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Visualizzazione post con etichetta Alessandro Quaranta. Mostra tutti i post
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16/10/14

Alessando Quaranta 10 storie di veglia (dal Killing Floor)


KillingFloorII_A40.jpg courtesy Alessandro Quaranta e e/static, 2014


Dal 29 aprile al 26 giugno di quest'anno, per l'intera durata del Killing Floor II, una webcam installata all'interno di blank ha ripreso con scatti regolari (la cadenza era variabile, a seconda dei periodi, da un minimo di un minuto a un massimo di tre minuti), tutto ciò che vi avveniva, dalle 6 alle 21.30 di ogni giorno, funzionando in maniera del tutto autonoma, indipendente dalla volontà di chiunque, trascurata, anzi ignorata un po' da tutti, a parte il sottoscritto e Alessandro Quaranta. Queste video-camere di vigilanza fanno ormai parte della normalità, se ne vedono in giro moltissime, quasi nessuno ci fa più caso, e diventano importanti soltanto raramente, in occasione di un evento fuori dall'ordinario, generalmente di natura delittuosa. In quei casi le registrazioni effettuate vengono studiate e analizzate, alla ricerca di conferme o di aspetti innovativi, che aprano nuove prospettive, permettendo spesso di risolvere casi difficili e altrimenti insolubili.

Alessandro durante quei due mesi teneva d'occhio, da lontano, attraverso internet e grazie a un software che raccoglieva tutte le immagini, l'azione oggettiva e distaccata della webcam. Di quando in quando notava (e registrava sul suo taccuino di lavoro) qualcosa di straordinario, spesso soltanto un particolare effetto di luce, oppure un micro-evento in grado di alterare la consuetudine, modificando quasi impercettibilmente l'immagine, apparentemente sempre la stessa, immutata, nella stragrande maggioranza dei frames. Non cercava nessuna conferma, Alessandro, nessun indizio o prova, ma semplicemente osservava, isolando, talvolta, una singola immagine, con cui - ovvero, con una persona, una cosa o un avvenimento 'immortalati' dalla camera - spontaneamente stabiliva una particolare relazione, sia pure univoca e virtuale, un contatto di natura sempre più o meno intensamente affettiva (nel senso letterale del termine)*. Spesso, una connessione si stabiliva fra immagini diverse e talvolta anche temporalmente distanti fra loro, e in questo secondo caso nascevano nuove storie, la realtà così freddamente ritratta dal mezzo meccanico si trasformava, attraverso l'esperienza anche emotiva di Alessandro, diventando una peculiare narrazione, agita da raggi di luce, oggetti vari, o dagli artisti che stavano lavorando sul Killing Floor (Ludovica Carbotta, Alis/Filliol, Giovanni Morbin) e tutti gli 'estranei interessati', persone presenti sia durante le tre presentazioni sia, occasionalmente, prima o dopo.

In questo processo, l'azione della webcam si riscaldava venendo fruita e monitorata dallo sguardo remoto di Alessandro, e il risultato di questa operazione complessa e protrattasi nel tempo è un'antologia di storie, più o meno lunghe, che verranno presentate dall'autore giovedì 16 ottobre proprio a blank, a circa tre mesi e mezzo dalla fine delle riprese, raccolte in 10 libretti, ognuno dedicato a una particolare tipologia, stabilita dallo stesso autore.

