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Visualizzazione post con etichetta Vincent Van Gogh. Mostra tutti i post
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13/02/19

Vincent van Gogh sulla soglia della noia





Tanto sole e tanta quiete, ci offre l’ultimo film di Julian Schnabel che, dopo Jean-Michel Basquiat, condivide la sua passione e impegno registico su Vincent van Gogh.

Un film piacevole e anche in certe sue parti un poco ovvio. L’interpretazione di Willem Dafoe è determinante per dare corpo al film. Che si sviluppa in un racconto che cerca di portarci ad immedesimarci con l’artista senza preoccuparsi troppo della storia e dei fatti, un percorso narrativo che riflette lo spirito artista del regista.



Un poco fastidioso l’uso troppo libero della telecamera, in riprese rapide e troppo mosse, che alla fine più che emozionare disturba la visione del film.



18/04/18

Vincent Van Gogh va in asta a Parigi




Forse siamo in odore di un'altro record d'asta?  Visto che il prossimo 4 Giugno sarà posto da Artcurial un'opera di Vincent Van Gogh,  nella sala parigina in 7 Rond-Point des Champs-Élysées. Base d'asta fra i 3 e i 5 milioni di euro, fate voi poi l'offerta migliore. 



Vincent Van Gogh va in asta a Parigi: un evento che non si verificava da 20 anni!

Parigi – Sono più di 20 anni che un dipinto di Vincent van Gogh non passa in asta a Parigi. Artcurial è lieta di annunciare che il prossimo lunedì 4 giugno, in occasione della vendita di arte impressionista e moderna, un olio su carta firmato dal maestro olandese sarà battuto in asta. Si tratta di Rammendatori di reti tra le dune, opera sino a oggi esposta presso il Van Gogh Museum di Amsterdam a cui era stato affidato in prestito da parte del suo proprietario, un collezionista privato, sin dal 2009.
Dettagli premonitori (cielo, nuvole, campi…)


Realizzata nell’agosto 1882, quest’opera così emblematica risale alla prima fase della carriera artistica di Vincent Van Gogh e illustra chiaramente la rivoluzione pittorica a cui darà vita da quel momento in poi l’autore della Notte Stellata. Il dipinto costituisce un passo fondamentale nell’avanzamento e nella definizione dello stile espressivo dell’artista. Van Gogh prende chiaramente pieno possesso delle sue capacità: la sua particolare attenzione alla lavorazione del cielo è evidente nel trattamento dinamico delle nuvole, insieme alle cime montuose all’orizzonte che utilizzerà in seguito nell’iconico Campo di grano con corvi a Auvers-sur-Oise nel 1890, solo 8 anni dopo.Ma, aldilà della pittura, Rammendatori di reti tra le dune porta con sé i segni del profondo cambiamento che interesserà la pittura all’inizio del XIX Secolo, conducendo alle Avanguardie del secolo successivo. Il trattamento dei campi punteggiati dalle piccole figure degli abitanti della campagna, enfatizzato da chiazze nere concentriche che suddividono porzioni di verde e suggeriscono una tendenza all’astrazione che conduce aldilà del tema affrontato.
« ...l’unico paesaggio dipinto da Van Gogh in quel periodo… »


Siamo abituati all’ossessione di Vincent van Gogh per il paesaggio. Nienke Bakker, curatore del Van Gogh Museum di Amsterdam richiama l’importanza del contesto in Rammendatori di reti tra le dune. Si tratta dell’unico paesaggio realizzato da Van Gogh in quel periodo e riflette l’influenza della Scuola di Barbizon e della Scuola de l’Aia.
Svelato a Parigi e presentato a New York


Sarà svelato a Parigi Rammendatori di reti tra le dune e in seguito presentato a Bruxelles dal 21 al 26 aprile e a New York dal 5 all’11 maggio 2018, prima di far ritorno nella Capitale francese per la mostra di anteprima dell’asta. L’asta Impressionist and Modern includerà inoltre un’altra opera giovanile firmata da una delle figure principali della storia dell’arte del primo Novecento, la cui tumultuosa amicizia con il maestro olandese è diventata leggenda: Paul Gauguin.
Una rivelazione artistica, un paesaggio chiave…


Rammendatori di reti tra le dune, paesaggio dipinto da Van Gogh all’età di 29 anni, quando da appena 2 anni aveva cominciato a lavorare come pittore a tempo pieno, raffigurando reti di pescatori sul prato. Il paesaggio, esposto per decenni presso il Museo dell’Aia e, in seguito, al Montreal Museum pwe poi raggiungere il Museo Van Gogh di Amsterdam, proviene dal primo periodo della produzione di Vincent van Gogh, ma soprattutto è un marchiatore essenziale dell’evoluzione artistica dell’autore olandese.
Una lettera a Théo


Il paesaggio olandese è uno dei dipinti menzionati da Van Gogh nelle sue lettere da L’Aia nei mesi di agosto e settembre 1882. In una lettera del 20 agosto 1882, l’artista ha così raccontato al fratello Theo la sua creazione: « …Qualcosa che ho visto in Scheveningen. Un’ampio raggio tra le dune, al mattino dopo la pioggi. Il prato è relativamente verde chiaro – e le reti sono spiegate in cerchi enormi, creando toni profondi sul pavimento d’erba, in nero, verde o grigio rossastro. Su questo sfondo scuro, donne dai berretti bianchi e uomini, seduti o in piedi o altri ancora camminando come strane ombre, reggono o rammendano le reti.Di per sè, la scena era tanto strana, quanto tipicamente scura e austera come il più bel ritratto di qualunque cosa possiamo immaginare, dipinto da In itself, the scene was as striking, as typically dark and Millet, Israels o Groux. Su questo paesaggio, incombe un grigio semplice con una fascia chiara lungo l’orizzonte. Nonostante la caduta della pioggi, ho inoltre realizzato uno studio sulla stoffa su carta, a olio».
L’Aia, la nascita di un grande pittore … (1881-1883)


Nel novembre 1881, con grande entusiasmo Vincent Van Gogh appende il cappello a L’Aia. Per tre settimane diventa studente del cugino, un artista degno di nota, Anton Mauve (1838-1888). In seguito a questo intenso apprendistato durante il quale Van Gogh si scopre artista, è costretto a fare ritorno alla casa dei genitori a Eten, a causa delle difficoltà economiche. Questo ritorno si conclude rapidamente, dopo la discussione violenta avuta con il fratello, il quale smaniava di vedere il fratello indossare l’abito talare. Questa disputa insormontabile permette a Vincent Van Gogh di far ritorno a L’Aia, da Mauve, che avrà un ruolo determinante nell’educazione artistica del maestro olandese. Rapidamente, Van Gogh mette in piedi il suo studio personale. In seguito, incontra molti altri artisti come Bernardus Joahnnes Blommers (1845-1914), Théophile de Bock (1851-1904) e Jan Hendrik Weissenbruch (1824-1903). Lo zio Cornelis « Gor » Marinus Van Gogh (1824-1908) gli paga il primo stipendio d’artista per dei disegni con vedute cittadine. A L’Aia, Vincent Van Gogh sperimenta un periodo creativo molto intenso. Lavora molto, ma guadagna poco, è convinto del suo talento artistico, ma la sua innata propensione al successo è incrinata dalla cruda realtà, dove deve necessariamente risparmiare e difendere regolarmente il suo stile di vita e il suo lavoro. All’epoca dipendeva economicamente dal fratello Theo, con cui teneva una fitta corrispondenza. Vincent Van Gogh lascia L’Aia nel 1883 per la campagna di Drenthe, nella speranza di risparmiare qualche soldo.
Vincent Van Gogh e Paul Gauguin, due visioni dell’Impressionismo.


Il 4 giugno 2018, parallelamente all’eccezionale Raccommodeuses de filets dans les dunes di Vincent Van Gogh, Artcurial porterà in asta una serie di cinque opere di Paul Gauguin, create tra il 1876 e il 1887. Questi due artisti, collegati in vita dalla loro relazione esplosiva, saranno nuovamente riuniti per la durata dell’esposizione e nel corso della vendita. Questo insieme riporterà in vita il dialogo unico creatosi agli albori del XX Secolo. Con queste opere giovanili che già manifestano i segni dell’innovazione portata avanti da Gauguin e Van Gogh, sarà possibile esplorare il processo creativo che caratterizza queste due figure fondamentali della storia dell’arte, che hanno avuto un’influenza determinante sulle generazioni successive.In Francia, Van Gogh incontra l’impressionismo (dal 1884) così come un uomo con il cui confronto rafforzerà la propria identità pittoorica : Paul Gauguin. Nell’autunno del 1888, Gauguin si unisce a Van Gogh ad Arles, nella Maison Jaune. I due artisti condividoro una sincera amicizia, il cibo, l’assenzio, i costi abitativi e le faccende di casa. Molto presto, però, il loro rapporto deteriora a causa di aspre discussioni, le più serie dovute a questioni artistiche e alle rispettive idee su cosa sia la pittura. Van Gogh ammira Gauguin, ma quest’ultimo sviluppa una crescente avversione verso il suo ospite e il suo lavoro. Gauguin non apprezza la pittura realistica dell’amico, ispirata dalla natura piuttosto che dall’immaginazione o dalla ricerca di un ideale. Una discussione violenta rompe il legame tra i due, Gauguin fa sapere di essere stato ferito con un coltello prima che Van Gogh lasciasse la Maison Jaune. Van Gogh, trovatosi solo, dice di essersi tagliato via parte dell’orecchio sinistro in un gesto di disperazione. I due artisti non si incontreranno mai più.

03/03/18

Loving Vincent agli Oscar 2018





Il lungometraggio ad animazione di Axel Rüger sulla vita di Vincent Van Gogh è stato selezionato dagli Oscar 2018 per il progetto "Loving Vincent" che ha già avuto un grande successo di pubblico internazionale. 

Vedremo fra pochi giorni se vincerà anche la mitica statuina del cinema, in corsa sempre sul tema dell'arte c'è anche, fra i film stranieri, The Square, personalmente l'ho trovato un poco banale, ma chissà?!

19/02/16

Dormire con Van Gogh - Creata la stanza di Van Gogh per ospitare i visitatori della mostra

Oramai non ci sono più limiti per la fantasia e soprattutto per le promozioni turisticheculturalartistiche.
Per cui stupisce, ma nemmeno troppo, scoprire che l'Art Institute di Chicago ha ricreato la camera da letto di Vincent Van Gogh in un appartamento vicino al museo e che può essere  affittato per solo 10 dollari a notte, il tutto attraverso il sito Airbnb.
Ispirandosi al quadro, realizzato durante il suo soggiorno ad Arles nel 1889, lo spazio è stato ricreato con molto attenzione e nei minimi dettagli.


Che dire, è già tutto prenotato per le prossime settimane, un successone!
Ma sempre di più l'arte perde il suo senso storico e diventa intrattenimento, per la gioia di chi oramai non vuole più creare cultura ma solo divertimento, senza nessun limite.
Via nota positiva nel costo dell'ospitalità è compreso anche il biglietto per la mostra “Van Gogh’s Bedrooms” che riunisce le tre versione della "camera da letto" di V.V.Gogh e durerà fino al 10 Maggio




Ps sicuramente questa iniziativa farà partire un nuovo settore di ospitalità a tematica artistica, per cui aspettiamoci ricreazioni di ogni tipo di "stanza pittorica"  chissà se Ikea ci sta già pensando?

21/05/15

Edvard Munch + Vincent van Gogh



Un bel confronto creativo fra Vincent van Gogh ed Edvard Munch proposto fino prima dal Munch Museet di Oslo e poi dal Vincent van Gogh di  Amsterdam

Vincent van Gogh (1853-1890) and Edvard Munch (1863-1944) are two distinctive and influential artists. Both created art with a strong emotional content expressed via a personal and innovative style, and both lived troubled lives. The public and art historians alike have often compared them to each other. And there are striking parallels between their art and their artistic aims. They each represented an artistic turn towards existential and universal themes in new and expressive idioms. Yet despite these obvious common traits, which have been underscored time and again in art history and art criticism since the end of the 1800s, the more profound connections between the two artists have never been thoroughly illuminated in the context of an exhibition.

The exhibition Van Gogh+Munch will for the first time explore the similarities and connections between these two artists; those that immediately jump out at you as well as those that exist on a deeper level. Rather than uncritically accepting established perceptions, the exhibition will take a closer look at their artistic point of departure, the influences they were exposed to, the development in style and technique and what artistic goals they set for themselves, and in this way create a deeper understanding of why these artists are so often compared to each other.
Paris became a turning point for both artists. A confrontation with the new art trends liberated the potential they harboured within while simultaneously challenging them to formulate their own programme. Although their works may be different with regard to motif and implementation, they were both preoccupied with giving expression to the condition of modern man, and they accomplished this by pressing painterly means to the utmost: a vibrant palette, a highly stylised idiom, personal and bold brushwork and unconventional compositions are characteristic of them both. Van Gogh used crude colour contrasts in The Yellow House in order to depict the intense summer heat of southern France; Munch distorted the perspective and feeling of space in The Death Room in order to create an emotionally charged and angst-filled atmosphere.
Another noticeable trait that Munch and Van Gogh had in common was that both developed ambitious projects in which a number of pictures formed a larger whole. Munch's most famous picture series is The Frieze of Life, which encompasses most of his major works from the 1890s with the universal themes of love, angst and death. Van Gogh developed a project he called Décoration: a series of independent pictures that gained enhanced significance when shown together. As Munch wrote: "When they were positioned together there immediately arose a resonance between them and they became totally different than when displayed individually. It became a symphony." This fascinating structural process is represented in the exhibition with a selection of major works from Décorationand The Frieze of Life. 
The exhibition will conclude with a section featuring works that the artists themselves considered significant, so that in a sense they function as an artistic testament. These works are gripping expressions of vital themes such as comfort, suffering, love and the cycle of life. Munch and Van Gogh succeeded in finding a universal and direct expression for human life. Works such as The Sick Child, The Scream, Wheatfield with Reaper and Starry Night over the Rhône underscore the kinship between the two artists on a deeper and more fundamental level. 
During the brief course of his life Van Gogh did not allow his flame to be extinguished – Fire and ardour were in his brush during the few years that he consumed himself for his art – In the longer course of my life and with more money at my disposal, I had thought and desired, like he, not to allow my flame to become extinguished and with burning brush to paint until the end
Edvard Munch, 23 October 1933

The exhibition will encompass approximately 75 paintings and 30 works on paper, including about ten comparative works by other artists. Both museums will contribute a discerning selection of major works for the exhibition, complemented by important loans from other museums and private collectors. The catalogue will contain articles related to the exhibition's various themes, in addition to texts that treat other subjects, such as the artists' writings and the history of the reception of their work. In addition to articles by the curators of the exhibition, well-known art historians such as Jill Lloyd, Uwe Schneede and Reinhold Heller will also contribute texts.

24/08/14

Vincent Van Gogh o Marc Chagall

Vincent van Gogh - Autoritratto 
Olio su cartone, cm 32,8 x 24 1887 
Kröller-Müller Museum, Otterlo © Kröller-Müller Museum; Otterlo 

Il sistema del turismo artistico è già tutto in fibrillazione per i prossimi grandi eventi per l'Expo di Milano, in particolare per le mostre di Palazzo Reale, una su Vincent Van Gogh, sul tema arte e natura, e un'altra su Marc Chagall, due nomi di grande richiamo e di facile consumo.

La prima mostra è resa possibile grazie alla rinnovata collaborazione col Museo Kroller Muller di Otterlo che organizza l'evento con Palazzo Reale. In questa occasione saranno presentati oltre cinquanta lavori dell'artista, provenienti da tutti i principali musei del mondo. 

l'evento sicuramente richiamerà la mole degli appassionati dell'Impressionismo, periodo storico che in questi ultimi anni è stato di nuovo riproposto in tutte le sue salse. 

La mostra avrà corso dal 18 Ottobre al 8 Marzo 2015.

Marc Chagall - Il compleanno - 1915, olio su cartone - 
The Museum of Modern Art, New York. Acquired through the Lillie P. Bliss Bequest, 1949
© 2014. Digital image, The Museum of Modern Art, New York/Scala, Firenze © Chagall ®, by SIAE 2014


La seconda su Marc Chagall sarà la più grande retrospettiva mai dedicata in Italia a questo romantico artista. 

In sei sezioni e oltre 200 opere il percorso racconterà i primi anni in Russia, il primo soggiorno francese e il successivo rientro in Russia,  il suo esilio prima in Francia poi in America e infine il rientro in Costa Azzurra, dove l'artista ritrovò il suo linguaggio poetico più disteso, rasserenato dai colori e dall’atmosfera del Midi.

La mostra durerà dal 16 Settembre al 1 Febbraio 2015.


11/09/13

Un nuovo tramonto, scoperto un quadro di Vincent Van Gogh


Un notizia che ha destato molto interessa la riscoperta di un quadro di Vincent Van Gogh, che ieri è stato presentato ufficialmente al Museo Van Gogh di Amsterdam. L'opera pare che sia stata eseguita nel 1888, si tratta di un tramonto ambientato a Montmajour, e l'analisi comparata della tecnica e delle informazioni, soprattutto la folta corrispondenza col fratello, pare provarne l'esistenza. 

15/01/12

Fra rovine e disegni



La cittadina di Mons ha avviato l'acquisto e il recupero della casa dove visse Vincent Van Gogh, si tratta di una delle iniziative parte dei progetti per quando nel 2015 sarà una delle Capitali Europe della Cultura.

Il piccolo edificio è stato abbandonato e ora è prevista un'azione di recupero per farne un museo che racconterà della permanenza del noto artista olandese agli albore della sua carriera, visse in questa casa quando aveva 25 anni, ancora indeciso fra una vita religioso e una artistica.

12/04/10

Royal Academy of Arts




Dopo il tour delle due Tate, la Britan e la Modern, son passato alla Royal Academy of Arts. Dove ci sono diverse proposte di arte. Sicuramente la più popolare la mostra intitolata “Le lettere di Van Gogh”, di cui recentemente sono state presentate tutte le corrispondenze conosciute in un’edizione ricercata e approfondita. Per l’occasione sono esposte oltre 35 lettere originali, raramente visibili dal pubblico a causa della loro fragilità, insieme a 65 dipinti e 30 disegni che esprimono i temi principali che si ritrovano all'interno della corrispondenza stessa proposta. Si tratta della prima grande mostra dedicata a Van Gogh a Londra da oltre 40 anni, un’occasione unica di gettare uno sguardo nella mente complessa di questo affascinante artista e notare alcune corrispondenze nelle sue opere. Vincent Van Gogh è stato un personaggio che ha stregato per la sua incredibile esistenza e la stupenda produzione artistica. L’evento si caratterizza proprio per questa particolare ed avvincente occasione di poter percorrere parallelamente le opere artistiche accompagnate dalle singole lettere che l’artista inviava al fratello e a tutti i suoi amici. L’allestimento è molto ben curato, ma il grande afflusso rende un poco difficile la serena visione delle opere. Personalmente non è fra gli artisti da cui traggo riferimenti nel mio lavoro ma in questa occasione ho rivalutato molto certi suoi lavori, soprattutto l’attenzione al quotidiano.
L’evento è organizzato da Ann Dumas della Royal Academy of Arts, Londra, in collaborazione con Leo Jansen, Hans Luijten e Nienke Bakker del Van Gogh Museum di Amsterdam. E’ possibile consultare e vedere alcune lettere visitando il sito www.vangoghletters.org
Sempre alla Royal Academy è possibile guardare una mostra dedicata a Paul Sandby, per ricordarlo nel suo bicentenario della morte. Si tratta di una figura particolarmente famosa nel diciottesimo secolo in Gran Bretagna. L’evento propone oltre 80 opere di quello che fu considerato il 'padre della pittura ad acquarello inglese'. Concludo con la proposta della presentazione, nello spazio Tennant, della collezione dell’architetto John Yenn RA (1750 - 1821), grande raccoglitori di disegni ed acquarelli, fra cui la nota vista della cattedrale di Durham e della Abazia di Battel. Ma sono presenti anche gli affascinanti acquarelli della Valle Crucis Abbey e del Castello di Kenilworth.

Continua …

29/12/09

Ci vuole orecchio ...


Secondo lo studioso Martin Bailey, autore di un volume su Van Gogh e curatore di due mostre sulla sua opera, Vincent Van Gogh si mozzò l'orecchio quando apprese che il fratello Theo, suo sostenitore economico, stava per sposarsi.

Questa teoria nasce dall’aver scoperto una lettera, scritta da Theo a Parigi nel dicembre 1888, che compare anche nel dipinto "Natura morta: tavolo con cipolle", dipinto da Van Gogh nel gennaio 1889.

Cosa non si fa per i soldi…