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17/04/13

Musei che scoppiano di visitatori - Sempre sorprendente scoprire i più visitati musei/eventi del mondo



Come ogni anno puntuale arriva la classifica delle mostre più visitate redatta dal mensile Il Giornale dell'Arte, ecco quella del 2012. 

Al primo posto un evento imperdibile in Giappone è stata la mostra al Tokyo Metropolitan Art Museum sui "Capolavori dal Mauritshuis", il museo dell'Aia attualmente chiuso per lavori, dov'è conservata e proposto per l’occasione la famosa opera di Vermeer "La ragazza con l'orecchino di perla" con ben 10.573 visitatori al giorno. 

La Biennale di Gwangiu batte con 9,774 visitatori giornalieri l'ottimo piazzamento di Documenta a Kassel con 8.600, mentre la Biennale di Sydneyvede 8.116, gruppo che premiano l'arte contemporanea. 

Segue la mostra "Amazon", al Centro Cultural Banco do Brasil di Rio, una rassegna sulla storia della regione del bacino di Rio de Janero dal XVIII secolo a oggi che ha attirato 7.928 visitatori al giorno. 

Il Brasile prende ancora due piccioni con una fava, si potrebbe dire, dalla mostra dei capolavori del Musée d'Orsay portati prima al Centro Cultural Banco do Brasil di San Paolo, 6mila visitatori al giorno, e poi a Rio de Janeiro, che si è conclusa a gennaio e ne ha attirati quasi ottomila al giorno. 

Un altro posto di successo ancora per Tokyo con la mostra "400 anni di arte europea" con le opere provenienti dall'Hermitage di San Pietroburgo, che era in corso al National Art Center, qui i visitatori erano “solo” 5.362 al giorno. 

La classifica prosegue poi con uno sterminato elenco di eventi, il primo degli italiani è quello sulla mostra "Bagliori dorati" agli Uffizi di Firenze con 6.672, realizzata nella stagione estiva, dedicata al gotico internazionale. 

Si confermano poi le posizioni dei musei più visitati, che vede sempre in prima posizione il Louvre con 9.720.260 persone, seguito a distanza dal Metropolitan di New York con 6.115.881 visitatori. 

Gli elenchi li trovate tutti sull'ultimo numero del Giornale dell'Arte.

14/03/13

Uno nessuno centomila??



Spesso si parla dell’arte come di un fatto sociale, di un evento che riguarda tutti, ma è proprio così? 

Per capire quant’è il reale pubblico, bisogna fare subito una discriminante fra il fruitore turistico e il fruitore legato al sistema dell’arte. 

Nel primo caso i numeri sono particolarmente incoraggianti, il nostro paese, nonostante una certa disattenzione, continua a richiamare folle di appassionati al nostro meraviglioso patrimonio artistico storico, folle che però manifestano maggior interesse per la nostra storia che per il nostro presente artistico. 

Per i secondi la cosa risulta più limitata, prendendo come riferimento le tre fiere di arte (contemporanea e moderna) più visitate, Torino, Bologna e Milano, e supponendo che molti non siano gli stessi visitatori agli eventi, si giunge a un mediocre ottimistico numero di 120.000 persone, un numero veramente minimo che non giustifica certi investimenti e certe finzioni di valore culturale da sempre manifestato da questo sistema, tanto più risaputo come oligarchico e aleatorio, chiuso al dinamismo della pluralità poiché teso a supportare una limitata selezione di artisti, legati al sistema di vendita. 

La cosa più ironica di tutti è che nel sistema dell’arte si parla spesso di libertà, di confronto e di valori, tutte tematiche che poi il sistema stesso non evidenzia ma anzi spesso limita e seleziona su valori molti discutibili. 

Analizzando il sistema artistico contemporaneo italiano ci si rende conto come la pluralità artistica sia assolutamente bloccata, come la maggioranza dei processi di valore sia legata più alle relazioni sociali che al merito artistico.. 

Nel sistema artistico italiano conta di più entrare nei giusti “gruppi artistici/critici” (soprattutto nelle città di Milano, Torino e Roma) che avere doti artistiche, e questo spiega forse anche perché a livello internazionale le presenze italiane siano sempre più ridotte, se non del tutto scomparse. Infatti non premiando la qualità ma i contatti non si può sicuramente confrontarsi con la professionalità straniera dinamica e ricca di variabilità. 

Basta tracciare una breve analisi degli artisti che espongono in certi musei/spazi/eventi e notare come una cerchia alquanto ristretta di nomi si ripresenta in modo quasi monotono, spesso con opere che sono portate in “pellegrinaggio” in eventi costruiti con fittizia pluralità di motivazioni, simil curatoriali/critiche. 

Un altro aspetto è la mancanza di trasparenza e motivazione della selezione. Sicuramente fino a quando i parametri di giudizio delle selezioni non saranno pubblici e aperti, non si potrà sicuramente capire il reale valore del nostro sistema, che così facendo si chiude sempre di più allo sviluppo e alla varietà tanto enfatizzata. 

Questi aspetti sono sufficienti per capire come mai il sistema dell’arte, che in altri paesi è popolato da un grande flusso di appassionati, nel nostro è sempre più rarefatto. Pubblico che non rinuncia alla sua passione all’arte ma che ha capito che deve andare a cercarla altrove, in luoghi meno istituzionalizzati e patinati, ma sicuramente più avvincenti e autentici.

11/01/12

la crisi fa bene all'arte...



Sarà strano, ma in questa particolare situazione socio-economica, sempre sul baratro di un collasso, all'arte, sia moderna che antica, porta bene, ci sta guadagnando, anzi a guadagnare sono gli spazi espositivi.

Dopo il record di pubblico alla Biennale di Arte Contemporanea di Venezia, è notizia dei giorni scorsi; che la città di Torino ha incremento notevolmente i turisti che hanno visitato i suoi musei, tra cui il Museo di Arte Orientale, Palazzo Madama e tutti gli altri, con un forte incremento, fino ad oggi mai sperato, portando la città sabauda a primeggiare fra le città italiane più gettonate dai turisti.

Ieri poi da Roma la news sui Musei Vaticani che hanno superato i 5 milioni di visitatori e così via per il resto di molti spazi espositivi d'Italia, in generale buone notizie.

Forse che l'arte sia veramente un bene, o almeno luogo, di rifugio?