Questo di Quaranta non è un mero resoconto del Killing Floor II, soprattutto non è un'arida e didascalica documentazione degli interventi artistici che vi si sono succeduti, ma credo si debba considerare bensì una sorta di trasfigurazione quasi mitica, dal suo personale punto di vista, di quei due mesi, e di tutti i protagonisti delle sue storie. In esse, persone, oggetti, raggi di luce e ombre sembrano agire liberamente e in una dimensione fantastica, come liberati dalle categorie in cui tutti, obbedendo alle nostre mediocri convenzioni, vengono normalmente collocati, conquistando così un'indipendenza, un'alterità che ce li rende misteriosi e conturbanti, allo stesso modo in cui talvolta in un sogno vediamo apparire persone e luoghi sconosciuti, che quasi sempre ci sfuggono al risveglio, e di cui, spesso, rimane in noi una traccia vaga ancorché persistente durante il giorno. È così che molti, pur riconoscendo le proprie fattezze all'interno di alcune immagini dei libretti di Alessandro Quaranta, potrebbero avere la sensazione di vedersi per la prima volta, e sorprendersi come davanti all'apparizione di uno sconosciuto. E altrettanto nuovo e sconosciuto potrà apparire loro un oggetto noto o comunque ordinario, e lo stesso spazio in cui hanno lavorato per ore o giorni, o che hanno talvolta frequentato, negli ultimi mesi o anni. (C.F.)

*: Affettivo [in psicologia]: facoltà a., quelle della sfera del sentimento, in opposizione alle facoltà intellettive; [in terminologia linguistica]: linguaggio a., dove predominano gli impulsi alogici.
(dal Vocabolario Italiano Treccani)


artista: Alessandro Quaranta
titolo: 10 storie di veglia (dal Killing Floor)
curato da: Carlo Fossati per e/static
luogo: blank, via Reggio 27, 10153 Torino
date: inaugurazione giovedì 16 ottobre 2014 dalle 18.30; fino al 31/10/14










06/07/14

Percezioni ..





Presso lo spazio blank  si è svolta una nuova edizione di killinf floor, elementi casuali di ricerca, presentazioni nel loro attimo temporale di sviluppo.

Nei giorni scorsi ho visto l'assemblaggio di Ludovica Carlotta suggestione che mi ricordano alcune architetture razionaliste i cui materiali rimandano alle storie della precarietà contemporanea.

Nell’aria aleggia ancora l’arresa di Giovanni Morbin, di cui purtroppo non ho visto l'evento, come per il video di Alessandro Quaranta.

Al presente sulle pareti alcuni lievi disegni, segnali dei pensieri  antecedenti la formazione del modello architettonico, sul lato opposto una scultura di Alis/Filliol amalgama di durezza e plasticità, fra superfici lucide e asperità abrasive, pare una figura dal cromatismo intenso. 




 








05/03/14

Frownland II (Events in dense fog / Eventi nella nebbia fitta)*

Alessandro Quaranta, The Changing of the Guard 
(still from video), 2011-13


Dopo la prima edizione del 2011, in cui vennero presentati lavori video di Thomas Köner, Phill Niblock, Carlos Casas e Paolo Piscitelli, quest'anno "Frownland" propone uno sguardo su aspetti diversi della ricerca sul paesaggio. Stavolta come allora, ogni autore rappresenta un caso molto personale, ma mentre nelle opere mostrate allora l'attenzione era rivolta alle relazioni che si stabiliscono, in senso sia spaziale sia temporale, fra l'individuo e il luogo (come nei casi di Thomas Köner e di Paolo Piscitelli) e altre trattavano dell'influenza del paesaggio su un gruppo sociale (Phill Niblock e Carlos Casas), questa volta saranno mostrati video in cui viene catturato, il più delle volte in modo affatto impremeditato, il manifestarsi inaspettato e arrestante del 'daimon' (talvolta, la sua attesa), un fenomeno in grado di sollecitare nell'individuo presente quella volta in quel paesaggio (e poi in chiunque guarderà il video) una reazione di tipo estatico.


