Da pochi giorni la Gladstone Gallery nella sede di New York, 24th Street, ha inaugurato una stupenda mostra su Keith Haring. L'esposizone porta il titolo "Liberare l'anima: i dipinti di Keith Haring", è sarà aperta fino al 1 novembre 2025
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25/09/25
Keith Haring alla Gladstone Gallery
06/09/23
Prossimamente Keith Haring. Radiant Vision
Dal 17 Settembre a Palazzo Tarasconi, in Parma, proseguendo nella linea espositiva dedicata all’America e alla pop Art aprirà la mostra Keith Haring. Radiant Vision.
Oltre 130 opere del più celebre artista pop degli anni ’80, provenienti da una collezione privata, tra litografie, serigrafie, disegni su carta e manifesti, illustrano l’intero arco della breve ma prolifica carriera di Haring, esaminando diversi aspetti della vita e della produzione dell’artista, tra cui i disegni in metropolitana e la street art, le mostre in alcune delle più famose gallerie di New York, il Pop Shop e il suo lavoro commerciale.
Il progetto espositivo vuole essere un tributo all’artista, appassionato sostenitore della giustizia sociale e che si è sempre dedicato ai giovani di tutto il mondo, sostenendo la loro salute e i loro diritti e supportando al contempo il loro sviluppo creativo.
Nel corso della sua breve carriera, Keith Haring (1958-1990) ha riscritto le regole dell’arte contemporanea, integrando le arene apparentemente discrete della grintosa controcultura del centro di New York e quelle dell’aristocrazia artistica dei quartieri alti.
Dipinti, stampe, poster, disegni, sculture e street art, lo stile di Haring è inconfondibile. Si è fatto conoscere attraverso la sua arte, lottando in difesa dei diritti civili e contro le discriminazioni. Nonostante il denso significato di tutte le sue opere, molte sono prive di una spiegazione e soprattutto sono senza nome, questo per lasciare al pubblico un ruolo attivo nella creazione dell’opera, al passo con l’artista stesso.
La mostra è prodotta da GCR e General Service and Security. La Direzione Artistica e di Produzione è affidata a WeAreBeside.
La mostra Keith Haring. Radiant Vision è un progetto itinerante possibile grazie a Pan Art Connections.
25/04/20
Haring & Basquiat al NG of Victoria
Oggi vi propongo un tour al National Gallery of Victoria in Australia per la mostra su K.Haring e JMBasquiat.
18/12/19
Keith Haring al Bozar di Bruxelles
Se passate a Bruxelles dedicate un attimo al Bozar che propone una meravigliosa retrospettiva su Keith Haring, sicuramente uno dei pochi veri artisti significativi degli anni di fine millennio, geniale, innovativo e unico, la mostra è ben strutturata e presenta una bella serie di opere.
Keith Haring, fino al 19 aprile 2020 al Bozar – Centre for Fine Arts, Rue Ravensteinstraat 23, 1000 Brussels
11/10/19
Keith Haring a Liverpool
Tate Liverpool propone fino al 10 Novembre un'ampia mostra, con oltre 80 opere, su Keith Haring, il mitico artista del graffitismo newyorchese degli anni ottanta.
Una figura che è sempre stata capace di stare in un elegante equilibrio fra il sistema dell'arte e la gioia di essere un artista libero.
Creatore di un segno unico e irripetibile che ha indagato le diverse forme della storia dell'arte dalle antiche forme di segno rupestre alla contemporaneità dei loghi commerciali.
CS
A part of the legendary New York art scene of the 1980s, Keith Haring (1958–1990) was inspired by graffiti, pop art and underground club culture.
Haring was a great collaborator and worked with like-minded artists such as Andy Warhol
and Jean-Michel Basquiat. All were interested in creating art for the
many. Haring designed record covers for RUN DMC and David Bowie,
directed a music video for Grace Jones and developed a fashion line with
Malcolm McLaren and Vivienne Westwood. In doing so, he introduced his
art and ideas to as many people as possible.
Discover how activism
played a key role in Haring’s art. Compelled to speak for his
generation, his art responds to urgent issues including political
dictatorship, racism, homophobia, drug addiction, AIDS awareness,
capitalism and the environment.
Visitors to the exhibition will
see more than 85 artworks including large, vibrant paintings and
drawings. Also on display are posters, photographs, and videos that
capture the vibrancy of 1980s New York street culture.
05/04/19
Keith da Barbara
C'è tempo fino al 13 Aprile per vedere la selezione di disegni che la galleria Gladstone presenta nei suoi spazi di Bruxessel, la cui maggior parte non sono stati mostrate da quando sono state create alla fine degli anni '80.
