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18/06/19

Ars Electronica Center festeggia i 10 anni





l’Ars Electronica Center nel festeggiare i suoi dieci anni di attività si è rinnovato ampliando la sua offerta e proponendola in un approccio sempre più dinamico e condiviso.

Da quarant'anni a Linz l'elettronica è di casa col grande festival e da dieci anni col bel museo che ospita sempre interessantissimi progetti e grandi iniziative.



Il rinnovamento di questo complesso museale porta il nome di " Compass – Navigating the Future " proponendosi non solo come spazio visivo ma anche e sempre più come luogo di interazioni e divulgazione attiva.

Se siete in zona non perdetelo ne vale la pena! 

17/06/19

Camera raddoppia per l'estate con Larry Fink e Jacopo Benassi


©LarryFink_186:  Denny’s Haircut, March 2015 © Larry Fink


Con la programmazione estiva, CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia lancia il nuovo format espositivo CAMERA DOPPIA: due mostre allestite in contemporanea negli spazi della galleria principale di Via Delle Rosine 18 a Torino che mettono in dialogo e a confronto due autori, diversi per generazioni e formazione, accomunati dall’approccio al linguaggio. In questo modo gli artisti in mostra riflettono dunque sulle sfumature e sugli utilizzi del mezzo fotografico e delle sue potenzialità di osservazione dei fenomeni che caratterizzano la società odierna.

Per il primo appuntamento di CAMERA DOPPIA , che aprirà al pubblico giovedì 18 luglio 2019 , il direttore di CAMERA Walter Guadagnini ha curato la mostra antologica di Larry Fink (Brooklyn, New York, 1941), Unbridled Curiosity e il progetto di Jacopo Benassi (La Spezia, 1970) intitolato Crack. Le mostre - entrambe prodotte da “Fotografia Europea” di Reggio Emilia - presentano diversi aspetti comuni, sia dal punto di vista tematico che da quello specificamente fotografico: gli autori, infatti, utilizzano unicamente il bianco e nero e adottano l’uso del flash per focalizzare l’attenzione sul soggetto della rappresentazione, esaltandone atmosfera, forma e contenuto.

Nell’antologica del fotografo americano  Larry Fink sono presentate oltre novanta immagini , realizzate tra gli anni Sessanta e oggi, che saranno esposte nelle prime cinque sale di CAMERA. La selezione in bianco e nero e di grande potenza estetica, mira a evidenziare quei  legami tra le persone e tra le persone e i luoghi  che Fink, nel corso di tutta la sua carriera, ha saputo immortalare con occhio attento e “sfrenata curiosità”, mischiandosi ai contesti, rubando momenti di intimità e mettendo in evidenza l’anima dei soggetti ritratti. Le grandi battaglie civili, i party esclusivi tra Hollywood e i grandi musei, la vita rurale, le palestre pugilistiche: nulla sfugge all’obiettivo di Fink. La mia vita è una cascata di rivelazioni empatiche - commenta Larry Fink. Una vita spesa cercando di costruire ponti tra le classi, le fatiche, i piaceri e le paure del dolore. Una vita trascorsa ad accumulare immagini che attestano un senso di meraviglia sensuale e sociale. Questo spettacolo è un viaggio sconnesso attraverso molte esperienze e sensazioni. È una testimonianza di curiosità sfrenata (Unbridled Curiosity).


Benassi: © Jacopo Benassi

Nella Sala Grande e nel lungo corridoio di CAMERA, invece, verranno allestite le sessanta immagini che compongono Crack, progetto che Jacopo Benassi ha realizzato mettendo al centro della sua riflessione il rapporto tra classicità e contemporaneità nei corpi e nei legami che gli individui instaurano con uomini e ambienti. Crack - commenta Walter Guadagnini - è un atlante del corpo, elaborato tra gli estremi della plastica antica e della flagranza fisica contemporanea. Il risultato è la sottolineatura non solo della decadenza in agguato tanto per il corpo umano quanto per il corpo scolpito, ma anche, e forse più, della possibilità di ricomposizione delle fratture, delle rotture e del fascino che anche questi elementi assumono nella nostra lettura del corpo e della forma. A tale visione concorrono anche l’incorniciatura delle singole opere e l’intero, sorprendente allestimento della mostra, che sono parte integrante del progetto espositivo e caricano le immagini di un’ulteriore, vitale tensione. 
La mostra è prodotta in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza - Aterballetto.

Le due mostre - commenta Walter Guadagnini, curatore delle mostre e direttore di CAMERA - segnano la costante attenzione di CAMERA alla produzione artistica contemporanea e la sua capacità di guardare sia alla scena italiana che a quella internazionale.