Alessandro Quaranta aprirà la rassegna giovedì 6 marzo 2014 a partire  dalle ore 18.30 presentando in prima assoluta The Changing Of The Guard, realizzato nell'estate del 2011 in una zona montagnosa della Francia sud-orientale e in seguito completamente ri-editato, con un diverso taglio autoriale, alla luce di successivi ripensamenti, nell'ultimo scorcio del 2013.
A seguire, la stessa sera, verrà proiettato il prezioso THIR (Ten Hundred Inch Radii), della serie Environments, un lavoro di Phill Niblock del 1972 presentato qui nella sua forma abbreviata e ridotta, che in qualche modo accentua il carattere intimista di quest'opera, girata in 16 mm in un'area delimitata (come dice il titolo, su un raggio di 1000 pollici) sulle Adirondack Mountains, nella parte settrentrionale dello stato di New York.


Phill Niblock, THIR (still from video), 1972 
Il secondo appuntamento della rassegna, giovedì 13 marzo, sempre alla stessa ora, verrà aperto da alcuni video recenti di Laura Pugno, nota ai più soprattutto per la sua ricerca pittorica, che da un anno circa ha iniziato a utilizzare questo medium. Ogni lavoro è stato realizzato in maniera molto semplice, soprattutto nel caso di meccanismi di difesa, che è costituito da un'unica inquadratura fissa, mantenuta per circa 4'. Nel caso, invece, di livello di soglia (presentato al pubblico per la prima volta in assoluto), che è più breve, Pugno ha fatto un lavoro, sia pure molto leggero, di post-produzione, soprattutto sull'audio, mentre Obolo è l'unico a presentare il montaggio di due diverse inquadrature, ma anch'esso è stato girato, come gli altri, in un solo luogo, per la durata di alcuni minuti.
Maysey Craddock, creektree, 2010

Maysey Craddock, un'artista americana che per la prima volta presenta il suo lavoro in Italia, è l'autrice di tre brevi video, Wheel, boat dock slip e Just Breathe, tutti del 2010, che seguiranno nella stessa serata. Anche questi lavori sono caratterizzati da una grande semplicità realizzativa e da un'estrema chiarezza compositiva; il primo è costituito da un particolare piano-sequenza, che può apparire a prima vista come il risultato di un intervento in post-produzione, ciò che in effetti è soltanto in minima parte; gli altri due sono inquadrature fisse, all'interno delle quali l'azione è agita, rispettivamente, dall'elemento acqua e dall'elemento aria.


*: Frownland è il titolo del pezzo che apre la prima facciata dell'album doppio di Captain Beefheart and his Magic Band "Trout Mask Replica", pubblicato nel 1969; Events in Dense Fog è il titolo di un pezzo di Brian Eno compreso nel suo album "Music for Films", pubblicato nel 1978.

Programma:
- giovedì 6 marzo 2014 a partire  dalle ore 18.30


Alessandro Quaranta, The Changing of the Guard, 2011-2013, 7'48”
Phill Niblock, THIR, 1972, 43'08"

- giovedì 13 marzo 2014 a partire dalle ore 18.30


Laura Pugno, meccanismi di difesa, 4'45", 2013
Laura Pugno, Livello di soglia, 1'35", 2012 
Laura Pugno, Obolo, 2'05", 2013
Maysey Craddock, Wheel, 6',  2010
Maysey Craddock, boat dock slip, 2', 2010
Maysey Craddock, Just Breathe, 7', 2010

titolo: “Frownland II (Events in dense fog / Eventi nella nebbia fitta)"

artisti: Maysey Craddock, Phill Niblock, Laura Pugno, Alessandro Quaranta
curato da: Carlo Fossati per e/static
date: giovedì 6 marzo 2014: giovedì 13 marzo 2014
orari: ogni volta a partire dalle 18.30
luogo: blank, via Reggio 27, Torino
info: +39 011235140, estatic.it, mayseycraddock.com, phillniblock.com, laurapugno.info


22/06/13

Human- Watching - worshop con Alessandro Quaranta


26 e 27 luglio 2013 

Venerdì, ore 10-18 / Sabato, ore 11-16 


HUMAN-WATCHING -condotto da Alessandro Quaranta, con la partecipazione di Daniele Cominetti/Associazione Il mondo nelle ali, didattica e biologia degli uccelli rapaci. 