Realizzati per il suo iconico Pop Shop, che aprì nel 1986,la serie di disegni in questa mostra è servita da materiale illustrativo per le stampe e altri articoli Pop Shop. Raffigurante una varietà di forme e figure nello stile caratteristico dell'artista, queste composizioni in bianco e nero dimostrano l'esplorazione a lungo termine del mezzo di disegno di Haring e la sua astuta capacità di creare una versione unica della realtà utilizzando un linguaggio visivo distinto.
Accompagna la mostra un bel catalogo con un saggio dello scrittore Brad Gooch sul significato storico di Haring's Pop Shop e la pratica del disegno accompagneranno la mostra.
28/03/15
Gli Haring di Skarstedt
Fino al 18 è in corso alla Galleria Skarstedt di New York una mostra su Keith Haring con dei pannelli particolarmente grandi
English
Skarstedt announces an exhibition of work by American artist Keith Haring, at their Chelsea gallery this March. The exhibition will uniquely present 5 major works on canvas, all at a monumental scale and dating from 1984-1985, exposing a lesser-known side to the iconic artist. Keith Haring: Heaven and Hell will be on view at Skarstedt (550 W. 21st Street) from March 5 through April 18, 2015.
The exhibition’s title, Heaven and Hell, recalls William Blake’s 18th century poem The Marriage of Heaven and Hell—a study in opposites of good and evil, angels and devils. As William Blake wrote, “Without contraries is no progression.” Haring similarly examined the duality between two sides of contemporary life in his 1984-1985 paintings. The apparent antagonism and struggle between the figures is one of the key features of Haring’s art.
Haring’s work is replete with paradoxical themes: life and death; religion and sexuality; innocence and experience; heaven and hell; good and evil. Haring often cited two veritable embodiments of such juxtaposition, Dante’sInferno and Hieronymus Bosch’s The Garden of Earthly Delights, 1503-1504, as two of the most profound influences on his art. Untitled (May 29, 1984) can even be read as a pared down, Pop Art version of Pieter Bruegel the Elder’s detailed canvases, drawing comparisons to The Fight Between Carnival and Lent, 1559. David Galloway wrote, "The key to Haring's work is not to be found in ‘chapters’ or in oppositions, but precisely in the mingling, the marriage of innocence and experience, good and evil, heaven, and hell." Haring’s deep black lines do more to complicate this dichotomy than demarcate.
Best known for his cartoonish shapes and oversized red hearts, his more aggressive and at times provocative and sexually explicit imagery is often under-recognized. Incorporating seemingly childlike or naïve shapes, Haring’s art is more than just dancing figures, with much of his work exploring deeper societal issues and demonstrating a remarkable grasp of the ambiguities of his generation.
Haring’s work strikes a delicate balance between heavy and light, playful and serious—a balance intrinsic not only to his art, but to his life. Creating visual puzzles of iconography from the mythological to the mundane, Haring’s oeuvre draws on the influence of street art, with a visual language including his own alphabet of symbols and shapes.
With a strong background in social activism, Haring’s canvases respond to the street culture so integral to his artistic development, while making political statements still poignant to this day. Thirty years after these works were created, Haring’s paintings seem to anticipate the future with a prescient relevance to today’s society.
04/04/14
Tuttomondo di Keith Haring
Finalmente,
dopo tanti anni, a Pisa è stata sistema l’area prospiciente il noto murale “Tuttomondo”
di Keith Haring, che da semplice parcheggio è diventata una piacevole area verde,
riqualificando in tal modo tutta la zona, da cui poter godere di questa stupenda
opera d’arte pubblica, che ha subito anche alcuni interventi di recupero grazie
alla Fondazione americana dedicata a Haring.
Dal sito del comune di Pisa
Nel 1989, realizzando il murale Tuttomondo sulla parete posteriore del convento dei frati “Servi di Maria” della chiesa di S. Antonio, Keith Haring lascia a Pisa l’ultima traccia della sua arte. Nato a Reading nel 1958 e morto a New York nel 1990, l’artista riesce a imporsi ben presto sulla scena artistica internazionale. Il suo genio muove i primi passi nelle periferie americane: Haring lascia i propri disegni a gesso sui pannelli pubblicitari vuoti delle stazioni metropolitane e traccia le prime pitture parietali sui muri degli edifici abbandonati, producendo arte gratuita rivolta a un pubblico di massa. L’opera, uscendo dalle gallerie, si unisce alla vita e raggiunge i luoghi più remoti dell’ambiente urbano che, da anonimo e grigio, diviene allegro e dinamico.
Le molteplici componenti del suo stile affondano le radici nella grafica dei fumetti, dei gadgets industriali, dei mass-media e, certamente, nell’arte informale americana di Pollock.
