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Visualizzazione post con etichetta Saluzzo. Mostra tutti i post
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28/05/17

Premio Matteo Olivero 2017



Grande rinnovamento per il Premio Matteo Olivero, curato da Art.ur per Start a Saluzzo, un evento che vanta una lunga tradizione, ben 39 edizioni, attraverso le quali si è creata una storica vetrina.



Quest'anno finalmente si è creato un nuovo format che guarda al sostegno all’arte giovane e ad una selezione di qualità. Il concorso, rinnovato nella forma e nei contenuti, si è rivolto agli artisti del panorama nazionale, chiamati a rispondere al tema Paesaggi in movimento, proposto di Anna Daneri, curatrice dell’edizione 2017, in collaborazione con Ettore Favini.




Paesaggi in movimento intende campionare alcune ricerche di artisti contemporanei sul paesaggio - sia esso naturale, urbano o sociale – che diano conto delle trasformazioni in atto, sia nel paesaggio stesso, sia in chi lo abita e lo guarda, e indagare come questo intrico di sguardi contribuisca a modificare a sua volta il paesaggio.





Presenti in mostra sono le opere degli artisti selezionati tra oltre 350 progetti, per la capacità di restituire una visione del paesaggio aperta, non didascalica e allo stesso tempo intensa.

 Si tratta di opere pittoriche, fotografiche, scultoree, sonore e video che accolgono il visitatore già a partire dall’esterno dello spazio espositivo, in dialogo con lo spazio urbano (Roberto Atzori, Mona Mohagheghi); introducono la mostra con un mantra antirazzista (Pamela Diamante), entrano in relazione diretta con le opere di Matteo Olivero in Pinacoteca (Pamela Breda, Alessandro Gioiello, Anto. Milotta & Donchev Zlatolin, Cosimo Veneziano) e si dispiegano nel Salone centrale in una polifonia di voci che evoca storie personali, fenomeni atmosferici, ricerche scientifiche, mappature di territori naturali e sociali, confronti di culture (Saverio Bonato, Lorenzo Casali + Micol Roubini, Andrea Cerruto, Riccardo Giacconi, Angelo Iodice, Elena Mazzi & Sara Tirelli, Mona Mohagheghi e Lorenzo Ramos).




Per l’edizione 2017 il Premio Matteo Olivero gode della partnership con Careof, organizzazione non profit per la ricerca artistica contemporanea, attiva a Milano dal 1987 nella promozione della giovane arte italiana.

L'assegnazione dei premi è stata data a Lorenzo Casali e Micol Roubini (video maker) e Giacconi Riccardo per il Primo premioi. Secondo posto a Zlatolin Donchev e Anto. Milotta (sound art) e terzo classificato al pittore Andrea Cerutto.  















10/04/13

Olivero visita Olivero



Da pochi mesi è stata aperta, nel cuore antico di Saluzzo, una pinacoteca che raccoglie il percorso artistico di Matteo Olivero, il più importante pittore cuneese dei primi anni del novecento. Con un ritardo di un secolo si riconosce in modo pieno il grande rinnovamento stilistico di un artista incompreso dal territorio.

Nato ad Acceglio nel 1879 si dedicò all’attività pittorica, grazie a contatto con alcuni degli artisti più interessanti dei primi anni del secolo breve, in particolare Segantini e Giuseppe Pelizza da Volpedo, sviluppando una notevole qualità espressiva che gli aprì occasioni espositive di portata internazionale.

La pinacoteca è presso l’antico Palazzo Comunale, in Salita al Castello, a pochi passi da dove l’artista aveva lo studio negli anni venti, quando i mutamenti stilistici stavano cambiando e ripiegò nella terra natia. All’ultimo piano di questo nobile edifico è allestita un’esposizione in quattro ambienti tematici (Il tempo del realismo sociale, l’adesione al divisionismo, gli anni venti e il metodo di lavoro) che raccolgono il lascito acquisito dal Comune di Saluzzo e alcuni doni di privati, che avevano sostenuto la carriera dell’artista, tra cui la famiglia Burgo, Ippolito Bessone e di Pietro Girard.

In un percorso tematico/cronologico, semplice e ben allestito, sono esposte diverse opere che rendono il particolare cammino dell’artista che già in possesso di una notevole capacità artistica, trovò, grazie a contatti torinesi, nella corrente del realismo prima e poi in quella del divisionismo, una dimensione alta e intima di espressività artistica.