L’attività di CAMERA è realizzata grazie a Intesa Sanpaolo, Lavazza, Eni, Reda, in particolare la programmazione espositiva e culturale è sostenuta dalla Compagnia di San Paolo.

CAMERA DOPPIA
Larry Fink. Unbridled Curiosity
Jacopo Benassi. Crack

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia  www.camera.to
Via delle Rosine 18 10123 Torino
18 luglio 2019 – 29 settembre 2019

Mostre a cura di Walter Guadagnini

15/06/19

Prossimamente Paratissima



Novità per Paratissima che quest'anno vedrà l'attivazione di un nuovo spazio espositivo per questa dinamica rassegna d'arte.

Dal lontano 2005 Paratissima ha attraversato diversi spazi crescendo e diventando una delle rassegne di maggior successo artistico a Torino, nei giorni di Artissima.

Partita da Via Po con pochi artisti è poi passata al successo di San Salvario, MOI, Torino Esposizioni, Caserma La Marmora e ora giunge nell'Accademia Artiglieria di Torino, nel cuore della città accanto a Piazza Castello.

Anche quest'anno ci sarà un tema di riferimento generale che sarà "Multiversity". 

14/06/19

Il linguaggio di David Reimondo da Mazzoleni




Molto affascinate il progetto di David Reimondo che la galleria Mazzoleni, in piazza Solferino 2 a Torino, ospita in questo periodo. 




Si possono vedere alcune parti del corposa lavoro di ricerche dedicate al ‘linguaggio’ che l'artista ha sviluppato negli ultimi anni in piacevoli manufatti.

 









13/06/19

Meraviglie maioliche a Palazzo Madama



 Coppa traforata - Francesco Durantino, Torino, 1578 Palazzo Madama, Torino









Inizia oggi la mostra "Lo splendore della maiola nell'Italia rinascimentale" presso Palazzo Madama a Torino, una stupenda mostra di maioliche rinascimentali, con più di duecento capolavori giunti da tutto il mondo.

 
 Rinfrescatoio del servizio Salviati - Bottega di Pietro e Paolo Bergantini, Faenza, 1531 Palazzo Madama, Torino




CS 

La mostra L’Italia del Rinascimento. Lo splendore della maiolica, allestita nella Sala del Senato di Palazzo Madama dal 13 giugno al 14 ottobre 2019, presenta un insieme eccezionale di maioliche rinascimentali prodotte dalle più prestigiose manifatture italiane, riunendo per la prima volta oltre 200 capolavori provenienti da collezioni private tra le più importanti al mondo e dalle raccolte di Palazzo Madama.
 
L’affascinante storia della maiolica italiana nella sua età dell’oro, dalla metà del 1400 alla seconda metà del 1500, viene narrata a Torino da un curatore d’eccezione, lo storico dell'arte Timothy Wilson, in collaborazione con Cristina Maritano, conservatore di Palazzo Madama per le Arti decorative. Wilson, attualmente conservatore onorario dell'Ashmolean Museum di Oxford, è tra i massimi esperti di maiolica del Rinascimento e a lui si devono i cataloghi sistematici delle raccolte del British Museum di Londra, del Metropolitan Museum di New York, della National Gallery di Victoria in Australia e dell'Ashmolean Museum di Oxford.
 
La mostra si apre in Camera delle Guardie con una grande vetrina, che evoca il mobile protagonista della sala da pranzo rinascimentale, la credenza, dove le raffinate maioliche erano esposte sia per essere ammirate sia per servire all’apparecchiatura della tavola.

Si entra poi nella Sala del Senato dove il percorso si snoda attraverso i principali centri produttori di maiolica in Italia, come Deruta, Faenza, Urbino, Gubbio, Venezia, Castelli e Torino, e si sofferma sulle caratteristiche della decorazione e sui principali artisti, tra i quali Nicola da Urbino e Francesco Xanto Avelli. 

La mostra prosegue illustrando l’ampia varietà di temi riprodotti sulla maiolica istoriata, che, oltre ai soggetti religiosi, vede riccamente rappresentati soggetti profani, tratti dalla storia antica e dalla mitologia, o riguardanti la vita affettiva, come i temi amorosi, o lo status sociale dei committenti, come i servizi araldici. Le fonti grafiche di questa pittura di storie derivano dai repertori di incisioni che circolavano nelle botteghe dei maiolicari e che erano il tramite per riprodurre su scala ridotta e per una visione domestica le più celebri invenzioni dei grandi pittori dell’epoca. Tra il 1400 e il 1500 si amplia e si differenzia l’uso delle maioliche nella vita sociale. Nell’arredamento della casa italiana, in particolare nelle residenze di campagna, le maioliche istoriate venivano esposte sulle credenze ma anche usate sulle tavole e potevano essere offerte come doni in occasioni quali il matrimonio e la nascita. Piccole sculture, che talvolta mascheravano la funzione di calamai o fontane, erano usate a scopo decorativo negli interni privati. Particolarmente fiorente divenne l’uso della maiolica nei corredi da farmacia, commissionati in genere da istituzioni religiose. 