L’opera che Haring ha tracciato sul muro pisano, se letta alla luce della sua poetica, presenta aspetti eccentrici: l’intervento si colloca in un assetto urbano ricco di manifestazioni artistiche (non in una grigia periferia metropolitana) ed è progettato fin da subito come opera permanente alla quale l’artista assegna un titolo.
In una città tanto ricca di storia, Haring ha saputo trovare il luogo perfetto per sintetizzare la sua esperienza: collocata tra le due stazioni, degli autobus e ferroviaria, la parete pisana riconduce l’artista ai luoghi degli esordi, permettendogli di lasciare traccia permanente del suo rivoluzionario linguaggio visuale, di trasmettere un messaggio di pace universale e di suscitare la partecipazione della cittadinanza.
A vent’anni dalla morte dell’autore, l’opera di Haring continua a stimolare iniziative e happening.
13/04/13
La linea politica, retrospettiva in chiave sociale di Keith Haring al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris
La mostra testimonia l'importanza del lavoro di Haring, in particolare il suo aspetto "politico". Quasi 250 quadri, manufatti vari, fotografie storiche delle pareti realizzate nella metropolitana e una ventina di lavori monumentali, che saranno esposte presso Le Centquatre, rendendo questo evento uno dei più grandi sull’opera artistica di Keith Haring.
Keith Haring è stato uno dei più noti artisti del suo tempo, e ancora oggi il suo stile rimane inimitabile, una linea grafica e un repertorio di segni unici, familiare a tutti. Dopo il grande successo che ebbe con la partecipazioni a Documenta 7 nel 1982, proseguì esponendo in tutto il mondo con artisti quali Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Jenny Holzer e Daniel Buren, spesso dopo aver creato intensi rapporti di amicizia.
Haring aveva studiato alla School of Visual Arts di New York, dove sviluppò il suo genio per la linea, creando un universo di segni nuovo e in incessante espansione. Era dotato di una grande capacità di sviluppare le suo opere con un gesto continuo, rapido, realizzato senza sosta e prolifico, realizzando spesso il lavoro con un accompagnamento musicale. Ha lavorato su tutti i tipi di superfici incluse riproduzioni, diffondendo il suo immaginario sui prodotti quotidiani, venduti poi con un proprio negozio a New York, il famoso Pop Shop, che aprì nel 1986.
I messaggi politici e di idee che ha comunicato nei suoi lavori non erano solo una parte della sua eredità ma hanno avuto una reale influenza su altri artisti e sulla società. Nei suoi "disegni metropolitani", nei dipinti, sulle opere in carta e nelle sculture tutto parla di giustizia sociale, di libertà individuale e di cambiamento. Haring è stato un’artista sovversivo, un militante pop, spesosi per cause sociali durante tutta la sua vita, guidato da una innocente voglia di cambiare il mondo.
Consapevolmente scelse la strada e gli spazi pubblici per avere un contatto diretto con un pubblico, il più vasto possibile. Lottando instancabilmente contro il razzismo, il capitalismo, la violenza e l'ingiustizia in tutte le loro forme, con una particolare attenzione per l'apartheid in Sud Africa, la minaccia di una guerra nucleare, la distruzione dell'ambiente, l'omofobia e l'epidemia di AIDS (diagnosticatagli nel 1988, a tal motivò costituì una fondazione dedicata in parte ad aiutare le persone colpite da AIDS e HIV).
01/11/12
PORNdemia - La pornografia nell’arte a Paratissima, Il porno, da genere di nicchia a fenomeno pop
Si tratta del progetto che più sta incuriosendo il vasto pubblico che ogni anno segue con passione la rassegna Paratissima che quest’anno si trasferisce presso l’ex M.O.I. in via Giordano Bruno 181. Una proposta che vuole essere non solo visiva ma anche “sensoriale”
Foto, video, pitture, sculture e installazioni raccontano la proliferazione dell’erotismo, ma anche la degenerazione dell’oggi, la cultura di massa e l’attualità. In mostra opere di artisti storici, come Keith Haring, Carol Rama, Man Ray e Carlo Mollino e di autori più contemporanei, come Vanessa Beecroft, Jim Dine, Nobuyoshi Araky, Daniele Galliano e Richard Kern.
Non vi è nulla di gratuito. Il ricorso all’erotismo è esplicito nell’arte di CAROL RAMA, pioniera della provocazione. E l’attaccamento alla pornografia è evidente nell’opera di DANIELE GALLIANO e nei suoi affreschi generazionali. I soggetti ritratti in scene erotiche sono donne sedute in vasche da bagno o su bidet prese dalle prime web cam. L’immaginario, allora, era quello che risultava dalla sua vita quotidiana e soprattutto da quella notturna, dei riti delle tribù giovanili. Immagini di sessualità esplicita, che fanno parte della nostra quotidianità, sono anche quelle di KEITH HARING (dalla collezione di Paolo Tonin), che denunciano i miti della civiltà dei consumi. Attratto dall’Eros, MAN RAY disegna e dipinge quadri ispirati al Marchese de Sade e ritrae donne, modelle, amiche e amanti. VANESSA BEECROFT, con la serie di corpi femminili esposti, messi in scena ed esibiti, racconta invece la nudità priva di erotismo.