Nei quattro spazi sono raccolti documenti fotografici, testi e opere, narrando così dei mutamenti e dello sviluppo pittorico dell’artista. Particolarmente interessante l’ultima sezione, “Il metodo di lavoro”, in cui sono proposti gli studi e l’opera finita, un grande quadro in stile divisionista, intitolata “Mattino: alta Valle Macra”, esposto nel 1910 a Parigi.

Nei sessantasette dipinti esposti s’intravede uno spirito introverso e chiuso, che manifesta forti sensibilità cromatiche ed espressive. Questo disagio dolente percorre tutti i suoi lavori, spesso paesaggi alpini, intrisi di una luce malinconica e vibrante. Mentre la ritrattistica è caratterizzati da un taglio psicologico, intrise di dolore e tormento, che riflettono in parte la vita complessa e isolata dell’artista. Una figura sensibile che, raramente trovò le giuste corrispondenze, e nel gesto del suicidio espresse una forma estrema di lotta impari.

La pinacoteca Matteo Olivero è visitabile tutti i sabati e le domeniche dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17 (si può abbinarla alla visita la salita sulla Torre Civica, da cui si gode di un bel panorama sulla città). Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e in collaborazione con la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico del Piemonte.


Cronologia dell’artista1879 Nasce il 15 giugno a Pratorotondo di Acceglio. Il padre Matteo, fuochista della marina mercantile, ha 62 anni; la madre Lucia Rosano ha 35 anni.
1881 Il padre muore di colera. Lucia si trasferisce a Dronero col figlio, dove frequenta le scuole elementari.
1891 Matteo e la madre si trasferiscono a Cuneo, dove frequenta la Regia Scuola Tecnica Sebastiano Grandis.
1895 Si diploma segnalandosi per le capacità in matematica e disegno.
1896 La madre vende tutto e si trasferisce col figlio a Torino, dove si iscrive al corso preparatorio triennale dell’Accademia Albertina di Belle Arti.
1899 Accede al quadriennio accademico con menzione d’onore, medaglia d’argento e premio di incoraggiamento.
1900-1901 Prime esposizioni alla Promotrice e al Circolo degli Artisti di Torino.
1902 In estate si reca a Ginevra e St. Moritz, dove incontra le opere di Giovanni Segantini, in autunno conosce a Torino il condirettore della rivista “Les Tendances Nouvelles” di Parigi.
1903 Trascorre l’inverno ad Acceglio. Conclude l’Accademia di Belle Arti. Inizia la collaborazione con la rivista “Les Tendances Nouvelles”. Partecipa alla Promotrice di Torino.
1904 La rivista “Les Tendances Nouvelles” pubblica un articolo su di lui, con ampi apprezzamenti sulla sua tecnica divisionista. Partecipa alla Promotrice di Torino, alla Mostra torinese del Club Alpino Italiano, alla Esposizione di Grenoble e alla Prima Internazionale di Roma.
1905 Lascia Torino e si trasferisce a Saluzzo con la madre. Partecipa alla Biennale di Venezia e alla Prima Esposizione Internazionale di Angers nella Loira.
1906 Prende parte alla Nazionale di Belle Arti di Milano.
1907 Partecipa alla Rassegna della Società Amatori e Cultori di Roma, all’Esposizione di Angers, alla Biennale di Venezia e alla Promotrice di Genova.
1909 Significativi riconoscimenti all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Rimini, alla Biennale di Venezia, all’Esposizione della Società Amatori e Cultori di Belle Arti a Roma e alla Promotrice di Torino. Nuovo articolo sulla rivista “Les Tendances Nouvelles” a lui dedicato.
1910 Partecipa con una personale di 37 opere a Parigi, nel Salon International des Beaux-Arts e des Lettres. Partecipa alla Prima Internazionale di Belle Arti a Bruxelles, alla Biennale di Venezia e alla Promotrice di Torino.
1911 Apre uno studio a Torino.
1912 Nuova mostra a Parigi con 20 opere di effetti di neve nel Salon International des Beaux-Arts e des Lettres. Partecipa all’Esposizione della Società Amatori e Cultori di Belle Arti a Roma, alla Promotrice di Torino, alla Biennale di Venezia.