Il percorso si conclude con una serie di capolavori, collocati in singole vetrine: una coppia di albarelli di Domenigo da Venezia, un grande rinfrescatoio di Urbino e la brocca in porcellana medicea di Palazzo Madama, eccezionale esemplare della prima imitazione europea della  porcellana cinese, realizzato da maiolicari di Urbino che lavoravano a Firenze alla corte di Francesco I de’ Medici.


Fiasca - Pesaro(?), 1470-1500 Collezione privata



La maiolica è tra le poche forme d’arte del Rinascimento che hanno conservato in modo perfetto i colori originari di quando furono realizzate. La tecnica consiste nel rivestire di uno smalto bianco opaco a base di stagno la superficie di oggetti in terracotta e nel dipingervi sopra con ossidi metallici, che virano in brillanti colori dopo la cottura: dal cobalto si ricava il blu, dal rame il verde, dal ferro l’arancio o l’ocra, dall’antimonio il giallo, dal manganese il porpora o marrone e dallo stagno il bianco. Ha lontane origini islamiche e giunse in Europa con la conquista musulmana della penisola iberica nell’VIII secolo, impreziosita con il lustro, che consentiva di ottenere il colore dell’oro o del rubino con sfumature cangianti o iridescenti. La maiolica ispano-moresca, esportata con successo in tutta Europa, influenzò gli sviluppi dell’arte ceramica in Italia, praticata in numerosi centri della Toscana, dell’Emilia, delle Marche e dell’Umbria. Con grande inventiva i ceramisti italiani innovarono la tradizione islamica contaminandola con motivi ispirati al repertorio gotico e rinascimentale e altri derivanti dalle porcellane cinesi.

La novità assoluta, nata nelle botteghe dei ceramisti italiani, fu l’istoriato, ovvero la colorata pittura di storie sopra la superficie bianca della ceramica. Il rappresentare in maiolica temi di storia sacra e profana, religiosi, mitologici, amorosi, con lo scopo di ornare la dimora signorile è, infatti, una peculiarità tipicamente italiana, che si sviluppa dalla fine del 1400 soprattutto in città del centro Italia, come Pesaro, Deruta, Faenza, Gubbio, Casteldurante e Urbino. La maiolica istoriata, pur rappresentando solo una minima parte della produzione ceramica italiana, si è conservata nel tempo grazie al suo prestigio e all’interesse che ha saputo suscitare nei collezionisti di ogni epoca.

A margine della mostra verrà organizzato un convegno internazionale dal titolo "Il collezionismo fa grandi i musei" che si terrà nelle sedi di Palazzo Madama e del Palazzo dei Musei di Varallo Sesia nei giorni 16 e 17 settembre 2019.


 Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica

Fondato nel 1863, il museo è oggi ospitato in uno dei più antichi e affascinanti palazzi della città, con testimonianze architettoniche e di storia dall’età romana al Barocco di Filippo Juvarra. Le raccolte contano oltre 60.000 opere di pittura, scultura e arti decorative dal periodo bizantino all’Ottocento. 
www.palazzomadamatorino.it 
Orario: lun-dom 10.00-18.00, chiuso il martedì. La biglietteria chiude 1 ora prima
Biglietti: Intero 8 € Ridotto 6 € Ingresso libero Abbonamento Musei e Torino Card
Info per il pubblico: 
palazzomadama@fondazionetorinomusei.it - t. 011 4433501 - www.palazzomadamatorino.it



12/06/19

I progetti di Paolo Cirio alla galleria Giorgio Persano




Molto interessante la proposta della galleria GiorgioPersano, in via Principessa Clotilde 45 a Torino,  che presenta la complessa ricerca di Paolo Cirio che trova spazio nella vasta campata della galleria.

 

Con un piacevole intervento centrale corredato da una serie di opere alle pareti vengono presentate le diverse azioni/ricerche che l'artista ha realizzo in questi ultimi anni, nell'affrontare i tanti temi sociali, dai sistemi politici ai diversi ruoli delle nuove tecnologie.














Arte e moda a Firenze per Pitti Immagine Uomo





Nei giorni di Pitti Immagine Uomo ci sono sempre tantissimi eventi fra i  più interessanti quelli coordinati da Immagine Discovery al Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti dove è stata ideata la mostra " Romanzo Breve di Moda Maschile " curata da Olivier Saillard.

Un grande progetto realizzato con le Gallerie degli Uffizi, che osserva la moda maschile dal 1989 ad oggi.

Altri eventi il nuovo allestimento del Gucci Garden seguito da Maria Luisa Frisa,  il lancio del libro con mostra di "Unexpected Pucci", sul mondo di Emilio Pucci, e tantissimi altri eventi fra le sfilate di uomo e proposte artistiche. 



11/06/19

Ferrarelle e la Fontana del Belvedere




Dopo un lungo lavoro di recupero è tornata al suo splendore la Fontana del Belvedere  di Capodimonte grazie al supporto economico della Ferrarelle, nota azienda di acque minerali.

  

Il lavoro di recupero è stato realizzato dall'impresa Centanni Restauri, che ha ripulito e recuperato le tante parti degradate riportando il monumento alla sua bellezza originaria.
  

10/06/19

Oltre le montagne




Parte delle recenti ricerche artistiche di Laura Pugno son proposte alla galleria Alberto Peola, Via della Rocca, 29 a Torino, un percorso che guarda alla trasformazione delle forma naturali e del rapporto che l'uomo realizza con loro.



09/06/19

Continuing Abstraction





Il gruppo Gagosian Gallery parteciperà con un grande stand ad Art Basel, e sponsorizzerà alcuni interventi per la sezione Unlimited ma soprattutto aprirà un progetto espositivo presso il Rheinsprung 1 dal titolo "Continuing Abstraction" con artisti dal dopoguerra a presente.

Si tratta di una grande iniziativa, che durerà dall'11 al 16 Giugno, che conferma il ruolo di forte promotore artistico di questo grande gruppo di distribuzione d'arte mondiale.



CS
Gagosian is pleased to present Continuing Abstraction, a group exhibition opening on the occasion of Art Basel 2019. The exhibition will be held at Rheinsprung 1, Basel.

The exhibition explores the trajectory of abstraction in the United States and Europe from the immediate postwar period to the present, tracing artists’ diverse approaches to materiality and gesture—from the dripped and poured paint of Abstract Expressionism to the multireferential innovations at the forefront of painting today.

The earliest works included are by Willem de Kooning: January (1947–48) and Untitled (1948). These paintings serve as a fulcrum between the observation-based abstraction set in motion by Cubism and Expressionism and the nonobjectivity that characterized much of postwar American abstraction. In de Kooning’s paintings, biomorphic forms appear as fragments that transform into thick painterly strokes; while in Jackson Pollock’s Moon Vibrations (c. 1953–55), the figure disappears entirely, and the canvas becomes a record of an event—the act of painting itself. In Helen Frankenthaler’s With Blue from the same year, the events unfold more slowly, with areas of semitransparent paint soaked into the canvas over time; and in works by Cy Twombly and Robert Ryman from the late 1950s and early ’60s, gesture teeters between legibility and obfuscation, pattern and chaos. Mark Grotjahn’s Untitled (Capri 50.85) (2018) takes repetitive gesture to a new extreme, with its arcs of thick paint evoking sedimentary cross sections or horizonless landscapes.

For Mark Rothko and Brice Marden, the materiality of paint and the evocative nature of color are key, pulling the viewer into seemingly immeasurable voids. The meditative power of color in these works is countered by the measured seriality of Donald Judd’s aluminum wall sculptures and by the delicate and imperfect geometries of Agnes Martin’s untitled canvas completed around 1999, wherein carefully rendered graphite lines create horizontal bands of luminous, pale blue space. In Mary Weatherford’s Ruby, Ruby (2011), a red neon light casts an artificial glow across the canvas, combining the industrial coolness of Minimalism with the unique tactility of Flashe paint, applied in thin transparent layers.

Roy Lichtenstein plays off of the Minimalist trope of the grid in Plus and Minus VI (1988), using the visual idiom of Ben day dot printing, hand-painted, to evoke Piet Mondrian’s geometric compositions. This spirit of art historical reference and translation continues in works by Joe Bradley and Albert Oehlen, who combine prior modes of abstraction in order to reconsider the distinctions between genre and media, spontaneity and calculation.

More than just a demonstration of formal possibilities, this exhibition attests to the ways in which abstraction has allowed artists to charge even the most basic compositional structures with new meaning. The vertical bands in Theaster Gates’s Civic Study in Yellow (2017) echo the thick, columnar strokes of black etching ink in Richard Serra’s works on paper. However Gates’s assemblage derives its color and form not from art but from reality: utilizing decommissioned fire hoses as a pointed reference to use of brutal force by authorities to subdue Black Americans in civil rights demonstrations. In this way, Gates returns us to the question of objectivity that de Kooning’s corporeal abstractions seem to grapple with: can abstraction ever be detached from lived experience?

The exhibition will be accompanied by an illustrated catalogue, with an essay by art historian Sydney Stutterheim.