Il workshop, svolto in collaborazione con il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli e il Parco Arte Vivente, prevede due giorni di attività all’aria aperta, immersi nel paesaggio in continua trasformazione per l’azione congiunta dell’uomo e della natura. Il pubblico verrà guidato in un’esperienza di osservazione attiva, che contempla anche una rivisitazione coreografica del paesaggio. 

L’attività del guardare è affidata a un falco addestrato che interagisce con un luogo ibrido quale è il parco San Grato sulla collina morenica - a monte del Castello di Rivoli. Tutto il processo di alternanza tra invisibilità e presenza si delinea come incrocio di sguardi appartenenti al mondo umano e animale. 

Quota di partecipazione 50 euro. 

Si consiglia un abbigliamento adatto alle escursioni. 

Al termine delle giornate di formazione sarà rilasciato un attestato di partecipazione 

Info e prenotazioni al numero 011.9565212 

educa@castellodirivoli.org 

18/09/11

Proiezione



Venerdì 23 settembre 2011, presso il Centro Civico Culturale di Treviglio, verrà inaugurata una mostra personale di Alessandro Quaranta (Torino 1975).

L’iniziativa è figlia della prima edizione del Premio d’arte “Città di Treviglio” realizzato dal Comune in collaborazione con ALT Arte Contemporanea di Alzano Lombardo. Si tratta infatti della prima delle due personali offerte come “premio”, in base al regolamento del Concorso Giovani Talenti 2010. Seguirà, nel gennaio 2012, una personale di Edoardo Valle.

Per l’occasione Quaranta presenta tre video recenti e ancora inediti. Sono video della durata di pochi minuti; dove a temi a lui familiari, come l’identità culturale, i riti individuali e collettivi, contrappone una riflessione più approfondita sul tempo e i meccanismi della visione.

Nei tre video è l’azione del caso o dell’incidente a far da cerniera tra le due direttrici del lavoro di Quaranta: il bisogno di frapporre una distanza fra sé e gli eventi o le persone e, al contrario, il desiderio di un totale coinvolgimento con essi. Restano tenacemente invariati il carattere documentaristico delle immagini unito alla loro forza poetica, l’arco temporale dilatato dal montaggio e, infine, il totale straniamento nel contesto prescelto.

Come si evince dal titolo della mostra si tratta di videoproiezioni, ma soprattutto di proiezioni simboliche.

La proiezione dell’ombra di un minareto sulla strada in un sobborgo del Cairo, quella del desiderio di cambiamento degli egiziani, il tracciato a matita che insegue su un foglio i contorni mutevoli delle nuvole, il volo di un telo riflettente in alta montagna costituiscono una sequenza di linee che si dipanano sull’asfalto e nell’etere.

Il video La boîte de sardine en vol è uno sviluppo di una precedente opera intitolata Con la coda dell’occhio, commissionata dal CeSAC di Caraglio ed esposta lo scorso ottobre. In quel primo video la messa in scena di un’azione collettiva e simultanea, ambientata nelle montagne del cuneese, si basava sulla registrazione dei riflessi prodotti da una serie di specchi opportunamente collocati, che
trasformavano una porzione di paesaggio in un’estesa coreografia casuale di presenze tra i boschi.
Contrariamente a quest’opera, il nuovo video è molto breve: un luccicante telo isotermico viene lanciato nel vento e poi seguito con due telecamere, da due punti di vista opposti, mentre fluttua sospeso nello scenario montuoso.

Il video La boîte de sardine en vol trae ispirazione, fin dal titolo, da un aneddoto raccontato da Jacques Lacan per spiegare il fenomeno del coinvolgimento fisico di tutto il proprio corpo nella visione del mondo esterno, rispetto alla visione di un’entità ipnotizzante; l’Altro assoluto. Si tratta di un work in progress, destinato ad arricchirsi man mano che l’artista raggiungerà altri luoghi e altre modalità di lancio.