Nell’arte contemporanea la pornografia perde la sua vocazione e la sua missione originaria, per diventare un mezzo attraverso il quale viene fotografato il presente. A prevalere, nelle opere, è l’aspetto ludico o ironico o il dato più cerebrale di critica sociale e di costume, oppure ancora l’aspetto più onirico e introspettivo in cui l’interiorità, il lato oscuro, viene liberato dalle sue inquietanti fantasie erotiche. Qualsiasi tipo di immagine filtrata dall’arte, anche quella sessualmente più esplicita, viene spogliata del suo scopo originario, univoco e diretto, per acquisire nuovi contenuti e significati. Le visioni più crude di atti o organi sessuali diventano così, nella rielaborazione artistica del fenomeno pop-porno, suggestioni metaforiche rivolte all’eccitamento del pensiero e dell’intelletto.
L’opera di CARLO MOLLINO, ad esempio, appartiene alla serie di piccole polaroid di nudi erotici realizzate negli anni ’60. Mollino fu uno dei primi ad usare la Polaroid ritraendo più di 1000 nudi femminili in interni meticolosamente allestiti, scegliendo i soggetti tra fidanzate, amiche e prostitute. Tra le immagini in mostra, proveniente da una collezione privata, JEFF KOONS e l’ex moglie ILONA STALLER fotografati dall’obiettivo di RICCARDO SCHICCHI.
Complementare alla parte più prettamente artistica è, infine, l’ampia sezione dedicata al fumetto con tavole e disegni originali di autori come Milo Manara, con la sua immagine per il finale di Casanova di Fellini, Crepax e Leone Frollo.
A cura di: Francesca Canfora e Daniele Ratti, con opere di: Haring, Rama, Ray, Mollino, Galliano, Beecroft, Manara, Crepax, Schicchi presso Paratissima, dal 7 all’11 Novembre, Ex Moi, Torino.
04/04/12
Keith Haring - Il segno degli anni 80
Per me rappresenta uno degli artisti più validi degli ultimi decenni, immediato, bravo e piacevole.
Capace di creare un segno che rappresenta in pieno il suo tempo.
Oggi tutte queste cose sicuramente sono qualità rare negli artisti. Per cui non perdetevi la grande mostra su Keith Haring al Brooklyn Museum di New York. Il percorso espositivo si sviluppa tracciando il formarsi dello straordinario vocabolario visivo che Haring sviluppa per la creazione delle sue opere. La mostra comprende 155 lavori su carta, numerosi video sperimentali e oltre 150 oggetti d'archivio, tra cui taccuini raramente visibili, riviste, volantini, manifesti, disegni realizzate nei manifesti della metropolitana, documentari e fotografie.
L’evento racconta la carriera di Haring dal suo arrivo a New York fino agli anni novanta. Da quando ha iniziato la sua pratica in studio e sviluppato il suo fare arte pubblica nelle metropolitane, con azioni per le strade della città. Immergendosi nella cultura di New York, ben presto l’artista diventanta un personaggio fisso sulla scena artistica della grande mela. Ci sono testimonianze delle sue amicizia con altri artisti; come Jean-Michel Basquiat e Kenny Scharf, così come molte delle figure più innovative della scena culturale di quel periodo. Viene indagato anche il ruolo fondamentale che questi rapporti hanno giocato nella sua formazione e di come Haring sia stato egli stesso un artista pubblico e promotore di mostre collettive e performance innovative. Fra i pezzi in mostra ci sono molto lavori iniziali mai visti prima in pubblico; sette video inediti, compresa una registrazione di una sua pittura in un strada (il suo primo pezzo video) e il Tribute to Gloria Vanderbilt un originale collage create da cut-up presi da frammenti della sua stessa scrittura, libri di storia e quotidiani.
Keith Haring: 1978-1982 a cura di Raphaela Platow. La mostra è co-organizzata dal Contemporary Arts Center, Cincinnati, e la Kunsthalle Wien. La presentazione di Brooklyn è organizzato da Tricia Laughlin Bloom, curatrice del progetto, e Patrick Amsellem, ex Associate Curator of Photography, Brooklyn Museum.
La mostra è resa possibile da Lisa e Dick Cashin con il supporto aggiuntivo fornito dal Stephanie e Tim Ingrassia Contemporary Art Fund Exhibition.
09/09/00
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