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11/07/19

Omaggio a Roman Opałka





La galleria Building di Milano propone nei suoi spazi una bella antologica su Roman Opałka, che prosegue poi negli spazi veneziani della Fondazione Querini Stampalia.




Mi è piaciuto molto soprattutto per la sezione delle opere fra gli anni cinquanta e sessanta, quando già si vede una certa tendenza alla "ripetizione" del modulo espressivo, che poi prenderà la cifra del progetto  OPALKA 1965 / 1-∞.
 





Olafur Eliasson torna alla Tate Modern


 A visitor jumps and throws shapes with the installation Your Uncertain Shadow. 
Photograph: Imageplotter/REX/Shutterstock





Dopo il grande successo del 2003 con l'intervento alla Turbine Hall (il famoso "sole" del The weather project) torna con una bella mostra Olafur Eliasson e propone un progetto molto accattivante, realizzato appositamente per l'evento.

Un sistema di illuminazione che scompone l'immagine della propria ombra nei colori primari, sicuramente sarà un successo per tantissimi appassionati di selfie.

 

La mostra in forma di antologica sarà visitabile fino al 5 Gennaio del 2020 e presenta tantissimi progetti che l'artista ha realizzato sul tema della luce e dell'ambiente, fra cui alcuni anche per attivare il ruolo degli spettatori come parte del rinnovamento e attenzione al nostro globo.

E' previsto anche uno speciale menù per il punto ristoro della Terrace Bar con prodotti biologici, e una grande installazione fatta con i mattoncini Lego con cui gli spettatori potranno interagire.






10/07/19

Quest’estate vado in giro faccio una vacanza d’arte con Google Maps…





Sei appassionato di arte ma non hai grandi risorse e vorresti approfondire il fantastico mondo della Land Art, anche in questo caso il mondo della tecnologia di Google Maps può aiutarti a vivere un’esperienza quasi turistica.

Alcune delle più note opere della Land Art sono state fotografate dai viaggiatori e condivise su Google Map, che in più consente una bella visione aerea delle opere e anche video.

Iniziamo dall’artista Alberto Burri il cui stupendo Cretto di Gibellina si staglia perfettamente sul web.


Ovviamente non mancano le opere più storiche come la Spiral Jetty di Robert Smithson e Rozel Point, Great Salt Lake, realizzata nel 1970.

Pochi clic più in là c’è Double Negative di Michael Haizer, fatto nel 1969, nella valle del Moapa, a pochi chilometri da Las Vegas.

Non è ancora completato dopo cinquant’anni di attività il noto Roden Crater che James Turrell sta realizzando in Arizona, ma di cui si può vedere già la forma complessiva.

Nel Texas ci sono anche i famosi cubi di cemento di Donald Judd, vicino alla Chinati Foundation, a Marfa, dove è anche presente il famoso “shop” Prada di Elmgreen & Dragset.

Nel deserto dello Utah c’è poi l’osservatorio stellare “Sun Tunnels” di Nancy Holt, compagna di Robert Smithson.
  


Fra le opere più recenti si vedono sempre su Google Maps il lavoro di Richards Serra realizzato nel deserto del Qatar e l’opera del collettivo DAST Arteam a Hurghada, il noto Desert Breath, realizzata nel 1997. 


09/07/19

I campi magnetici a Milano


 Foto della Galleria Giò Marconi di Milano


I campi magnetici è il bel titolo che Cecilia Alemani ha usato per la stupenda mostra presso gli spazi della galleria Giò Marconi di Milano, aperta fino al 19 Luglio.

Una bella collettiva che miscela arte storica e figure più contemporanee, sicuramente ma non perderla.


 Foto della Galleria Giò Marconi di Milano


CS

Nel 1919 André Breton e Paul Soupault conducono uno dei primi leggendari esperimenti di scrittura automatica: per intere giornate e notti insonni Breton e Soupault scrivono testi a quattro mani, seguendo libere associazioni e spericolati accostamenti verbali, cercando di svincolarsi dal controllo della ragione. Questi pensieri in libertà vengono raccolti nella pubblicazione I campi magnetici, apparsa nel 1920, qualche anno prima della nascita ufficiale del surrealismo consacrata dal manifesto del 1924. I campi magnetici può essere considerata la prima opera letteraria basata sulla scrittura automatica: raccoglie infatti un flusso ininterrotto di testi intrisi di immagini che sgorgano dall’inconscio – sogni, allucinazioni e desideri profondi, lontani dalla logica utilitaristica del linguaggio comune, a favore invece di una narrazione ricca e generativa di nuovi legami con la realtà.

A cent’anni di distanza, la mostra I campi magnetici prende spunto da questo essenziale testo surrealista per intessere un dialogo tra diverse generazioni di artisti che usano la rappresentazione del corpo e delle sue metamorfosi come veicoli per riflettere su tematiche quali l’identità e il desiderio.

Mettendo a confronto le opere di artisti storici come Man Ray con quelle di vari eredi della sensibilità surrealista quali Enrico Baj, Richard Hamilton e Louise Nevelson, la mostra I campi magnetici introduce anche il lavoro di vari giovani artisti che praticano una forma di neo-surrealismo, mescolando un rinnovato interesse per la figurazione con tensioni più oscure o, alternativamente, con un senso solare di meraviglia e stupore.

 
 Foto della Galleria Giò Marconi di Milano

Attraverso un fitto dialogo inter-generazionale, la mostra registra le forze di attrazione e repulsione che intrecciano a distanza le opere di vari artisti contemporanei e moderni, collegando maestri del ventesimo secolo e giovani promesse dell’arte internazionale. La mostra funge così anche da biografia intellettuale della Galleria Marconi, innestando sull’eredità storica dello Studio Marconi l’instancabile ricerca di nuovi talenti di Gió Marconi.

Curata da Cecilia Alemani, la mostra si focalizza sulla rappresentazione del corpo – e, in particolare, del corpo femminile – per analizzare e contrastare diverse concezioni della sessualità e della definizione del sé. Tra feticci e totem, la mostra I campi magnetici mette in scena molteplici anatomie fantastiche, in cui il corpo è rappresentato in un flusso costante di trasformazione: dispossessato, dematerializzato, e ricomposto. Installata come una camera delle meraviglie – o una “camera nera”, per citare una delle oltre 20 importanti opere di Man Ray in mostra – I campi magnetici alterna volti e ritratti, oggetti antropomorfi e corpi senz’organi, talismani e fantocci mutanti.

La mostra si apre con un’infilata di fotografie nelle quali Man Ray ha ritratto i manichini che adornavano l’ingresso dell’Esposizione Internazionale del Surrealismo del 1938 a Parigi. Una serie di opere di Louise Nevelson, Man Ray, Virginia Overton e Julia Phillips riprende e amplifica le atmosfere perturbanti del surrealismo, combinando oggetti quotidiani e misteriose rivelazioni metafisiche.

Nella sala principale, trasformata in un boudoir, si susseguono opere storiche e nuove scoperte, in un piccolo psicodramma da camera nel quale i diagrammi interiori di Kerstin Brätsch convivono accanto alle dame di bric-a-brac di Enrico Baj o vicino alle stele della Nevelson. Le più giovani Hannah Levy, Elaine Cameron-Weir e Julia Phillips, invece, compongono protesi per nuovi corpi post-umani e altre divinità ortopediche – parenti lontani delle marionette di inizio secolo e degli strumenti medici che tanto hanno affascinato sia Man Ray sia Richard Hamilton. I quadri di Gina Beavers, Santiago De Paoli, Emily Mae Smith e Summer Wheat riprendono linguaggi vernacolari, tra il pop e il naïf, con i quali descrivono frammenti di anatomie pulsanti di desideri, mentre le sculture morbide di Genesis Belanger aggiornano gli oggetti d’affezione di Man Ray in un gioco di rimandi continui tra passato e futuro, sotto l’influenza di nuove forme di attrazione tra opposti.

I campi magnetici è la seconda mostra curata da Cecilia Alemani per la Galleria Gió Marconi. Nel 2009 la mostra Solaris aveva introdotto per la prima volta al pubblico milanese le opere di Rosa Barba, Kerstin Brätsch, Haris Epaminonda, David Maljković, e i video e le sculture di Ryan Trecartin e Lizzie Fitch.






Foto della Galleria Giò Marconi di Milano 

08/07/19

Biennale di Instanbul 2019





Il prossimo 14 Settembre prenderà avvio la nuova edizione della Biennale di Instanbul curata da Nicolas Bourriaud col titolo "The Seventh Continent".

Questa sedicesima edizione della rassegna vede partecipi 57 artisti che propongono una serie di interventi spari per la città legati dal forte tema dell'inquinamento ambientale a cui il titolo fa riferimento come la marea di plastica presente nel mare che crea un "nuovo continente".

Punti di riferimento dell'evento saranno il Pera Museum, il cantiere navale di Tersane e gli spazi dell'isola Büyükada.





CS

Bourriaud, one of the co-founders of Palais de Tokyo, Paris and current director of the Montpellier Contemporain, stated, “I am very honoured to be able to contribute to the history of Istanbul Biennial, which has always been a place of strong curatorial statements since its creation in 1987. Also, as a crossing point, the city of Istanbul takes a specific signification today, in a global political era marked by binary thought. I will try to build an exhibition that measures up to our historical situation.”

Istanbul Biennial’s Advisory Board commented on Bourriaud, “Nicolas Bourriaud’s research embracing the idea of multiverse is vital for the thoughtful minds of today. We strongly believe that Nicolas will develop an intriguing exhibition considering his esteemed curatorial and theoretical practice, his in-depth academic studies as well has his long term collaborations with artists and active engagement with new generations. 16th Istanbul Biennial, under the curatorship of Nicolas Bourriaud, will celebrate and embrace the possibilities of transdiciplinary collaboration through the exhibition and its public programmes which will bring together artists and specialists living and producing in different parts of the globe.”

The Istanbul Biennial Advisory Board members include Iwona Blazwick, Ayşe Erek, İnci Eviner, Yuko Hasegawa and Agustín Pérez Rubio.

Nicolas Bourriaud

Nicolas Bourriaud, born in 1965, is a curator and writer. He is the director of Montpellier Contemporain (MoCo), an institution he created, gathering the La Panacée art centre, the Ecole Supérieure des Beaux-Arts and the future MoCo Museum, which will be opened in June 2019. He was the director of the École Nationale Supérieure des Beaux-Arts de Paris from 2011 to 2015. From 2010 to 2011, he headed the studies department at the Ministry of Culture in France. He was Gulbenkian Curator for Contemporary Art at Tate Britain in London from 2007 to 2010 and founder advisor for the Victor Pinchuk Foundation in Kiev. He also founded and co-directed the Palais de Tokyo, Paris between 1999 and 2006.

Bourriaud’s recent exhibitions include Crash Test, La Panacée (2018); Back to Mulholland Drive, La Panacée (2017); Wirikuta, MECA Aguascalientes, Mexico (2016); The Great Acceleration / Art in the Anthropocene, Taipei Biennial (2014); The Angel of History, Palais des Beaux-Arts (2013); Monodrome, Athens Biennial (2011) and Altermodern, Tate Triennial, London (2009). Nicolas Bourriaud was also in the curatorial team of the first and second Moscow Biennials in 2005 and 2007. His selected books are The Exform (Verso, 2016); Radicant (Sternberg Press, 2009); Postproduction (Lukas & Sternberg, 2002); Formes de vie: L’art moderne et l’invention de soi (Denoel, 1999) and Relational Aesthetics (Presses du reel, 1998).


16th Istanbul Biennial

The 16th Istanbul Biennial is organised by the Istanbul Foundation for Culture and Arts (İKSV) and sponsored by Koç Holding as well as other supporters, international funders, and funding bodies to be announced.

The conceptual framework of the 16th Istanbul Biennial will be announced at a press meeting to be held in fall 2018. The media preview of the biennial will be held on 10–13 September 2019 and professional preview will be held on 12–13 September 2019.

06/07/19

Il Romance di Latifa Echakhch alla Fondazione Memmo di Roma


 

Molto bello l'intervento dell’artista franco-marocchina Latifa Echakhch che è in corso presso le antiche scuderie di Palazzo Ruspoli alla Fondazione Memmo fino al 27 Ottobre 2019.




Intitolato "Romance" è un intervento fra lo scultoreo e l'ambientale, che muove delicate emozioni e forti suggestioni.




05/07/19

Ordet uno nuovo interessante spazio a Milano




A sud di Milano si muovono le nuove realtà dell'arte contemporanea, dopo la stupenda sede della Fondazione Prada e il nuovo sperimentale ICA, da poche settimane ha aperto Ordet, in via Adige 17, fondato da Edoardo Bonaspetti, Stefano Cernuschi, Anna Bergamasco e Massimo Giorgetti.




Con una programmazione tranquilla e minima si presenta un'opera per volta, puntando su una buona qualità e curatela dell'evento espositivo.

John Knight è il prima artista invitato che ha prodotto due occasioni espositive, la prima a Maggio e poi ora a Giugno con due lavori che fruiscono dello spazio in una rilettura fra azione attiva e passività del ruolo.




A breve un nuovo evento "Homeland" che sarà corredato di diversi azioni collaterali, ecco il CS 

In a surveillance state, the government engages in pervasive surveillance of its citizens and visitors to identify problems, to head off potential threats, to administer and to deliver social services.


Worldwide, the amount of data is growing by 61% per year and it is expected to reach 175 zettabytes (or 175 trillion gigabytes) by 2025, more than five times the amount of data produced in 2018.

By 2025, 75% of the population will be connected, creating and interacting with data.2

When the Berlin Wall crumbled three decades ago, there were only 15 border walls in the world. Today there are 70, with 7 more proposed or in progress.3

Ordet presents HOMELAND, an exhibition that takes its lead from Berlin Lights (1994) by Hermann Pitz (Oldenburg, Germany, 1956), a ready-made installation composed of seven functioning lights from the Berlin Wall, loaned from Collezione La Gaia.

The project reflects on the physical, rhetorical and ideological impact of borders and the growing pervasiveness and sophistication of the systems put in place to monitor, surveil, and control the movement of people, goods, and information.

A program of film and video screenings selected by Ordet’s development committee members, curators and artists, accompanies the installation: these works explore notions of borders, surveillance, technology, information and data mining, alongside the political, social and personal implications of such infrastructures.

The program features works by Chantal Akerman, Yuri Ancarani, James Bridle, Simon Denny, Mohammad Eltayyeb, Harun Farocki, Michael Klier, Lydia Ourahmane, Jon Rafman, Hito Steyerl, Surveillance Camera Players, James T. Hong, Amalia Ulman, Xu Zhen, Andrea Zittel. The calendar of video screenings will be announced through the website.

HOMELAND also presents We all saw this coming, a glimpse of the holdings of the Canadian Centre for Architecture (CCA). The display — curated by CCA — suggests an exploration of seminal investigations on the development of city control technologies combining studies on TV security cameras to be used on construction site by architect Cedric Price (1971) and a series of New York maps produced by Surveillance Camera Players at the end of the 1990s that were included in the exhibition Actions — What you can do with the city (2008). The city of New York — and specifically Times Square — represents one of the first public spaces in the world to have adopted massive use of surveillance cameras to reduce crime rate. We all saw this coming.


04/07/19

Supercondominio 2



Dopo il successo del primo anno torna al Castello di Rivoli di Torino l'incontro Supercondominio 2, un'assemblea dei nuovi spazi italiani d’arte contemporanea realizzato con la collaborazione del ristorante Combo.



Programma

Sabato 6 luglio 2019, assemblea dalle 14.00 alle 17.30 – Combo, Torino - a porte chiuse 
20.00 / 08.00 - Campeggio dei partecipanti nel Giardino della Manica Lunga

Domenica 7 luglio 2019, dalle 11.00 alle 19.00 – Maratona di presentazioni degli spazi - Teatro del Castello - aperto al pubblico


Partecipano:

63rd - 77th STEPS (Bari)| ADA (Roma)| Almanac Inn (Torino/Londra) | Almare (Torino) | Altalena (Milano) | Archivio (Torino | Bite the Saurus (Napoli) | Castiglioni (Milano) | Castro (Roma) | Cherimus (Perdaxius, CI)| Clima (Milano)| CRIPTA747 (Torino)| Current (Milano) | DOM (Palermo) | Droste Effect | flip project space (Napoli) | Gelateria Sogni di Ghiaccio (Bologna) | Giorgio Galotti (Torino) | Il Colorificio (Milano) | L’Ascensore (Palermo) | Like a little disaster (Polignano a mare)| Localedue (Bologna)| Kabul | Microclima (Venezia) | Momentum-Journal | Montecristo Project (Cagliari) | Progetto Diogene (Torino) | Quartz Studio (Torino) | Residenza La Fornace (Milano) | Siliqoon (Milano) | Spaziobuonasera (Torino)| Spettro (Brescia) | takecare (Bari) | Tarsia (Napoli) | Treti Galaxie (Torino)| Veda (Firenze) | viadellafucina16 Condominio-Museo (Torino)


Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea con il suo dipartimento di ricerca CRRI e Combo –concept di ospitalità innovativa e “cultural assemblage” aperto alla sperimentazione - invita 40 nuove realtà di organizzazione e produzione artistica alla seconda edizione di Supercondominio, l’assemblea annuale dei nuovi spazi per l’arte in Italia. I protagonisti discuteranno delle dinamiche e delle trasformazioni che coinvolgono i luoghi che attualmente operano autonomamente nel nostro Paese.

La prima edizione del progetto ha raccolto le testimonianze degli spazi coinvolti soffermandosi sul ruolo che queste ricoprono all’interno del sistema dell’arte italiano. Tra le questioni sollevate in assemblea: quali sono le caratteristiche del sistema in cui operiamo? Che cosa significa agire in modo indipendente all’interno del sistema? Che cose distingue uno spazio progetto da una galleria? Ha senso ancora fare questa distinzione? A quale pubblico ci si rivolge?

Ponendosi come grado zero per una riflessione critica su alcuni di questi quesiti, Supercondominio 2 intende offrire una nuova occasione di incontro per permettere di ampliare e approfondire alcune delle discussioni innescate.
Supercondominio 2 sarà caratterizzato da una forma di assemblea allargata che oltre a introdurre nuovi spazi, vuole confrontarsi con rappresentanti di istituzioni locali e nazionali, oltre a ricercatori, studiosi del tema e collezionisti, per coinvolgerli in un’idea di gruppo che non si limita agli attori che agiscono quotidianamente in questo contesto ma che dipende da una rete di connessioni che si sostiene su più livelli.

Come già successo durante la prima edizione, i protagonisti di questa esperienza condivisa che inizia alle ore 14 del 6 luglio e termina alle ore 19 del 7 luglio, dormiranno sotto le stelle in tende offerte da Combo e allestite nel giardino della Manica Lunga.

Supercondominio prende il nome da un tipo di assemblea che regolamenta la gestione di una particolare costruzione in cui due o più palazzi, non per forza costituenti autonomo condominio, hanno in comune alcuni beni e/o servizi.
Il supercondominio diventa un’immagine per pensare un modello di coesistenza basato su relazioni reali e su una conoscenza reciproca approfondita. Come l’anno scorso, l’aspetto più importante dell’evento sarà quello di permettere alle giovani realtà di convivere per due giorni per parlare e favorire la creazione di nuove relazioni.
Anche quest’anno al Castello si terrà una maratona di (auto)presentazione degli spazi coinvolti, prevista per domenica 7 luglio e aperta al pubblico. L’assemblea a porte chiuse si terrà invece sabato 6 luglio nell’Ex Caserma dei Vigili del Fuoco di corso Regina Margherita, futura sede torinese di Combo che aprirà le sue porte in autunno.
Risalente al diciannovesimo secolo e affacciata sul mercato di Porta Palazzo, uno dei punti di ritrovo della città, l’imponente caserma è stata completamente trasformata ed è pronta a diventare uno degli hotspot nevralgici della città.

Il coordinamento curatoriale di Supercondominio è di Caterina Molteni e Laura Lecce.


Combo
Dinamico, fluido e aperto: Combo dà impulso a una forma di ospitalità radicalmente nuova ed è un incubatore versatile e contemporaneo al servizio delle arti e della cultura. Regala nuova vita a edifici storici delle principali città italiane e li trasforma in centri vitali e vivaci in cui viaggiatori, artisti e abitanti del luogo possono incontrarsi. Un bar, una radio, spazi per mostre e residenze di artisti e musicisti, Combo promuove la convivialità, supporta l’arte e la musica e incoraggia le contaminazioni. Alla recente apertura di Venezia seguiranno quest’anno quelle di Milano e Torino, e nel 2020 quella di Roma. Diversi i progetti già realizzati con istituzioni artistiche, ultimo dei quali il secondo episodio dell’Artissima Experimental Academy, un workshop di una settimana condotto dall’artista Dara Friedman negli spazi di Combo a Venezia.


Biografie

63rd - 77th STEPS (Bari, 2014) http://www.63rd77thsteps.com
è un artist run space fondato e diretto dall’artista Fabio Santacroce, sulla rampa di una scala condominiale (esattamente tra il 63esimo e 77esimo scalino), in un quartiere popolare di Bari. Concepito come estensione del suo lavoro artistico, l’Art Project Staircase assolve in pieno alla funzione di piattaforma espositiva, con un’attenzione particolare a quelle pratiche artistiche post pop/concettuali di ultima generazione, e con una programmazione attualmente strutturata in mostre on-line e off-site. 63rd-77th STEPS indaga e sprona i limiti e le potenzialità della periferia, ridefinendo le sue coordinate spazio-temporali; interroga i meccanismi e il senso del fare arte in relazione all’attuale scenario socio-politico.

80121 Residency (Napoli, 2017) http://www.res80121.com/
Residency 80121 mira a creare una piattaforma di ricerca e condivisione, per sviluppare la discussione e la sperimentazione intorno all’arte contemporanea all’interno di specifici setting, chiamando in causa l’identità del territorio. 80121 deriva dal codice postale del quartiere di Chiaia a Napoli, dove si trova la casa d’infanzia di Naldi Rossano, alla cui ricerca artistica, sull’identità post-storica e la trasmissione intergenerazionale, il programma è intimamente connesso.

ADA (Roma, 2017) http://ada-project.it/
ADA è una galleria d’arte contemporanea fondata a Roma nel settembre 2017 da Carla Chiarchiaro, la cui programmazione è dedicata alla promozione dei giovani artisti, in particolare italiani. L’identità di ADA nasce da riflessioni legate al ruolo dell’arte e della pratica artistica nella contemporaneità e la propria attività di valorizzazione e supporto all’arte giovane, si propone l’obiettivo di condividere un percorso di crescita e di ricerca con gli artisti rappresentati e con il proprio pubblico.

Almanac (Torino / Londra, 2013) http://almanacprojects.com
Almanac è uno spazio non-profit fondato nel 2013 con sede a Londra e Torino. Indagando le potenzialità di un cambiamento culturale attraverso collaborazioni creative, Almanac opera con l’obiettivo di attivare un dialogo indirizzando la comprensione delle ricerche artistiche recenti verso nuovi registri di pensiero.
Nel 2014 apre Almanac Inn a Torino, una piattaforma costituita da un programma di residenze, mostre personali, un public program di eventi e la produzione di pubblicazioni con l’intento di supportare il lavoro dei giovani artisti invitati e offrire al pubblico una conoscenza più articolata delle loro pratiche.

ALMARE (Torino, 2017) http://www.almareproject.it
ALMARE è un’associazione fondata a Torino nel 2017 da Amos Cappuccio, Giulia Mengozzi, Luca Morino e Gabriele Rendina Cattani che si dedica ai linguaggi contemporanei che utilizzano il suono come mezzo espressivo. I luoghi nei quali si svolgono gli eventi cambiano di volta in volta a seconda delle esigenze del progetto. ALMARE propone un pensiero che evita di frammentare in categorie esclusive le diverse pratiche legate al suono, ma che le accolga per portare avanti il discorso musicale/artistico osservandolo da una prospettiva comune. Questa versatilità delle condizioni di ascolto, garantisce l’accoglienza di un pubblico trasversale e polivalente, generando possibilità di creazione e fruizione in continua mutazione.

Altalena (Milano, 2017) www.altalena.cc
Altalena è un progetto di ricerca attivo dal 2017 che organizza attività interdisciplinari con l’intenzione di tracciare le condizioni necessarie per promuovere attività di condivisione e scambio tra i partecipanti (artisti, curatori, scrittori, storici).
A partire dalla sua fondazione, Altalena ha progressivamente superato il format della mostra, favorendo la costruzione di spazi condivisi in cui intrecciare le pratiche di ognuno e in cui creare immaginari speculativi, prediligendo il comunitarismo come metodo. Fino ad oggi Altalena ha organizzato due residenze e un reading group; nel 2018 sono stati pubblicati due libri d’artista.

ARCHIVIO (Torino, 2018) https://www.archiviomagazine.com
ARCHIVIO magazine è il primo magazine al mondo costituito esclusivamente da materiali d’archivio. Patrimoni documentali inediti che possono diventare una nuova fonte di conoscenza: ARCHIVIO nasce appunto con l’intento di ricostruire, attraverso questi materiali, la cultura visiva contemporanea. In ARCHIVIO la memoria diventa il timone e ogni contenuto che riemerge dai faldoni e dagli scaffali dei luoghi nei quali era custodito prende nuova vita, da patrimonio archiviato si trasforma in storia narrata, tesoro da riportare alla luce per una più ampia diffusione possibile.

Bite the Saurus (Napoli, 2018) @bitethesaurus
Bite the Saurus nasce nel 2018 da un’esigenza che nasce dall’osservazione di Napoli.
L’idea è di trasformare tale attenzione nella possibilità, per artisti di diverse generazioni e provenienze, di uno ‘spazio’ di movimento più autonomo, di costante autorigenerazione e sperimentazione. ‘Mordere’ è una vera e propria dichiarazione d’intenti, un metodo per relazionarsi con ciò che già esiste nel panorama e contaminarlo. Da gennaio 2018 Bite the Saurus ha curato quattro progetti in diversi luoghi della città di Napoli: la mostra personale di Luca Staccioli (1988) al Riot Studio a Palazzo Marigliano, la performance di Roberto Casti (1992) & The Boys and Kifer alla Chiesa di San Giuseppe delle Scalze a Pontecorvo, la residenza/mostra di Giuliana Rosso (1993) negli spazi sotterranei de La Casaforte S.B. ai Quartieri Spagnoli e il reading group in un ambiente strutturato attraverso un’installazione di Enrico Boccioletti (1984) a Palazzo Fondi.

CASTIGLIONI (Milano, 2018) http://castiglionifinearts.com
CASTIGLIONI, nasce nel gennaio 2018 al termine della positiva e formativa esperienza della galleria BFA Boatos Fine Arts, Sao Paulo, Brasile.
La galleria, attraverso il proprio spazio milanese e una serie di mostre e progetti site specific a Sao Paulo, persegue l’obbiettivo di essere un interlocutore privilegiato tra due importanti realtà, come l’Europa e il Sud America.
Attraverso un programma che punta a essere innovativo e propositivo, la galleria vuole raccogliere le peculiarità tipiche di ogni artista con cui collabora e presentarle nel miglior contesto internazionale e con la postura professionale che questo contesto le richiede.
CASTIGLIONI punta a fare della ricerca uno dei suoi aspetti fondamentali, creando un mix tra scoperta e riscoperta e collaborando con artisti di diverse generazioni.

CASTRO (Roma, 2018) https://castroprojects.it
CASTRO è uno spazio dedicato alla formazione e alla produzione dell’arte contemporanea. Ogni anno ospita gratuitamente a rotazione 6 artisti e 2 curatori under 40, selezionati da una sofisticata giuria internazionale. Il programma prevede workshops, tavole rotonde, incontri e seminari sull’arte contemporanea dedicati al pubblico.
CASTRO vuole valorizzare l’incredibile potenziale romano sviluppando collaborazioni con artigiani, professionisti, gallerie e istituzioni della città. L’obiettivo  attivare un apprendimento orizzontale. Un sistema in cui il pubblico impari dagli artisti e gli artisti da altri artisti e dal pubblico.

Cherimus (Perdaxius (CI), 2007) http://www.cherimus.net/
Cherimus nasce nel 2007 a Perdaxius (Sardegna) su iniziativa di tre amici: Marco Colombaioni, Matteo Rubbi ed Emiliana Sabiu. Cherimus lavora tra il Sulcis-Iglesiente e il resto del mondo attraverso progetti di cooperazione internazionale tra Europa, mar Mediterraneo e Africa, invitando artisti di tutte le discipline. Dal 2017 organizza a Nairobi il programma di residenze d’artista Darajart.
Quest’anno Cherimus inaugura la prima edizione della sua Summer School e il suo programma internazionale di residenze d’artista in Sardegna.

Clima (Milano, 2016) www.climagallery.com/
Galleria d’arte contemporanea fondata da Francesco Lecci a Milano, nel 2015 supporta e rappresenta giovani artisti tra cui Valerio Nicolai, Lisa Dalfino & Sacha Kanah, Andrew Ross, Jason Gomez, Matteo Nasini. La sede a Milano è nel distretto “dell’arte contemporanea” di Porta Venezia, e la location è un appartamento di un antico palazzo che permette agli artisti di entrare profondamente in relazione con il tessuto storico della città. Clima organizza anche progetti esterni alla galleria in sedi alternative e con diversi artisti.

Cripta747 (Torino, 2008) www.cripta747.it/
CRIPTA747 è un’organizzazione non-profit per l’arte nata a Torino nel 2008, un luogo di ricerca, scambio e produzione, dove le pratiche artistiche si confrontano con il dibattito in corso. Attraverso un programma di mostre, screening ed eventi, CRIPTA747 indaga nuove forme e linguaggi per restituire al pubblico una visione autentica e inedita. Dal 2017 sono inoltre attivi due programmi dedicati alla mobilità: Fellowship, per il supporto agli artisti attraverso borse di ricerca, e Studio, programma di studi in condivisione per il sostegno alla produzione.

Current (Milano, 2016) http://www.currentproject.it
CURRENT è una piattaforma di condivisione di pratiche e ricerche creata da artisti e curatori, che dal 2016 ha base in uno spazio indipendente nel centro storico di Milano. Organizza, cura e ospita mostre collettive e personali di artisti italiani e internazionali oltre a talk e incontri, per supportare le ricerche meno incasellabili e le contaminazioni tra discipline. Indaga la cultura visiva attuale, i suoi media digitali e i suoi dispositivi di cattura, il contesto sociale e politico presente e futuro nei suoi aspetti più utopici, distopici o occulti, e le sue implicazioni culturali.

DOM (Palermo, 2018) @dom_art_space
DOM art space è uno spazio no-profit per l’arte contemporanea fondato da ONIBI nel aprile 2018 a Palermo. Creato e gestito da Sofia Melluso, Adriano La Licata e Domenico Palmeri, nasce dalla necessità di avere un luogo di sperimentazione per le arti visive nel centro del capoluogo siciliano. Attraverso un programma di mostre personali e collettive supporta la ricerca di artisti emergenti, sia locali che non.
È un luogo in cui progetti e idee possono svilupparsi, prendere forma ed essere condivisi con il pubblico palermitano e allo stesso tempo sviluppare un legame con il panorama artistico indipendente italiano ed europeo.

Droste Effect è un editore di libri ed edizioni d’artista, nonché una piattaforma online dedicata all’arte contemporanea. Il team di Droste Effect collabora con spazi di diversa natura per organizzare eventi pop-up che combinano arte ed editoria e in cui gli artisti sono chiamati a interagire con lo spazio ospitante per creare opere site-specific. Fondato nel 2013 il gruppo di lavoro di Droste Effect si è spostato spesso tra Bologna, New York, Londra ed Istanbul per poi ritornare stabilmente in Italia. Sul sito web di Droste Effect, la redazione sviluppa notizie e saggi brevi sull’arte contemporanea in lingua inglese attraverso articoli, interviste e la rivista online Bulletin.


FLIP Project Space (Napoli, 2011) http://flipprojectspace.blogspot.it
FLIP Project Space è un artist-run space (Napoli), un progetto curatoriale indipendente, una piattaforma di discussioni e collaborazioni creative in relazione alla pratica artistica ed alla cultura contemporanea. Le attività di FLIP Project si manifestano attraverso una molteplicità di situazioni ‘spaziali’ dove la discussione avviene sotto forma di mostre, pubblicazioni (web, digitali e cartacee), workshops, screenings, seminari.

Gelateria Sogni di Ghiaccio (Bologna, 2016) www.gelateriasognidighiaccio.com 
Gelateria Sogni di Ghiaccio è un artist-run-space creato e gestito dagli artisti Filippo Marzocchi e Mattia Pajè. Il progetto è nato dalla volontà di ampliare la pratica artistica individuale fino a comprendere la direzione artistica e la produzione di eventi. Lo spazio, diviso in due ambienti è costantemente attivo come studio e come luogo espositivo o di confronto. Il progetto è attivo dall’ottobre 2016 e fino a oggi ha realizzato 21 eventi espositivi tra mostre personali, collettive, eventi sonori e performativi. Gelateria Sogni di Ghiaccio è un luogo per la sperimentazione e per la libertà.

Giorgio Galotti (Torino, 2015) www.giorgiogalotti.com/  
La galleria Giorgio Galotti nasce a Torino nell’ottobre 2015 con l’intento di sostenere e promuovere artisti internazionali delle ultime generazioni. Situata all’interno di un cortile di un edificio industriale del quartiere di Aurora, porta avanti una programmazione orientata su discipline artistiche tradizionali come la pittura, la scultura e la fotografia. Accanto alle mostre che la galleria regolarmente dedica agli artisti che rappresenta, si affianca il programma della project room Alley, un’antica vetrina del 1700 nel centro della città con cui sono presentati interventi site specific fruibili dal pubblico 24 ore su 24.
La galleria ha partecipato alle maggiori fiere d’arte internazionali in Italia, Artissima e Miart, e dal 2016 è promotrice del progetto indipendente DAMA, che si svolge nella settimana dell’arte di Torino all’interno di un Palazzo storico del centro storico.

Il Colorificio (Milano, 2016) www.ilcolorificio.org/
Il Colorificio è un collettivo curatoriale e uno spazio progetto fondato a Milano nel 2016 da Michele Bertolino, Bernardo Follini e Giulia Gregnanin, ai quali si aggiunge dal 2018 Sebastiano Pala. Con sede in un ex negozio di vernici situato nel quartiere del Giambellino, Il Colorificio nasce da un’esigenza di sperimentazione e di scambio aperto di teorie e pratiche artistiche e curatoriali, e focalizza recentemente la propria attenzione sulla performatività.

KABUL è un’associazione culturale no profit e una piattaforma digitale di ricerca; un magazine di arti e culture contemporanee che impiega diverse figure professionali nella stesura di saggi, interviste e approfondimenti sull’attuale scena artistica italiana e internazionale; un archivio digitale di traduzioni dall’inglese di testi critici, curatoriali e filosofici ancora inediti e scaricabili gratuitamente dal sito. Con una visione localizzata ma non strettamente locale, il progetto nasce dalla necessità dei suoi fondatori di creare uno spazio critico di discussione, stabilendo un network con i molteplici attori del sistema culturale e artistico contemporaneo e adoperando i propri strumenti critici nell’analisi dell’attualità.

L’Ascensore (Palermo, 2015) https://www.lascensore.it
L’Ascensore è nato nel 2015 grazie allo spirito di mecenatismo di Alberto Laganà, giovane collezionista e appassionato d’arte, con lo scopo di offrire ai giovani artisti un luogo espositivo sperimentale in dialogo continuo con gli artisti siciliani. Allo stesso tempo, il desiderio di Laganà è quello di donare alla città di Palermo opere che di volta si adattano e trasformano lo spazio.
La direzione artistica è affidata al duo Genuardi/Ruta, con una programmazione che coinvolge artisti italiani e internazionali. L’Ascensore si avvale inoltre del sostegno di Danilo Signorino e Vito Bongiorno, che contribuiscono alla produzione dei lavori e alla gestione dello spazio.

Like a little disaster (Polignano a mare, 2011) www.likealittledisaster.com/
Like A Little Disaster è un collettivo di ricerca artistica fondato nel 2014 da Giuseppe Pinto e Paolo Modugno. Al momento il collettivo è formato da Marika Dandi, Lysa Neufville, Serena Semeraro, Giusi Aglieri, Grazia Mappa, Gabriele Leo, dai due fondatori e da tutti gli artisti e curatori che si aggregano e alternano in base alle specificità dei singoli progetti.

Localedue (Bologna, 2013) www.localedue.it/
LOCALEDUE nasce nel 2013 a Bologna configurandosi come osservatorio degli aspetti più sperimentali delle pratiche artistiche. Nel suo spazio di 18 m2, collocato in Manifattura delle Arti, hanno preso vita oltre 70 progetti e sono stati coinvolti oltre 300 tra artisti e curatori. Ogni stagione si rinnovano le modalità e gli intenti della programmazione. LOCALEDUE è gestito dal fondatore Fabio Farnè e dal curatore Gabriele Tosi.

Microclima (Venezia, 2011)
Fondato a Venezia nel 2011, Microclima conduce una ricerca sul mondo naturale, sul patrimonio culturale e sulla sfera pubblica. Ha sede nella Serra dei Giardini, una serra costruita nel 1894 per la Biennale per preservare le piante esotiche che decoravano le prime esposizioni internazionali d’arte. Microclima ha progetti a Guwahati (India), Santiago (Cuba), Ulan Bator (Mongolia) e si snoda in diversi punti del pianeta.

Momentum-Journal www.momentum-journal.com
Momentum-Journal è un’antologia digitale di immagini, storie, interviste, oggetti virtuali e interattivi. Ogni numero, frutto di una stretta collaborazione con gli autori coinvolti, produce contributi inediti, interagendo con il lettore e guidandolo in un percorso performativo e time-based. Fondato nel 2015, M-J presenta un nuovo issue con cadenza pressoché annuale. M-J è stato presentato alla 16* Quadriennale di Roma, il nuovo numero: GOD, è previsto per l’autunno di quest’anno.

Montecristo project (Cagliari, 2015) www.montecristoproject.tumblr.com/ 
Montecristo Project è un progetto artistico e curatoriale che prende la forma di uno spazio espositivo in un’isola deserta al largo delle coste sarde. È stato fondato nel 2016 da Enrico Piras (Cagliari 1987) ed Alessandro Sau (Cagliari 1981). Dal 2018 Montecristo ha aperto il mountain department: una struttura lignea progettata per ospitare mostre in una località segreta nelle montagne del sud Sardegna.

Progetto Diogene (Torino, 2007) http://www.progettodiogene.eu
Progetto Diogene nasce nel 2007 come gruppo informale di artisti, un insieme di identità artistiche autonome che hanno scelto di lavorare insieme alla costruzione di un luogo di riflessione, ascolto e scambio circa i temi e le modalità della pratica artistica; nel 2008 nasce ufficialmente l’Associazione Culturale Diogene.
L'associazione opera sviluppando progetti volti ad approfondire la riflessione circa la produzione artistica contemporanea, i suoi temi e modalità operative e il ruolo dell’artista nella società contemporanea. Più nello specifico l’associazione mira a: favorire il confronto e la discussione tra gli artisti e tra artisti e pubblico; promuovere e sostenere la ricerca artistica contemporanea e il suo rapporto con gli altri ambiti di ricerca (filosofico, scientifico, ecc.); attivare programmi di formazione in campo artistico, sia per addetti ai lavori che per un pubblico più ampio (anche in ambito scolastico); creare una rete con la quale attivare collaborazioni e scambiare esperienze.

Quartz Studio (Torino, 2014) http://www.quartzstudio.net
Quartz Studio è un luogo di produzione per l'arte contemporanea fondato nel 2014. Ricorrendo alla definizione di Jonathan Monk (Leicester, UK, 1969), artista con il quale abbiamo inaugurato il progetto, Quartz Studio è un exhibition/project space, di fondazione privata, nato con l’intenzione di aiutare gli artisti a visualizzare le loro idee. L’intenzione era quella di sperimentare una formula che andasse aldilà del dualismo esistente no-profit/galleria tradizionalmente intesi. Lavoriamo proponendo ad artisti mid-career, con un focus su quelli nati negli anni Settanta, uno spazio di libertà progettuale che dà loro la possibilità di coinvolgere altri colleghi o soggetti altri nella massima autonomia. Si tratta di un luogo in cui è possibile la sperimentazione ‘assolo’ di progetti non realizzabili in altri contesti. Lo spazio è parte del format di Quartz: è una stanza/vetrina su strada. Di fatto è un monoroom art space. Dimensioni ridotte, pavimento in cementine, soffitto a volta e visibilità dall’esterno sono le caratteristiche con cui gli artisti devono relazionarsi. Il nome evoca le wunderkammer, stanze/studiolo in cui, tra gli altri oggetti rari, veniva esposto anche il quarzo, minerale che, tradotto in inglese (quartz), contiene la parola arte.

Residenza La Fornace (2018) https://www.residenzalafornace.com
Residenza La Fornace nasce nel 2018 come progetto che invita gruppi di artisti a entrare in dialogo con un’antica cascina italiana durante una specifica stagione dell’anno. La Fornace è il nome di questa cascina con agriturismo e azienda agricola, che nella sua anatomia mantiene le principali caratteristiche tipiche di questi antichi complessi architettonici destinati alla coltivazione, all’abitazione delle persone e al ricovero degli animali. All’interno di questo contesto nasce l’idea di coinvolgere degli artisti in una residenza, che ha luogo quattro volte l’anno secondo il susseguirsi delle stagioni. Estate, autunno, inverno e primavera organizzano il tempo delle sperimentazioni. Ogni periodo vede la partecipazione di artisti differenti che hanno modo di entrare liberamente in rapporto con il contesto. A cura di Edoardo Manzoni e Giada Olivotto.

Siliqoon (Milano, 2014) http://www.siliqoon.com
Siliqoon è art label e agenzia di consulenza creativa fondata a Milano nel 2014. Si occupa di art direction, trend forecasting, design e curatela con un approccio sistemico a lungo raggio. Attraverso diverse azioni che vanno dal programma di residenze ‘Labs’ fino alla pubblicazione dell’issue tematico Qway, supporta gli artisti nella ideazione e realizzazione di opere d’arte migliori.

Spaziobuonasera (Torino, 2015) http://spaziobuonasera.it
è uno spazio di progetto con sede a Torino fondato nel 2015 da Lula Broglio, Edoardo Piermattei, Ottavia Plazza, Erik Saglia, Marco Schiavone, Francesco Snote e Alice Visentin.

SPETTRO (Brescia, 2018) https://spettro.info
SPETTRO è la sede dell’omonima associazione fondata nel 2018 da Michele e Simone Bornati, Francesco Fonassi, Luca Tofanini e Francesco Venturi: un palco, uno studio e un centro specializzato che organizza seminari e produzioni audiovisive. SPETTRO sono duecento metri quadri dedicati alla musica e alla ricerca, divisi in tre grandi locali polifunzionali e accessibili ai disabili. Una realtà riconosciuta, che paga il diritto d’autore e si pone come punto di riferimento per artisti internazionali che vogliono incontrare il pubblico italiano. SPETTRO è un corridoio per esploratori sonici, e segue traiettorie specifiche. Nella diatriba attorno al ‘fourth wall’ e alla centralità del pubblico, SPETTRO pone il suo focus sugli artisti: sulla possibilità di creare le condizioni per un grande live, documentato in vari formati e in alcuni casi pubblicato su VILLΔRecordings, l’etichetta legata al progetto. Alla dimensione del live è legata una forte fascinazione per la club culture, che trascende di volta in volta gli schemi della vita notturna e le formule di autoregolamentazione degli individui.

~takecare (Bari, 2017) https://takecarecollective.tumblr.com
~takecare è un collettivo di ricerca multidisciplinare, un progetto curatoriale e una fanzine periodica.
Nasce nel 2017 con il progetto di self-publishing, una zine periodica che indaga la pratica di scrittura di artisti e curatori internazionali. A partire da giugno 2018 ~takecare propone una serie di laboratori performativi -Writing experiments- dedicati alla sperimentazione di linguaggi differenti, come il laboratorio di improvvisazione musicale – metodo della conduction – e il workout di scrittura + stretching. ~takecare conduce la riflessione su una dimensione medico-filosofica-sperimentale, dove l’attività di cura attiva processi di de-soggettivizzazione, emancipazione e resistenza, proponendo un approccio di ricerca che mira ad azioni-partecipate nel coinvolgimento simultaneo di diversi ambiti disciplinari e dei linguaggi dell’arte.
Ideatrice e fondatrice del progetto è Roberta Mansueto (Bari, 1988), curatrice indipendente e storica dell’arte.

Tarsia (Napoli, 2018) @tarsia
Tarsia è uno spazio no-profit inaugurato a Napoli nel novembre 2018. Lo spazio articola la propria programmazione dialogando da un lato con il contesto sociale, culturale e artistico napoletano e italiano, dall’altro aprendosi a dialoghi e collaborazioni con artisti, curatori e realtà estere.
L’attività di Tarsia è svolta in un’ottica di osmotica e costruttiva coesistenza tendente a non snaturare la funzione primigenia dello spazio fisico, negozio di piante e fiori, ipogeo situato nel centro storico di Napoli. L’eterogeneità di media, contenuti e posizioni artistiche è caratteristica fondante di Tarsia, la cui attività è basata su una filosofia assolutamente esente da esclusioni e limitazioni di qualsiasi tipo.

Treti Galaxie (Torino, 2016) https://www.tretigalaxie.com/
Treti Galaxie è un art project fondato da Matteo Mottin e Ramona Ponzini col supporto di Sandro Mori. Il suo obiettivo è di lavorare con giovani artisti in una maniera espansa, rispettandone idee e progetti, e aiutandoli a produrre una mostra nella maniera più completa. A partire da novembre 2016 sviluppa una serie di mostre personali in cui gli artisti dialogano col tessuto urbano torinese ridisegnando la fruizione di luoghi storici della città come la Mole Antonelliana, la Sala Reale di Torino Porta Nuova e la Fortezza sotterranea del Pastiss.

Veda (Firenze, 2016) http://www.spazioveda.it/
Veda è uno spazio che nasce a Firenze nel maggio del 2016 con una personale di Marius Engh, Eschscholzia Californica. L’intento principale è quello di dare agli artisti ospitati l’opportunità di confrontare la loro ricerca con l’architettura atipica dello spazio, stimolandoli nel superare le particolari condizioni dell’architettura che non è accessibile ma solamente osservabile dall’esterno, 24 ore su 24, grazie alla grande vetrata attraverso la quale è possibile vedere lo spazio che si estende al di sotto del livello stradale. Veda opera con l’obiettivo di sviluppare connessioni, collaborazioni e nuove idee con artisti e curatori.

viadellafucina16 Condominio-Museo (Torino, 2016) https://viadellafucina16.kaninchenhaus.org
viadellafucina16 è il primo esperimento internazionale di Condominio-Museo, creato da Kaninchen-Haus nel 2016 da un’idea dell’artista Brice Coniglio.
Cuore del progetto è un innovativo programma di residenza per artisti nel condominio di via La Salle 16 (già “via della Fucina”), nel quartiere torinese di Porta Palazzo, sede del più grande mercato all’aperto d’Europa.
Tramite open call internazionale gli artisti sono stati invitati a trascorrere periodi di residenza nello stabile, durante i quali realizzare interventi e opere negli spazi comuni al fine di attivare il dialogo tra le diverse comunità che lo abitano e favorire la riqualificazione del maestoso edificio ottocentesco, oggi in stato di trentennale degrado e abbandono.
Il condominio – punto di intersezione tra dominio pubblico e privato – si apre alla pratica artistica come fattore di rigenerazione estetica, sociale e culturale, divenendo così un luogo simbolico attraverso cui la comunità rappresenta sé stessa, così come un tempo i palazzi signorili – decorati dagli artisti – rappresentavano il prestigio delle singole casate.