Gli altri due video, calati nel flusso dell’attualità e della storia, sono stati realizzati al Cairo tra marzo e aprile, subito dopo le giornate cruciali della primavera egiziana.

Quaranta, al Cairo per una residenza d’artista del programma internazionale ResÒ, ha esplorato la città e ne ha osservato i luoghi e le abitudini. Ha parlato con le persone, ne ha ascoltato i racconti, ha sollecitato e accolto il loro desiderio di comunicare. In un primo video coglie l’entusiasmo e l’urgenza di una folla intenta a immortalare qualcosa di epocale che nel video non si vede. Nel secondo video, ispirato dalla testimonianza di un ragazzo conosciuto in piazza Tahrir, arriva a tracciare una linea sulla strada, risultato di una scia ideale prodotta dallo spostamento dell’ombra di un minareto in una giornata.

La mostra di Alessandro Quaranta presso il Centro Civico Culturale (vicolo Bicetti 11, Treviglio) rimarrà aperta fino a giovedì 13 ottobre 2011 con i seguenti orari: da lunedì a venerdì: 15.00 - 18.00; sabato e festivi: 15.00 - 19.00.

25/10/10

indicazioni per Fare Museo




Il Filatoio di Caraglio ha avviato la stagione espositiva autunnale, ideato dal gruppo curatoriale tutto femminile a.titolo, sotto l’insegna del progetto “Fare Museo”.

Il titolo dell’iniziativa pone in una nuova luce l’idea del luogo espositivo conosciuto come museo, trasformandone la connotazione statica in una forma dinamica e diretta.

L’azione quindi diventa lo spazio fisico ma anche spirituale di un presente a cui tutti partecipano e condividono una passione comune.

Risulta quindi poetico e piacevole l’intervento ideato da Olivier Grossetête, che lavorando sul tema delle architetture e sulla percezione di questi oggetti fisici, di realizzare con persone di ogni età del territorio caragliese l’idea di una torre dell’acqua che viene costruita anche fisicamente nella corte del Filatoio.

Parallelamente le sue opere sono proposte in un breve ma intenso percorso al primo piano, creando in tal modo un confronto e un approfondimento diretto fra chi visita e osserva il territorio e chi lo vive.

Anche l’opera di Cesare Viel, fatta di immateriali suoni entra in contatto diretto e dinamico col pubblico che percependoli incrementa con propri ricordi e sensazioni l’esperienza di uno spazio specifico ma che può anche aprirsi ad altri vissuti e percezioni.

Le project rooms con giovani artisti entrano in perfetta sintonia con questo intento socio-culturale.

Stupenda la sala di Alessandro Quaranta, realizzata nell’ambito di Viapac, a cui tutti gli eventi sono correlati, iniziativa di progetti che saranno realizzati tra il Filatoio di Caraglio e Musée Gassendi di Digne. L’artista presenta una doppia proiezione che concretizza un percorso di riflessi fra differenti punti della vallata, nodi di pulsione, costellazioni di messaggi che si trasmettono a tutti ma che solo in determinati punti trovano un suo codice.

Si prosegue poi con i ricami di Andras Calamandrei che ri-interpreta paure e spazialità in una fusione cromatica e floreale. Mentre Irina Novarese realizza una archivio di casuali memorie fantastiche interagendo con archivi di amici e persone sconosciute.

Particolarmente utile il nuovo bollettino del Cesac che diverrà sicuramente un valido punto di raccolta e riflessioni di questo nuovo modo di vivere l’arte contemporanea.

Ancora per alcune settimane sono visibili l’opera Poetic Justice di Tania Bruguera e la serie di Perruques-architecture di Meschac Gaba.

Lo spazio come sempre presenta sempre la possibilità di vedere la magnifica ricostruzione del setificio di fine ottocento.