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Visualizzazione post con etichetta Carol Rama. Mostra tutti i post
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04/06/25

Antologica per Carol Rama all'Accorsi-Ometto di Torino

 


In fondo a via Po, quasi in piazza Vittorio c'è uno dei meno noti musei torinesi, un piccolo gioiello che brilla per la sua stupenda raccolta di arredi e manufatti del Settecento e per le belle mostre temporanee si tratta del Museo Fondazione Accorsi-Ometto, dedicato alle arti decorative. 

Sicuramente da non perdetevi la bella e ampia antologica realizzata su Carol Rama, fruibile fino al 14 Settembre, con una selezione di opere di pregio e qualità.

Articolato in diverse sale il percorso prende avvio con un interessante video in cui lo storico dell'arte Francesco Poli, amico dell'artista, che ha curato la mostra con Luca Motto, ci presenta le diverse fasi creative di questo celebre personaggio dell'arte del Novecento. Lungo il percorso espositivo una serie di pratici e utili pannelli aiutano a conoscere l'operato creativo e la vita dell'artista. 
 



Si prosegue così in una serie di spazi legati a impostazioni tematiche e cronologiche, come la  serie di acquerelli realizzati all'inizio del suo percorso artistico presentati poi, grazie al sostegno di Felice Casorati, nella prima mostra personale del 1947 a Torino.

Ogni sezione presente sfacettature dell'articolata creatività e della sua grande versatilità. 

Come nella sezione "bricolage" dove risalta la sua capacità di elaborare le sue poetiche con differenti materiali con risultati estetici molto emotivi. 



Testimonianza degli spazi abitativi, attualmente visitabili, della sua casa in via Napione 15, sono testimoniati da una serie di scatti di Bepi Ghiotti che mettono in evidenza la sua tendenza all'accumulo e alla trasformazione degli oggetti, oltre che le frequentazione con amici quali Italo  Calvino,  Cesare  Pavese, Edoardo Sanguineti, Luciano Berio e tanti altri. 

 L'ultima sezione è dedicata al ritorno alla pittura e all'espressione astratta che però prende forma attraverso l'uso di materiali e di pagine riciclate su cui interviene con segni intensi ed espressivi. E' presenta anche alcune fasi dell'ultimo progetto, del 1996, dedicato a mucca pazza, evento ambientale che aveva colpito molto la sensibilità dell'artista. 




Informazioni per la visita 

Museo di Arti Decorative Accorsi- Ometto
Via Po 55 | Torino  011 837 688 int. 3
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ORARI
Martedì,  mercoledì  e  venerdì  10.00 - 18.00  │ Giovedì  10.00 - 20.00 │ 
Sabato,  domenica  e  festivi  10.00 - 19.00
La biglietteria chiude mezz’ora prima.
Lunedì chiuso
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19/05/25

Merz e Rama le donne di Torino a Berna



 In questi giorni il Kunst Museum di Berna offre uno sguardo su due importanti artiste torinesi Marisa Merz e Carol Rama, in un bel dialogo di opere e riflession. 
 
La mostra su Marisa Merz (1926–2019), curata da  Sébastien Delot, Andrea Viliani e Livia Wermuth, mette in risalto  il suo ruolo e il suo legame al movimento dell'Arte Povera, unica donna a esserne parte. La potenza sottile delle sue opere si rivela in una visione profondamente nutrita. Le sue creazioni sono caratterizzate dal silenzio, dalla poesia e dalla ricerca della fragilità dell'arte, che è parallela a quella della vita.  


Nel suo studio, Marisa Merz ha trasformato lo spazio e il tempo in un collage attraverso disegni, dipinti, sculture e installazioni. Si è mossa con virtuosismo tra la storia dell'arte europea e la vita quotidiana, utilizzando materiali come alluminio, argilla, rame, nylon, cera e tessuto. Il Kunstmuseum Bern dedica alla sua opera la più grande retrospettiva in Svizzera degli ultimi trent'anni. 



La sezione dedicata a Carol Rama, curata da Livia Wermuth, guarda alla sessualità, follia, malattia e morte che sono i grandi temi che l'artista ha affrontato nella sua arte. È una delle artiste moderne più importanti, che ha ottenuto riconoscimenti tardivi. 


