensare le cose conosciute. 

L'amata (La sposa) D.G.Rossetti


Tutte le info al sito http://www.mostrapreraffaelliti.it/

Nessun commento: