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10/01/24

Ripensare Hodler alla Kunsthaus Zürich



 «A PROPOSITO DI HODLER – PROSPETTIVE ATTUALI SU UN’ICONA» IN MOSTRA AL KUNSTHAUS ZÜRICH 

Dall’8 marzo al 30 giugno 2024 il Kunsthaus Zürich si interroga sull’attualità di Ferdinand Hodler, noto come «artista nazionale». La mostra mette in contrapposizione interpretazioni riduttive con l'ampia varietà dell'opera formale, culturale e politica del pittore, cercando di presentare in nuova luce aspetti tradizionali e ben conosciuti. Ai circa 60 dipinti di questa icona svizzera sono accostate opere di oltre 30 artisti contemporanei. 

 Ferdinand Hodler (1853–1918) ha plasmato l’identità culturale della Svizzera come pochi altri artisti della sua generazione. Il suo nome e la sua opera sono assurti a icona. Nonostante il concetto di «artista nazionale» sia ormai superato, la sua figura permane saldamente ancorata nella coscienza collettiva. 


Foto: Franca Candrian, Kunsthaus Zürich 2024


UN MARGINE DI INTERPRETAZIONE AMPLIATO

Ciò che resta è solo una mezza verità o un cliché. All’artista sono stati associati valori come l’attaccamento al territorio («L’idillio del boscaiolo») e la sovranità nazionale, sebbene rispecchino solo in modo limitato le intenzioni originali di Hodler. Per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'attualità e sulla complessità di questo «santo patrono» svizzero, alcuni artisti contemporanei selezionati entreranno in dialogo con Hodler sia con opere già esistenti, sia con opere realizzate appositamente per la mostra. Caroline Bachmann (*1963) e Andriu Deplazes (*1993) sono familiari con l’opera di Hodler grazie al loro legame con la Svizzera. Per altri partecipanti, come Asim Abdulaziz (*1996) o Dani Gal (*1976), Hodler è stato una scoperta. Questa è la prima ampia mostra dedicata a Hodler che si discosta da una ricezione estetica strettamente formale della sua opera e da una storiografia di stampo nazionalista, e che invece lo colloca in un produttivo rapporto con artisti contemporanei, mettendolo in discussione e conferendo nuova attualità alla sua posizione, che resta finora ineguagliata. 


ARTISTA SCANDALOSO E ICONA NAZIONALE: DIMENTICATO E RISCOPERTO

La storia della fortuna critica di Hodler ha conosciuto fasi alterne. Per la sua partecipazione alle mostre dei movimenti secessionisti di Berlino e di Vienna intorno al 1900 fu considerato un «artista scandaloso» e uno dei più progressisti del suo tempo. Hodler, che proveniva da una famiglia umile, aveva lavorato duramente per ottenere il proprio successo professionale. Le sue origini e il suo interesse precoce per soggetti legati alla vita artigiana lo resero inizialmente gradito ai socialisti, quali ad esempio Hans Mühlestein (1887–1969). Osannato alla sua morte nel 1918 come grande artista svizzero, la sua opera cadde nell’oblio dopo la Seconda guerra mondiale. Bisognerà attendere gli anni Ottanta perché Hodler venga rivalutato in Svizzera. Considerato come artista innovativo dalla storia dell'arte, per il grande pubblico Hodler incarna invece i valori tradizionali. Il Kunsthaus prende spunto da tale capovolgimento di interpretazione per mostrare Ferdinand Hodler insieme ad artisti contemporanei internazionali. Dietro al concetto della mostra e alla selezione dei circa 30 artisti coinvolti vi sono le curatrici del Kunsthaus, Sandra Gianfreda e Cathérine Hug, coadiuvate da un collettivo. Tra loro ricordiamo gli artisti Sabian Baumann (*1962), Ishita Chakraborty (*1989) e RELAX (chiarenza & hauser & co; dal 1983), ispirati da una lista di dipinti di Hodler compilata di comune intesa. La scenografia è stata creata in collaborazione con l'artista Nicolas Party (*1980).


 Foto: Franca Candrian, Kunsthaus Zürich 2024

PAESAGGI, FISICITÀ, APPARTENENZE, ENIGMATICITÀ / TRASCENDENZA 
Con il titolo «A proposito di Hodler – prospettive attuali su un’icona», la mostra colloca per la prima volta Hodler nel contesto di dibattiti attuali, guardando a quattro ambiti tematici della sua opera dalla prospettiva dei nostri giorni: i paesaggi, le fisicità, le appartenenze, nonché l’enigmaticità e la trascendenza. Qual era la posizione di Hodler rispetto a quella degli artisti di oggi? L’attenzione è rivolta al cambiamento climatico, all'uso delle risorse, alla rappresentazione delle persone e dei loro corpi sullo sfondo di identità fluide. E ancora: che ruolo svolge il bisogno di appartenenza o la consapevolezza delle origini in un mondo globalizzato?


 Foto: Franca Candrian, Kunsthaus Zürich 2024 


CIRCA 130 OPERE ESPOSTE
Il Kunsthaus Zürich, che possiede la più grande collezione pubblica di opere di Hodler insieme al Musée d'art et d'histoire di Ginevra, non si limita a presentare il proprio patrimonio. I dipinti del museo sono affiancati da capolavori provenienti da altre collezioni pubbliche e private in Svizzera. A questa sessantina di opere di Hodler se ne aggiungono altre di 30 artisti contemporanei provenienti da diverse aree culturali: Asim Abdulaziz, Laura Aguilar, Caroline Bachmann, Sabian Baumann, Denise Bertschi, Ishita Chakraborty, Andriu Deplazes, Latifa Echakhch, Eva Egermann & Cordula Thym, Marianne Flotron, Dani Gal, María Elena González, Christina Hemauer & Roman Keller, David Hockney, Sasha Huber, Roland Iselin, Frantiček Klossner, Nils Amadeus Lange, Izidora I LETHE, Urs Lüthi, André M'Bon, Uriel Orlow, Nicolas Party, RELAX (chiarenza & hauser & co), Ugo Rondinone, Susan Schuppli, Selma Selman, Milva Stutz e Latefa Wiersch.

Con il sostegno di UBS, Partner del Kunsthaus Zürich, e del Boston Consulting Group (BCG).

09/01/24

El Greco a Palazzo Reale Milano

 


Grande successo di pubblico per la mostra su Doménikos Theotokópoulos, in arte, El Greco, allestita fino all'11 Febbraio al Piano nobile di Palazzo Reale.

La mostra articolata, in cinque sezioni, affronta il lungo percorso creativo di questo straordinario artista del Tardo Rinascimento, sintesi tra Oriente e Occidente, che si è caratterizzato per una sua originalità espressione artistica che ha influenzato i più grandi maestri del contemporaneo da Picasso a Bacon. 

L'esposizione presenta anche opere di alcuni riferimenti artistici che influenzarono il noto artista di Creta, come le opere di Tiziano, Tintoretto e Bassano. 



CS

Per la prima volta a Milano, un ampio e inedito progetto espositivo dedicata al grande pittore conosciuto come El Greco: gli spazi del Primo Piano di Palazzo Reale accoglieranno da mercoledì 11 ottobre 2023 a domenica 11 febbraio 2024 il progetto espositivo inedito El Greco curato da Juan Antonio García Castro, Palma Martínez - Burgos García e Thomas Clement Salomon.

La mostra, che vanta prestigiosi prestiti internazionali è l'occasione per presentare l'opera dell’artista cretese alla luce delle ultime ricerche sul suo lavoro: El Greco propone infatti una profonda e innovativa riflessione storico-critica, i cui punti di forza sono costituiti dall’attenta riconsiderazione dell’impatto dei modelli italiani nella formazione dell’artista e dalla proposta di un’interpretazione degli esiti dell’ultimo periodo toledano dell’attività di El Greco in termini di consapevole recupero di un’impostazione compositiva in senso lato bizantina.

Il percorso espositivo è articolato in sezioni pensate in modo da tenere costantemente a fuoco il rapporto dell’artista con i luoghi in cui ha vissuto per offrire ai visitatori con grande chiarezza e immediatezza d’impatto una precisa ricostruzione storico-biografica, istituendo nel contempo una serie di stringenti confronti con la grande pittura romana e veneziana, facendo emergere il potente tema del labirinto per sottolineare come la vita di El Greco sia stata una sorta di immenso romanzo di formazione svoltosi tra le capitali culturali del Mediterraneo.

Per la realizzazione di questo progetto espositivo, grandi musei hanno concesso in prestito per questa mostra autentici capolavori, tra i quali i celebri San Martino e il mendicante e il Laocoonte della National Gallery di Washington, il Ritratto di Jeronimo De Cevallos del Museo del Prado, le due Annunciazioni del Museo Thyssen-Bornemisza, il San Giovanni e San Francesco delle Gallerie degli Uffizi. Oltretutto la mostra vanta la presenza di opere straordinarie provenienti da istituzioni ecclesiastiche che per la prima volta arrivano in Italia, quali il Martirio di San Sebastiano della Cattedrale di Palencia, l’Espulsione dei mercanti dal tempio della Chiesa di San Ginés di Madrid e l’Incoronazione della Vergine di Illescas.








08/01/24

Manifesta Barcelona 2024



Eccoci nell'anno di Manifesta che da poco ha ri-lanciato il nuovissimo sito web e annuncia le sedi principali di Manifesta 15 Barcelona nel 2024

Negli ultimi 12 mesi, il nostro team in continua crescita a Barcellona ha lavorato per la quindicesima edizione di Manifesta, che aprirà i battenti l'8 settembre 2024. Siamo lieti di condividere alcuni aggiornamenti su cosa aspettarci per il prossimo edizione.

 Per la prima volta nella storia di Manifesta, apriremo la biennale a Barcellona e in 11 città della regione. Le città saranno divise in tre “cluster”, con un tema diverso a cui i partecipanti risponderanno. Con il suo approccio collettivo e una scala senza eguali, Manifesta 15 Barcelona promette di essere uno dei più grandi eventi culturali in Spagna nel 2024.




 Il Team Artistico di Manifesta 15 Barcelona e i luoghi chiave: i Tre Camini, il Monastero di Sant Cugat e Casa Gomis.

Manifesta sta pianificando attivamente le sue attività future, consolidando al tempo stesso i progetti più importanti della precedente edizione. Quest’anno si è svolto il primo workshop sulle aspettative di Manifesta 16 Ruhr Area e sono in corso i lavori per l’edizione 2026 in Germania. Nel frattempo, il Centro per la pratica narrativa, istituito durante Manifesta 14 Prishtina, continua a portare un programma artistico diversificato alla popolazione del Kosovo.

 Infine, dopo mesi di duro lavoro, siamo entusiasti di lanciare il nostro nuovissimo sito web per la Fondazione Internazionale Manifesta, che mostra immagini d'archivio, video e altro ancora. Vivi uno sguardo fresco e scopri tutto quello che c'è da sapere su Manifesta e i suoi 30 anni di storia.

07/01/24

Giuseppe Uncini alla Dep Art Gallery di Milano






 
Molto bella la mostra “Giuseppe Uncini” ideata dalla Dep Art Gallery di Milano in collaborazione con l'Archivio Uncini, con la curatela di Demetrio Paparoni e il Patrocinio del Comune di Milano, la mostra propone una lettura completa della sua produzione artistica, partendo dagli anni '60 all'ultimo periodo,visibile fino al 27 Gennaio 2024.




La mostra si snoda attraverso la lettura di opere selezionate, che coprono un arco temporale dal 1961 al 2007. Questa selezione permette di esplorare tutti i cicli principali dell'artista, tra cui “Cementoarmato”, “Mattoni”, “Ombre”, “Dimore ”, “Spazi di ferro” e “Architetture”. Come fa notare il curatore Demetrio Paparoni: “gli anni Sessanta del Ventesimo secolo furono un periodo di grande fermento artistico, e Uncini, pur essendo influenzato dall'astrattismo materico europeo degli anni Cinquanta, ha cercato una “terza via”, concependo l'opera come una struttura autoportante, sintesi di una forma pura.




Nell'opera di Uncini è evidente come la sua ricerca si sia evoluta dal vissuto e della sua esperienza personale, soprattutto della vita da sfollato, durante la Seconda guerra mondiale, la famiglia di Uncini si trasmette infatti da Fabriano a Cerreto d'Esi. Dovendo interrompere gli studi, Uncini fu profondamente influenzato dalla vita quotidiana del paese, arricchendo la sua vocazione artistica con abilità manuali e tecniche osservate nei mestieri locali. Dopo la guerra, Uncini si trasferì a Roma, dove iniziò il suo tirocinio artistico, in un periodo di rinascita post-bellica in Italia, con un'effervescenza di iniziative artistiche in città come Roma, Milano e Torino. La coerenza con l'idea iniziale è evidente durante tutti i successivi cicli produttivi e hanno reso Uncini uno degli artisti più riconoscibili e apprezzati nella generazione del dopoguerra. 

06/01/24

Prossimamente Van Gogh


Vincent van GoghRitratto di Joseph-Michel GinouxOttobre-dicembre 1888Olio su tela 65,3x54,4 cm
© Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands

 Fra le mostre più attese di questo nuovo anno sicuramente ci sarà quella su Van Gogh a Trieste, presso il Museo Revoltella dal 22 febbraio al  30 giugno 2024.

La mostra, sviluppo di quella che si era svolta a Roma, sarà arricchita da due ospiti di eccezione, esposti per la prima volta insieme: Monsieur e Madame Ginoux (meglio nota come l’Arlesiana), opere iconiche che si ricongiungeranno a Trieste dopo 134 anni. I due ritratti dei proprietari del caffè di Arles, frequentato da Van Gogh, furono realizzati nel 1890 e conservati rispettivamente l'uno presso il Kröller-Müller Museum di Otterlo – prestatore di quasi tutte le opere presenti in mostra – e l’altra alla Galleria Nazionale di Roma. In occasione della mostra triestina i due coniugi, amici e ritratti da Van Gogh, si rincontreranno e potranno stare nuovamente vicini. 

Vincent van Gogh (Zundert, 30 marzo 1853 - Auvers-sur-Oise, 29 luglio 1890) ebbe una vita difficile, trascorsa sul filo della pazzia, inquieta ed errabonda, fino al tragico finale che lo portò al suicidio ad appena 37 anni. Come molti grandi artisti, la sua opera non fu compresa in vita ma oggi è l’artista più conosciuto al mondo, icona della storia dell’arte, amatissimo dal grande pubblico. Nella mostra a Trieste – curata da Maria Teresa Benedetti e Francesca Villanti e realizzata con la collaborazione del Museo Kröller-Müller di Otterlo – saranno esposti oltre 50 capolavori di Van Gogh, arricchiti da ampi apparati didattici, video, sale emozionanti e scenografiche e molto altro.


La mostra è organizzata dal Comune di Trieste e Arthemisia.

05/01/24

Ambienti al femminile

 



Molto interessante la mostra che l' Haus der Kunst di Monaco, col titolo “ Dentro altri spazi. Environments by Women Artists 1956—1976 ” dedicata al contributi fondamentali delle donne alla storia degli ambienti artistici, presentando il lavoro di undici artiste che abbracciano tre generazioni provenienti da Asia, Europa, Nord e Sud America: Judy Chicago, Lygia Clark, Laura Grisi, Aleksandra Kasuba, Lea Lublin, Marta Minujín, Tania Mouraud, Maria Nordman, Nanda Vigo, Faith Wilding e Tsuruko Yamazaki.



Il termine “ambiente” risale al 1949 e fu usato per la prima volta dall'artista italo-argentino Lucio Fontana per descrivere le sue nuove opere sperimentali, caratterizzate da una natura progressista e non convenzionale. Gli ambienti, infatti, sono al confine tra arte, architettura e design, creano e trasformano lo spazio. Il loro carattere coinvolgente e giocoso invita il pubblico a entrare, impegnarsi e interagire con loro. 



Divennero rapidamente una caratteristica importante nel mondo dell’arte internazionale, ma finora la loro storiografia si concentra quasi esclusivamente sugli Stati Uniti e in parte sull’Europa, nonché sulle opere di artisti di sesso maschile. Poiché la maggior parte degli ambienti sono stati decostruiti subito dopo la loro esposizione, “Inside Other Spaces” è la prima mostra di questo genere mai realizzata, ricostruendo queste opere d’arte immersive, con l’aiuto di una rete di ricercatori e conservatori, e sulla base di materiale d’archivio e fonti eterogenee come come fotografie, progetti architettonici, articoli e recensioni.




Il periodo va da Red (蚊帳状立体作品) (La forma della zanzariera) di Tsuruko Yamazaki, del 1956, fino al 1976, prima storica rivisitazione degli ambienti, nella mostra “Ambiente/Arte” del curatore Germano Celant alla XXXVII Biennale di Venezia . Frutto di un processo di ricerca durato tre anni, la mostra mira a segnalare una storiografia diversa, consentendo narrazioni molteplici e delocalizzate attraverso la lente di artiste, colmando così il divario tra allora e oggi.



“Inside Other Spaces” cerca di riesaminare storie e storie e di evidenziare quelle che mancano nelle narrazioni storiche. La mostra riformula il canone artistico presentando il ruolo fondamentale delle donne nello sviluppo degli ambienti, che hanno continuato ad avere un impatto duraturo nel campo delle arti visive.




04/01/24

William Kentridge a Palermo


 Il Monte dei Pegni di Santa Rosalia a Palermo ospita fino a metà Gennaio l'installazione You Whom I Could Not Save (Te che non ho potuto salvare) che l'artista William Kentridge ha ideato per qeusti antichi spazi ricchi di storia e di ricordi. 

Il percorso labirintico dello spazio è scandito dalla presenza di megafoni che modulano le musiche composte da Nhlanhla Mahlangu e dirette da Tlale Makhene: un intreccio sonoro di testi appartenenti al gruppo di lingue nguni. 

«Il punto di partenza della mostra di Palermo - spiega Kentridge - è stato un'opera sonora. Nella sala in cui vedete la proiezione, si ascoltano le sette voci del coro, in modo che sia possibile sia muoversi tra di esse e sentirle singolarmente, sia sentire il pezzo nella sua interezza. E nelle altre sale ci saranno echi e frammenti che condurranno verso la proiezione finale. 



L’architettura e gli echi dello spazio sembravano adattarsi al tema della barca, perché molta della biancheria data in pegno al Monte nel corso dell’Ottocento era stata deposta lì proprio per consentire alle persone di viaggiare dalla Sicilia agli Stati Uniti» (Intervista con l’Artista, agosto 2023).  

Sagome ibride di memoria surrealista e collage di forme geometriche puntellate da volti ricorrenti nel lavoro dell'artista, sono i protagonisti dell’incedere in un mondo dove, come recita la frase di Majakovskij nel testo di You Whom I Could Not Save, «la sfortuna scorre come da un acquedotto». L’interrogativo sul futuro, sulla necessità di sperare resta costante e la risposta fluttua tra le onde di immagini e suoni che invitano all’immersione in una profondità celeste che investe e abbraccia nonostante non possa salvare tutti.

Il progetto, visibile fino al 12 gennaio 2024, è organizzato da ruber.contemporanea e sostenuto da Fondazione Sicilia, con il coordinamento di Sicily Art and Culture, e vede l'ideazione di Antonio Leone direttore artistico di ruber.contemporanea e la curatela delle storiche dell’arte Giulia Ingarao e Alessandra Buccheri. 





03/01/24

Prossimamente al MET

 Albero natalizio e presepio napoletano al Met


Guardiamo al nuovo anno e le prime news ci arrivano dal Met che
 annuncia gli artisti per le commissioni contemporanee del 2024: Petrit Halilaj, Lee Bul e Tong Yang-Tze.

-Nell'aprile 2024, Petrit Halilaj svelerà un'installazione scultorea per l'Iris e il B. Gerald Cantor Roof Garden del Met.

-Lee Bul è stata incaricata di creare quattro sculture per le nicchie della facciata del Met Fifth Avenue, che aprirà a settembre 2024.

-Tong Yang-Tze creerà due opere calligrafiche su larga scala per la Sala Grande del Met; in mostra a partire da novembre 2024.


CS

—The Metropolitan Museum of Art announced today the artists for the 2024 contemporary commissions. Kosovar artist Petrit Halilaj (born 1986, Kostërc, former Yugoslavia) will present a site-specific installation for the Museum’s Iris and B. Gerald Cantor Roof Garden; South Korean artist Lee Bul (born 1964, Yeongju, based in Seoul) has been commissioned to create four sculptures for the niches of The Met’s Fifth Avenue facade; and Taiwanese artist Tong Yang-Tze (born 1942, Shanghai, based in Taipei) will create two monumental works of Chinese calligraphy for The Met’s Great Hall. The commissions will be the first major project in the United States for both Halilaj and Tong. Lee’s commission for the facade marks her first major project in the U.S. in over 20 years.
The Roof Garden Commission: Petrit Halilaj will be on view from April 29 through October 27, 2024. The Facade Commission: Lee Bul will be on view from September 12, 2024 through May 27, 2025; and The Great Hall Commission: Tong Yang-Tze will be on view from November 21, 2024 through April 8, 2025.

Max Hollein, The Met’s Marina Kellen French Director and Chief Executive Officer, said, “It is with great excitement that we announce the artists for the 2024 contemporary commissions. All boundary-pushing in their own right, Petrit Halilaj, Lee Bul, and Tong Yang-Tze will light up the three most prominent locations across the Museum, engaging The Met’s global audience. We look forward to unveiling their commissions in the year ahead.” 

For the Roof Garden Commission—the tenth in the series of site-specific commissions for the outdoor space—Halilaj will transform the roof with a sprawling sculptural installation. The artist’s work is rooted in his biography, deeply connected to the history of the young country of Kosovo (declared an independent nation in 2008)—and his experience living through the war and conflict in the Balkan region in the 1990s as a child refugee. Halilaj uses art as a critical tool to reflect and investigate identity issues, questions of displacement, the interface of personal and global histories, and queer identities.

With a career that spans four decades, Lee is widely recognized as the preeminent artist from South Korea. She is known for her sophisticated use of both highly industrial and labor-intensive materials, such as fabric, metal, plastic, silicone, porcelain, and glass, incorporating artisanal practices as well as technological advancements into her work. Her sculptures, often evoking bodily forms that are at once classical and futuristic, address the aspirations and disillusions that come with progress. For the Facade Commission, Lee will create four sculptures that combine figurative and abstract elements for the Museum’s historic niches. It will be the fifth in a series of contemporary commissions for The Met’s facade that previously featured work by Wangechi Mutu (2019), Carol Bove (2021) and Hew Locke (2022); the current installation by Nairy Baghramian is on view through May 28, 2024.

Taipei-based Tong is one of the most celebrated artists working exclusively in Chinese calligraphy today. Best known for making calligraphy in monumental scale, she will create two new works for The Met’s Great Hall. Tong brings Chinese characters into dialogue with three-dimensional space and pushes the conceptual and compositional boundaries of the art form, while remaining dedicated to calligraphy’s raison d’être as the art of writing. Her project will be the third in the series of commissions for The Met’s Great Hall, that previously featured work by Kent Monkman (2019), and is currently the site of Jacolby Satterwhite’s site-specific multimedia installation, A Metta Prayer; on view through January 7, 2024.

About the Artists
Petrit Halilaj is a Kosovar artist born in 1986 who endured the war in the Balkan region during the 1990s. After a formative period in Italy, where he studied art at the Accademia di Brera in Milan, he moved to Berlin in 2008, where he still lives and has his studio. His projects encompass a variety of media, including sculpture, drawing, poetry, and performance. Often incorporating material histories from his native land and manifesting as ambitious spatial installations, his work distills personal relationships, memories, and experiences into sculptural propositions.

Halilaj’s work has steadily gained international recognition over the past few years, with important exhibitions held at TBA21-Academy’s Ocean Space, Venice (2023); Tate St Ives (2021); Museo Reina Sofia, Madrid (2020); Paul Klee Zentrum, Berna (2018); Fondazione Merz, Turin (2018), New Museum, New York (2017); Hangar Bicocca, Milan (2015); Kölnischer Kunstverein, Cologne (2015); Bundeskunsthalle, Bonn (2015). In 2013, he represented his country in the first Kosovo Pavilion at the Venice Biennale. In 2022, he participated in Manifesta 14 held in Pristina, Kosovo. In November 2023, a retrospective of his work opened at the Museo Tamayo, Mexico City.

Lee Bul is a formidable leading sculptor of her generation who works across a diverse range of media—from drawing, sculpture, and painting to performance, installation, and video—to examine themes of beauty, desire, corruption, and decay. The Met Facade Commission will be Lee’s first major project in the United States since her solo exhibition at the New Museum in New York in 2002. Lee represented her country in the 48th Venice Biennale in 1999 and received the prestigious Ho-Am Prize in South Korea in 2019.

Since her breakthrough performance in the late 1980s in Seoul and Tokyo wearing sewn sculptural forms, Lee has been heralded as a pioneer in contemporary sculpture and installation. She is most known for her sculptural figures and landscapes that blur the boundaries between the natural and the artificial and are sensuous yet fragmented, forthcoming yet enigmatic. These dramatic constructions critique progress-driven, perfection-obsessed values through transformations of familiar forms. Structurally and visually complex, Lee’s work also explores the aspirations and failures of utopian visions and exposes a sense of vulnerability and melancholy in history.

Having practiced calligraphy since her youth, Tong Yang-Tze was trained in oil painting in Taiwan (BFA, National Normal University, Taipei, 1966) and the United States (MFA, University of Massachusetts, Amherst, 1970). After a brief stint in graphic design in New York City, she came to prominence in 1980s Taiwan with calligraphy, despite its waning influence in contemporary art. Writing well-known phrases selected from classical Chinese texts and enlarging the characters are her key strategies to connect to the audience. Tong’s calligraphy takes inspiration from the styles of masters in pre-modern China and the scale and compositions of mid-20th-century Western abstract paintings. Her commitment to the written characters is rooted in her belief in its centrality in Chinese cultural identity and calligraphy’s capacity for visual, emotional, and social impact beyond linguistic barriers. Working on the floor, she manipulates the movement and tension in the brushstrokes, the foremost quality in calligraphy. The oversized characters pose physical, formal, and conceptual challenges, while they offer new compositional possibilities and viewing experience. She received the National Cultural Award in 2011, the highest honor of its kind in Taiwan.

These projects are the latest in The Met’s series of contemporary commissions in which the Museum invites artists to create new works of art, establishing a dialogue between the artist's practice, The Met collection, the physical Museum, and The Met's audiences.
Credits

The Roof Garden Commission: Petrit Halilaj is conceived by the artist in consultation with Iria Candela, The Met’s Estrellita B. Brodsky Curator of Latin American Art in the Department of Modern and Contemporary Art.

The commission is supported by Bloomberg Philanthropies.

Additional support is provided by the Diane W. and James E. Burke Fund, and Cynthia Hazen Polsky and Leon B. Polsky.

The catalogue is made possible by the Mary and Louis S. Myers Foundation Endowment Fund.

The Facade Commission: Lee Bul is conceived by the artist in consultation with Lesley Ma, the Ming Chu Hsu and Daniel Xu Associate Curator of Asian Art in the Department of Modern and Contemporary Art at The Met.

The commission is made possible in part by Cynthia Hazen Polsky and Leon B. Polsky.

The Great Hall Commission: Tong Yang-Tze is conceived by the artist in consultation with Lesley Ma, the Ming Chu Hsu and Daniel Xu Associate Curator of Asian Art in the Department of Modern and Contemporary Art at The Met.

02/01/24

Il Regio Archivio Fotografico degli Uffizi ora online



 Interessante iniziativa della Gallerie degli Uffizi che hanno digitalizzato il vasto patrimonio di oltre 45mila fotografie provenienti dal Regio Archivio Fotografico degli Uffizi, visibi ora a tutti al link https://fotoinventari.uffizi.it/it/ricerca-archivio-regio  



Il Regio Archivio Fotografico degli Uffizi, voluto dal direttore delle Gallerie Fiorentine Corrado Ricci, nasce nel 1903 come raccolta fotografica aperta al pubblico e a disposizione degli studiosi. 

La fototeca copre un arco cronologico lungo un secolo (1860-1960) ed è costituita da 45.000 immagini realizzate con varie tecniche (albumine, gelatine ai sali d'argento, stampe al carbone, stampe fotomeccaniche a mezzatinta e collotipie) e conservate nei loro mobili originali. 

Si tratta principalmente di riproduzioni di opere d'arte italiane e straniere, ma anche monumenti, paesaggi e persone, effettuate da circa trecento autori tra fotografi, editori e stampatori.

L'archivio costituisce una delle più importanti e antiche fototeche storiche dei musei italiani.


01/01/24

Prossimamente fiere d'arte

 Artissima 2023


Oramai ogni nazione ne ha almeno una e pare che continueranno a crescere, superando già  il numero record di 350, sono le fiere d'arte, eccovene alcune che si svolgeranno quest'anno nei primi sei mesi. 

6-9 January  Este Arte Punta del Este, Uruguay
11-15 January Original Miami Beach Antique Show Miami Beach, US
17-21 January London Art Fair London, UK
18-21 January Fog Design + Art San Francisco, US
19-21 January Art SG Singapore
19-28 January The Winter Show New York, US
20-28 January SEA Focus Singapore
23-28 January Decorative Antiques and Textiles Fair (winter) London, UK
25-28 January Art Genève Geneva, Switzerland
28 January-4 February Brafa Brussels, Belgium
1-4 February India Art Fair New Delhi, India
1-4 February Art Rotterdam Rotterdam, Netherlands
1-4 February Rotterdam Photo Rotterdam, Netherlands
2-4 February Arte Fiera Bologna, Italy
7-11 February Affordable Art Fair Brussels Brussels, Belgium
7-11 February Zona Maco Mexico City, Mexico
8-11 February Feria Material Mexico City, Mexico
8-11 February 1-54 Marrakech Marrakech, Morocco
8-11 February Intersect Palm Springs Palm Springs, US
14-18 February LA Art Show Los Angeles, US
14-18 February Art Wynwood Miami, US
15-20 February Palm Beach Show Palm Beach, US
16-18 February Arte Genova Genova, Italy
16-18 February Investec Cape Town Art Fair Cape Town, South Africa
17-19 February Palm Springs Modernism Palm Springs, US 
22-25 February Art Karlsruhe Karlsruhe, Germany
22-25 February Nomad St Moritz St Moritz, Switzerland
28 February-3 March Spring/Break Los Angeles, US
29 February-3 March Frieze Los Angeles Los Angeles, US
29 February-3 March Outsider Art Fair New York, US
1-3 March Art Dubai Dubai, UAE
1-3 March Collect London, UK
2-10 March Mercanteinfiera Spring Parma, Italy
6-10 March Affordable Art Fair Battersea London, UK
6-10 March ARCO Madrid Madrid, Spain
6-10 March Art Madrid Madrid, Spain
7-10 March Just Mad Madrid, Spain
7-10 March Collectible Brussels, Belgium
7-10 March Antikmässan Stockholm, Sweden
8-10 March Art Fair Tokyo Tokyo, Japan
9-14 March TEFAF Maastricht Maastricht, Netherlands
15-17 March Contemporary Art Ruhr: Photo/Media Art Fair Essen, Germany
20-25 March Salon du Dessin Paris, France
21-24 March Affordable Art Fair NYC New York, US
21-24 March Palm Beach Contemporary & Modern Palm Beach, US
21-24 March Superfine San Francisco, US
27 March-1 April Kunst RAI Amsterdam, Netherlands
28-30 March Art Basel Hong Kong Hong Kong, China
28-31 March Art Central Hong Kong, China
3-7 April SP-Arte Sao Paulo, Brazil
3-7 April PAD Paris Paris, France
4-7 April Art Paris Paris, France
4-7 April Art Expo New York New York, US
4-7 April New York International Antiquarian Book Fair  New York, US
4-7 April Dallas Art Fair Dallas, US
4-7 April Superfine Savannah, US
6-14 April Antik Almoneda Madrid, Spain
11-14 April Art Vancouver Vancouver, Canada
11-14 April Expo Chicago Chicago, US
11-14 April MIA Photo Fair Milan, Italy 
12-14 April Affordable Art Fair Berlin Berlin, Germany
12-14 April Art Düsseldorf Düsseldorf, Germany
12-14 April Miart Milan, Italy
17-21 April Pinta PArC Lima, Peru
18-21 April Aotearoa Art Fair Auckland, New Zealand
25-28 April Art Brussels Brussels, Belgium
25-28 April Discovery Art Fair Cologne, Germany
25-28 April The Philadelphia Show Philadelphia, US
25-28 April Photofairs Shanghai Shanghai, China
25-28 April The Photography Show New York, US
25-28 April San Francisco Art Fair San Francisco, US
25-28 April Supermarket Stockholm, Sweden
25-28 April Urban Art Fair Paris, France
26-28 April Art Revolution Taipei Taipei, Taiwan
1-4 May Future Fair New York, US
1-5 May Frieze New York New York, US
2-5 May NADA New York (New Art Dealers Alliance) New York, US
7-12 May Decorative Antiques and Textiles Fair (spring) London, UK
8-12 May Affordable Art Fair Hampstead London, UK
9-12 May Affordable Art Fair Brisbane Brisbane, Australia
9-12 May Independent New York, US
10-12 May Taipei Dangdai Taipei, Taiwan
10-14 May TEFAF New York New York, US
16-19 May Affordable Art Fair Austin Austin, US
16-19 May Affordable Art Fair Hong Kong Hong Kong, China
16-19 May Photo London London, UK
17-19 May Market Art Fair Stockholm, Sweden
22-25 May Arch Moscow Moscow, Russia
23-26 May ARCO Lisboa Lisbon, Portugal
10-16 June Liste Art Fair Basel, Switzerland
10-16 June Photo Basel Basel, Switzerland
10-16 June Volta Basel, Switzerland
11-16 June Design Miami Basel  Basel, Switzerland
13-16 June Art Basel Basel, Switzerland
13-16 June Affordable Art Fair Sydney Sydney, Australia
27 June-2 July The Treasure House Fair London, UK