1913 Vince la seconda Medaglia d’oro della Giuria internazionale all’Internazionale di Monaco. Partecipa alla Promotrice di Genova, alla Promotrice di Torino.
1914 Per la mostra di carnevale del Circolo degli Artisti di Torino realizza il suo irriverente “Autoritratto ultrafuturista”. Riceve la consacrazione alla Biennale di Venezia. Il Ministero dell’Istruzione-Direzione generale delle Antichità e Belle Arti è invitato all’Esposizione Internazionale di San Francisco.
1915 Il municipio di Torino acquista due opere per figurare nella Civica Galleria d’Arte Moderna.
1916 Causa la guerra, partecipa solo all’esposizione di Torino. Termina l’affresco per la chiesa dei santi Filippo e Giacomo ad Agliasco di Paesana.
1917 Chiamato alle armi, è destinato a Roma. Si ammala e gli è accertato un esaurimento nervoso; nell’autunno gli è consentito di esercitarsi al cavalletto nella sala scherma.
1918 In estate viene trasferito a Ferrara.
1919 Viene congedato in gennaio, torna ad Acceglio per dipingere. Partecipa alla Promotrice di Torino e all’esposizione del Circolo degli Artisti di Torino.
1920 Partecipa alla Biennale di Venezia, alla Promotrice di Torino e all’esposizione del Circolo degli Artisti di Torino.
1921 Partecipa all’Esposizione d’Arte alla Mole Antonelliana e all’esposizione del Circolo degli Artisti di Torino.
1922 Non viene invitato alla Biennale di Venezia e ne soffre. Partecipa all’esposizione del Circolo degli Artisti di Torino.
1923 Il senatore Burgo gli commissiona un panorama di Calcinere. Partecipa alla Promotrice di Torino.
1924 Impegnato a dipingere in Valle Po. Partecipa alla Promotrice di Torino.
1925 Partecipa alla Promotrice di Torino, alla Biennale di Roma, alla esposizione della Società degli Amici dell’Arte di Torino.
1926 Ha un peggioramento di salute. Partecipa alla Biennale di Venezia; espone una personale di 48 opere a Cuneo nella Prima Esposizione Provinciale di Belle Arti. Viene nominato socio onorario della Regia Accademia Albertina e membro della Commissione Artistica permanente di consulenza della Promotrice di Torino, a cui partecipa. Invia propri lavori all’Esposizione di Arte Italiana a Buenos Aires.
1927 La salute migliora. Partecipa alla Quadriennale di Torino.
1928 Ampio profilo artistico sulla rivista “Subalpina”.
1929 Partecipa alla Promotrice di Torino.
1930 Il 27 marzo muore la mamma Lucia, all’età di 86 anni. Entra in una profonda crisi depressiva. Il senatore Burgo lo accoglie nella propria casa di Verzuolo.
1932 Il 28 aprile si suicida lasciandosi cadere nel vuoto da un abbaino.


Articolo uscito su +Eventi http://www.piueventi.it/

03/02/13

Apre la Pinacoteca Matteo Olivero a Saluzzo


Oggi apre la PInacoteca Musso che il 18 gennaio 2013 è stata inaugurata nei locali del terzo piano, la Pinacoteca dedicata al pittore Matteo Olivero, il pittore di Acceglio che espose a Parigi, Bruxelles e Monaco e che dal 1905 al 1930 aveva allestito lo studio proprio in Salita al Castello, a pochi passi dal nuovo Museo.
L’esposizione comprenderà 67 dipinti, 17 disegni e 2 sculture scelti tra i più significativi  dell’intera collezione suddivisi in quattro ambienti espositivi sulla base di altrettanto tematiche: Il tempo del realismo sociale, L’adesione  al divisionismo, Gli anni Venti, Il Metodo di lavoro.
La nuova Pinacoteca sarà visitabile il sabato e la domenica, dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 17 (chiusura biglietteria mezz’ora prima della fine dell’orario). 

01/05/12

Attrazione e abbandono ...



In questi giorni nella suggestiva cittadina di Saluzzo, ai piedi del Monviso, sono in corso due mostre di arte. Si tratta di due eventi simili anche se con risultati molto diversi. 

