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28/05/14

Dan Graham all'Oasi Zegna





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La sesta edizione “All’Aperto” della Fondazione Zegna, curato da Andrea Zegna e Barbara Casavecchia, sarà con l’artista Dan Graham.


L’inaugurazione avrà corso fra pochi giorni, il prossimo 31 Maggio, come sempre a Trivero, nell’area Valle dei rododendri dell’Oasi Zegna,  dove l’opera intitolata “Two Way Mirror / Hedge Arabesque” è stata installata, si tratta di una struttura nei canonici stili dell’artista, una serie di pareti trasparenti e riflettenti che creano uno spazio caleidoscopico. 


Comunicato stampa:

Two Way Mirror / Hedge Arabesque (2014) è uno dei caratteristici padiglioni in acciaio e vetro di Dan Graham, qui sezionato da un’alta siepe (Hedge) in tasso. Il Two Way Mirror (vetro a riflessione differenziata) ha una proprietà unica: da un lato è trasparente, dall’altro riflette la luce, come uno specchio. L’artista ne assembla le lastre in modo da moltiplicare gli angoli di rifrazione e il sovrapporsi delle immagini: a seconda dei movimenti e dello stato d’animo dei visitatori, delle condizioni di luce e delle mutazioni del paesaggio circostante, chi entra è catturato da un gioco di specchi in continua evoluzione. I padiglioni sono congegnati come luoghi d’incontro, svago, conversazione, intrattenimento o raccoglimento, aperti a tutti. “Il mio lavoro è sempre dedicato a come gli spettatori vedono loro stessi”, dice Graham.
L’arabesco (Arabesque) è lo stile decorativo caratteristico dell’arte islamica, a motivi vegetali e floreali intrecciati. Lo studio del rapporto tra arte, architettura, ambiente e spettatore è costante, nella rigorosa ricerca Concettuale di Graham. I suoi primi padiglioni, realizzati negli anni Ottanta, nascono dalle riflessioni dell’artista sull’architettura di paesaggio e la funzione pubblica di gazebo e belvedere. Nel saggio “Garden as Theater as Museum” (1988), Grahm interpreta i giardini rinascimentali come primi musei della storia occidentale.
Da qui, la scelta di collocare Two Way Mirror / Hedge Arabesque nella Conca dei Rododendri, una delle zone più note dell’Oasi Zegna, per via della sua spettacolare fioritura primaverile. Progettata negli anni ‘60 dal grande paesaggista fiorentino Pietro Porcinai, è stata recentemente ristrutturata da un altro maestro dell’architettura di giardini italiana, Paolo Pejrone.
English 
Promoted by Fondazione Zegna, ALL'APERTO (OUTDOORS) is curated by Andrea Zegna and Barbara Casavecchia. The project was established with the aim of broadening access to contemporary art and the values on which it is based. Since 2008, it has supported the realization of a series of site-specific permanent artworks, created in the Trivero area by internationally renowned artists, which are directly aimed at the community.
For the first step of ALL'APERTO, Daniel Buren framed the panoramic terraces of the Lanificio Zegna with "The Coloured Weathervanes, Work in Situ, 2007, Trivero"; a rainbow of flags of seven colors that optically meld into a single, but ever changing iridescence. In 2009, Alberto Garutti mapped out the territory and sought the involvement of local people by means of an original catalyst: the town’s dogs. The outcome was a series of 12 concrete benches, scattered around Trivero, entitled"Dedicated to the people who will talk about it as they sit here”. In 2011, Stefano Arienti introduced "The Telepathists", a "sculpture to be used", as the artist defines it, composed of a free Wi-Fi network and of several groups of archaic “thinking heads” in stone which mark the presence of the hotspots. In September 2012, Roman Signer inaugurated with a crowded pyrotechnical action his"Horloge", a surprising “time-sculpture” that beats time without any hour hand. A great collective performance marked also the opening of Marcello Maloberti’s "Kisses Sweeter Than Wine"(2013), a new ‘garden of delights’ for the community.
Dan Graham is the protagonist of the 2014 edition. With his "Two Way Mirror / Hedge Arabesque", a large pavilion in steel and glass (both transparent and reflective), located in the Valley of Rhododendrons of Oasi Zegna, the artist invites the public to activate new ways of looking at the landscape.

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