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21/07/20

Villa Medici, l'arte dei borsisti


Villa Medici, la stupenda sede dell'Accademia di Francia, ha riaperto la settimana scorsa con la mostra dei borsisti “Dans le tourbillon du tout-monde” che durerà fino al 13 settembre, curata da Lorenzo Romito

 
CS

Questa mostra collettiva riunisce le realizzazioni dei sedici artisti e ricercatori borsisti che operano nel vasto campo della creazione, dalle arti visive al design, dall’architettura alla musica, dal cinema alla letteratura e alla storia dell’arte.

I progetti presentati sono il frutto di ricerche, attività e riflessioni coltivate dai borsisti durante la loro residenza a Villa Medici, e portano il segno, per contenuti e forme espressive, degli sconvolgimenti dell’anno in corso. Le opere esposte mettono in luce l’interrelazione fra creazioni individuali e progetto comune, creano ponti tra le discipline e tracciano traiettorie che testimoniano questo momento eccezionale di coscienza collettiva.

Dans le tourbillon du tout-monde è un invito rivolto al pubblico, un appuntamento con una mostra che nasce dopo un periodo di incertezze e che per questo acquista un rilievo forse ancora maggiore.

Lorenzo Romito:

« L’incipit di una mostra che ancora oggi stentiamo a capire se potrà aver luogo viene da una dedica fattami da Édouard Glissant sulla quarta di copertina della mia copia del suo libro Poetica della Relazione. Lui, poeta, profeta, sembrava al momento di quell’incontro avvenuto a Roma, poco prima della sua scomparsa, già essere nel centro di quel tourbillon inatteso della prima pandemia globale che ha travolto il tout-monde. Una circostanza da cui non è possibile sottrarci, di cui tutto, anche questa esposizione, diviene conseguenza.

Una mostra che viene determinata dall’imprevisto, che tenta di accoglierlo, di condividerlo, sottraendosi dal giudicarlo e da prevederne le conseguenze. Una mostra che abita uno spazio « tra »: tra quello che si intendeva fare e quello che si può e si vuole ancora fare, tra un prima divenuto già distante e un futuro in questo momento privo di certezze. Una mostra di cui non possiamo neanche aver certezza, non essendoci certezza che un pubblico possa venire a vederla, una mostra che si dispone anche all’eventualità di non poter essere esposta e che si fa plico da inviare a chi si sente il bisogno, per testimoniare apprezzamento, sostegno, aiuto, semplicemente presenza. Una mostra che diviene un’opera in sé, collettiva, di arte, postale, magari anche – se possibile – consegnata a mano, che sceglie il suo pubblico, che lo cerca e ci si indirizza, che gli mostra attenzione per quanto sta vivendo e per quel che sta facendo o non può più fare, ogni invio una relazione da tessere.

Ma una mostra che può forse, ancora, aver luogo, lo saprete voi se leggerete queste parole a Villa Medici o a casa vostra. Realizzata in stato di eccezione, una mostra che richiama gli artisti all’esplorazione del sensibile, ad agire nella viva carne del cambiamento nel momento in cui ci destabilizza, mentre sta spuntando le nostre matite come le nostre certezze, rendendoci fragili. Un cambiamento che non si offre ancora alla comprensione, che ci rifiuta quella distanza, quella pulizia ed esattezza che di ogni artista sono la signatura.
È in questo stato sospeso che siamo convocati ad esprimerci prima di avere ritrovato il linguaggio, le parole e i segni con cui capire ed essere capiti, prima che sul mondo venga ripristinato il Logos, parola, norma, prima di conoscere quale sarà questo logos a venire.

La mostra esplora così stati d’animo, gesti, pensieri, propone opere destabilizzate, ne fa il suo senso, ricerca modi di fare e di farsi che potranno diventare presto comportamenti sociali diffusi o solo ricordi di un tempo che ha segnato anche noi che ci pensavamo autori indiscussi delle nostre vite e delle nostre opere ».

La mostra Dans le tourbillon du tout-monde riunisce le opere dei sedici borsisti della promozione 2019-2020:

Sammy Baloji (fotografo e artista visivo), Frédérique Barchelard e Flavien Menu (architetti), Benjamin Crotty (sceneggiatore), Pauline Curnier-Jardin (sceneggiatrice e artista visiva), Bastien David (compositore), Samuel Gratacap (fotografo), Valentina Hristova (storica dell’arte), Mathieu Larnaudie (scrittore), François Olislaeger (disegnatore e fumettista), Louise Sartor (pittrice), Fanny Taillandier (scrittrice), Sébastien Thiéry (scrittore), Mikel Urquiza (compositore), Jeanne Vicerial (designer tessile), Sara Vitacca (storica dell’arte).