Già negli anni Trenta, Rama aprì la strada all'arte femminista contemporanea con rappresentazioni del desiderio femminile e creò un corpus di opere sperimentali, radicali e personali nell'arco di circa settant'anni. Il Kunstmuseum Bern presenta la prima mostra antologica completa in Svizzera dedicata all'artista torinese, con opere che coprono tutte le fasi creative della sua straordinaria produzione. 

02/11/19

Apre casa Rama


A conclusione della settimana dell’arte si aprirà dal 5 Novembre l’appartamento dell’artista torineese Carol Rama, situato in in via Napione 15.

Il progetto è stato possibile grazie all’impegno della Fondazione Sardi che dopo un recupero rende possibile con l’ Archivio Carol Rama le visite guidate, biglietto di 40 euro (un contributo per poter conservare e gestire questo bene).

Le stanze sono rimaste suggestive e affascinanti con un grande letto centrale usato come un divano per accogliere gli amici più cari, come Edoardo Sanguineti e Paolo Fossati. Circondata dalle sue opere e quelle degli amici, tra cui Man Ray, Picasso, Andy Wharol. 

L’appartamento sarà visitabile solo su prenotazione, nei giorni di martedì, giovedì e sabato, per i dettagli visitare il sito archiviocarolrama.org 

12/02/19

Carol Rama a New York da Lévy



Da alcune settimana la sede newyorchese della galleria Lévy Gorvy propone una ricercata selezione delle opere di Carol Rama, proposte col titolo "Eye of Eyes"



Un'artista che ho sempre amato molto per il suo bel carattere deciso e anticonformista, figura femminile di altro profilo e di grande inventiva.



Una bella antologica che copre un ampio arco di tempo, dagli anni '30 fino alle ultime produzioni degli anni '90.




25/10/16

Carol Rama alla GAM di Torino

Fino al 5 Febbraio 2017 la GAM di Torino propone una bella mostra antologica su Carol Rama.

 
 


























09/10/16

Carol Rama alla GAM di Torino



“Non ho avuto maestri pittori, il senso del peccato è il mio maestro. Il peccato è una trasgressione del pensiero”   Carol Rama


La GAM presenta una grande mostra retrospettiva dedicata all’artista Carol Rama (1918-2015) la cui opera anticonformista e trasgressiva emerge nella sfera culturale e artistica di Torino negli anni Trenta e Quaranta del Novecento per attraversare con passione e vitalità l’intero secolo.

Figlia di un piccolo imprenditore che produceva anche biciclette, l’autodidatta Carol Rama inizia a dipingere fin dalla prima adolescenza. In seguito a episodi familiari dolorosi, tra i quali le cure psichiatriche della madre e il probabile suicidio del padre, la sua arte diviene un modo per esorcizzare sofferenza e paure interiori. Tra gli amici annovera Felice Casorati, Edoardo Sanguineti, Corrado Levi e conosce Pablo Picasso, Man Ray e Andy Warhol.

Leggenda vuole che la sua prima mostra nel 1945 venisse chiusa dalla polizia per oscenità.

Ha vissuto e lavorato in una casa di via Napione a Torino, dove ogni oggetto assumeva valori simbolici fino a fare della casa una grande opera d’arte totale.

Nel 2003 riceve l’importante riconoscimento del Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia, giunto dopo quasi settant’anni di attività intensa. Muore a 97 anni nella sua casa studio.

Con una selezione di circa 200 opere, la mostra ripercorre l’incessante sperimentazione di tecniche e l’inquietudine vitale dell’artista attraverso momenti salienti: dai primi acquerelli apertamente erotici ed espressionisti della serie Appassionata negli anni Trenta e Quaranta, ai collage/bricolage tattili degli anni Sessanta e Settanta in cui composizioni di materiali inquietanti, come siringhe, piccoli occhi in vetro o camere d’aria in gomma, sembrano guardare lo spettatore da fondi pittorici informali e magmatici, fino ai lavori e alle incisioni che l’artista realizza dagli anni Ottanta, dove appaiono corpi, dentiere, lingue, organi genitali, figure di animali e scarpe abitate da falli. 

Le opere esprimono un desiderio sempre acceso verso l’arte e la vita, vissute con trasporto empatico. La sua arte anticipa le ricerche di generazioni artistiche recenti.

Curata da Teresa Grandas e Paul B. Preciado per il museo MACBA di Barcellona e realizzata in collaborazione con la GAM e altri tre musei europei, la mostra giunge ora a Torino, nella città dove l’artista ha sempre vissuto e lavorato e nel museo che conserva molti dei suo capolavori. Il coordinamento curatoriale ed editoriale della mostra è di Anna Musini.

L’edizione italiana del catalogo edita da Silvana Editoriale è realizzata grazie al sostegno della Fondazione Sardi per l’Arte.



Orari di apertura martedì – domenica 10.00 – 18.00

Ingresso
Intero: 10 euro
Ridotto: 8 euro
Ingresso libero: Abbonamento Musei e Torino Card

24/04/15

Carol Rama a Parigi



Fino al 12 Luglio una stupenda mostra su Carol Rama al Mam di Parigi,

The Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris is presenting France's first retrospective devoted to Italian artist Carol Rama. Long sidelined by art history and the feminist movement, Rama's work ranges through all the avant-garde movements of the 20th century while defying any pigeonholing. The ferocity of an oeuvre oscillating between abstraction and figuration calls on us to take a fresh look at official art currents and established categories.

The Passion according to Carol Rama offers an overview of a multi-faceted body of work, its scenography taking the form of a fragmented 'anatomy' that combines the chronological and the thematic in a thoroughgoing revelation of Rama's obsessive complexity.

This is a hybrid oeuvre in which subject and medium coalesce, from mouth/watercolour to penis-breast/rubber and eye/bricolage. A seeming jumble of themes and materials, Rama's different series in fact come together as a coherent whole, tackling notions like madness, fetishism, ordure, abjectness, pleasure, animality and death.


Born into a traditional Catholic bourgeois family in Turin in 1918, this self-taught artist has said, 'I've never needed a model for my painting; the sense of sin is my teacher.' Beginning with the early 1930s watercolours that caused censorship clashes, she developed a distinctive visual system at odds with normative, male-dominated modernism. In 1950 her work took an abstract turn, moving towards a personal, organic vision of Concrete Art. Twenty years later she began using strips cut from bicycle tyres as sensual, minimalist 'image material'. In 1980 she reverted to figuration with watercolours painted on architectural illustrations. Her most recent major series, dating from the 2000s, takes its inspiration from mucca pazza (mad cow disease) and consists of provocative rubber compositions that could be termed 'queer Arte Povera'.

In contrast with the artist’s light-filled studio, Rama’s apartment is a dark, skilfully arranged room, home to a plethora of portraits, other works and odds and ends: her raw materials, primitive and religious statuettes and pop items. Chosen with Maria Cristina Mundici (Archivio Carol Rama), a selection of objects sets up a dialogue here with Bepi Ghiotti’s photographs installation of the casa studio. The background soundtrack by Paolo Curtoni is a mix of sounds from the apartment and recordings of the artist’s voice.


Despite a solitary, eccentric existence far removed from movements and the fashionable, Rama has always mixed with artists and intellectuals, among them Carlo Mollino, Edoardo Sanguineti, Lea Vergine, Man Ray, Pasolini and Andy Warhol. She now appears as a figure crucial to any understanding of the representational changes in the art of the 20th century. Winner of the Golden Lion at the Venice Biennale in 2003, she was shown there again in 2013, and her work has become the focus of intense interest on the part of museums, art historians and other artists.

Exhibition concieved by the Museu d’Art Contemporani de Barcelona (MACBA) and the Musée d’Art moderne de la Ville de Paris (MAMVP), organized by the MACBA and coproduced with PARIS MUSÉES / MAMVP, EMMA – Espoo Museum of Modern Art, Irish Museum of Modern Art, Dublin (IMMA) and GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Turin.    
#ExpoCarolRama

10/08/14

Carol Rama e Danh Võ al Nottingham Contemporary

Carol Rama and Danh Võ Nottingham Contemporary  Photo Andy Keate


Al Nottingham Contemporary due mostre con Carol Rama e Danh Võ 



Carol Rama’s expressive work is a direct result of the personal tragedies in her life. “I paint to heal myself,” she has said. Her autobiographical, explicitly female approach mirrors that of other artists of her time, such as Louise Bourgeois. Considered too radical for the fascist dominated Italy she grew up in, her work didn’t receive international attention until the end of the 90s. She received the Golden Lion for Lifetime Achievement at the Venice Biennale in 2003, and her work is now shown in major art galleries around the world.
Featuring over 50 of her works, this exhibition has been curated by Irene Aristizabal in response to Danh Võ’s work, a great admirer of Carol Rama.

Photographs of her legendary studio, taken by Bepi Ghiotti, will be shown in The Study, off Gallery 1.



This summer we present the first major UK exhibition of the work of Danh Võ. Võ’s work explores the intersections of personal experience and major historical events, including the impact and mutations of Catholicism as it spread through colonisation.
His artworks reflect on the paradoxes inherent in the construction of identity. His use of objects evokes the historical circumstances that shape contemporary life.
In 2012 Danh Võ won the prestigious HUGO BOSS PRIZE.
6.30pm - 11pm, Galleries open until 9.00pm
Free, booking required

Carol Rama and Danh Võ Nottingham Contemporary

Carol Rama and Danh Võ Nottingham Contemporary  Photo Andy Keate.

01/11/12

PORNdemia - La pornografia nell’arte a Paratissima, Il porno, da genere di nicchia a fenomeno pop



Si tratta del progetto che più sta incuriosendo il vasto pubblico che ogni anno segue con passione la rassegna Paratissima che quest’anno si trasferisce presso l’ex M.O.I. in via Giordano Bruno 181. Una proposta che vuole essere non solo visiva ma anche “sensoriale” 

Foto, video, pitture, sculture e installazioni raccontano la proliferazione dell’erotismo, ma anche la degenerazione dell’oggi, la cultura di massa e l’attualità. In mostra opere di artisti storici, come Keith Haring, Carol Rama, Man Ray e Carlo Mollino e di autori più contemporanei, come Vanessa Beecroft, Jim Dine, Nobuyoshi Araky, Daniele Galliano e Richard Kern. 

Non vi è nulla di gratuito. Il ricorso all’erotismo è esplicito nell’arte di CAROL RAMA, pioniera della provocazione. E l’attaccamento alla pornografia è evidente nell’opera di DANIELE GALLIANO e nei suoi affreschi generazionali. I soggetti ritratti in scene erotiche sono donne sedute in vasche da bagno o su bidet prese dalle prime web cam. L’immaginario, allora, era quello che risultava dalla sua vita quotidiana e soprattutto da quella notturna, dei riti delle tribù giovanili. Immagini di sessualità esplicita, che fanno parte della nostra quotidianità, sono anche quelle di KEITH HARING (dalla collezione di Paolo Tonin), che denunciano i miti della civiltà dei consumi. Attratto dall’Eros, MAN RAY disegna e dipinge quadri ispirati al Marchese de Sade e ritrae donne, modelle, amiche e amanti. VANESSA BEECROFT, con la serie di corpi femminili esposti, messi in scena ed esibiti, racconta invece la nudità priva di erotismo. 

Nell’arte contemporanea la pornografia perde la sua vocazione e la sua missione originaria, per diventare un mezzo attraverso il quale viene fotografato il presente. A prevalere, nelle opere, è l’aspetto ludico o ironico o il dato più cerebrale di critica sociale e di costume, oppure ancora l’aspetto più onirico e introspettivo in cui l’interiorità, il lato oscuro, viene liberato dalle sue inquietanti fantasie erotiche. Qualsiasi tipo di immagine filtrata dall’arte, anche quella sessualmente più esplicita, viene spogliata del suo scopo originario, univoco e diretto, per acquisire nuovi contenuti e significati. Le visioni più crude di atti o organi sessuali diventano così, nella rielaborazione artistica del fenomeno pop-porno, suggestioni metaforiche rivolte all’eccitamento del pensiero e dell’intelletto. 

L’opera di CARLO MOLLINO, ad esempio, appartiene alla serie di piccole polaroid di nudi erotici realizzate negli anni ’60. Mollino fu uno dei primi ad usare la Polaroid ritraendo più di 1000 nudi femminili in interni meticolosamente allestiti, scegliendo i soggetti tra fidanzate, amiche e prostitute. Tra le immagini in mostra, proveniente da una collezione privata, JEFF KOONS e l’ex moglie ILONA STALLER fotografati dall’obiettivo di RICCARDO SCHICCHI. 

Complementare alla parte più prettamente artistica è, infine, l’ampia sezione dedicata al fumetto con tavole e disegni originali di autori come Milo Manara, con la sua immagine per il finale di Casanova di Fellini, Crepax e Leone Frollo. 

A cura di: Francesca Canfora e Daniele Ratti, con opere di: Haring, Rama, Ray, Mollino, Galliano, Beecroft, Manara, Crepax, Schicchi presso Paratissima, dal 7 all’11 Novembre, Ex Moi, Torino.