Uno è l’annuale evento espositivo che sotto il titolo “Saluzzo arte” raccoglie nelle Antiche Scuderie della ex-Caserma Musso una serie di mostre, di cui alcune personali, insieme al concorso Matteo Olivero giunto alla sua trentacinquesima edizione. 

L’evento espositivo inizia con una collettiva di artisti celebri, da Carol Rama ad un bel pezzo di Graham Sutherland, in un ambiente ben strutturato per lentamente trasformarsi in una serie di collettive, alcune di diversa qualità, che rende l’insieme non molto omogeneo, ma nel suo complesso gradevole. 

La tecnica pittorica primeggia in generale nelle diverse stanze, soprattutto i ritratti e un certo gusto paesaggistico. Nell’ultima sala, dove ci sono le opere in concorso, spesso degli stessi artisti che hanno già esposto nelle sale antecedenti, offre nel suo effetto collettivo forse la resa migliore della varietà espressiva offerta. 





Diversamente avviene alla Castiglia, ex-prigioni di Saluzzo, poste nella parte più bella della città dove la storia dell’arte raggiunge interessanti momenti nei suoi antichi edifici antichi. 

Qui l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive di Torino presenta due mostre: una decorosa permanente posta al piano terra, con alcuni pezzi anche validi, e l’altra al primo piano abbandonata a se stessa. 

Una mostra di giovani artisti, dimenticata ed allestita in modo trasandato, dal titolo “venti per una”. 

Se le opere potevano avere un valore la dimenticanza con cui sono presentate le rende secondarie. 

Si incontrano così lavori caduti a terra e appoggiati al muro, cartelli staccati e dimenticati su un termosifone, stanze con le luci spente e diversi video non funzionanti. (vedere foto sotto). 

Mi domando che senso abbia creare un evento per poi dimenticarlo in questo modo. Facendo così un doppio danno, agli artisti manifestando un disinteresse al loro lavoro e al pubblico che sicuramente non ne riceverà il giusto piacere che forse si sarebbe aspettato. 

Mostre visitate Sabato 28 Aprile 

05/09/11

Dalla cella all’atelier




Nasce proprio dalle origini della Castiglia – carcere di massima sicurezza fino al 1992 – l’idea di riallestimento di Alessandro Demma che coinvolge la Collezione Permanente di Arte Contemporanea dell’IGAV – Istituto Garuzzo per le Arti Visive di Torino.

Inaugura infatti il 10 settembre alle 17 Dalla cella all’atelier, un progetto che ridefinisce gli spazi dell’ex carcere ripensandoli come singole “celle”, che dall’accezione detentiva assumono un significato invece “cellulare”. Dove stavano i carcerati ora espongono gli artisti, che attraverso linguaggi diversi approfondiscono e ripropongono il concetto di clausura. L’antica prigione diviene diventa uno spazio aperto e dinamico, il luogo dove si incrocia la memoria del passato con le riflessioni sul presente.

Le nuove opere sono di Filippo Centenari, Valentina Cipullo, Paolo Grassino, Mariangela Levita, Nicus Lucà, Anna Madia, Domenico Antonio Mancini, Chicco Margaroli, Masbedo, Marina Paris, Agnese Purgatorio, Francesco Sena e Adrian Tranquilli, che si vanno ad aggiungere a quelle dei già presenti Maura Banfo, Nicola Bolla, Gianni Caravaggio, Omar Galliani, Dario Ghibaudo, Giorgio Griffa, Nino Migliori, Alessandro Papetti, Saverio Todaro, Nicola Toffolini, Luisa Valentini, Fabio Viale, Nicola Bolaffi, Domenico Borrelli, Caretto e Spagna, Daniele Galliano, Paolo Mazzanti, Antonella Piro e Sara Rossi.

Visitare il riallestimento della collezione IGAV è possibile nelle date del 2 ottobre, 8 ottobre (ingresso libero), 16 ottobre, 23 ottobre, 30 ottobre e domenica 6 novembre in contemporanea con Artissima18 e lo Speciale Autunno di ContemporaryArt. L’orario è dalle 15 alle 19, 5 euro il prezzo del biglietto.

Informazioni:
IGAV 011/19781500 www.igav-art.org
IAT Saluzzo 0175/46710 www.saluzzoturistica.it